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Sampdoria è vita



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La nostra storia dal 1946 ad oggi
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Homer

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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 11:32 am    Oggetto:  Stagione 1992/1993 Serie A - 7° posto
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Stagione 1992/1993
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Presidente: PAOLO MANTOVANI

Allenatore: ERIKSSON

7° classificata in serie A

Capocannoniere: Mancini 15 reti

BERTARELLI BONETTI I. BUCCHIONI BUSO CEREZO CHIESA CORINI INVERNIZZI JUGOVIC KATANEC LANNA LOMBARDO MANCINI MANNINI NUCIARI PAGLIUCA SACCHETTI SERENA WALKER VIERCHOWOD ZANINI


Paolo Mantovani inizia a cedere i suoi “quadri”, è la fine del ciclo che ha portato la Sampdoria ai vertici del calcio europeo: Vialli, Boskov, Pari e Cerezo lasciano Genova. Sulla panchina viene chiamato lo svedese Sven Goran Eriksson e vengono acquistati dei giovani giocatori: Corini, Bertarelli, Serena, Sacchetti e Zanini, e gli esperti Walker e Jugovic e ritorna un prodotto del vivaio blucerchiato: Enrico Chiesa. Il campionato si conclude al settimo posto con 36 punti (frutto di 12 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte) con la mancata qualificazione in Coppa Uefa per un punto.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 11:32 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 11:35 am    Oggetto:  Stagione 1993/1994 Serie A - 3° posto - Coppa Italia
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Stagione 1993/1994
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Presidente: PAOLO/ENRICO MANTOVANI

Allenatore: ERIKSSON

3° classificata in serie A vince Coppa Italia

Capocannoniere:
Gullit 15 RETI

AMORUSO BELLUCCI BERTARELLI BUCCHIONI DALL'IGNA EVANI GULLIT INVERNIZZI JUGOVIC KATANEC LOMBARDO MANCINI MANNINI NUCIARI PAGLIUCA PLATT ROSSI SACCHETTI SALSANO SERENA VIERCHOWOD


La mancata qualificazione nella competizione europea induce Paolo Mantovani ad un nuovo cambiamento : cede definitivamente Marco Lanna e con la formula del prestito Corini e Buso, vengono acquistati Rossi, David Platt, Ruud Gullit e Chicco Evani, ritorna Fausto Salsano e il giovane prodotto del vivaio blucerchiato Dall’Igna. La partenza in campionato è ubriacante, ma i tifosi pur gioendo da un punto di vista sportivo sono tristi : le condizioni di salute del presidente Paolo Mantovani sono preoccupanti. Alle ore 11,40 del 14 ottobre 1993 muore, presso l’ospedale Galliera di Genova, Paolo Mantovani: il Presidente dello scudetto. La notizia della sua dipartita sconvolge tutta la città e tutto il mondo sportivo italiano. Contrariamente alla volontà manifestata pubblicamente dal padre Enrico Mantovani diventa il nuovo presidente della società blucerchiata. In campionato la Sampdoria ottiene con 44 punti (frutto di 18 vittorie, 8 pareggi e 8 sconfitte) il terzo posto finale. Si aggiudica la Coppa Italia umiliando l’Ancona col risultato di 6 a 0 (0 a 0 all’andata). Perde ai rigori contro il Milan la Supercoppa di Lega.

Sampdoria-Cremonese 3-1 (1993):


Coppa Italia 1994, Sampdoria-Ancona


Ultima modifica di Homer il Dom Giu 13, 2010 1:36 pm, modificato 4 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 11:48 am    Oggetto:  14 ottobre 1993 - Ci lascia Paolo Mantovani
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IL MIO RICORDO DI PAOLO

di Maurizio Michieli

Era il 14 ottobre del 1993 quando Paolo Mantovani moriva lasciando un vuoto incolmabile nell’intera famiglia blucerchiata. Un vuoto fisico, ma non di ricordi, perché quelli sopravvivono nella memoria di chi lo ha conosciuto e amato. Soprattutto nella memoria dei tifosi, la sua seconda famiglia. Ho scritto e raccontato tanto in questi anni di Paolo Mantovani, ma mai cose “intime”, che mi hanno riguardato da vicino. Lo farò qui, in questo luogo e in questa occasione. Con una premessa: ho visto tante persone, dopo la sua morte, professarsi amici di Paolo Mantovani, ma sapevo che non lo erano. E questo mi dava molto fastidio, anzi, mi provocava un certo disgusto. Ecco perché dico subito che non ero amico di Paolo, forse non ne ho avuto il tempo, anche se l’ho conosciuto bene. Ho una bella confidenza con la sua famiglia, Francesca, Enrico, Ludovica e Filippo, che ho visto vivere e lottare per la Sampdoria con un’eredità sulle spalle che avrebbe schiacciato chiunque, non loro, figli e tifosi della stessa, immensa persona. Credetemi, se non avessero accettato questa responsabilità, fatta di onori ma anche di pesantissimi oneri per la piega che aveva assunto il calcio, la Samp avrebbe rischiato di sparire. Conobbi Paolo Mantovani nel 1983. Doveva inaugurare la scuola calcio dell’U.S. A. Baiardo, insieme con Trevor Francis. A bordo della mia Uno andai a nervi a prelevare il leggendario “striker” inglese, che mi accolse sulla porta di casa bevendo un té. Erano le 14. Alle 14,30 avevamo appuntamento con Mantovani e il suo autista Carlo davanti al “Ferraris”. Grazie al cielo, arrivammo puntuali, anche se Paolo ci stava già aspettando. Mi presentai e gli dissi: vi faccio strada, seguitemi. Lui mi rispose: se non le dispiace, vengo con lei. Salì a bordo della mia utilitaria, “costringendo” Francis a sedersi sul sedile di dietro. Alle nostre spalle procedeva, verso la collina di Montesignano, la Mercedes con l’autista. Mentre guidavo, Mantovani mi raccontò che quell’anno, eravamo ai primi di settembre, era particolarmente orgoglioso di un acquisto. Era un giovane terzino prelevato dal Como. Girò la testa all’indietro, verso Francis e gli disse: questo in allenamento non ti farà toccare palla per tutta la stagione. Trevor annuì. Parlava di Moreno Mannini. Un’altra volta, lavoravo già al giornale, Paolo Mantovani si rese protagonista di un gesto clamoroso. Durante una partita con l’Atalanta, abbandonò la tribuna d’onore e si recò nella Sud per sedare una diatriba insorta tra i tifosi blucerchiati per una questione di striscioni. Era un fatto delicato, che coinvolgeva il rapporto con la parte più calda del pubblico sampdoriano. Il mio capo di allora, il mitico e generoso Giorgio Bregante, mi affidò il “pezzo” come si dice in gergo. Lo scrissi con un pizzico di timore. Il connubio Mantovani-ultrà non era facile da gestire, c’era il rischio di raccontare i fatti in maniera incompleta. Cercai di non trascurare nulla, anche gli aspetti più scomodi. Il giorno dopo, durante la visita istituzionale a una banca, Mantovani incontrò il mio capo, che era stato invitato. Non ho mai saputo cosa gli disse, ma so che si parlarono, perché Bregante me lo riferì. So solo che da quell’evento e da quel lunedì non smisi un giorno di scrivere di Sampdoria e diventai in pianta stabile inviato al seguito della squadra, allora guidata da Boskov, insieme con Gianni Massinissa, uno dei miei maestri. Avrei tante di queste storie da raccontare, perché una caratteristica, forse la principale, di Paolo Mantovani consisteva nel non essere mai banale. Come quando, una volta a Bogliasco, mi disse: vuole in regalo un figlio di Luca e Roberto? Non erano Vialli e Mancini ma i suoi cani, bovari delle Fiandre, che avevano dato vita a una bella discendenza. Amo i cani e d’istinto avrei risposto di sì, ma trattandosi di una razza impegnativa, anche morfologicamente, gli replicai: presidente, grazie, ci penso e le dò una risposta. Mi spiace, controreplicò Mantovani, il tempo è scaduto… Beh, è scaduto anche per questo articolo. Ma ho la certezza che il tempo per ricordare ogni tanto Paolo Mantovani non finirà mai.
Da: SAMPLACE il blog di Maurizio Michieli
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Funerale Paolo

