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Sampdoria è vita



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La nostra storia dal 1946 ad oggi
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Homer

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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:48 am    Oggetto:  Stagione 1961/1962 Serie A - 11° posto
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Stagione 1961/1962

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Presidente: LOLLI GHETTI

Allenatore: MONZEGLIO/LERICI

10° classificata in serie A

Capocannoniere: Brighenti 9 reti

BATTARA BERGAMASCHI BERNASCONI BRIGHENTI BOSKOV CUCCHIARONI DELFINO GRABESU MAROCCHI ROSIN SKOGLUND TOMASIN TOSCHI VESELINOVIC VICINI VIGNA VIGNI VINCENZI

Dopo la splendida stagione precedente la Sampdoria inizia il suo primo periodo nero. Il presidente Alberto Ravano improvvisamente si dimette, la società conosce una reggenza a cinque (Borghi, Cornetto, Corti, Rebuffa e Sanguineti) finché la presidenza non viene assunta dall’armatore ciociaro Glauco Lolli Ghetti. Il nuovo presidente conferma Monzeglio in panchina, cede Ockwirk ed acquista gli jugoslavi Todor Veselinovic e Vujadin Boskov. La stagione termina con l’ottenimento di sole nove vittorie e il decimo posto in classifica con 30 punti (frutto di 9 vittorie, 12 pareggi e 13 sconfitte). La Sampdoria partecipa alla Mitropa Cup senza superare il girone di qualificazione. La Sampdoria partecipa anche alla Coppa dell’Amicizia dove viene eliminata, negli ottavi di finale, dai francesi del Tolosa.

Gli anni sessanta si erano aperti per la Samp con quel fantastico quarto posto alle spalle delle 'solite' grandi: Juve, Milan e Inter, ma ben presto la realtà doveva far riaprire gli occhi ai tifosi blucerchiati.
Il nuovo presidente, Lolli Ghetti, confermò in panchina l'allenatore Monzeglio, liquidò Ocwirk e fece arivare due slavi pieni di fama, ma ormai alla fine della carriera, Veselinovic e Boskov che, come giocatori, non lasciarono certamente il segno!

La squadra era quasi quella dello scorso anno, ma avevano tutti un anno in più. Il campionato andò avanti con vicende alterne (1-0 ala Roma seguito dalla sconfitta per 2-0 a Catania; 3-2 a San Siro contro il Milan e sconfitta casalinga a cospetto del Palermo; 1-0 a Padova e 0-2 in casa con il Venezia e 1-1 a San Siro con l'Inter e vittoria 1-0 a Torino con la Juve).

Dopo la sconfitta interna contro il Venezia la retrocessione sembrava inevitabile, soprattutto pensando alla successiva trasferta contro l'Inter. Si decise allora il cambio d'allenatore e, arrivato Lerici, con otto punti nelle ultime sei giornate, non solo la salvezza fu raggiunta, ma si ottenne un onorevole decimo posto finale. Con Lerici esordì in maglia blucerchiata il portiere Battara.

Anche la Coppa Italia non fu fonte di gloria visto che la Samp, ammessa di diritto al secondo turno, fu sconfitta dal Napoli (serie B) dopo un incontro che, terminato 0-0, fu risolto dai rigori e vide i partenopei uscire vittoriosi (7-6).

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Una formazione della Samp '61-62.

In piedi: Brighenti, Vicini, Bergamaschi, Vincenzi, Skoglund.
Accosciati: Toschi, Bernasconi, Marocchi, Rosin, Boskov, Cucchiaroni.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:18 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:48 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:53 am    Oggetto:  Stagione 1962/1963 Serie A - 11° posto
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Stagione 1962/1963

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Presidente: LOLLI GHETTI

Allenatore: LERICI/POGGI

11° classificata in serie A

Capocannoniere: Da Silva 13 reti

BATTARA BERGAMASCHI BERNASCONI BERTOLAZZI BRIGHENTI CUCCHIARONI DA SILVA DELFINO FRUSTALUPI MAESTRI MAINARDI MAROCCHI PRATO SATTOLO SCAZZOLA TAMBORINI TOMASIN TORO TOSCHI VICINI VIGNA VINCENZI

La Sampdoria acquista dal Colo Colo, per la consistente somma di 175 milioni, il cileno Jorge Toro. Ma non si rivela un grande affare, 15 presenze e solo tre reti (di cui due su rigore). Molto meglio di lui fece il brasiliano “China” Da Silva che diede un importante contributo segnando 13 reti. Al termine della stagione la Sampdoria è undicesima con 30 punti (frutto di 11 vittorie, 8 pareggi e 15 sconfitte). La Sampdoria partecipa alla Coppa delle Fiere (che successivamente verrà ribattezzata Coppa UEFA) e viene eliminata negli ottavi dagli ungheresi del Ferencvaros.

Mondiali '62. Cile-Italia 2-0. Il trascinatore di quell'incontro (oltre l'arbitro Aston) fu, per il Cile Jorge Toro, autore anche del secondo gol cileno. La Samp lo acquistò, ma il sudamericano non si rivelò adatto al calcio italiano. 15 partite, tre gol segnati e congedo alla fine del campionato (passò al Modena, dove rimase sette anni).

Altro acquisto fu Josè Ricardo Da Silva, meno 'pregiato' del cileno, ma sicuramente più proficuo per le sorti della Samp (13 gol). Arrivarono anche, dal Palermo, Maestri e Prato e dalla Solbiatese Tamborini. Purtroppo solamente quest'ultimo, oltre Da Silva, si rivelò un acquisto azzeccato.

Alla quinta giornata derby della Lanterna e Genoa che s'impone per 2-1 con reti di Bean e dell'ex Firmani. La sconfitta costò il posto all'allenatore Lerici e al suo posto arrivò Ocwirk, l'indimenticato regista della Samp dei vecchietti.

Esordio in serie A del giovane Mario Frustalupi che scese in campo a Torino (Toro-Samp 4-2) e segnò un gol.

La Coppa Italia '62-63 vede la Samp passare il 1° turno (Pro Patria-Sampdoria 1-2) e il 2° (Milan-Samp 0-1), ma soccombere ai quarti contro il Torino (0-2). Per la Samp le reti furono di Toro (2) nel primo incontro e Toschi a San Siro.

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Una formazione della Samp stagione 62-63.

In piedi: Battara, Vicini, Bergamaschi, Vincenzi, Da Silva, Toro.
Accosciati: Toschi, Tomasin, Maestri, Marocchi, Brighenti.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:23 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:57 am    Oggetto:  Stagione 1963/1964 Serie A - 15° posto
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Stagione 1963/1964
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Presidente: LOLLI GHETTI

Allenatore: OCWIRK

15° classificata in serie A

Capocannoniere: Barison 14 reti

BARISON BATTARA BERGAMASCHI BERNASCONI BISACCO DA SILVA DELFINO FORANTE FRUSTALUPI MAROCCHI MORINI PIENTI SALVI SATTOLO TAMBORINI TOMASIN TOSCHI TRINCHERO VIGNI VINCENZI WISNIESKY

Anche questa stagione è negativa, la squadra palesa una mancanza di continuità ed evidenzia la carenza di doti tecniche. Sul mercato acquista l’ex genoano Paolo Barison (che segnerà 14 reti) e lancia alcuni giovani promesse come Salvi e Frustalupi. La stagione termina al quindicesimo posto con 27 punti (frutto di 10 vittorie, 7 pareggi e 17 sconfitte) a pari merito con il Modena. La Sampdoria evita la retrocessione vincendo per 2 a 0 (reti di Salvi e Barison) lo spareggio contro il Modena allo stadio San Siro di Milano. La Sampdoria viene eliminata al secondo turno della Coppa Piano Rappan.

