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Campioni blucerchiati italiani
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Homer

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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 8:43 am    Oggetto:  
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Angelo Palombo

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Centrocampista 2002-

(Ferentino, 25 settembre 1981) è un calciatore italiano che gioca nel ruolo di centrocampista centrale nella Sampdoria.

Carriera
Club
Nella stagione 1997/98 gioca nelle file dell'Urbania Calcio, in serie D, e qui un campionato da protagonista gli vale le attenzioni della Fiorentina. Esordisce in serie A nel 2001 proprio con la Fiorentina, dopo aver giocato per qualche tempo nella formazione giovanile del club toscano; nel 2002 approda alla Sampdoria, che lo acquista a costo zero dopo il fallimento della società toscana.

Il primo anno con la maglia blucerchiata si rivela più che soddisfacente, visto che gioca quasi sempre da titolare e contribuisce alla promozione in serie A della squadra genovese. Proprio nella stagione ha origine il forte rapporto di amicizia che lega Palombo al compagno di reparto Sergio Volpi, con il quale, ancora oggi, divide il centrocampo.

l periodo compreso tra il 2003 ed il 2005 vede il giocatore diventare uno dei leader indiscussi della Sampdoria, oltre che uno dei giocatori più amati e sostenuti dalla tifoseria blucerchiata: si rende protagonista della scalata che porta il Doria a sfiorare, nella stagione 2004/2005, la qualificazione alla Champions League.

Nel 2005, Palombo fa le sue prime esperienze in Coppa Uefa, competizione dalla quale la squadra viene eliminata presto a causa della sfortunata partita di Lens. Nella stagione 2006/2007, dopo un ottimo precampionato, che gli è valso la prima convocazione in Nazionale, Palombo ha iniziato molto bene, mostrando decisi miglioramenti sia in fase difensiva, tanto da essere schierato come centrale di difesa in un paio di occasioni, che tecnicamente, con un netto miglioramento delle capacità balistiche.

Nella stagione 2007/2008, a seguito del cambio di allenatore sulla panchina della Sampdoria, ha assunto spesso il ruolo di capitano per l'esclusione del compagno Volpi dalla formazione di partenza. L'inizio dell'annata, per Angelo Palombo, è stato per certi versi titubante, in linea con il resto della squadra, che a fatica ha assimilato gli schemi del nuovo mister Mazzarri; nel girone di ritorno, si è assistito ad un radicale cambiamento nelle prestazioni di tutto il complesso blucerchiato, con Palombo che ha ripreso ad offrire un rendimento più che soddisfacente.

Nazionale Under 21
Angelo Palombo ha fatto il suo esordio nella Nazionale Under 21 nel 2002, diventandone poi un elemento insostituibile nei successivi tre anni: l'esperienza con la maglia azzurra è terminata nel 2004, quando ha vinto da protagonista l'Europeo Under 21, e la medaglia di bronzo alle Olimpiadi nello stesso anno.

Nazionale maggiore
Il 16 agosto 2006, Palombo ha fatto il suo esordio con la maglia della Nazionale, nella partita giocata a Livorno contro la Croazia, finita 2 a 0 per gli ospiti. In quella partita, con Palombo, furono quattro i giocatori blucerchiati ad esordire con la maglia azzurra: Delvecchio, Terlizzi, Falcone e Cristian Zenoni.

È stato poi convocato per le partite, valide per le qualificazioni agli Europei 2008, Italia - Lituania (1 a 1) e Francia - Italia (3 a 1).

Curiosità
Dopo la prima convocazione in nazionale maggiore Palombo ha scherzosamente rilasciato nel corso di un' intervista a Coverciano questa esclamazione: "Io in nazionale? Il calcio è proprio finito!".

Palmarès
Campionato d'Europa Under-21: 1 2004

Bronzo olimpico: 1 Atene 2004

Onorificenze

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria — 27 settembre 2004. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.

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Angelo Palombo in azione nella stagione 2007/2008.

Angelo!


Ultima modifica di Homer il Dom Mag 25, 2008 10:29 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 8:43 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 8:44 am    Oggetto:  
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Cristiano Doni

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Esterno sinistro 2003-2005

Cristiano Doni (Roma, 1° aprile 1973) è un calciatore italiano, attualmente militante in Serie A nell'Atalanta.

Ha partecipato con la nazionale italiana ai mondiali di calcio del 2002.
Caratteristiche tecniche [modifica]
Centrocampista offensivo dalla alta vena realizzativa, può giocare da trequartista e ricoprire il ruolo di mezza punta e seconda punta; il potente tiro di destro e la sua capacità di eccellere anche su calcio di punizione ne fanno un centrocampista completo.


Carriera
In Italia
Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Crazy Colombo, gloriosa società dilettantistica di Verona, successivamente passa nella primavera del Modena, vede il debutto in un campionato professionistico nella stagione 1992/93, nel Rimini, in Serie C2, dove svolgerà 31 gare, siglando 6 reti. L'anno successivo, nella categoria superiore, milita nella Pistoiese, totalizzando 3 gol in 31 gare. Il Bologna lo acquista nell'estate '94: vi gioca due anni (uno in C1 e l'altro in B), disputando 56 partite con 11 gol. Passa poi al Brescia, dove conquista la promozione in A, (20 gare e 3 reti): vi resta un altro anno, nella massima serie (esordio contro l'Inter; per lui 21 partite e 1 gol), i tifosi bresciani lo idolatrano ma il suo passaggio ai cugini bergamaschi lo rende il più odiato dai tifosi delle rondinelle. In B nell'Atalanta: 8 gol in 27 partite nel 1998-99 e 14 segnature in 35 gare l'anno successivo, contribuendo al ritorno in A; qui segnerà per 7 volte nel 2000-2001, e 16 nel 2001-2002. Quest'ultima è stata la sua miglior stagione in serie A, che gli è valsa la convocazione ai Mondiali del 2002. In Nazionale vanta 7 presenze e 1 gol, segnato contro il Giappone.

Resta all'Atalanta anche la stagione successiva, in cui totalizza 10 gol in 26 partite. Nel 2003 passa alla Sampdoria, con cui in due campionati disputa 44 partite e segna 7 gol.