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Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 9:03 am, modificato 3 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 11:51 am    Oggetto:  Stagione 1994/1995 Serie A - 8° posto
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Stagione 1994/1995

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore: ERIKSSON

8° classificata in serie A

Capocannoniere: Gullit e Mancini 9 RETI

BELLUCCI BERTARELLI EVANI FERRI INVERNIZZI JUGOVIC GULLIT LOMBARDO MANCINI MANNINI MASPERO MELLI MIHAJLOVIC NUCIARI PLATT ROSSI SACCHETTI SALSANO SERENA VIERCHOWOD ZENGA


Il mercato della Sampdoria è caratterizzato dallo scambio di portieri con l’Inter: arriva Walter Zenga in cambio di Gianluca Pagliuca; dalla Roma arriva Sinisa Mihajilovic dall’Inter Riccardo Ferri. La Sampdoria ottiene l’ottavo posto con 50 punti (frutto di 13 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte) mancando, per un solo punto, la qualificazione in Coppa Uefa. In Coppa delle Coppe viene eliminata dall’Arsenal.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 11:59 am    Oggetto:  Stagione 1995/1996 Serie A - 8° posto
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Stagione 1995/1996

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore: ERIKSSON

8° classificata in serie A


Capocannoniere: CHIESA 22 RETI

ABATE BALLERI BELLUCCI BERTARELLI CHIESA DI TERLIZZI EVANI FERRI FRANCESCHETTI IACOPINO INVERNIZZI KAREMBEU LAMONICA MANCINI MANIERO MANNINI MIHAJLOVIC PAGOTTO PESARESI SACCHETTI SALSANO SEEDORF SERENI ZENGA


Enrico Mantovani opera una vera rivoluzione all’interno della squadra: Chiesa, Seedorf, Karembeu, Pagotto, Maniero e Franceschetti vengono acquistati. Il discontinuo rendimento offerto in campionato viene pagato alla sua conclusione: ottavo posto con 52 punti (frutto di 14 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte) ancora una volta l’Europa viene mancata per soli due punti.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:10 pm    Oggetto:  Stagione 1996/1997 Serie A - 6° posto - L'addio di Mancini
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Stagione 1996/1997

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore:
ERIKSSON

6° classificata in serie A

Capocannoniere: MONTELLA 22 RETI

BALLERI CARPARELLI DIENG EVANI FERRON FRANCESCHETTI IACOPINO INVERNIZZI KAREMBEU SANDY LAIGLE MANCINI MANNINI MIHAJLOVIC MONTELLA PESARESI SACCHETTI SALSANO SERENI VERGASSOLA VERON ZANINI


Montella sostituisce Chiesa ed arriva dall’Argentina la giovane promessa Juan Sebastian Veron. I blucerchiati forniscono un ottima prestazione, sono secondi al termine del girone di andata. I 60 gol segnati alla fine della stagione, di cui 9 di Montella, permettono alla Samp di ottenere il sesto posto in classifica con 53 punti (frutto di 14 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte) qualificandosi in coppa UEFA e, nello stesso tempo, di ottenere il titolo di attacco più prolifico del campionato. Ma i tifosi blucerchiati devono salutare la loro bandiera: Sampdoria – Fiorentina sarà l’ultima partita in casa in blucerchiato del “Mancio”. Il capitano Roberto Mancini “nato per essere numero 10” saluta i suoi tifosi regalando dieci magliette blucerchiate al suo pubblico. Con lui finiscono l’avventura in blucerchiato anche Eriksson ed Invernizzi. Nel 1993 Paolo Mantovani aveva profeticamente dichiarato: “Mancini? Per non vederlo più alla Sampdoria deve succedere qualcosa: o muore lui, o smetto io o smette lui”.