INIZIA IL PRIMO PERIODO BUIO
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Monzeglio litiga con Ocwirk e la società decide di congedare l'austriaco. Arrivano Boskov e Veselinovic, ma la squadra non gira più e rischia la retrocessione. Monzeglio getta la spugna. Lerici la salva, ma non può più mascherare la crisi tecnica in atto. Torna Ocwirk e si punta sulla pista del Sudamerica: arrivano Toro e Da Silva. La Sampdoria arriva undicesima nel 1962-63, ma la crisi è dietro l'angolo.

L'addio di Ravano, portò alla formazione di un Direttorio formato da Borghi, Cornetto, Corti, Rebuffa e Sanguineti, i quali operarono poi il trapasso dei poteri all'armatore ciociaro Glauco Lolli Ghetti. La prima mossa del nuovo Presidente fu quella di confermare Eraldo Monzeglio in panchina e questa poteva essere considerata scontata, considerato ciò che il tecnico aveva fatto in precedenza. Meno scontata fu la cessione di Ocwirk, originata dai presunti dissapori con l'allenatore. L'interno austriaco poteva essere considerato l'allenatore in campo della squadra e la sua partenza provocava un vero e proprio buco in mezzo al campo cui Lolli Ghetti pensò di rimediare con l'acquisto di due giocatori yugoslavi, Vujadin Boskov e Todor Veselinovic, la cui caratura internazionale era indiscussa ed era stata ripetutamente dimostrata nel corso delle tante partite della loro Nazionale. Il problema grosso, stava però nel fatto che entrambi erano ormai entrati nella fase calante di una grandissima carriera e avevano bisogno di tempo per adeguarsi ad un calcio come quello italiano, noto ormai in tutto il mondo per il catenaccio imperante, cui non erano assolutamente abituati. A deludere fu soprattutto Boskov, il quale dimostrò impietosamente che l'avanzare dell'età ne aveva intaccato in maniera determinante il rendimento, ma anche Veselinovic si limitò ad una quindicina di partite nel corso delle quali riuscì sì a far intravvedere una tecnica di grandissimo rilievo, ma anche la necessità di rifiatare a lungo. La squadra risentì ovviamente della mancanza di una guida come quella di Ocwirk e piombò in una crisi tecnica devastante che la portò in piena lotta per non retrocedere. A pagare le conseguenze del pessimo comportamento doriano fu proprio Monzeglio, il quale dovette lasciare la panchina a sei giornate dal termine a favore di Roberto Lerici, che riuscì a riassestare alla meglio i resti della grande Sampdoria dell'anno precedente e, collezionando otto punti, a conquistare un decimo posto ormai insperato.
L'ottimo finale di torneo, valse naturalmente la riconferma a Lerici, mentre Lolli Ghetti cercava di tappare le falle che si erano aperte nella squadra traendo lezione da quello che era successo nell'ultimo anno. Boskov e Veselinovic furono perciò rispediti al mittente e al loro posto furono acquistati il solido attaccante brasiliano Da Silva dal Botafogo e il mediano cileno Jorge Toro, il quale si era appena distinto nel Mondiale organizzato dal suo paese per una verve agonistica che non di rado sfociava nella vera e propria violenza intimidatoria. Arrivava inoltre il solido interno Tamborini, col quale si cercava di puntellare un centrocampo che a causa della elevata età media dei componenti della rosa, aveva denotato chiare difficoltà di carattere atletico nell'ultimo torneo. Nelle amichevoli che dovevano introdurre al torneo 1962-63, però, Lerici dimostrò chiaramente di essere ormai nel pallone e la confusione tecnica che stava travolgendo la squadra, spinse Lolli Ghetti ad intervenire esonerandolo e mettendo al suo posto Ocwirk, richiamato da Vienna. L'austriaco si barcamenò alla meno peggio, anche perchè la qualità tecnica della compagine che gli era stata affidata era ormai ben lontana da quella del periodo in cui aveva vestito la maglia blucerchiata. Il cileno Toro, denotava grandi limiti di palleggio e, soprattutto, nel nostro paese non poteva ricorrere al ben noto furore agonistico che aveva messo in mostra in patria. Per fortuna della Sampdoria, Da Silva superò immediatamente le difficoltà di adattamento e con 13 reti contribuì non poco a tenere la squadra fuori dalla zona pericolosa, oltre a supplire al deciso calo di rendimento di un Brighenti che aveva ormai iniziato la fase discendente della sua luminosa parabola agonistica. In difesa si metteva inoltre in ottima evidenza il terzino Tomasin, uno dei giovani lanciati da Monzeglio nel periodo in cui aveva diretto la squadra. Altra nota lieta, era costituita dalla continuità di rendimento di Tamborini, centrocampista capace di abbinare discrete doti tecniche ad un senso tattico di grande rilievo. Dall'altro canto, era ormai chiaro che il livello della rosa stava ormai drasticamente calando e che se non si fossero prese contromisure adeguate, la crisi tecnica era dietro l'angolo.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:24 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:59 am    Oggetto:  Stagione 1964/1965 Serie A - 14° posto
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Stagione 1964/1965

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Presidente: LOLLI GHETTI

Allenatore: OCWIRK/ BALDINI

14° classificata in serie A

Capocannoniere: Da Silva 8 reti

BARISON BATTARA BERNASCONI CARNIGLIA DA SILVA DELFINO DORDONI FONTANA FRANZINI FRUSTALUPI GHIO LOJACONO MASIERO MAROCCHI MORINI PIENTI SATTOLO SORMANI TOSCHI TRINCHERO VINCENZI

Anche questa stagione è contraddistinta da molta sofferenza : il trio sudamericano Da Silva – Sormani - Lojacono non fa le meraviglie che ci si attendeva, solo 19 reti (di cui sette realizzate da Da Silva). La Samp s’indebolisce sempre di più ed è scossa dall’affare Genoa – Foggia – Sampdoria, che ricordiamo fu un tentativo di frode da parte della squadra rossoblu. La Sampdoria con 29 punti (frutto di 9 vittorie, 11 pareggi e 14 sconfitte) ottiene il quattordicesimo posto. Nel corso della stagione “Ossi” Ockwirk viene sostituito in panchina da Baldini.

VERSO IL BARATRO
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Lolli Ghetti non interviene con decisione e la crisi tecnica della Sampdoria si aggrava. Nonostante l'acquisto di Barison, la Sampdoria si salva a stento nel 1963-64. Il presidente decide di cambiare registro, ma i risultati sono deludenti. Si prova a riproporre lo schema dei vecchietti da rigenerare, ma è tutto inutile. Pinella Baldini rileva Ocwirk, ma la situazione è ormai fuori controllo. Il baratro della Serie B si avvicina a grandi passi.