Durante la stagione 2000-2001 venne accusato assieme ad altri calciatori di avere pilotato il risultato della partita di Coppa Italia contro la Pistoiese, ma lui replicò che ne sarebbe uscito pulito e a testa alta, infatti fu completamente assolto e da questo fatto nasce il suo tipico gesto di esultanza di alzarsi la testa con una mano sotto il mento.


All'estero
Dopo la deludente esperienza genovese, Doni passa al Maiorca, in Spagna, senza riuscire a riconfermarsi ad alti livelli. Nella stagione 2005-2006 ha disputato 24 partite nella Liga, segnando 2 gol.


Il ritorno all'Atalanta
Dopo l'esperienza spagnola nell'agosto del 2006 torna all'Atalanta, il suo ritorno a Bergamo viene salutato con un grande entusiasmo dai tifosi nerazzurri e il cantante bergamasco Il Bepi gli dedica una canzone, cantata insieme allo stesso giocatore, intitolata "Cristiano Doni".

Cristiano Doni


Ultima modifica di Homer il Dom Mag 25, 2008 4:17 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 8:58 am    Oggetto:  
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Fabio Quagliarella

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Attaccante 2006-2007

(Castellammare di Stabia, 31 gennaio 1983) è un calciatore italiano, attaccante dell'Udinese e della Nazionale italiana.

Carriera
Club
Firenze, Chieti, Torino e Ascoli
Cresciuto nelle giovanili del Torino, ha esordito in Serie A il 14 maggio 2000, con la maglia del Toro, nella partita vinta dai granata per 2-1 contro il Piacenza.

Nel 2002, viste le scarse possibilità di giocare, viene dato in prestito alla Florentia Viola, allora militante in Serie C2: qui trova 2 compagni di squadra illustri, come il centrocampista Angelo Di Livio (capitano della squadra) ed il bomber Christian Riganò; a Firenze segna una sola rete in 12 partite e sulla riva dell'Arno dimostra di avere grandi qualità, ma anche un grande limite, quello di non possedere grandi doti realizzative e così nel mese di gennaio l'allenatore Alberto Cavasin decide di scaricarlo. Il Torino (titolare del cartellino) lo gira in prestito al Chieti in Serie C1.

In abruzzo resta anche la stagione successiva, 2003/2004, quando, sempre in Serie C1, segna 17 reti in 32 presenze. Alla fine, la parentesi biennale con la maglia neroverde termina con una sfiorata promozione in Serie B e con 19 marcature in 43 partite. Le sue buone prestazioni convincono il Torino a riprenderlo con sè, in vista della stagione di Serie B.

Seppure all'esordio tra i cadetti, sfrutta le proprie occasioni di partire titolare, e, con le sue 8 marcature in 36 presenze, contribuisce alla tanto agognata promozione in massima serie, ma la crisi economica della società costa ai tifosi granata un altro anno di sofferenza. Quagliarella, intenzionato a rimanere ma pressato da numerose offerte, soprattutto di squadre di Serie A, decide alla fine di accettare le proposte dell'Ascoli, società che gli garantisce un posto da titolare. Memorabili le prestazioni dell'attaccante nella partite vinte in casa contro la Roma e soprattutto con la Sampdoria a Marassi, suo futuro stadio, dove sforna gol e assist di pregevole fattura. La stagione 2005/2006 è buona per il napoletano, ma un rammarico c'è, quello di avere siglato solo 3 gol in 33 partite.

Sampdoria
Al termine del campionato, l'Udinese, proprietaria del cartellino del giocatore dal 2005, lo richiama nella rosa allo scopo di trovargli un posto in squadra insieme ai più titolati Iaquinta e Di Natale. Ad agosto, però, la Sampdoria offre al presidente Pozzo la metà del cartellino del promettente centravanti Foti per ottenere in cambio la metà dei cartellini di Pieri e Quagliarella. L'offerta viene accettata ed entrambi i calciatori sono ingaggiati dal club blucerchiato allenato da Novellino.

L'avventura genovese di Quagliarella non inizia sotto i migliori auspici, visto lo scarso spazio che s'intravede per lui, ma la squalifica per scommesse di Flachi ed anche le non buone condizioni fisiche di Bazzani, permettono al napoletano di trovare un posto da titolare: nell'ottobre 2006 inizia, come è stato detto da giornalisti e tifosi, il Quagliarella Show. Infatti, il giocatore, superando l'iniziale diffidenza degli addetti ai lavori, comincia a deliziare il pubblico sampdoriano con una lunga serie di prodezze balistiche e capolavori degni di un grande campione: dal cucchiaio e dal missile da trenta metri contro l'Atalanta, al potente tiro contro il Chievo; dalla rovesciata contro la Reggina, al preciso tiro al volo ed al potente colpo di testa contro il Livorno ed infine nella 30° giornata l'incredibile pallonetto da centrocampo (con Bazzani che corre ad abbracciarlo dicendo:"Questo è pazzo" e con il portiere del Chievo che si abbandona a un espressione di stupore misto a rammarico davanti alle telecamere) a scapito nuovamente del Chievo. Alla fine del 2006, sono 9 le reti in 16 presenze con la maglia blucerchiata: in questo modo, al termine del girone d'andata, ha già battuto il suo record di segnature nella massima serie in un'intera stagione. Nel girone di ritorno la sua media gol scende, anche perché spesso viene impiegato da Novellino come ala e non come seconda punta. Comunque il numero 27 blucerchiato mette a segno altri 4 centri che lo fanno arrivare a quota 13 nella classifica dei marcatori.

Udinese
Nel giugno del 2007 le due suadre proprietarie del cartellino non trovano l'accordo per la risoluzione della comproprietà del giocatore ed alle buste la Sampdoria offre 6,5 mln di Euro contro i 7,3 mln dell'Udinese, che si aggiudica la proprietà del giocatore. Dopo un inizio stentato, comincia a riconfermarsi ai livelli della stagione precedente con la maglia della Sampdoria, facendo stupire gli addetti ai lavori della sua bravura. Dimostra anche ad Udine di avere tutte le possibilità per diventare un campione e ad oggi sono 12 le reti con la maglia dell'Udinese. Con le 17 di Di Natale forma la seconda coppia più prolifica del campionato italiano.

Nazionale
Dopo varie presenze nelle nazionali giovanili, viene convocato per la prima volta in Nazionale dal CT Roberto Donadoni.