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La carriera da numero 10
Le sue squadre:
Bologna (1981/82)
Sampdoria (dal 1982/83 al 1996/97)
Lazio (1997/00)
Leicester (2001)

--------------------------------------------------------------------------------

Il suo Palmares
2 scudetti (Sampdoria 1990/91, Lazio 1999/00)
2 Supercoppa di Lega (Sampdoria1991, Lazio 1998)
2 Coppa Coppe (Sampdoria1989/90, Lazio 1998/99)
6 Coppa Italia (Sampdoria 1984/85, 86/87, 88/89, 1993/94, Lazio 1997/98, 1999/00)
1 Supercoppa Europea (Lazio 1999)

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di Axel67 Almanacco

"Là c'è il Maestro che ce stà a guardà", terminava più o meno così una delle Vostre canzoni più belle, probabilmente la più bella, quella che più mi è rimasta impressa quando venni a Roma lo scorso Dicembre.
Ebbene sì! Era proprio vero! Il Maestro era proprio lassù, sulla sua nuvola bianca in compagnia di Paolo, il mio Presidente. Erano seduti uno vicino all'altro sorridenti e sereni, nonostante avessero vissuto due ere calcistiche differenti.

Sotto di loro, nel catino del "Ferraris" 22 Campioni si divertivano a festeggiare il numero 10 per eccellenza del Calcio Italiano, quel giocatore che ha incantato milioni di amanti del Calcio inteso come Arte, fatto impazzire di gioia tanti cuori blucerchiati e biancocelesti, fatto piangere, morire di rabbia ed invidia tanti "avversari" giallorossoblù più volte da Lui puniti in altrettante stracittadine sia sotto l'ombra della Lanterna che sotto "er" Cuppolone.
Applausi, solo applausi e cori di festa per tutti, senza esclusione di nessuno, Laziali e Sampdoriani.

Solo qualche fischio è volato nei confronti dell'arbitro Nicchi protagonista di un furibondo litigio con Mancini (Roby per chi se lo ricorda bene era anche una testa di "cavolo", spesso si incendiava, combinava dei casini e si faceva cacciare fuori dai direttori di gara, ma noi gli vogliamo bene anche per questo). La serata era iniziata con una partita Samp - Lazio giocata da bimbi leva 1991 (anno del tricolore blucerchiato).

E' stato bellissimo vedere quei 22 cuccioli giocare con passione e gioia con le maglie delle due squadre, segnare, esultare sotto le gradinate o sotto le "curve" proprio come fanno "i grandi Campioni".
C'era un bimbo biondo in maglia biancoazzurra, sembrava Pavel Nedved in miniatura, che scatto......!!! Dall'altra parte un bimbo riccioluto a centrocampo evocava il ricordo di Luca Vialli ai tempi nei quali esibiva una folta chioma arruffata al posto dell'attuale "pelata".

Ma eccoci alla presentazione:
E chi se non meglio di Fabio Fazio, autentico Cuore blucerchiato poteva presentare la kermesse? Prima di tutti lo staff tecnico della Grande Sampdoria, uno ad uno, iniziando dal DS Paolo Borea, Grande Uomo prima ancora di essere un vero intenditore di Calcio, per poi passare "nel vivo" con la presentazione dei due Direttori Tecnici (allora si chiamavano così) Vujadin Boskov e Sven Goran Eriksson, due personaggi che hanno fatto tanto per la Sampdoria entrambi applauditissimi.

Fabio invita tutti al centro del campo all'"Americana", chiamando a coppia i giocatori delle due squadre: una sfilata a due a due, blucerchiati e biancocelesti insieme. Ogni coppia un boato, sempre più grande fino all'esplosione al momento dell'ingresso in campo in Bobby Goal, Tanti numeri 10 capeggiano in ordine sparso. L'emozione sale alle stelle; Bobby goal non si dimentica . Fa parte del DNA Sampdoriano. Mentre esce dal sottopasso la Gradinata Sud si trasforma in un gigantesco numero 10 creato con cartoncini colorati in una coreografia stile Derby che riempiono di lacrime tanti occhi in campo e fuori.

Tantissimi gli striscioni a Lui dedicati: "Senza Roberto non mi diverto" che rievoca una frase del Presidentissimo, "Mancio Unico", "Ti vogliamo ricordare così: Campione", "Quanti goal ha segnato Roberto Mancini per la Sampdoria? Sono 133; 133 volte la parola TI AMO" e molti altri che non basterebbe un'intera home page a riportarli tutti.

E' stata una serata d'Amore, un'Amore Eterno, fortissimo, incomparabile; uno di quegli Amori che ti fanno sognare, cantare, ballare, ridere, piangere, esplodere il cervello dalla gioia. Questo è Roberto Mancini e questa è stata quella mitica Squadra dieci anni fà. Uno dei momenti topici di Ieri sera è stato il momento nel quale Roberto ha chiesto al pubblico di osservare i tabelloni.
Dopo qualche istante si materializza il volto sorridente del Presidente mentre esulta per un gol fatto ai bibini in un Derby giocato una quindicina di anni fà.

Lo stadio si alza in piedi in un lungo interminabile e commosso applauso, mentre lassù, su quella nuvola, anche il Maestro gli rende omaggio. Certamente Lui avrà ringraziato con quel suo modo timido, un pò compassato, ma felice e commosso come lo fù il giorno nel quale riuscì a portare un sentimento nel Calcio. Di fatto non c'è stata un "vera" partita. Il risultato finale (5-5) non fa testo, in campo è stata una festa totale, la partita è stata una parodia al calcio, ma così doveva essere, perchè quello che contava era Lui, solo Lui e le sue Squadre, quelle che gli hanno regalato tante gioie, la Sampdoria e la Lazio.

Probabilmente Roberto poteva andare alla Juve o al Milan tanti anni fa, invece ha scelto la Samp e poi la Lazio conscio che vincere lo Scudetto con queste due Società sarebbe stato molto più difficile, ma che l'eventuale successo sarebbe equivalso in termine emotivo ad una gioia tale che vincerne 5 con la maglia bianconera o rossonera non arriverebbero ad offrirne la stessa intensità.