Lolli Ghetti, però, non intervenne con la dovuta energia per tappare le falle che si andavano aprendo e, in vista della stagione 1963-64, operò soltanto piccoli ritocchi. L'acquisto di maggior peso era quello di Maryan Wisnieski, uno dei più rappresentativi giocatori francesi, che si era messo in grande evidenza come spalla del grande Just Fontaine ai Mondiali del 1958. Prelevato dal Lens, club nel quale si era formato e ove si era affermato, Wisnieski era un laterale di attacco dotato di tecnica e forza fisica e sembrava una buonissima spalla per il confermatissimo Da Silva. Insieme a lui, arrivavano la mezzala Salvi, una promessa del nostro calcio e, soprattutto, Paolone Barison, ala dotata di fisico da corazziere che al Milan aveva trovato poco spazio. L'acquisto di Barison rappresentò un vero colpo di fortuna, in quanto l'attaccante di Vittorio Veneto, che era esploso sull'altra sponda della Lanterna, ritrovò alla Sampdoria il rendimento dei primi anni sino a riproporsi per la Nazionale. Nonostante il grande rendimento di Barison, autore di ben 13 reti, la Sampdoria non riuscì mai ad ingranare in quella disgraziata stagione. Il primo segnale di allarme arrivò sin dalla seconda giornata, quando una non trascendentale Roma rifilò un punteggio tennistico agli uomini di Ocwirk. E sin dalle prime giornate, divenne chiaro che il tallone d'Achille della squadra era la difesa, ove nemmeno Vincenzi e Bernasconi erano in grado di rimediare alla mancanza di copertura di un centrocampo ove il declino di Bergamaschi non aveva trovato adeguati compensi. La vittoria della quinta giornata con il Catania, un rotondo 4-1, illuse brevemente la tifoseria sulla possibilità di giocare comunque il solito campionato tranquillo o quasi, ma le ripetute sconfitte del periodo successivo, che culminarono in quella del primo derby d'annata, si incaricarono di spazzare via ogni illusione. Neanche tra le mura amiche di Marassi, ove pure negli anni passati la Sampdoria aveva costruito le sue fortune, i blucerchiati riuscivano a dare una impressione di adeguata forza. Dopo aver girato a 14 punti la fase ascendente del campionato, la Sampdoria inanellò quattro sconfitte consecutive che la portarono al limite dello psicodramma. Per fortuna, la clamorosa vittoria per 5-1 di Catania allentò un poco la tensione, ma la disfatta interna con l'Inter rese vana l'impresa siciliana. Fu il secondo derby stagionale, con un Genoa che navigava tranquillamente a centroclassifica, a dare la svolta positiva. La vittoria per 1-0 arrecò all'ambiente doriano l'entusiasmo che spinse la squadra ad inanellare una serie di partite positive che culminarono nell'impresa di San Siro, quando la Sampdoria riuscì a difendere la rete del vantaggio con una difesa strenua. La salvezza matematica arrivò solo grazie allo 0-0 tra Messina e Modena, che neutralizzava la sconfitta di Torino e permetteva ai doriani di scampare alla retrocessione per la miglior differenza reti nei confronti dei canarini. Di fronte al pericolo scampato, Lolli Ghetti cercò di dare una svolta capace di portare fuori la squadra dalle secche di una crisi tecnica che era ormai sotto gli occhi di tutti e dette luogo ad una campagna acquisti scoppiettante. In difesa arrivava Alfio Fontana, uno dei migliori terzini italiani nel periodo a cavallo tra gli ultimi anni '50 e i primi anni '60, prelevato dalla Roma con l'evidente intento di rigenerarlo. La mediana, vedeva l'innesto di un'altra vecchia gloria del calcio italiano, quell'Enea Masiero che era stato un punto di forza dell'Inter negli anni passati in nerazzurro. Dalla Fiorentina arrivava Francisco Ramon Lojacono, interno dalle grandi doti balistiche, ma in evidente calo di rendimento, mentre dalla Roma arrivava anche quel Benedicto Angel Sormani che dopo essere costato una barca di quattrini alla dirigenza romanista, aveva clamorosamente fallito sulla sponda giallorossa del Tevere. L'intento di Lolli Ghetti era evidente e puntava a ripetere lo schema dei terribili vecchietti che avevano fatto la fortuna di Ravano alla fine del decennio precedente. Purtroppo, la scommessa di Lolli Ghetti si rivelò un azzardo. Lojacono era chiaramente in disarmo, mentre Sormani era praticamente da ricostruire come giocatore, ancora in preda ad una evidente crisi di fiducia. Il nuovo tecnico, il vecchio Pinella Baldini, si trovò così nel mezzo di una tempesta: nonostante le ottime prestazioni di due giovani del vivaio, lo stopper Francesco Morini e il regista Mario Frustalupi, la Sampdoria dette luogo ad una nuova stagione di trepidazioni, che la vide salvarsi per miracolo ai danni dei cugini del Genoa. Era però evidente che non si poteva andare avanti in questo modo.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:25 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 2:04 am    Oggetto:  Stagione 1965/1966 Sere A - 16° posto - retrocessa in B
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Stagione 1965/1966

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Presidente: DE FRANCESCHINI

Allenatore: BERNARDINI

16°classificata in serie A retrocessa in serie B

Capocannoniere: Salvi 11 reti

BATTARA CARNIGLIA CATALANO CRISTIN DAVID DELFINO DORDONI FOTIA FRUSTALUPI GARBARINI GIAMPAGLIA MAROCCHI MASIERO MORINI NICOLE' NOVELLI PIENTI SABADINI SABATINI SALVI SATTOLO TRINCHERO VINCENZI



Lolli Ghetti rivoluziona la squadra acquistando numerosi giovani fra cui si segnala il ritorno, dal Milan, di Giancarlo Salvi, in panchina viene confermato Baldini. Alla vigilia del campionato l’armatore Enrico De Franceschini diventa il nuovo presidente della Samp. L’avvio stentato spinge la presidenza ad ingaggiare, come direttore tecnico, Fulvio “Fuffo” Bernardini. La Sampdoria realizza solo 27 punti (frutto di 9 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte) e si classifica al sedicesimo posto e retrocede in serie B. Peraltro la stagione blucerchiata è segnata da un grave errore dell’arbitro Bernardis di Trieste che non concesse un rigore (definito “solare” da tutta la stampa nazionale) per l’atterramento di Cristin ad opera di Gori nel corso della partita Lazio Sampdoria giocata nella terz’ultima giornata di campionato. Inoltre, all’ultima giornata di campionato la Sampdoria era a pari punti con la Spal, mentre nel finale di partita lo juventino Menichelli realizza il gol della sconfitta blucerchiata, il Brescia (con la compiacenza dell’arbitro Lo Bello) cala le braghe e si fa rimontare i due gol di vantaggio dalla Spal. Fu un campionato truccato?

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Lazio-Sampdoria: il rigore "solare" su Cristin

PER LA PRIMA VOLTA IN SERIE B
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La rivoluzione dell'estate del 1965 non dà i frutti sperati. Poco prima dell'inizio della stagione, Lolli Ghetti passa la mano a Enrico De Franceschini. Il nuovo presidente, non appena la squadra si trova in difficoltà, decide di chiamare Fulvio Bernardini sulla panchina. Nemmeno il Dottore, però, può fare miracoli. La retrocessione della Sampdoria è decretata dall'errore dell'arbitro Bernardis che, a Roma contro la Lazio, non concede un rigore "solare".