L'esordio con la maglia della Nazionale avviene il 29 marzo 2007 nella partita Italia-Scozia (2-0), valida per le qualificazioni al Campionato Europeo del 2008, all'ottantottesimo minuto di gioco. Il 6 giugno dello stesso anno, contro la Lituania a Kaunas, gioca titolare per la prima volta, siglando una doppietta con due bellissimi gol da fuori area: il primo con un sinistro da 25 metri dopo aver effettuato svariati dribbling e il secondo con un destro al volo da posizione defilata. Realizza il suo terzo gol in Nazionale il 6 febbraio 2008 nell'amichevole contro il Portogallo, dieci secondi dopo il suo ingresso in campo.

I suoi 13 gol blucerchiati in serie A


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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 9:11 am    Oggetto:  
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Antonio Cassano

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(Bari, 12 luglio 1982) è un calciatore italiano, attaccante della Sampdoria e della Nazionale italiana.

È cresciuto calcisticamente nel Bari, squadra con cui ha debuttato in Serie A. Ha militato successivamente nella Roma e in seguito ha anche giocato con la maglia del Real Madrid. Il 13 agosto 2007 è passato alla Sampdoria con la formula del prestito con diritto di riscatto a favore dei blucerchiati fissato a circa 5.5 milioni di euro.

Caratteristiche
Le caratteristiche principali di Cassano sono il controllo di palla anche in velocità e il dribbling nello stretto, uniti ad una classe ed ad un talento che ha pochi eguali. Purtroppo Cassano non si è contraddistinto solamente per le sue capacità tecniche e sportive, ma anche per il suo comportamento talvolta al di fuori delle regole, esuberante fino ad arrivare agli eccessi e all'indisciplina, nonché per il carattere difficile e molto particolare, tanto che tali suoi gesti sono definiti "cassanate": ad esempio in un Roma-Juventus 4-0, promise all'allora tecnico della Roma Fabio Capello di spezzare la bandierina del calcio d'angolo in caso di gol, e così fece. È altrettanto famoso l'episodio della finale di Coppa Italia del 2002/2003 quando, dopo essere stato espulso, ha rivolto il gesto delle corna all'arbitro Rosetti. Nella partita Sampdoria-Fiorentina 2-2 del 2007, invece, ammonito e squalificato per il successivo match con la sua ex squadra, la Roma, si mise a piangere e a protestare in campo, prima di "riprendersi" e segnare un gol. Dopo essere stato ammonito contro il Livorno, il barese ha rivolto triviali epiteti al direttore di gara.

Nella partita Sampdoria-Torino del 2 marzo 2008, dopo aver segnato il 2-2, viene espulso al '87 per un dubbio fallo: dopo aver ripetutamente insultato l'arbitro si toglie la maglietta e gliela lancia addosso, per poi dirigersi verso il tunnel d'accesso agli spogliatoi dicendo "Ti aspetto qua". Questo episodio gli è costato cinque giornate di squalifica ed una multa. Cassano resta comunque uno dei giocatori piu forti in Europa per tecnica.

Carriera
Club
Gli esordi
Originario del quartiere popolare di Bari Vecchia, inizia a tirare i primi calci ad un pallone nella Pro Inter, società giovanile della periferia barese. Dopo due provini con l'Inter e con il Parma che non sfociano, il giocatore viene notato dagli osservatori del Bari, e ben presto indossa la maglia della squadra Primavera dei biancorossi pugliesi. L'allenatore della prima squadra, Eugenio Fascetti, nota il suo talento e decide di mandarlo in campo per la prima volta in Serie A l'11 dicembre 1999, ad appena 17 anni, in un derby contro il Lecce, perso dal Bari per 1-0. Nella giornata di campionato seguente si impone all'attenzione del calcio italiano quando realizza all'88° minuto il gol decisivo del 2-1 contro l'Inter: in seguito ad un rinvio dalla difesa, Cassano con uno stop di tacco al volo porta avanti la palla, entra in area, salta due uomini e con un destro nell'angolino fa impazzire il San Nicola.

La Roma
I grandi club lo mettono in cima ai loro desideri e nell'estate del 2001, fresca di scudetto, è la Roma ad aggiudicarsene il cartellino per un importo di 60 miliardi di lire dopo un lungo tira e molla con la Juventus.

Il Bari di Vincenzo Matarrese ha l'opportunità di ripianare metà del pericoloso debito societario e Cassano realizza in questo modo uno dei suoi sogni: giocare al fianco di Francesco Totti. In tutto con la maglia giallorossa segna 38 reti in serie A in quattro anni e mezzo. In questo periodo viene spesso convocato nella nazionale under 21, ma il barese rifiuta la varie convocazioni a causa del rapporto conflittuale con l'allenatore Claudio Gentile. Purtroppo ben presto il rapporto precipita con parte della tifoseria romanista e la squadra si logora. Inoltre, una volta in scadenza di contratto, rifiuta una prima proposta di rinnovo a 4,5 milioni annui.

Anche il rapporto con lo spogliatoio diventa molto teso, a causa delle sue continue e fastidiose marachelle, per le quali i giornalisti utilizzano sovente un neologismo, coniato dal suo allenatore Fabio Capello: cassanata.

Nel periodo in cui è in forza alla Roma, precisamente nel 2005, viene girato un cortometraggio ispirato alle sue origini.

Il Real Madrid
Nel gennaio 2006 passa al Real Madrid, dopo una lunga trattativa e dopo continue voci di mercato che lo accostavano a Juventus e Inter, andando a far parte della lunga schiera dei galacticos, con la maglia numero 19 (successivamente invece tornerà al suo vecchio numero ovvero il 18).

Subito gli viene accostato l'epiteto di 'El Gordito', tradotto in italiano in 'Il grassottello' (il compagno di squadra Ronaldo era 'El Gordo'). A tal proposito, nei primi giorni da galactico Cassano ha dovuto intraprendere una durissima serie di allenamenti e diete, atti a consegnare all'allenatore Juan Ramón López Caro un giocatore in piena forma, dopo aver incassato pochissime presenze nella prima parte della stagione a Roma.