La festa dei 30.000 proseguiva fino alla fine, con Attilio che, passato ad indossare la maglia della Lazio si "incoronava come l'Ottavo Re di Roma" con una corona di cartapesta tanto per ribadire lo spirito goliardico di giubilo della serata. Sempre nella ripresa Filippo ed Andrea Mancini (i figli di Roberto) entrano in campo; Filippo con la maglia della Lazio, Andrea con quella della Samp. "Determinanti" al risultato anche i loro 4 goal (due per uno) dove i difensori delle due squadre "forse" hanno commesso "qualche errore difensivo di troppo"

Alla metà della ripresa Roberto si sfila la maglia del "Mancio Day" (che non era quella ufficiale blucerchiata perchè Enrico Mantovani invitato da Roberto e non intervenuto non aveva concesso il premesso) per indossare quella della Lazio e terminare partita e carriera con la "camiseta" biancoceleste scudettata.

Il cambio di maglia è stato salutato dai 30.000 presenti con uno scrosciante applauso ed una interminabile "ola", segno che, la sopita e forse da parte di tanti tifosi inconscia simpatia verso i colori biancocelesti, la somiglianza tra i colori sociali delle due Società e la stessa filosofia in termini di passione (e anche la similitudine tra i detestati rispettivi "cugini" Roma e Genoa), magari sfoci un domani in un bel gemellaggio che renderebbe felici tante persone, Mancio per primo. Non è detto, però un domani......perchè no???

Il giro di campo finale è un'apoteosi piena di lacrime di commozione ed abbracci, con Boso dietro il numero 10 in versione "Ultras" come non lo si vedeva da tempo. Roberto al microfono di Fabio Fazio dice "Grazie di cuore a tutti voi, e grazie anche alla Lazio e a tutti i Laziali, Vi voglio bene a tutti."

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Mentre Roberto effettuava il suo giro d'onore indossando finalmente una maglia blucerchiata "vera" teneva in braccio una bellissima bimba; la sua Camilla e una rosa rossa. L'incasso della serata è stato devoluto al Centro ricerca dell'Ospedale pediatrico "Giannina Gaslini" di Genova dove tanti bimbi da ieri sera hanno forse qualche speranza in più per tornare a giocare a sorridere e a correre come fanno tutti gli altri bambini come loro.

E' stata una Grande Festa, la festa del Calcio, la Festa del Campione che solo la Sampdoria e la Lazio (e agli albori il Bologna) hanno avuto la fortuna e l'onore di vederlo giocare con la maglia con i propri colori.
E' impossibile per me che porto i Colori Blucerchiati nel mio codice genetico, che mi alzo e vado a dormire alla sera pensando sempre e comunque alla mia Sampdoria poterVi spiegare che cosa rappresenta Roberto Mancini per un Sampdoriano; nel senso che Roberto Mancini E' la Sampdoria, così come Mazzola é l'Inter, Signori é la Lazio, Riva è il Cagliari, Antognoni è la Fiorentina.

Roberto è l'essenza della Sampdorianità, Roberto è Amore sconfinato, è tutto ciò che è stato, che è e che sarà.
E chi come me ha avuto la fortuna di vivere di prima persona quella fantastica Favola durata 15 anni incredibili dove arrivammo a sfiorare per un soffio il Trono d'Europa, conserverà per sempre negli abissi del proprio intimo l'immagine di quel Campione, genio e passione del Calcio Italiano.
Questa è l'essenza del Calcio! L'Amore, la passione per la maglia, "per quei colori magici che ci fan venire i brividi", i miei e i Vostri colori che comunque ormai Amo anch'io perche il biancoceleste è stato il colore che ha fatto tanto bene a Roberto, e quindi alla mia Sampdoria. E comunque un Grazie infinito anche a Voi che mi avete dato la possibilità di poter esprimere i miei sentimenti provati in una notte da favola.

Grazie Roberto! Anche Noi non Ti dimenticheremo mai; e quando sarà giunta la nostra ora, se è vero che in quegli istanti la vita scorre velocemente davanti agli occhi, sicuramente vedrò un tuo colpo di tacco, un tuo assist, un tuo bacio verso quella che è stata e che sarà per sempre la tua gradinata. Sono orgoglioso di te. Ti voglio bene.
Sarà comunque un modo per poter andare dal Presidente e dirgli: "Salve Presidente! Lo sà che anch'io senza Roberto non mi diverto?" e, naturalmente prima di tutto stringere la mano al Grande Maestro.

Dall'Archivio dei Reportage di LazioUltras

-10 maggio 2001-
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:14 pm    Oggetto:  Stagione 1997/1998 Serie A - 8° posto
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Stagione 1997/1998

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore: MENOTTI

8° classificata in serie A

Capocannoniere: Montella 20 reti

AMBROSIO BALLERI BIYIK BOGHOSSIAN CASTELLINI DIENG FERRON FRANCESCHETTI HUGO KLINSMANN LAIGLE LAMONICA MANNINI MIHAJLOVIC MONTELLA MORALES NAVA PESARESI SALSANO SCARCHILLI SIGNORI SOARES TOVALIERI VERGASSOLA VERON ZANINI


Enrico Mantovani opera un nuova nuova rivoluzione all’interno della società. Cesar Luis Menotti è il nuovo allenatore. Tra i nuovi acquisti si segnala Jurgen Klinsmann in quanto gli altri giocatori si chiamavano Cordoba, “Matute” Morales e Catè. In coppa Uefa, contro tutte le previsioni, i blucerchiati si arenano contro i baschi dell’Atletico Bilbao, e, di conseguenza, sono eliminati al primo turno. Dopo una brutta partenza Menotti viene esonerato e viene sostituito da Vujiadin Boskov. La mano dell’esperto allenatore si fa sentire e la Sampdoria recupera terreno. Al termine del campionato ottiene il nono posto con 48 punti (frutto di 13 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte) ovvero tredici punti di distanza dalla zona retrocessione ed ottiene la qualificazione per la coppa Intertoto.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:18 pm    Oggetto:  Stagione 1998/99 Serie A - 16 posto retrocessa in B
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Stagione 1998/1999