I tremori della stagione 1964-65, spinsero il Presidente a dar luogo ad una vera e propria rivoluzione, a seguito della quale si decise di puntare su giovani in cerca di affermazione e sulla cui fame di gloria si pensava poter costruire un nuovo corso. Dopo essersi fatto le ossa nei campionati minori, tornava Enrico Dordoni, mediano formatosi nella società e reputato ormai pronto per la massima serie. Tornavano anche Salvi, dal Milan e il centravanti Cristin, che era stato spedito a Monza. Inoltre erano da registrarsi gli acquisti di altri giovani come Pienti e Giampaglia. Ma non solo loro, visto che Lolli Ghetti aveva provveduto a rilevare il cartellino di Mario David, robusto centromediano sulla breccia dalla metà del decennio precedente, e di Carlo Novelli, attaccante che aveva girato mezza Italia nel corso della sua carriera, senza mai raggiungere grandissimi livelli di rendimento. Era evidente l'intento di dare una salutare sterzata all'ambiente, puntando sull'entusiasmo di ragazzi che erano in cerca della definitiva affermazione. Purtroppo, la confusione tecnica e societaria era ormai all'apice. Proprio alla vigilia del campionato, Lolli Ghetti decideva di passare la mano all'armatore Enrico De Franceschini, dando un segnale non proprio positivo all'ambiente: il suo addio poteva infatti essere interpretato come la definitiva resa ad una situazione non brillante. Alla prima giornata, la Sampdoria impattava a Marassi col Torino, replicando a Cagliari nella settimana successiva. Sembrava ancora una volta possibile una aurea mediocrità che era diventato il marchio di fabbrica doriano in quel lasso di tempo. Gli osservatori più attenti, avevano però già intuito che le cose non stavano così e che la squadra rischiava di fare la prte delvaso di coccio in mezzo a quelli di ferro. Poi, arrivò la sconfitta casalinga con la Roma a complicare ulteriormente le cose. Nonostante la vittoria con il Foggia, la crisi della squadra stava travolgendo il povero Baldini, il quale non sapeva più a quale santo appellarsi. Intervenne allora De Franceschini, il quale prese contatto con Fulvio Bernardini, uno dei migliori allenatori italiani di ogni epoca, il quale dopo aver vinto lo scudetto con la Fiorentina, si era ripetuto con il Bologna e aveva portato la Lazio a vincere la Coppa Italia nel 1958. Il Dottore accettò la sfida propostagli dal Presidente doriano, ma anche la sua sapienza, poco poteva di fronte alla pochezza di una squadra ove i giovani non riuscivano a confermare le promesse della vigilia e i vecchi denotavano chiaramente l'usura del tempo. Dopo aver chiuso a sili 13 punti il girone di andata, la Sampdoria iniziò la seconda parte del torneo con una sconfitta a Torino, subito seguita dal pareggio interno con il Cagliari di Riva e dalla sconfitta di Roma contro i giallorossi. Una nuova sconfitta interna col Milan e quella esterna a Foggia, resero chiaro che la squadra non rispondeva più alle sollecitazioni di Bernardini e la crisi morale della stessa aveva ormai toccato il suo punto più alto. Quando anche il Brescia violò Marassi, le residue speranze della tifoseria lasciarono il passo alla disillusione più completa. Ancora due sconfitte con il Bologna e la Fiorentina azzerarono le possibilità di salvezza dei doriani, anche se nell'ultima parte del torneo si ebbe un tardivo risveglio, iniziato dallo scontro diretto col Catania al Cibali, che vide gli uomini di Bernardini prevalere per 3-2. Un nuovo mezzo passo falso casalingo col Vicenza, vanificò in parte quell'impresa, ma una nuova vittoria esterna a Varese risvegliò le speranze. Quando anche l'Atalanta fu battuta a Marassi e l'Inter fermata sul pareggio a San Siro, sembrò che potesse avverarsi quelo che sino a poche settimane prima era da considerarsi un miracolo. La squadra sembrò improvvisamente trasformata e continuò la striscia positiva andando a vincere contro la Spal, nella settimana che precedeva lo scontro diretto dell'Olimpico con la Lazio. Quel giorno, fu l'arbitro Bernardis di Trieste a seppellire buona parte delle residue speranze della Sampdoria, negando agli uomini di Bernardini un rigore definito solare da tutta la stampa nazionale, per atterramento di Cristin ad opera di Gori. Alla penultima giornata, i doriani vinsero anche col Napoli, ma ormai la salvezza passava per la combinazione dei risultati dell'ultima giornata. Il 22 maggio 1966, la Sampdoria fu sconfitta per 2-1 dalla Juventus al Comunale di Torino, mentre in concomitanza, il Brescia si faceva rimontare due reti dalla Spal, condannando i blucerchiati alla prima, amara retrocessione.


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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 2:13 am    Oggetto:  Stagione 1966/1967 Serie B - 1° posto - promossa in serie A
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Stagione 1966/1967

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Presidente: SALATTI

Allenatore: BERNARDINI

1° classificata in serie B promossa in serie A

Capocannoniere: Francesconi 20 reti

BATTARA BERNARDINI CRISTIN DELFINO DORDONI FRANCESCONI FRUSTALUPI GARBARINI GHIO MORINI RIGATO SABATINI SALVI TENTORIO VIERI VINCENZI

L’onta della serie B andava lavata al più presto anche perché non mancavano le « cassandre » (specialmente di origine rossoblu) che preconizzavano un progressivo declino del club, sino al ridimensionamento o addirittura allo sfascio totale. In questo stato di cose i vecchi dirigenti si mossero in maniera tale da ottenere le dimissioni del presidente De Franceschini. L’assemblea ordinaria sancì la nomina alla guida della società di Arnaldo Salatti. Fulvio Bernardini viene riconfermato alla direzione tecnica della squadra. Bernardini puntò sui giovani, pertanto la campagna acquisti orchestrata da Piero Sanguineti e dall’avv. Mario Colantuoni riguardò solo cinque giocatori: “Corvo” Francesconi, Tentorio, Matteucci e Roberto “Bobo” Vieri. La stagione, un vero trionfo blucerchiato, si concluse con la matematica promozione in serie A a cinque giornate dal termine. La Sampdoria vinse il campionato con 54 punti (frutto di 20 vittorie, 14 pareggi e 4 sconfitte) con un impressionante differenza reti 47 segnate (di cui Francesconi 20, Salvi 12 e Vieri 5) contro le 19 subite, Battara rimase imbattuto per 740 minuti!!

In data 23 marzo 1967 l’associazione di persone Unione Calcio Sampierdarenese-Doria “Sampdoria” viene posta in liquidazione e sostituita dalla Unione Calcio Sampdoria Spa, costituita con un capitale sociale di 200.000.000 lire.

La Samp scende a far compagnia ai cugini del Genoa in Serie B. Ma mentre il Genoa doveva impiegare altri 5 anni per risalire, per la Samp quel campionato fu una cavalcata trionfale.Chi pensava che la prima discesa in serie B sarebbe stata fatale era servito!

L'estate portò alla presidenza Arnaldo Salatti, che confermò Bernardini alla guida tecnica della squadra.
Quanto ai rinforzi arrivarono Roberto Vieri (dal Prato), Tentorio (dal Bologna), Francesconi e il portiere di riserva Matteucci (dalla Roma).