Cassano ha esordito con la camiseta blanca del Real Madrid in un incontro di coppa del Re contro il Real Betis di Siviglia, entrando intorno al ventesimo minuto della ripresa e segnando il gol vittoria dopo appena tre minuti dal suo ingresso.

Da lì in poi gli vengono preferiti altri giocatori che ne hanno impedito la convocazione ai Mondiali del 2006 in Germania. In Spagna, a causa del peso eccessivo e degli atteggiamenti irriverenti, viene parodiato con successo da un popolare comico televisivo, Carlos Latre.

Ma durante l'estate, con l'arrivo del suo ex-allenatore della Roma Fabio Capello, Cassano migliora la sua forma fisica e mostra buone performance, tanto da riguadagnare nel 2006 la convocazione nella Nazionale allenata dopo il trionfo mondiale da Donadoni. Tuttavia, ulteriori screzi con Capello hanno portato Cassano ad essere messo fuori rosa dal Real Madrid già ad ottobre. Reintegrato a febbraio 2007, si è tuttavia ritrovato presto ai margini fino ad essere invitato a non presentarsi presso gli allenamenti alla Ciudad Deportiva di Madrid. In tutto il campionato spagnolo 2006-07 Cassano ha disputato soltanto 5 partite da titolare, alle quali vanno poi aggiunte due ingressi dalla panchina, ed un solo gol. Con il Real Madrid ha vinto la Liga 2006-07.

La Sampdoria
Il 13 agosto 2007 è stato raggiunto un accordo per il passaggio del barese alla Sampdoria. L'amministratore delegato dei blucerchiati Giuseppe Marotta è volato in quei giorni a Madrid per concludere la trattativa con la società madridista sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a 5.5 milioni di euro. Il nuovo acquisto è stato presentato il 18 agosto 2007 allo Starhotel di Genova: Cassano ha chiesto l'affetto dei suoi nuovi supporters promettendo di dare il massimo per la nuova squadra e di far parlare di sè solamente per le prodezze in campo. La maglia scelta è la numero 99 in onore dell'amico Ronaldo, essendo il 18 già occupato dal giovane Koman.

Esordisce con la maglia della Sampdoria il 23 settembre nel derby contro il Genoa (finito 0-0) disputando solo 15 minuti. La domenica successiva, nella partita casalinga contro l'Atalanta, Cassano sigla, a pochi minuti dal suo ingresso in campo nel secondo tempo, il suo primo gol in blucerchiato che fissa il risultato finale sul 3 a 0. Il 17 febbraio 2008, nel derby di ritorno contro il Genoa, Cassano è il protagonista assoluto in campo regalando magie al pubblico blucerchiato e svariati assist tra cui quello per il gol vittoria di Maggio.

Alla 24° giornata segna un gol di esterno contro l'Inter per il momentaneo 1-0 della Sampdoria. Un altra rete Cassano la mette a segno contro il Palermo calciando una punizione da circa trenta metri di distanza sotto l'incrocio dei pali. Alla fine della stagione i gol saranno 10 in 22 presenze. Oltretutto Antonio sforna vari assist, facendo andare in gol con continuità diversi compagni. La stagione è arricchita con l'inaspettata chiamata di Roberto Donadoni che lo convoca agli Europei nonostante la scenata del 2 marzo.

Nazionale
Cassano ha esordito in Nazionale a 21 anni, il 12 novembre 2003 nella partita amichevole Polonia-Italia (3-1), segnando un gol al suo debutto. Il CT Giovanni Trapattoni, che lo aveva fatto esordire, lo convoca per gli sfortunati Europei 2004, dove Cassano si rivela a livello internazionale, risultando il miglior giocatore della spedizione italiana, segnando 2 gol nelle 3 partite del 1° Turno. Dopo gli Europei, Cassano non viene più convocato con continuità dal nuovo CT Marcello Lippi, a causa dei suoi numerosi problemi fisici e delle sue poche presenze in campionato. Il giocatore perde quindi la possibilità di disputare i Mondiali 2006, vinti dalla Nazionale. Dopo i Mondiali, Cassano viene nuovamente convocato in Nazionale da Roberto Donadoni per le prime 2 partite di qualificazione agli Europei 2008. Il 20 maggio 2008 viene convocato dal ct Donadoni, che lo inserisce a sorpresa nella prelista dei 24 giocatori scelti per i prossimi europei di calcio.

Palmarès
Campionato spagnolo: 1 Real Madrid: 2006/2007
Supercoppa Italiana: 1 Roma: 2001
Oscar del calcio: 2 Miglior giovane: 2001, 2003

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ANTONIO CASSANO - The Best Moments




Gol di Cassano - Sampdoria vs Inter (2007/08)


Le leggende del calcio: ANTONIO CASSANO


Cassano nella terza giornata del campionato di Serie A 2010/2011, con il calcio di rigore segnato a De Sanctis ha raggiunto Tito Cucchiaroni a quota 40 reti realizzate con la maglia blucerchiata, lasciando la compagnia di Vierchowod e Ocwirk a 39. Il barese però le sue quaranta reti le ha segnate in 108 presenze con la Sampdoria, Cucchiaroni in 148. I prossimi obiettivi sono Oliviero Conti, dodicesimo di questa speciale graduatoria con 41, e Mario Tortul, undicesimo con 43. In testa, inarrivabile, rimane sempre Roberto Mancini: 173 gol.


Ultima modifica di Homer il Mer Set 22, 2010 8:37 am, modificato 3 volte in totale
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Vincenzo Montella

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Attaccante 1996-1999/2007-

(Pomigliano d'Arco, 18 giugno 1974) è un calciatore italiano che gioca come attaccante nella Sampdoria, in prestito dalla Roma.

Carriera
Club

L'affermazione
Esordisce in Serie C1 con l'Empoli nella stagione 90/91, dove rimane per cinque anni prima di passare in Serie B al Genoa, dove resta una sola stagione per fare di nuovo il salto di categoría, passando in Serie A alla Sampdoria.