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore: SPALLETTI

16° classificata in serie A retrocessa in serie B

Capocannoniere: Montella 16 reti

ALOE AMBROSIO BALLERI CASTELLINI CATE' CORDOBA DORIVA FERRON FICINI FRANCESCHETTI GRANDONI HUGO JACOPINO LAIGLE LASSISSI MANNINI MONTELLA NAVA ORTEGA PALMIERI PECCHIA PIREDDA SAKIC SGRO' SHARPE SOLARI VERGASSOLA ZIVKOVIC


A sorpresa viene assunto quale allenatore il promettente Luciano Spalletti. La Samp esordisce nella coppa Intertoto: Vittoria sulla formazione del FC Tauris Rimavska Sobota 2 – 0 e 0 – 1, contro la formazione Harelbeke 1 – 0 e 3 – 0 ma si arena contro il Bologna da cui si fa eliminare. Sul mercato la Sampdoria sostituisce Veron con l’argentino Ariel Ortega ed acquista l’infortunato Zoran Jovicic, attaccante serbo molto promettente. Anche a causa del grave infortunio di Vincenzo Montella il campionato è disastroso. L’allenatore Spalletti viene temporaneamente sostituito da David Platt (affiancato da Veneri), con l’arrivo di Platt giunge dall’Inghilterra l’incosistente Lee Sharpe. Il cambio non sortisce gli effetti sperati e la dirifenza richiama Spalletti. Il ritorno di Spalletti e, sopratutto quello di Montella, non riescono a salvare la Sampdoria. Nelle ultime otto partite (ovvero dal rientro di Vincenzo Montella) la Sampdoria ottiene 11 punti!! Ma non sono sufficienti per abbandonare la zona retrocessione. Nella penultima giornata di campionato la Sampdoria deve vincere contro il Bologna per poter riuscire ad ottenere lo spareggio per la salvezza. In effetti i blucerchiati stanno portando in porto l’importantissima vittoria per 1 a 2 quando, a tempo scaduto, l’arbitro Trentalange assegna un rigore inesistente al Bologna: è il pareggio … è la matematica retrocessione in serie B. Dopo diciassette anni i blucerchiati sprofondano nell’abisso della serie B. Il campionato termina con 37 punti (frutto di 9 vittorie, 10 pareggi e 15 sconfitte). Come sottolineato, il giorno successivo, dal quotidiano sportivo La Gazzetta Dello Sport egli sapeva che concedendo quel rigore condannava i giocatori e la squadra alla discesa nell’inferno della serie B. A causa di un arbitro “incompetente” la Sampdoria sprofonda nella serie cadetta dopo 17 anni.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:21 pm    Oggetto:  Stagione 1999/2000 Serie B - 5° posto
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Stagione 1999/2000

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore: VENTURA

5° classificata in serie B

Capocannoniere:
Dionigi 9 reti

CASTELLINI CASALE CATE DIONIGI DORIVA ESPOSITO FICINI FLACHI GRANDONI PALMIERI PESARESI SAKIC SANNA SERENI SGRO' STENDARDO TOSTO VASARI VERGASSOLA ZIVKOVIC


Enrico Mantovani cede Vincenzo Montella alla Roma. Il genovese Gian Piero Ventura « specialista in promozioni » diventa il nuovo allenatore della Sampdoria. All’inizio del campionato la squadra blucerchiata è indicata come la favorita del campionato. Nel corso del mercato di inverno viene acquistato Dionigi, e l’ariete permette alla squadra di ottenere tre vittorie consecutive. La Sampdoria realizza 19 punti in sette incontri !! Alla 24ma giornata, la Sampdoria è in testa alla classifica con sei punti di vantaggio sul Napoli, la promozione sembrerebbe una formalità. Ma il pallone è rotondo, la Sampdoria incredibilmente si blocca ed al termine del campionato è quinta con 62 punti (frutto di 17 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte), non ottiene la promozione per un solo punto. Nel corso del campionato, dopo la vergognosa sconfitta contro l’Alzano, Enrico Mantovani si dimette dalla carica di presidente e pone ufficialmente in vendita la società. Il gentiluomo blucerchiato Enzo Garufi assume la presidenza ad interim.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:25 pm    Oggetto:  Stagione 2000/2001 Serie B - 5° posto
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Stagione 2000/2001

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Presidente: ENRICO MANTOVANI

Allenatore: CAGNI

5° classificata in serie B

Capocannoniere: Luiso 10 reti

AZZARO BEDIN CASALE CASAZZA CONTE CUCCIARI FLACHI GRANDONI JOVICIC LABRIOLA LOMBARDO MANIGHETTI MARCOLIN POLONIA POSSANZINI SAKIC SANNA SERENI STENDARDO TRAVERSA


Gigi Cagni è il nuovo allenatore della Sampdoria in sostituzione di un deluso Gian Piero Ventura. Anche quest’anno l’obiettivo dichiarato è la promozione. L’esordio non è dei migliori sopratutto la Sampdoria è deficitaria nelle partite esterne. Nel mercato d’inverno, su indicazioni del tecnico, vengono ceduti Dionigi e Casale ed acquistati Luiso e Bernini. La nuova coppia d’attacco Luiso-Flachi ed il nuovo assestamento della squadra inizia a dare i suoi frutti. Peraltro la mancanza di vittorie esterne e le problematiche finanziarie influiscono sul rendimento finale della squadra che manca, per la seconda volta consecutiva, la promozione alla massima serie classificandosi al sesto posto con 64 punti (frutto di 16 vittorie, 16 pareggi e 6 sconfitte). La Sampdoria ad onta delle voci di mercato e delle dichiarazioni del socio di maggiornza Enrico Mantovani non viene ceduta. La situazione finanziaria della società è grave, la Sampdoria è obbligata ha realizzare le sopravveninze mediante la cessione dei giocatori di maggior valore. Inoltre la società viene coinvolta nello scandalo dei passaporti falsi : tre giovani giocatori di origine camerunense Job, Zè ed Ondoa inseriti nella formazione “primavera” sono risultati in possesso di passaporto portoghese risultato falso. Il giudice sportivo squalifica i tre giocatori per un anno e squalifica a vita il manager Emiliano Salvarezza.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:29 pm    Oggetto:  Stagione 2001/2002 Serie B - 10° posto
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Stagione 2001/2002