Tutto il campionato si svolse nell'entusiasmante duello testa-a-testa tra la Samp e il Varese; al termine la spuntarono i blucerchiati che lasciarono il varese a tre punti e la terza a 12 punti di distanza.
La prima sconfitta (delle 4 totali) arrivò alla ventiduesima giornata ad opera della Reggiana che s'impose a Marassi per 2 a 1.

Quell'anno militava in serie B anche il Savona che, nonostante la vittoria a tre giornate dal termine contro la Samp, retrocesse per un solo punto.

La Coppa Italia vede la Samp passare il primo turno battendo il Genoa con una rete di Tentorio su rigore. Il secondo turno registra un'altra vittoria blucerchiata per 1 a 0, rete di Rigato, contro la Salernitana. Nel terzo turno la Samp affronta il Lecco. L'incontro termina in parità (1-1) con reti di Bonfanti del Lecco e un'autorete di Bacher. Si va ai rigori e il Lecco realizzandone 4 (contro i tre dei blucerchiati) estromette nuovamente la Sampdoria da questa competizione.


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18 giugno 1967, stadio di Marassi, la Sampdoria batte l'Alessandria 1-0 con rete di Francesconi (capocannoniere del campionato cadetto) e ritorna in serie A dopo un campionato trionfale.

Bernardini, Cristin, il prof. Chiappuzzo, Vincenzi, Garbarini, il presidente Salatti, il suo vice Colantuoni, Tentorio, Battara e il prof. Granato.
Accosciati: Sabatini, Frustalupi, Vieri, Francesconi, Salvi, Dordoni.


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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 2:18 am    Oggetto:  Stagione 1967/1968 Serie A - 10° posto
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Stagione 1967/1968

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Presidente: SALATTI

Allenatore: BERNARDINI

10° classificata in serie A

Capocannoniere: Cristin e Francesconi 7 reti

BATTARA CARPANESI CRISTIN DELFINO DORDONI FOTIA FRANCESCONI FRUSTALUPI GARBARINI MATTEUCCI MORINI NOVELLI PATERLINI SABATINI SALVI VIERI VINCENZI

Bernardini proclama, all’inizio della stagione, « siamo in serie A e ci resteremo » ed ottiene dal presidente Salatti la riconferma di tutti i giocatori con l’unica cessione di Tentorio, sostituito da Carpanesi. Alla fine del girone di andata la Sampdoria aveva ottenuto solo 10 punti in quindici partite: il gioco blucerchiato era ammirato da tutti, tanto che la Sampdoria si era meritato il titolo di “squadra simpatica”, proprio perché divertiva la platea senza chiedere… punti in cambio. Bernardini confermò la propria promessa galvanizzando i giocatori. Nel girone di ritorno la squadra ottenne altri 17 punti ottenendo il decimo posto con 27 punti (frutto di 6 vittorie, 15 pareggi e 9 sconfitte). La società Sampdoria, grazie al record di abbonamenti e di incassi stagionali, chiuse il bilancio gestionale alla pari.

Per merito della Sampdoria la stagione calcistica '67-68 rivedeva la serie A a Genova. Colantuoni, neopresidente della Società, accontentò Bernardini non vendendo alcun giocatore e, come buon peso, ingaggiando Carpanesi dalla Roma e Novelli dal Padova.

La Samp giocava un calcio brillante, ma i risultati non si vedevano tanto che alla fine del girone d'andata era ultima in classifica con 10 punti (2 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte). Il girone di ritorno iniziò con due pareggi e una vittoria, poi altri due pareggi e una vittoria e un pareggio a Napoli dove 'san' Battara parò proprio tutto! Dopo la sconfitta interna con il 'superMilan' altri pareggi e un paio di vittorie. Penultima a Torino con la Juve e secca sconfitta (3-1) seguita dal pareggio interno contro l'Atalanta. Tanto bastò per la salvezza.

La Coppa Italia vide la Samp eliminata al primo turno dal Torino (1-0 autorete di Morini).

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Una formazione della Samp edizione '67-68.

In piedi: Battara, Vincenzi, Morini, Carpanesi, Noletti, Cristin.
Accosciati: Salvi, Francesconi, Frustalupi, Vieri, Dordoni.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:10 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 2:21 am    Oggetto:  Stagione 1968/1969 Serie A - 12° posto
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Stagione 1968/1969

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Presidente: COLANTUONI

Allenatore: BERNARDINI

12° classificata in serie A

Capocannoniere: Vieri 5 reti

BATTARA COLLETTA CRISTIN DELFINO FRANCESCONI FRUSTALUPI GARBARINI NEGRISOLO MORELLI MORELLO MORINI NOVELLI SABADINI SABATINI SALVI VINCENZI VIERI


Arnaldo Salatti rinunzia alla presidenza per diverse ragioni personali, al suo posto si insedia l’avvocato Mario Colantuoni. Il nuovo presidente promosse una politica di austerità che, non permise il rafforzamento della rosa ma neppure il suo depauperamento: nessuno dei “gioielli” venne ceduto. Al termine del girone di andata la Sampdoria aveva 10 punti ma, al contrario della scorsa stagione, nessun tifoso credeva nella ripetizione della “excalation”. L’unico a professare ottimismo era il solito Bernardini ed infatti, nelle ultime sei giornate, la Sampdoria realizzò una serie di risultati positivi (per 8 punti complessivi!!) che le permisero di ottenere la dodicesima piazza con 23 punti (frutto di 5 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte), evitando la zona retrocessione per un punto.

Bernardini soleva dire che, per andare bene, occorreva uno che parasse e uno che facesse i gol. Per il primo la Samp era a posto, visto che i pali erano difesi da Battara; però i gol arrivavano col contagocce (il 'bomber' di quell'anno fu Vieri con la bellezza di 5 gol in tutto il campionato!).

Per fortuna la difesa, con Vincenzi e Delfino, ma soprattutto Garbarini, Morini e Sabadini, resse l'urto dei ben più potenti attacchi avversari e alla fine giunse la salvezza, seppure con un solo punto di vantaggio e ... con la solita volata di primavera (8 punti nelle ultime 6 partite dopo la sconcertante sconfitta casalinga contro il Pisa).

La Coppa Italia si disputa con i gironi di qualificazione. La Samp è con Genoa, Cesena e Juventus. Dopo la vittoria nel Derby (2-1 gol di Salvi e Frustalupi per la Samp e Morelli per il Genoa) arrivano le sconfitte con Juve (5-0) e Cesena (1-0). Fine dell'avventura di Coppa e qualificazione alla Juventus.

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Tanto genio ed altrettanta sregolatezza.
Questo era Bob Vieri
La stagione 1968-69 lo vede 'capocannoniere' con 5 reti.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:12 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:02 am    Oggetto:  Stagione 1969/1970 Serie A - 13° posto
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Stagione 1969/1970

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Presidente: COLANTUONI

Allenatore: BERNARDINI

13° classificata in serie A

Capocannoniere: Cristin 4 reti

ARNUZZO BATTARA BENETTI COLLETTA CORNI CRISTIN DELFINO FOTIA FRANCESCONI FRUSTALUPI GARBARINI JACOMUZZI MORELLI MORELLO NEGRISOLO NIELSEN SABADINI SABATINI SALVI SPANIO

Colantuoni non riesce a resistere alla ricca offerta della Juventus : Vieri e Morini vengono ceduti per il giovane Romeo Benetti e 800 milioni! Anche in questa stagione il girone di andata si concluse col magro bottino di 10 punti. Alla ventesima giornata la squadra era ancora a undici punti ma… iniziò la rimonta che si concluse con il raggiungimento del tredicesimo (quart’ultimo) posto grazie ai 24 punti (frutto di 6 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte).