È qui che Montella trova la sua consacrazione di goleador. Il risultato è strepitoso segna gol a raffica e porta la sua squadra alla qualificazione in Coppa Uefa. Montella segnerà 22 reti in 28 partite, miglior score di sempre da parte di un debuttante italiano in Serie A. L'anno dopo Montella continua a segnare a raffica: 20 reti in 33 gare, il partenopeo è sempre più bandiera blucerchiata. La storia d'amore tra Vincenzo e la Samp si interrompe però un anno dopo, quando un infortunio (pubalgia) ferma il giovane attaccante e mette in grande difficoltà la Samp, che a fine stagione retrocede in Serie B.
Sono comunque 12 le marcature dell'Aereoplanino in 22 partite. Mantovani lo cede alla Roma, dove Montella spicca il volo affermandosi definitivamente come una delle punte più forti d'Europa.

La Roma
Tra i motivi del suo passaggio nella capitale, oltre alla discesa in B della squadra genovese, le allora rinate ambizioni di gloria della Roma che per richiesta di Zeman, con l'ingaggio di Fabio Capello (anche lui nel 1999), vuole togliersi parecchie soddisfazioni iniziando ad ingaggiare grandi campioni.

Nonostante la stagione deludente della Roma, l'Aeroplanino mette a segno 18 reti. L'anno seguente, però, iniziano le incomprensioni con l'allenatore: con il miliardario acquisto di Gabriel Omar Batistuta infatti, la Roma sembra non voler più puntare su Top Gun (si ricorda ancora la polemica per l'assegnazione del numero 9, appartenente a Montella ma fortemente voluto da Batistuta), tanto che per tutto il girone d'andata Vincenzino non colleziona altro che panchine e sostituzioni, poiché Capello non vede di buon occhio il tandem Batistuta-Montella, e a quest'ultimo preferisce il meno offensivo Delvecchio. Nel girone di ritorno Montella è però protagonista e trascinatore della squadra e, nonostante le continue sostituzioni subite, si dimostra una pedina fondamentale nella conquista dello scudetto nel 2001, segnando gol fantastici da grande campione (Roma-Milan 1-1, Roma-Parma 3-1) e arrivando a collezionare un bottino finale di 13 gol.

Nella stagione 2004/2005, nonostante la pessima prestazione della squadra, Montella si è confermato un'autentica macchina da gol, segnando ben 24 reti fra campionato e coppe. Il suo contratto è stato rinnovato fino al 2010 e perciò si pensa che il giocatore chiuderà la sua carriera nella squadra della quale è divenuto tifoso suo figlio e con la quale si è tolto tante soddisfazioni.

In prestito
Il 3 gennaio 2007 viene resa nota la notizia del suo passaggio in prestito al Fulham fino a fine stagione. I bianconeri lo accolgono a braccia aperte, lui fa subito doppietta in coppa e la curva gli canta (in italiano) "Volare". Sembra l'inizio di un idillio, ma le cose non proseguono al meglio: Montella forse avverte nostalgia dell'Italia, forse non si ambienta perfettamente al calcio inglese, fatto sta che in 10 gare segna solo 3 gol. [1]

Il 12 luglio 2007 la Sampdoria, raggiunto l'accordo con la Roma, ingaggia in prestito Montella che ritorna così alla squadra che lo lanciò nel grande calcio, tra l'entusiasmo dei suoi tifosi che non lo avevano mai dimenticato, ripagandoli sia all'esordio in campionato del 26 agosto 2007, dove segna un gol che permette ai blucerchiati di vincere 2 a 1 nella trasferta di Siena, sia contro la Juventus nell'ultima partita di campionato, dove subentrato a pochi minuti dalla fine segna un gol che permette ai blucerchiati di raggiungere il pari.

Nazionale
Esordisce in Nazionale il 5 giugno 1999 in Italia-Galles (4-0), e il suo primo gol arriva il 25 aprile 2001 in Italia-Sud Africa (1-0).

La sua unica doppietta in Nazionale è stata realizzata il 27 marzo 2002 in Inghilterra-Italia (1-2).

Palmarès
Campionato italiano: 1 Roma: 2000/2001

Supercoppa italiana: 1 Roma: 2001

Torneo Anglo-Italiano: 1 Genoa: 1995/1996

Record
* Nella partita Lazio-Roma della stagione 2001/2002 ha segnato ben 4 gol, record per il derby capitolino.
* Miglior debuttante italiano in Serie A per numero di reti realizzate (22 con la Sampdoria nel 1996/1997); 6° in totale dopo 5 giocatori stranieri.
* Maggior numero di doppiette consecutive in Serie A: 4 nel 1996/1997 (come Ettore Puricelli del Bologna nella stagione 1940/1941).
* E' l' unico calciatore in attività, oltre all'attaccante del Milan Filippo Inzaghi,ad aver realizzato almeno 50 reti in Serie A con due differenti squadre (Sampdoria e Roma)

Onorificenze
Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria — 12 luglio 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.


Curiosità
Ha un matrimonio alle spalle, quello con Rita Iannacone, finito nel 2003. I due hanno un figlio, Alessio.
Attualmente è fidanzato con Rachele Di Fiore, hostess del Grande Fratello 4.

Esordio Vincenzo Montella nella Sampdoria 2007/08





MONTELLA CLIP


Vincenzino!!!


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Claudio Bellucci

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Attaccante 1993-1994/2007-

(Roma, 31 maggio 1975) è un calciatore italiano. È alto 173 cm per un peso forma di 70 kg.

Carriera
Sampdoria, Venezia e Napoli
Ha iniziato la sua carriera d'attaccante nella Sampdoria, facendo l'esordio in Serie A con la squadra blucerchiata nella stagione '93/'94 a soli 18 anni. Claudio riesce a segnare anche 2 goal contro l'Arsenal in Coppa Delle Coppe, anche se risulteranno inutili ai fini del risultato finale che sarà poi 3 a 2 a favore dei Gunners.

Da giovane viene anche convocato dal commissario tecnico della Nazionale under-21 italiana Cesare Maldini. L'attaccante romano ripagherà la fiducia del tecnico mettendo a segno un gol in sei presenze complessive.

Nella stagione '94/'95, Bellucci cambia casacca e indossa la maglia del Fiorenzuola, club militante nella Serie C1 nazionale; il romano in sette presenze andrà a segno 3 volte. La sua avventura con questa squadra dura solo pochi mesi, perché nell'ottobre del 1994 viene richiamato dalla Sampdoria, che a causa di gravi infortuni nel reparto d'attacco è costretta a richiamare il giovane attaccante. Bellucci giocherà il resto della stagione con i blucerchiati, mettendo a segno due gol in ventuno presenze complessive.