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Presidente: GARUFI

Allenatore: CAGNI/BELLOTTO

10° classificata in serie B

Capocannoniere: Flachi 16 reti

BERNINI BONOMI CASAZZA CONTE CUCCIARI DAMONTE ESPOSITO FANTINI FLACHI GRANDONI JOVICIC JURCIC IACOPINO LANNA LOMBARDO LUISO MANIGHETTI MARCOLIN MONDINI POLONIA POSSANZINI SAKIC SANNA STENDARDO STRADA TRICARICO VASARI ZIVKOVIC


La nuova stagione si apre con cattivi auspici, la società è alla deriva, la squadra frequenta i bassifondi della classifica, da un punto di vista finanziario è sull’orlo del fallimento. Sulla panchina Gigi Cagni viene sostituito da Bellotto. Nel momento più buio della storia blucerchiata appare una splendida stella: Riccardo Garrone. Imprenditore genovese, grande amico del compianto Paolo Mantovani, presidente, fra l’altro, della compagnia petrolifera ERG (quotata nella borsa di Milano il cui pacchetto di maggioranza è di proprietà della famiglia Garrone ndt) viene incaricato quale intermediario della transazione economica fra la famiglia Mantovani ed un sedicente gruppo di finanzieri anglo-arabi; Garrone scopre e sventa la tentata truffa ai danni della società blucerchiata e della famiglia Mantovani ed interviene in prima persona denunziando i fatti all’Autorità penale ed acquistando, per mezzo della società lussemburghese Weissberg (creata ed utilizzata esclusivamente per questo scopo ndt), la maggioranza delle azioni in possesso della famiglia Mantovani (pari al 94,01% del capitale sociale ndt) e favorendo l’acquisto delle rimanenti azioni ad un selezionato gruppo di imprenditori genovesi (Lanzoni, Parodi e Bisagno). La presidenza della società viene affidata all’ex generale della Guardia di Finanza Pietro Sgarlata. Dopo pochi mesi Sgarlata si dimette ed assume la presidenza Riccardo Garrone. Il nuovo gruppo dirigente pone fra le priorità il reperimento di un funzionario esperto del mondo del calcio, è Lanzoni ha segnalare il direttore generale dell’Atalanta: Giuseppe “Beppe” Marotta. Dopo una serie di incontri Marotta accetta di assumere l’incarico di direttore generale : con lui si inizia a programmare l’avvenire della società. Nel frattempo il campionato della squadra inizia lentamente a migliorare e la squadra ottiene una tranquilla salvezza classificandosi all’undicesimo posto con 48 punti (frutto di 12 vittorie, 12 pareggi e 14 sconfitte).
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:35 pm    Oggetto:  11 gennaio 2002: la Samp a Garrone
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L'avvento di Riccardo Garrone

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Seguendo il calendario, vogliamo raccontarvi piccoli e grandi episodi della storia del nostro calcio
Corriere dello Sport 11 gennaio 2002
Qui Sampdoria, si chiude l’era Mantovani. Ventitre anni di presidenza. Da padre in figlio, da Paolo a Enrico, con una società presa in serie B e portata - sorpresa generale - a vincere uno dei pochi scudetti italiani fuori dal giro del Potere. «E’ fatta», lo dice Enrico Mantovani uscendo poco dopo mezzogiorno dalla Banca di Genova. La Sampdoria passa nelle mani di Riccardo Garrone, laureato in chimica industriale, imprenditore in ramo petroli (Erg).Per la Genova blucerchiata è un passaggio storico. Si chiude una lunga storia d’amore, sipario sugli anni più belli della Samp targata Mantovani, cominciata quando il petroliere romano Paolo - era il 3 luglio del 1979 - acquistò la società e disse: vi porto in A.

Mantenne la promessa e il suo ciclo toccò il punto più alto nella stagione 1990/91 con la conquista dello scudetto. Era la Samp di Vialli & Mancini, Vierchowod e Pagliuca, la Samp di Cerezo e Attilio Popeye Lombardo: squadra scapigliata e unica, vincente nella sua diversità. Durò un attimo, sarà ricordata per sempre. L’anno dopo cominciò il tramonto: fu un bolide di Rambo Koeman nella finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona a mettre la parola fine alla favola. La Samp si sfalda, i campioni uno alla volta vanno altrove.
Applausi, sigla, sipario per una squadra che - ebbene sì - ha fatto sperare che ci fosse un futuro diverso.
Furio Zara


Samp: nuova proprietà
Dopo 23 anni la famiglia Mantovani cede la società. Presidente onorario Garrone, dt Beppe Dossena

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Genova, 11 gennaio 2002 Rai sport
"E' fatta. Riccardo Garrone mi ha chiesto di non parlare nell'interesse della Samp, ma penso proprio di essere soddisfatto". Lo ha detto Enrico Mantovani, azionista di maggioranza della Sampdoria, uscendo poco dopo mezzogiorno dalla Banca di Genova e San Giorgio al termine della riunione che ha sancito il passaggio di proprieta' della societa' blucerchiata.
Alla domanda se questa giornata possa essere considerata storica, Mantovani ha risposto: "Diciamo molto particolare".

"Il contratto di compravendita della Sampdoria e' stato firmato. Acquirente temporanea sara' la ara fiduciaria che nel giro di un paio di settimane trasferira' il 94% delle azioni ad una societa' in costituzione, la Arena S.A., lussemburghese, che diventera' la cassaforte della Samp. Altro non posso e non voglio dire". Il petroliere genovese Riccardo Garrone, a capo della cordata internazionale che ha acquisito la proprieta' della societa' blucerchiata, non ha voluto svelare l'identita' del nuovo padrone della Sampdoria, limitandosi ad annunciare di avere intenzione di accettare l' offerta di ricoprire la carica di presidente onorario, anticipando poi la nomina di Beppe Dossena a nuovo direttore tecnico della squadra.