La salvezza raggiunta per un solo punto l'anno precedente fece sperare ai tifosi in un rinforzo della squadra; invece si vendettero alla Juventus Morini e Vieri. In cambio arrivò in blucerchiato Romeo Benetti molto stimatao da Bernardini.

Altri arrivi furono: Il mediano Renzo Corni e lo stopper Ubaldo Spanio; come ciliegina sulla torte la Samp prelevò Harald Nielsen, ex bomber del Bologna che costava poco, aveva solo 28 anni, ma - e lo si appurò in seguito, aveva la schiena a pezzi. Giocò solo quattro partite e non lasciò il segno.

La difesa con Battara in porta e Sabadini, Sabatini, Spanio, Garbarini e il giovane Negrisolo riuscì a non far rimpiangere la coppia di ferro Vincenzi-Morini; a centrocampo Salvi e Frustalupi facevano rifiorire un formidabile Benetti; l'attacco purtroppo era talmente spuntato che il bomber di quell'anno riuscì persino a battere il record negativo della stagione precedente; infatti furono 4 le reti messe a segno da Cristin! Comunque fu salvezza con due turni d'anticipo.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:29 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:08 am    Oggetto:  Stagione 1970/1971 Serie A - 12° posto
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Stagione 1970/1971

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Presidente: COLANTUONI

Allenatore: BERNARDINI

12° classificata in serie A

Capocannoniere: Cristin 9 reti

BATTARA CRISTIN CORNI FOTIA FRANCESCONI GARBARINI LIPPI LODETTI MORELLO NEGRISOLO PELLIZZARO ROSSINELLI SABADINI SABATINI SALVI SPADETTO SPANIO SUAREZ

Bernardini richiese inutilmente una punta di sfondamento, Colantuoni non l’accontentò anzi cedette altri due gioielli blucerchiati Frustalupi all’Inter, per Suarez e Spadetto, e Benetti al Milan, per Lodetti e milioni. La campagna acquisti deluse profondamente le aspettative della tifoseria. Al termine del girone di andata la Sampdoria aveva 12 punti. La salvezza fu raggiunta all’ultima giornata di campionato con 25 punti (frutto di 6 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte) a pari merito con Fiorentina e Foggia, ed era quest’ultima a retrocedere a causa della pessima differenza reti. Eroi della stagione furono il portiere Battara, Cristin, Salvi, Suarez, Lodetti, Sabadini ed il nuovo astro proveniente dalla primavera: Marcello Lippi. "Fuffo" Bernardini ha svelato il segreto della Sampdoria di quegli anni: "Noi ci salviamo sempre perché abbiamo il salvagente sulla maglia"

Dopo la salvezza raggiunta l'anno precedente si aspettava ancora una scossa positiva dal mercato. La scossa ci fu, ma, naturalmente, di segno negativo: Partirono infatti alla volta di Milano Benetti (MILAN) e Frustalupi (INTER). Arrivarono Lodetti, ex stampella di Rivera e Suarez, ormai sul viale del tramonto. Il presidente Colantuoni sperava sempre nella buona stella e, in seconda battuta, faceva affidamento sulle doti di recupero dell'allenatore Bernardini.

Entrarono a far parte della famiglia blucerchiata Marcello Lippi, Marco Rossinelli, il secondo portiere Pellizzaro e il giovane e modesto attaccante Spadetto; abbandonava, per raggiunti limiti d'età, il mitico 'martello' Delfino.

Migliora l'attacco (che segna 'ben' 29 reti più un'autorete del varesino Perego) e, capocannoniere blucerchiato sarà Cristin (9 gol). La salvezza arriva per differenza reti.

Coppa Italia con girone di qualificazione che vede opposte alla Samp il Perugia, il Torino e la Ternana.
Primo incontro a Perugia e vittoria 1-0 con gol di Negrisolo. Il secondo turno vede la Samp ospitare il Torino e la partita finisce 3-3 con reti di Suarez, Cristin e Francesconi per la Samp e tripletta di Petrini per il Toro. Ultima fatica (perché la Samp sarà eliminata) a Marassi contro la Ternana e risultato di parità (1-1 gol di Suarez e Fontana per la Ternana). Passa il Torino.

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8 novembre 1970, Roma-Sampdoria 0-0.

Lodetti ostacola in area Cappellini, mentre Battara, Sabadini e Sabatini controllano la situazione.
Di spalle, con il numero 11, Amarildo.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:34 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:10 am    Oggetto:  Stagione 1971/1972 Serie A - 8° posto
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Stagione 1971/1972

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Presidente: COLANTUONI

Allenatore: HERIBERTO HERRRERA

8° classificata in serie A

Capocannoniere: Cristin 5 reti

BATTARA BONI CASONE CORNI CRISTIN FOTIA LIPPI LODETTI NEGRISOLO PELLIZZARO REGGIANI REPETTO ROSSINELLI SABATINI SALVI SANTIN SPADETTO SUAREZ TUTTINO


Bernardini, stanco della politica di Colantuoni, lascia la panchina blucerchiata. Per sostituirlo viene chiamato il “sergente di ferro” Heriberto Herrera: il teorico del “movimiento”. Colantuoni cede il pezzo pregiato Sabadini al Milan ed acquista, fra gli altri Nello Santin, Paolo Tuttino e Loris Boni. Al termine del girone di andata la Sampdoria aveva 16 punti!! Al termine della stagione la Sampdoria conquista l’ottavo posto con 28 punti (frutto di 8 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte), il risultato fu determinato, oltre che dal pragmatismo del nuovo allenatore, anche dalle prove magistrali di Lodetti e Suarez ma soprattutto dalla conferma di Lippi e dalle “esplosioni” di Boni, Negrisolo e Rossinelli. La formazione primavera si aggiudica per la terza volta il Torneo di Viareggio.

La salvezza ottenuta l'anno precedente grazie alla differenza reti nei confronti di Fiorentina e Foggia (poi retrocessa), convinse il presidente Colantuoni che la colpa era tutta da addebitare all'allenatore, troppo vecchio e permissivo. Fu così che Bernardini venne accantonato e al suo posto arrivò Heriberto Herrera.

Il nuovo tecnico, fautore del 'movimiento', disse che la salvezza non era un problema ... nonostante la partenza di Sabadini (al Milan in cambio di Santin e, naturalmente, soldi). Infatti la salvezza - grazie alle parate di Battara e alla difesa (Lippi, Santin, Negrisolo) che fruttarono ben nove 0-0 - non fu un problema.

Il centrocampo funzionava bene con Suarez, Lodetti, Sabatini, Boni e Salvi (aiutati da Casone e Tuttino), ma l'attacco era sempre con le polveri bagnate (capocannoniere Cristin - 5 reti - seguito da Suarez e Spadetto con 4).

Coppa Italia con girone di qualificazione. Prima partita contro il Taranto e vittoria 1-0 (gol di Spadetto).
Il secondo turno vede la Samp soccombere a Torino contro la Juve (3-1 reti di Suarez per la Samp e Capello, Marchetti e Anastasi. Vittoria a Bari (1-0 gol di Repetto) e pareggio (1-1) nel derby con il Genoa (reti di Cini per il grifone e Casone per i blucerchiati). Qualificata la Juventus.