Dopo un'anonima stagione '95/'96 passata più in panchina che in campo con la Sampdoria, Bellucci decide di scendere di categoria e si accasa nel Venezia in Serie B, stagione '96/'97, il bomber risulterà il miglior attaccante del campionato cadetto mettendo a segno venti reti in trentatré presenze di campionato.

Il Napoli l'acquista nella stagione seguente, ma purtroppo per lui e per la squadra campana ci sarà l'amarezza della retrocessione tra i cadetti; nella disastrosa stagione '97/'98 Bellucci segnerà 10 reti andando per la prima volta in doppia cifra nella massima serie.

Dopo altre due stagioni con la maglia azzurra del Napoli, dove segnerà dodici gol complessivi (sei nella stagione '98/'99 e sei nella stagione '99/'00) che contribuiscono alla promozione in Serie A, Bellucci riassapora il calcio che conta, ma nella stagione 2000/2001 si ripetono però gli stessi errori fatti nella stagione '97/'98 dalla società partenopea e la squadra risprofonda nel baratro della serie B.

Bellucci in questa stagione non darà il meglio di se stesso, mettendo a segno due reti in appena diciotto presenze; purtroppo per lui sia l'allenatore Zdenek Zeman che il tecnico Emiliano Mondonico non gli daranno lo spazio che merita, preferendo giocatori come Edmundo, che fanno rimpiangere la presenza del romano.

L'avventura a Bologna
Claudio, dopo quattro anni passati con la casacca napoletana, decide di cambiare squadra, firmando un contratto quadriennale con il Bologna. Nelle prime stagioni con la maglia rossoblù, l'attaccante romano trova poco spazio, soffrendo la concorrenza di giocatori più affermati quali Giuseppe Signori, Julio Ricardo Cruz e Igli Tare. Poi, la retrocessione del Bologna nella stagione 2004-2005, in seguito allo spareggio con il Parma, consente a Bellucci di trovare più spazio e di esprimere tutto il suo potenziale: nella stagione successiva è infatti il vice-capocannoniere della serie cadetta dietro a Christian Bucchi (Modena), e si mette in mostra anche con alcuni dei gol più spettacolari del campionato.

Nella stagione 2006/2007, Bellucci si conferma vice-capocannoniere della serie cadetta dietro allo juventino Del Piero, siglando ben diciannove reti

Il ritorno alla Sampdoria
Nel giugno del 2007 Bellucci firma con la Sampdoria, tornando a giocare nella squadra che lo aveva fatto esordire nella massima divisione tredici anni prima.

Domenica 24 Febbraio, in occasione del big match contro l'Inter, si infortuna al menisco. Viene operato il 4 Marzo e il 13 dichiara già di essere pronto per tornare in campo. Subentra nella ripresa della partita Sampdoria-Catania e dopo soli 13 giorni dall'operazione segna il gol del 3-1 finale.

Domenica 11 Maggio, nella partita Palermo-Sampdoria, la penultima di campionato, subisce un altro infortunio, questa volta ben più grave: rottura del tendie d'achille del piede destro. Si prospetta uno stop di almeno sei mesi.

Claudio Bellucci



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Christian Maggio

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Centrocampista 2006-2008

(Montecchio Maggiore, 11 febbraio 1982) è un calciatore italiano, che gioca nel ruolo di esterno nella Sampdoria.

Carriera
Cresciuto nelle giovanili del Vicenza, debutta in prima squadra, in serie A nella stagione 2000-2001 con Edy Reja, giocando 6 partite e mettendo in mostra buone qualità. La sua prima partita nella massima serie la gioca l'1 ottobre 2000, quando il suo Vicenza perde per 2-0 contro il Milan.

In seguito alla retrocessione in serie B della squadra veneta, Maggio trova maggior spazio, e difatti gioca 27 partite condite con un gol. La stagione 2002-2003, invece è particolarmente sfortunata perché a causa di ripetuti problemi fisici, il difensore gioca appena 5 partite.

Nel luglio del 2003 passa alla Fiorentina, sempre in serie B, dove diviene una delle pedine fondamentali della squadra viola per la promozione nella massima serie e viene impiegato stabilmente (40 le partite giocate con un gol) sulla fascia destra. La stagione seguente, in serie A, lo vede impegnato appena in 13 occasioni, sempre con un gol, con la squadra viola impegnata nelle zone basse della classifica.

All'inizio della stagione 2005-2006, sempre in maglia viola gioca appena 3 partite, e non trovando spazio, viene dirottato in prestito al Treviso, dove collezionae 11 presenze nella parte finale della stagione, con la squadra veneta già praticamente retrocessa.

Nel luglio del 2006 passa alla UC Sampdoria, in prestito con diritto di riscatto della metà, dove ha cominciato, da novembre, a giocare da titolare, dopo un inizio trascorso soprattutto in panchina. A fine stagione il suo score è di 31 presenze e di 2 gol, di cui uno di pregevole fattura in semirovesciata contro il Siena.

Nella stagione 2007-'08 resta ancora a Genova ma in comproprietà. Dopo un inizio a rilento a causa di un infortunio, si ritaglia, a suon di ottime prestazioni, un ruolo da titolare sulla corsia destra, collezionando addirittura 9 gol, notevole score per un "ex" difensore.

Stato contrattuale
Maggio è ufficialmente in comproprietà fra Sampdoria e Fiorentina. Esiste già però un accordo di massima fra le due società per il riscatto definitivo da parte dei blucerchiati alla fine della stagione 2007-'08.

Nazionale
Conta 5 presenze e 1 gol con l'Under 18, e ben 24 presenze (3 gol) con l'Under 20.

In Under 21, invece, ha collezionato solo 3 convocazioni, con 2 presenze.

Dopo un'ottima primavera 2008 si era ipotizzato anche una sua convocazione per Euro 2008, con la nazionale maggiore, ma poi il ct Donadoni ha fatto altre scelte.

Curiosità
Molto amato dai tifosi della Sampdoria, soprattutto dopo il goal allo scadere nel Derby contro il Genoa. Grazie al suo numero di maglia, il 7 Maggio i tifosi della Samp hanno fatto una festa chiamata "7 Maggio tutto l'anno".