Questi, in estrema sintesi, i contenuti della conferenza stampa convocata presso l'associazione industriali di Genova nel corso della quale e' stato ufficializzato il cambio di proprieta' della societa' Calcio Sampdoria. Una conferenza lunga ed articolata, condotta da Garrone in termini strettamente imprenditoriali.

Piu' che di calcio si e' parlato di finanza, con passaggi tecnici, strategie industriali, movimenti di capitali e riserbo assoluto sul nuovo organigramma societario e sulla sua reale proprieta'. Di certo c'e' soltanto la quota 'genovese' della nuova Samp (il 6% del capitale della holding Arena), rappresentata da Edoardo Garrone, attuale presidente dei giovani industriali italiani e vice della Erg, l'azienda petrolifera di famiglia; Fabrizio Parodi, spedizioniere; Marco Bisagno, titolare dei cantieri navali Mariotti; Paolo Lanzoni, amministratore delegato del Credit Suisse Italia.

A loro, soci di minoranza dell'Arena S.A. e componenti del nuovo consiglio di amministrazione della Sampdoria, si affiancheranno, a partire dal 23 gennaio, data di convocazione dell'assemblea straordinaria della societa' blucerchiata, i cinque rappresentanti del gruppo internazionale investitore di maggioranza, "Tutti italiani, forse qualcuno genovese" ha spiegato Garrone. Tra loro sara' scelto il presidente che prendera' il posto, dopo 23 anni, di un Mantovani. Un cambio che, per la genova calcistica, ha un po' il sapore di un fatto storico.


Ultima modifica di Homer il Ven Mag 23, 2008 9:07 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:37 pm    Oggetto:  La tentata truffa ai danni di Garrone
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La verità di Dossena: “Dissi io a Garrone di non firmare”
Il Secolo XIX 8 dicembre 2008
L’ex blucerchiato accusato di tentata truffa: “Truffarlo? Impresa impossibile”. E denuncia: “Colpa del processo, non lavoro da mesi”
E’ stata la giornata della verità di Beppe Dossena, ex calciatore della Samp, oggi commentatore televisivo e allenatore, nel processo che lo vede imputato con altre tre persone, per il presunto tentativo di truffa contro Riccardo Garrone all’epoca del passaggio di proprietà della Samp dalla famiglia Mantovani a petroliere genovese.

Dossena ha risposto alle accuse, confermate nella deposizione testimoniale in aula di Garrone, in modo molto netto. “Presentai io a Garrone l’ipotesi di un interessamento di un principe arabo, conosciuto quando allenavo l’Itthiad, all’acquisizione di una società di calcio italiana e feci questa proposta, se interessato, a Garrone per l’affetto che avevo e ho per la Samp e perché avrei potuto esserne il direttivo tecnico. Era l’unica cosa che mi interessava”.

Dossena ha deposto per circa un’ora in modo preciso. Ha raccontato degli incontri con Garrone, dicome si sinserì uno dei coimputati (Giuseppe Stagni), procuratore sportivo, anche lui interessato alla Samp “ma senza sapere chi aveva dietro o rappresentava. Mi chiese solo di potersi mettere in contatto con Garrone”.

E Dossena ha sottolineato di avere capito l’inaffidabilità della trattativa già nel novembre dicembre del 2001 quando scelse di andare alla coppa d’africa e di fare il vice di Cesare Maldini quando allenò il Paraguay. “Oggi mi si accusa di avere tentato di truffare Garrone? E’ impresa impossibile, ci vuole un coraggio da leoni. Lui non è un inesperto di calcio, dal ’91 è stato sponsor della Samp, ha quotato il marchio con una operazione del tutto innovativa, ha fatto la battaglia in Lega e parlva già di fare uno stadio nel 2001: è qui di fronte al giudice si è definito come un inesperto di calcio?”.

Dossena a margine dell’udienza (il processo riprenderà a febbraio, stamane anche hanno deposto due tesi indicati da Garrone, l’avvocato Montanari e l’imprenditore genovese Fabrizio Parodi) ha poi ricordato come il processo “lo veda per molti ambienti già condannato, io voglio essere giudicato da chi è competente e delegato a farlo visto che sono mesi ormai che a causa di questo processo non lavoro e attorno a me è stato steso una sorta di cordone sanitario”.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:52 pm    Oggetto:  Stagione 2002/2003 Serie B - 1°classificata Promossa in A
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Stagione 2002/2003

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Presidente: GARRONE

Allenatore: NOVELLINO

1° classificata in serie B promossa in serie A

Capocannoniere: Bazzani 16 reti

BAZZANI BERNINI BETTARINI BOUZIANE CASAZZA CASSANI COIS COLOMBO CONTE DOMIZZI FLACHI GASBARRONI GRANDONI IACOPINO MICELI PAGANIN PALOMBO PEDONE PINATO RABITO SACCHETTI SAKIC TURCI VALTOLINA VOLPI ZE ZIVKOVIC


Riccardo Garrone annuncia gli obiettivi della sua presidenza : la ricostruzione della società Sampdoria e la promozione entro tre anni in serie A. Quale allenatore viene chiamato il determinato Walter Novellino, che messo a conoscenza dei piani di rilancio della società accetta di allenare una squadra della serie cadetta. Marotta con Novellino costruisce un “dream team” dove esperienza e voglia di emergere vengono abilmente miscelati, vengono acquistati numerosi giocatori: Valtolina, Volpi, Pedone, Bazzani, Paganin, Pinato, Cois, Sacchetti, Palombo e Bettarini; le comproprietà di : Rabito, Domizzi, Turci, Colombo e Gasbarroni; ed il prestito del colombiano Bolaño. Viene confermato, vincendo la concorrenza del Monaco, Francesco Flachi. La squadra viene immediatamente battezzata dalla stampa sportiva italiana la “corazzata della serie B”. I risultati del lavoro sono eccezionali: la Sampdoria giunge ai quarti di finale di Coppa Italia ed ottiene la matematica promozione in serie A con tre giornate di anticipo!! La Sampdoria conclude il campionato al secondo posto con 67 punti (frutto di 17 vittorie, 16 pareggi e 5 sconfitte).