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Casone ascolta attentamente le direttive di Heriberto, mentre Suarez ... si allontana ignorando i suoi suggerimenti.


Ultima modifica di Homer il Lun Mag 26, 2008 8:03 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:13 am    Oggetto:  Stagione 1972/1973 Serie A - 12° posto
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Stagione 1972/1973

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Presidente: COLANTUONI

Allenatore: HERIBERTO HERRRERA

12° classificata in serie A

Capocannoniere: Salvi 7 reti

ARNUZZO BADIANI BONI CACCIATORI CAPPANERA LIPPI LODETTI NEGRISOLO PELLIZZARO PETRINI PRINI ROSSINELLI SABATINI SALVI SANTIN SPADETTO SUAREZ VILLA


Colantuoni cede Battara, Reggiani, Cristin e Fotia ed acquista fra gli altri Roberto Badiani e Cacciatori. Herrera professa tranquillità ma l’inizio del campionato è disastroso : al termine del girone di andata la Sampdoria era penultima con 11 punti assieme a Palermo e Ternana. Il dato allarmante erano le sole sei reti segnate in quindici partite. Il prosieguo del campionato non è esaltante ma la Sampdoria vincendo l’ultima partita di campionato raggiunge i 24 punti (frutto di 5 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte) a pari merito con Roma Vicenza e Atalanta. Grazie alla migliore differenza reti si classifica all’undicesimo posto ed evita la retrocessione a danno dell’Atalanta. A causa dell’operato dell’allenatore-osservatore Paolo Tabanelli (che aveva proposto un premio vittoria ai giocatori bergamaschi impegnati nell’ultima giornata contro il Vicenza) la Sampdoria viene punita con la penalizzazione di tre punti in classifica da scontare nella prossima stagione.

La musica era sempre la stessa: si doveva sempre aspettare l'ultima giornata per vedere la luce della salvezza. Il campionato vede ai nastri di partenza la Samp priva di Cristin, Fotia (invisi al tecnico) e Battara. I sostituti furono Petrini, Badiani, Villa e Cacciatori.

Al centro della difesa si alternavano Prini (ex Bologna) e Negrisolo (a volte impiegato come libero al posto di Lippi). IL gioco orizzontale del tecnico paraguaiano fruttò 16 gol all'attivo e, per fortuna, solo 25 al passivo. La salvezza arrivò grazie alla miglior differenza reti nei confronti di Vicenza (salvo) e Atalanta (retrocessa).

Anche quest'anno il pubblico blucerchiato dovette sorbirsi una lunga serie di 0-0 (ben dieci).

Coppa Italia sempre amara per la Samp che, nel girone di qualificazione, inizia impattando con l'inter (1-1 con gol di Suarez su rigore per la Samp e Mazzola per l'Inter). Altro pareggio (0-0) nel derby e sconfitta casalinga con il Catanzaro (1-2 gol di Salvi, Bonfanti e Rizzo). L'ultimo incontro, a Lecco, termina 1-1 con gol di Marchi (Lecco) e Villa (Samp). Qualificazione all'Inter.

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Una formazione della Samp edizione 72-73.

In piedi: Santin, Pellizzaro, Prini, Suarez, Boni, Lippi.
Accosciati: Villa, Petrini, Lodetti, Negrisolo, Rossinelli.


Ultima modifica di Homer il Lun Mag 26, 2008 8:04 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:16 am    Oggetto:  Stagione 1973/1974 Serie A - 15° posto
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Stagione 1973/1974

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Presidente: ROLANDI

Allenatore: VINCENZI

15° classificata in serie A

Capocannoniere: Maraschi 6 reti

ARNUZZO BADIANI BONI CACCIATORI CHIARENZA CRISTIN DONATI IMPROTA LIPPI LODETTI MARASCHI MIRCOLI NICOLINI PETRINI PIONETTI PRINI ROSSINELLI SABATINI SALVI SANTIN


Colantuoni rassegna il mandato e viene sostituito da Giulio Rolandi. La panchina viene affidata a Guido Vincenzi, la campagna acquisti è condizionata dal bilancio, viene ceduto Negrisolo, fra gli acquisti si segnalano quelli di Giovanni Improta e di Dante “Muccolo” Mircoli. I propositi stagionali, tenuto conto della penalità da scontare, erano quelli della permanenza in serie A. Il deludente campionato termina con soli 20 punti (frutto di 5 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte e della penalizzazione dtre punti) che valgono il penultimo posto (sopra il Genoa ) ma la retrocessione viene evitata a causa delle clamorose condanne inflitte dal tribunale calcistico al Foggia ed al Verona ree di illeciti sportivi. Unica perla della stagione è una rete di Maraschi: è il novantesimo minuto del derby di ritorno, il Genoa è in vantaggio per 1 a 0 … centro “alla disperata” del fluidificante Prini ed estemporanea prodezza di Maraschi che in rovesciata fredda l’incolpevole Spalazzi e tutta la gradinata nord.

Dopo la salvezza ottenuta a 12' dalla fine nel campionato passato (gol di Boni a Torino), scoppiò il giallo di Alzano. Pareva retrocessione 'a tavolino' e invece la Disciplinare comminò alla Samp 4 punti di penalizzazione (poi ridotti a 3) da scontare nel Campionato di serie A. La contemporanea promozione del Genoa dalla serie B riportò nella nostra città il Derby.

Durante l'estate il presidente Colantuoni lasciò la carica e al suo posto arrivò Rolandi. Il nuovo presidente liquidò Heriberto Herrera e riportò in blucerchiato la 'bandiera' Vincenzi, che nel frattempo aveva preso il patentino di allenatore.

La campagna acquisti-vendite, dopo l'addio di Suarez ormai trentottenne, si risolse nel ritorno di Cristin, l'acquisto del 'navigato', Maraschi e del giovane Chiarenza per l'attacco, l'arrivo di Improta per il centrocampo e la partenza (verso la capitale) di Negrisolo.

Alla fine fu penultimo posto, ma, grazie alle scelleratezze dei presidenti di Verona e Foggia la Samp si salvò (nuovamente 'a tavolino'). Retrocessero Verona, Foggia e Genoa.

Il girone di qualificazione della Coppa Italia inizia con un pareggio (0-0) con il Como. Nella seconda partita la Samp è nettamente sconfitta in casa dall'Inter (1-3 gol di Mazzola, Scala e autorete di Santin; per la Samp segnò Improta su rigore). Nel terzo incontro i blucerchiati vanno a vincere sul campo del Parma 1-0 con autorete di Daolio. Ultima fatica a Catania (1-1 gol di Spagnolo per i locali e pareggio di Lippi per la Samp). Qualificata: Inter.


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Una formazione del campionato 1973/74.