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Christian Maggio


Alla Sampdoria
Nel luglio del 2006 passa alla Sampdoria in prestito con diritto di riscatto della metà. Dopo un inizio trascorso soprattutto in panchina, a novembre riesce a conquistarsi un posto da titolare e a fine stagione totalizzerà 31 presenze e di 2 gol, di cui uno in semirovesciata contro il Siena.

Nella stagione 2007-'08 resta ancora a Genova dopo che la Sampdoria ne ha riscattato la comproprietà. Costretto ancora una volta da un infortunio a partire dalla panchina, si ritaglia a suon di ottime prestazioni un ruolo da titolare come esterno di destra nel 3-5-2 di Mazzarri. La nuova disposizione tattica gli consente di trovarsi spesso in zona gol e Maggio riesce a segnare ben 9 reti, di cui una nel derby della Lanterna.
Napoli

L'11 giugno 2008 Christian Maggio viene acquistato dal Napoli per 8 milioni di euro, squadra in cui ritrova l'allenatore dell'esordio nel Vicenza Edy Reja. Il giocatore si lega alla squadra azzurra con un contratto quinquennale che gli garantisce un ingaggio destinato con gli anni a salire dagli iniziali 800 mila fino ai 1,2 milioni di euro netti a stagione.


Ultima modifica di Homer il Mar Ott 20, 2009 10:25 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 6:55 am    Oggetto:  
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Giampaolo Pazzini

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Giampaolo Pazzini (Pescia, 2 agosto 1984) è un calciatore italiano, attaccante della Sampdoria e della Nazionale italiana.

Carriera
Club
Nato in una famiglia dedita al calcio, suo padre Romano e suo fratello Patrizio hanno militato in Serie C, e da sempre residente a Monsummano Terme, cresce calcisticamente nel Margine Coperta[1]. Giovanissimo viene acquistato dall'Atalanta. Gioca nelle giovanili come il suo amico Riccardo Montolivo[2] e inizia la sua carriera professionistica nel campionato di Serie B 2003-2004 con gli orobici, disputando 39 partite e segnando 9 gol. La squadra ottiene la promozione in Serie A e l'anno successivo il giovane attaccante colleziona 12 presenze e 3 gol nella prima metà di campionato.

Nel gennaio del 2005 è acquistato dalla Fiorentina per una cifra intorno ai 6,5 milioni di euro. In quella metà di campionato disputa 14 presenze segnando 3 gol, di cui uno pregevole contro la Juventus (in occasione di Fiorentina-Juventus 3-3).

Nel campionato 2005-2006 non trova molto spazio, in quanto il tecnico viola Prandelli predilige spesso il modulo a una punta (Toni), e Pazzini si alterna spesso con Valeri Bojinov nel ruolo di seconda punta, collezionando 6 gol stagionali, di cui 5 (in 27 partite) in campionato (contro Livorno, Juventus, Empoli, Siena e Ascoli), ed uno in Coppa Italia ancora contro la Juventus.

Nel 2006 ha vinto l'Oscar del calcio AIC come miglior giovane del 2004-2005[1], battendo la concorrenza dell'interista Obafemi Martins e del leccese Mirko Vučinić.

La stagione 2006-2007 non inizia nel migliore dei modi: dopo la doppietta al Giarre nel primo turno di Coppa Italia, si infortuna con la Nazionale italiana Under-21, di cui era attaccante titolare. Rientrato 2 mesi dopo, sigla due gol nei minuti finali di Fiorentina-Atalanta, regalando la vittoria ai viola proprio contro la sua ex squadra. Dopo un campionato più in panchina che in campo, il finale di stagione è in crescendo: segnerà alla fine ben 7 gol (su un totale di sole 9 partite da titolare disputate), candidandosi al meglio come ideale successore ed erede del bomber Luca Toni.

Nella stagione 2007-2008 mette però a segno 12 gol stagionali, di cui 9 gol in campionato, 3 in Coppa Italia e nessuno in Coppa Uefa: uno score non eccezionale, però in questa stagione troverà l'esordio in Coppa Uefa il 20 settembre 2007 in occasione di Groningen - Fiorentina terminata 1-1.

Nella stagione 2008-2009 Pazzini chiuso dal nuovo acquisto Gilardino e Mutu trova poco spazio giocando solo 12 partite di cui 3 da titolare e mettendo a segno un solo gol nella partita vinta 3-0 contro la Reggina su calcio di rigore, comunque Pazzini troverà anche l'esordio il 12 agosto 2008 in Champions League in occasione di Fiorentina - Slavia Praga terminata 2-0 per la squadra viola.

Il 14 gennaio 2009 la Sampdoria ufficializza il suo acquisto a titolo definitivo per 9 milioni di euro più il prestito di Emiliano Bonazzoli.

Dopo il buon esordio contro il Palermo, segna il suo primo gol con la maglia blucerchiata il 21 gennaio 2009 contro l'Udinese in Coppa Italia. Si ripeterà a segnare in campionato 5 gol in 5 settimane contro Chievo Verona, Siena, Juventus, Atalanta e Milan. Il 4 marzo segna la sua prima doppietta con la maglia blucerchiata nella semifinale di Coppa Italia disputata tra Sampdoria e Inter terminata 3-0 per la Sampdoria.[5]. La sua prima doppietta in Serie A con la maglia della Sampdoria arriva il 15 marzo contro la Roma; realizza poi altre quattro reti, contro Torino, Lecce, Reggina e Palermo.

Alla fine del campionato Giampaolo totalizza 11 gol in 18 partite, dimostrando una buona rapidità sotto porta e un'ottima capacità di dialogo con il compagno di reparto Antonio Cassano. Il giorno 11/08/2009 la Sampdoria non riceve nessuna offerta pari a 18 milioni dal Chelsea per l'acquisto del giocatore. E alla fine marotta smentisce anche l' ipotesi di aver accettare offerte anche il prossimo anno.

Nazionale
Pazzini conta 12 presenze e 4 gol con la nazionale Under 16, 1 presenza e 0 gol con l'Under 18, 9 presenze e 6 gol con l'Under 19, 1 presenza e 0 gol con l'Under 20. Discreto il bilancio con l'Under 21, dove ha chiuso con 22 presenze e 5 gol.