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Walter Alfredo Novellino (Montemarano, 4 giugno 1953) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Soprannominato Monzón (per una somiglianza col pugile argentino) si distinse in campo per il carattere grintoso ed estroverso che tuttora trasmette alle squadre che allena.

Calciatore
Centrocampista offensivo, ha vissuto l'infanzia a San Paolo del Brasile dove era emigrato con la famiglia al seguito del padre in cerca di lavoro; nel 1965, la famiglia fa ritorno in Italia, e il dodicenne Walter ha così modo di giocare prima a Montemarano, nel paese natìo, poi a Milano, dove al capofamiglia Giuseppe era stato garantito un posto di lavoro come capomeccanico; qui viene notato dagli osservatori del Torino, che lo portano nelle giovanili granata; aggregato alla prima squadra nel 1970, con il "Toro" fa' il suo esordio in Serie A nella stagione 1972-1973 in Torino-Napoli; in seguito indossa tra le altre la casacca del Perugia, del Milan (con cui vinse anche uno scudetto nella stagione 1978-1979, quello della "stella") e dell'Ascoli; vanta una presenza in Nazionale.

Allenatore
Esordisce come allenatore nel 1992 nel Perugia in serie C1, ma viene esonerato. L'anno successivo allena il Gualdo, con cui ottiene prima la promozione dalla C2 alla C1 e l'anno dopo la finale play-off per la serie B. Viene richiamato dal Perugia, allora in serie B, ma viene nuovamente licenziato. Viene quindi ingaggiato da altre società di B: prima il Ravenna, poi il Venezia, con cui nel 1998 conquista la promozione in serie A.

La stagione successiva, sempre con il Venezia, ottiene la salvezza. Segue un ingaggio al Napoli in serie B, con una nuova promozione (2000). Specialista in questo tipo di traguardi, viene promosso in A con il Piacenza nel 2001 e con la Sampdoria nel 2003.

Novellino rimane alla Sampdoria per intraprendere un progetto a lungo termine con l'obiettivo di far tornare la squadra genovese ai massimi livelli del calcio italiano; dopo un 8° posto nel 2004 e un 5° nel 2005, la stagione 2005-2006 è tuttavia difficile per i blucerchiati, e viene conclusa in dodicesima posizione e l'eliminazione dalla Coppa UEFA e dalla Coppa Italia.

Quello del 2006-2007 è l'ultimo campionato con la Sampdoria, vissuto e concluso nelle posizioni mediane della classifica che consente ai blucerchiati di qualificarsi per l'Intertoto.

Il 6 giugno 2007 firma un contratto biennale con ii Toro, dal quale viene esonerato nel mese di Aprile. [1][2]

Curiosità
Deve a Giorgio Ferrini il soprannome "Monzòn", per via di una vaga somiglianza con il pugile allora campione del mondo, nato allorquando Nino Benvenuti nel 1971 si recò allo Stadio Filadelfia, a far visita agli allenamenti del Torino. Il capitano granata si avvicinò al pugile, che aveva perso la corona mondiale proprio sotto i colpi del pugile argentino, e indicandogli Walter gli disse "C'è di la' Monzòn che ti aspetta".

Vede in Sergio Volpi il suo regista d'eccezione,infatti dopo averlo avuto a disposizione nel Piacenza ha fatto in modo di averlo anche la stagione successiva nella Sampdoria, anche nell'estate del 2007 ha fatto il possibile per portarlo con se a Torino ricevendo una risposta negativa dalla società Ligure.


Ultima modifica di Homer il Mar Ott 20, 2009 7:27 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:56 pm    Oggetto:  Stagione 2003/2004 Serie A - 8° posto
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Stagione 2003/2004

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Allenatore: NOVELLINO

8° classificata in serie A

Capocannoniere: BAZZANI 15 Reti

TURCI ANTONIOLI BIANCHI BETTARINI CONTE DIANA SAKIC CARROZZIERI SACCHETTI FALCONE VOLPI DONI DONATI PALOMBO ZIVKOVIC ZENONI PEDONE ANTONINI VALTOLINA CIPRIANI BAZZANI FLACHI JOB YANAGISAWA


La stagione 2003/04 per la neopromossa Sampdoria sarà ricordata per aver sfiorato una storica qualificazione UEFA. Sul telaio della squadra che ha vinto il campionato cadetto, la squadra di Novellino ha inserito alcuni giovani interessanti come Diana, Zenoni, Donati, Antonini, Cipriani, Pagano e Floro Flores. Insieme a loro sono sbarcati a Genova due campioni già affermati; ovverosia il portiere Antonioli e il centrocampista Doni. Dopo un avvio decisamente in salita (6 punti in sette partite), la partita di Bologna segna il cambio di marcia dei blucerchiati che conquistano ben 18 punti in otto turni, portandosi perentoriamente nelle parti alte della classifica a ridosso delle primissime. Dopo aver raggiunto con largo anticipo l’obiettivo primario della stagione (la salvezza), i ragazzi di Novellino hanno lottato strenuamente per raggiungere il fatidico settimo posto che vale la qualificazione UEFA. Allo scontro diretto la Samp si presenta con un punto di svantaggio sui friulani ma ahimè i bianconeri si impongono con un perentorio tre a uno cancellando i sogni europei dei Doriani. A dimostrazione del buon lavoro della società, nel corso dell’anno sono stati convocati per la prima volta in Nazionale, Bazzani, Bettarini, Volpi e Diana. In sintesi una grande stagione che con un po’ di fortuna in più sarebbe potuta diventare indimenticabile.
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