In piedi: Lippi, Improta, Prini, Rossinelli, Maraschi, Santin.
Accosciati: Salvi, Cacciatori, Lodetti, Badiani, Boni.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 11:40 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:18 am    Oggetto:  Stagione 1974/1975 Seria A - 12° posto
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Stagione 1974/1975

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Presidente: LOLLI GHETTI

Allenatore: CORSINI

12° classificata in serie A

Capocannoniere: Maraschi 7 reti

ARECCO ARNUZZO BANDONI BEDIN BONI CACCIATORI DE GIORGIS FOSSATI FOTIA LIPPI MAGISTRELLI MARASCHI MIRCOLI NICOLINI POLETTI PRINI PRUNECCHI REPETTO ROMEI ROSSINELLI SALTUTTI SALVI SANTIN VALENTE


La notizia del ripescaggio in serie A arriva a campagna acquisti ultimata, i tifosi scendono in piazza a festeggiare ma la società aveva ormai allestito una squadra per il campionato cadetto. La presidenza viene di nuovo assunta dall’armatore Glauco Lolli Ghetti, azionista di maggioranza. La panchina viene affidata a Giulio Corsini. Il girone di andata si concluse con un tranquillo undicesimo posto con 12 punti. Il girone di ritorno fu molto più sofferto, ma la matematica salvezza venne conquistata con una giornata di anticipo. Il campionato si concluse al dodicesimo posto con 24 punti (frutto di 4 vittorie, 16 pareggi e 10 sconfitte).

La stagione precedente la retrocessione fu evitata grazie alla condanna inflitta al Foggie e al Verona, ma la squadra, durante l'estate, fu preparata per affrontare il campionato di serie B. Il presidente Lolli Ghetti, ritornato al timone, cambiò l'allenatore: Giulio Corsini per Guido Vincenzi. Furono ceduti Santin al Torino, Badiani alla Lazio, Improta all'Avellino e, ad ottobre, Petrini all'Avellino e Lodetti al Foggia. Sul fronte acquisti arrivarono Magistrelli dal Palermo, Prunecchi dalla Ternana, Valente dal Foggia, Fossati dal Torino e Bedin dall'Inter. E rimase Mircoli (che migliorò la sua media-gol: l'anno precedente fece un gol in 5 partite giocate; quest'anno il bottino fu sempre di un gol, ma le partite giocate furono solo quattro!).

Nonostante la quasi nullità del simpatico italo-argentino e la pochezza dei nuovi 'bomber' Magistrelli e Prunecchi (due reti a testa), la salvezza arrivò ugualmente: quart'ultimo posto. Un grazie a 'nonno' Maraschi che mise a segno 7 reti e alla difesa che fece miracoli (coadiuvata egregiamente dal robusto centrocampo).

Dopo diciannove giornate la Samp sembrava spacciata, ma grazie a dieci risultati utili (2 vittorie e 8 pareggi) i blucerchiati raggiunsero la salvezza.

La Coppa Italia inizia con una sconfitta (3-0 a Napoli; gol di Pogliana, Braglia e Massa); seguono due pareggi (0-0 in casa con la Spal e 1-1 a Catanzaro con reti di Ranieri e De Giorgis). L'ultimo incontro, a Marassi, vede la Samp sconfitta 2-0 dal Verona con reti di Sirena e Turini. Qualificato: Napoli.

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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 8:20 am    Oggetto:  Stagione 1975/1976 Serie A - 12° posto
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Stagione 1975/1976

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Presidente: LOLLI GHETTI

Allenatore: BERSELLINI

12° classificata in serie A

Capocannoniere:
Saltutti 8 reti

ARNUZZO BEDIN CACCIATORI DE GIORGIS DI VINCENZO FERRONI FOSSATI LELJ LIPPI MAGISTRELLI MARASCHI NICOLINI ORLANDI PRINI ROSSINELLI SALTUTTI SALVI TUTTINO VALENTE ZECCHINI


Lolli Ghetti non rinnova la fiducia a Corsini e chiama da Cesena uno dei tecnici emergenti: Eugenio Bersellini. La campagna acquisti vede l’arrivo, fra gli altri, di Maurizio “Micio” Orlandi, Mauro Ferroni, Nello Saltutti e Luciano Zecchini. La cessione più dolorosa fu quella di Loris Boni. L’inizio del campionato fu esaltante, ma fu una breve chimera … alla fine del girone di andata la Sampdoria era terz’ultima con 11 punti a pari merito con Verona e Lazio. Fra le ragioni del declino anche la squalifica, per tre turni del campo e per due mesi dell’allenatore, comminata a causa dell’invasione di campo effettuata da uno spettatore che aggredì l’arbitro Ciacci reo di una ingiustizia arbitrale : l’annullamento del gol del pareggio siglato contro l’Inter. Il campionato terminò col 12 posto grazie ai 24 punti realizzati (frutto di 8 vittorie, 8 pareggi e 14 sconfitte).

Conclusa la stagione 75-75 con la solita risicata salvezza, il presidente Lolli Ghetti decise di cambiare allenatore e, licenziato Corsini, assunse Eugenio Bersellini.L'attacco non fa faville e anche quest'anno la salvezza arriva all'ultimo.

Il mercato dei blucerchiati vede la partenza (verso Roma) del forte mediano Boni e la libertà per il vecchio portiere Bandoni (sostituito da Di Vincenzo), Poletti, Mircoli e Fotia. Ceduti anche Repetto e Prunecchi al Pescara. In arrivo, oltre il già citato Di Vincenzo, il terzo portiere Pionetti, il ritorno di Tuttino e gli acquisti di Lelj, Saltutti, Orlandi e Ferroni. Dopo un inizio disastroso a novembre arrivò alla Samp (dal Milan) lo stopper Zecchini.

La Coppa Italia illude i tifosi blucerchiati che sognano vedendo la Samp passare il primo turno a punteggio pieno. Inizio a Piacenza e vittoria (2-0 con due reti di Magistrelli); seconda partita a Marassi contro la Roma e sonante vittoria (5-3, gol di Valente, Saltutti e Magistrelli (3) per al Samp; Cordova (2) e Petrini per i giallorossi). La terza partita, ancora a Marassi, oppone la Samp al Vicenza (3-1 con reti di Magistrelli (2) e Saltutti per la Samp e D'Aversa per i biancorossi). Nell'ultimo incontro del girone eliminatorio la Samp va a vincere a Pescara con reti di Saltutti e Orlandi: punteggio finale 2-1 con gol per i pescaresi dell'ex Repetto.
Nel turno successivo i blucerchiati sono sconfitti a Marassi dal Mila (2-0 con reti di Rivera e Chiarugi).


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Una formazione della Samp stagione 75-76.

In piedi: Lelj, Magistrelli, Bedin, Zecchini, Rossinelli, Valente.
Accosciati: Tuttino, Arnuzzo, Saltutti, Orlandi, Cacciatori.

I tifosi della Sampdoria sono infuriati con il presidente Lolli Ghetti, che essendo socio d'affari con Pianelli dice sempre di sì al presidente dei Torino. Prima ci fu lo scambio alla pari Santin-Prunecchi (e la Sampdoria ci ha rimesso 300 milioni) poi Pianelli ha sbolognato all'armatore genovese le due «vecchie glorie» Fossati e Poletti che a Genova si sono limitati a fare i turisti con stipendio; adesso Lolli Ghetti aveva già accettato di dare a Pianelli il terzino Rossinelli che quest'anno è stato il migliore della Sampdoria e di prendersi Lombardo che nel Torino di Radice ha giocato solo tre partite. «E' vero — dicono a Genova — che tre anni fa la Sampdoria con un gol fantascientifico di Boni si salvò miracolosamente grazie al Torino ma crediamo che Lolli Ghetti abbia già ampiamente pagato il suo debito con Pianelli». Già: anche la riconoscenza ha un limite.


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