Il 24 marzo 2007 partecipa alla partita di inaugurazione del nuovo stadio di Wembley, una sfida tra le rappresentative Under-21 di Italia e Inghilterra. In quella occasione segna il primo gol nella storia del nuovo stadio, dopo appena 30 secondi dal fischio d'inizio del match. Successivamente segnerà altri due gol nella stessa partita e uscirà a 15 minuti dalla fine salutato con una standing ovation dai 55.000 spettatori presenti. A fine partita, data la tripletta, si portò a casa il pallone della partita con gli autografi di tutti i giocatori, come è consuetudine in Inghilterra.

Sotto la direzione del ct Pierluigi Casiraghi partecipa all'Europeo U-21 2007 tenutosi in Olanda.

Il 22 marzo 2009 viene convocato dal ct della Nazionale Maggiore Lippi per la doppia sfida di qualificazione ai Mondiali 2010 contro il Montenegro e l'Irlanda. Il 28 marzo debutta in Nazionale contro il Montenegro, subentrando a Iaquinta al 59' e, dopo quindici minuti, segna la sua prima rete in maglia azzurra con un colpo di testa nel match che è poi terminato 2 a 0 per gli azzurri. Quattro giorni dopo il commissario tecnico lo schiera titolare nella partita contro l'Irlanda giocata a Bari: la sua seconda presenza è però meno fortunata a causa di un'espulsione assai contestabile, occorsa al 4° minuto di gioco, per una gomitata sul volto al difensore irlandese John O'Shea.

Palmarès
Individuale

Oscar del calcio AIC: 1
Migliore calciatore giovane: 2005

Pubblicità
Ha girato una pubblicità Nike con il suo amico e a lungo compagno di squadra Riccardo Montolivo. Nello spot i due smentiscono di essere una persona sola (di nome "Pazzolivo"), leggenda inventata a scopo umoristico sul web.

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Pazzini: «La Samp è il posto giusto per rinascere»

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Primo giorno in blucerchiato per l'ex della Fiorentina: «Sono emozionato e felice, non vedo l'ora di cominciare. Il numero 10? Cassano mi ha detto che l'aveva tenuto da parte per me: non potevo certo rifiutare».

"Sono già innamorato Pazzo". Comincia con questo striscione l'avventura di Giampaolo Pazzini alla Sampdoria, davanti allo Starhotel di Piazza Borgo Pila. I tifosi che attendono il nuovo attaccante non le mandano a dire al grande libro dei sogni, accogliendo così il nuovo arrivato. E finendo per farlo emozionare, subito, in conferenza stampa. «Non mi aspettavo tutto questo - attacca l'ex viola -, voglio ringraziare la Sampdoria, il presidente Garrone, il direttore Marotta. Loro mi hanno dimostrato coi fatti di puntare su di me, investendo in maniera importante e permettendomi di venire a giocare in una squadra blasonata come la Samp, dove ho deciso personalmente di trasferirmi».

Entusiasmo. La parola del calciatore è stata davvero decisiva nella trattativa, perché il Pazzo ha rifiutato offerte importanti, provenienti da Bologna e soprattutto Palermo per scegliere il Doria. «Ci sono state altre voci, ma era la Samp la mia prima scelta». Insomma, Pazzini Genova l'ha voluta fortissimamente e c'è già qualcuno che gli ricorda quanto quest'estate fosse stato vicino ad arrivarci. Sull'altra sponda però. «Nessuno si è mai fatto avanti veramente, lo leggevo solo sui giornali», taglia corto il Pazzo. Che si butta subito sul futuro. «Non vedo l'ora di cominciare, oggi mi allenerò per la prima volta a Bogliasco e sono veramente ansioso di conoscere i compagni, il mister e l'ambiente».

Il numero 10. E, finalmente, Antonio Cassano, che è stato uno dei primi a telefonare all'attaccante, consigliandogli molto poco velatamente la maglia numero 10. «Antonio è stato veramente simpatico - dice il Pazzo -, mi ha detto che la numero dieci era mia e che l'aveva tenuta per me. Non potevo rifiutare». Anche se, quel numero lì, nella Samp, ha un certo peso. Lo indossò Roberto Mancini, lo indossò Francesco Flachi, dopo il quale nessuno ha più vestito la prestigiosa maglia. «So quanto sia importante il 10 della Sampdoria - conferma Pazzini - e so anche di non essere il numero 10 classico. Ma, per come è arrivata e per la voglia che ho, questa maglia la prendo con grandissimo entusiasmo». Quanto ha pesato nella decisione di venire alla Samp, la presenza di Cassano? Ecco Pazzini. «Beh, sicuramente non ha pesato poco. Giocare con uno come lui è uno stimolo incredibile e poi, nelle due telefonate ricevute, mi ha trasmesso un entusiasmo incredibile».

Vialli. Se Antonio sta a Mancini, allora Pazzini sta a Vialli. Almeno è questa l'equazione nell'immaginario dei tifosi doriani. «Vialli l'ho ammirato sempre - dice il Pazzo -, ma andiamo tranquilli. Stiamo parlando di un campione incredibile, io devo fare ancora tanta strada e sono qui per partire dall'inizio». Qualcuno cerca la polemica, invitando Pazzini a rispondere alle parole di Bonazzoli, che ieri ha definito Adrian Mutu meglio di Antonio Cassano perchè più disponibile a giocare con la squadra. «Non credo che Bonazzoli avesse un buon rapporto con Cassano... Io dico questo: se Antonio fa tutto da solo e io poi devo solo spingerla in porta, mi va benissimo».

Passato e futuro. I tifosi sognano di vedere questa coppia già domenica. «Non lo so, naturalmente spero di giocare subito, però vedremo col mister. E' ovvio in ogni caso che io abbia una voglia incredibile di iniziare quest'avventura». I due ultimi temi sono passato e futuro. Firenze. «Ci ho trascorso quattro anni bellissimi e ho tanti bei ricordi. Poteva finire meglio, ma non importa, il calcio è questo e lo sappiamo tutti». Il derby. «Mi ci hanno fatto pensare i tifosi stamattina: si tratta di una partita fantastica, ma sapete quante ce ne sono ancora prima? Io voglio solo andare passo passo e cercare di fare bene qui con e per la Sampdoria».


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