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Sampdoria è vita



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La nostra storia dal 1946 ad oggi
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Homer

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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:02 pm    Oggetto:  Stagione 2004/2005 Serie A - 5° posto
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Stagione 2004/2005

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Allenatore: NOVELLINO

5° classificata in serie A

Capocannoniere: FLACHI 12 GOL

TURCI ANTONIOLI BIANCHI BETTARINI DIANA CARROZZIERI SACCHETTI FALCONE VOLPI DONI PALOMBO ZENONI BAZZANI FLACHI CASTELLINI DONADEL IACOPINO PADELLI PAGANO PAVAN KUTUZOV ROSSINI TONETTO


L'ottavo piazzamento conquistato nella stagione precedente avrebbe potuto significare la partecipazione all'Intertoto che prevedeva in quell'anno, come in quelli precedenti, una preparazione anticipata e numerosi passaggi di turno. La società preferì di non accedervi. La campagna acquisti, sapientemente condotta da Beppe Marotta in rispetto delle rigide regole finanziarie imposte dal presidente Garrone, non soddisfa la tifoseria blucerchiata che critica la società, colpevole di investire poco o niente e di stare unicamente attenta alle esigenze di bilancio. Gli arrivi di nuovi elementi quali Marco Pisano, Max Tonetto e Marcello Castellini, quest'ultimo al ritorno dopo l'esperienza in blucerchiato di qualche anno prima, non vengono pertanto ben accolte dall'ambiente, che cominciò a rumoreggiare e si spaccò in due tronconi: da un lato i sostenitori di Garrone, dall'altro i critici del presidente. Eppure, dopo un inizio stentato la squadra, complice la decisiva vittoria allo Stadio Franchi di Firenze sulla Fiorentina, cominciò ad ingranare, a tal punto che poche settimane dopo si cominciò a parlare di Europa. Alcuni elementi della rosa, come Fausto Rossini e Mark Edusei, riuscirono a ritagliarsi uno spazio importante, contribuendo alla crescita della squadra, praticamente imbattibile tra le mura amiche e spesso vincitrice in trasferta. Così, nelle ultime tre giornate la Sampdoria si giocò con l'Udinese l'accesso alla più importante e gloriosa competizione europea per club, la Champion’s, che fu però persa dai blucerchiati dopo i brucianti pareggi di Bologna ed Udine, oltre l'incredibile sconfitta casalinga con l'Inter, decisa da un gol di Adriano e caratterizzata da quattro pali colpiti dalla squadra blucerchiata, tra cui uno clamoroso del ghanese Edusei. Alla Sampdoria rimane comunque la soddisfazione di una cavalcata ai margini dell'incredibile.

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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:02 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:05 pm    Oggetto:  Stagione 2005/2006 Serie A - 16° posto
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Stagione 2005/2006

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Presidente: GARRONE

Allenatore: NOVELLINO

classificata 16° in serie A

Capocannoniere: FLACHI 12 GOAL

ANTONIOLI CASTELLAZZI MANGIAPELO CASTELLINI FALCONE PAVAN PISANO SALA ZAMBONI ZENONI ABATE VOLPI EDUSEI DELVECCHIO PALOMBO TONETTO DIANA MINGOZZI ZAULI BAZZANI FLACHI KUTUZOV BONAZZOLI BORRIELLO FOTI


Al termine della campagna acquisti la squadra non risulta rivoluzionata ed anzi, fu arricchita da un attaccante di peso come Emiliano Bonazzoli, proveniente dalla Reggina, chiamato a sostituire l’infortunato Bazzani. L'annata iniziò piuttosto bene: il discreto inizio di campionato fu accompagnato dal superamento del turno preliminare in Coppa Uefa, frutto della decisiva vittoria in casa contro la formazione portoghese del Vitoria Setubal. In campionato, furono addirittura nove i punti ottenuti nelle prime quattro giornate, grazie alle vittorie su Treviso, Reggina e soprattutto sul Milan, ( 2 a 1 con reti di Bonazzoli e Sonetto). In Uefa, la squadra blucerchiata raggiunge la fase a gironi, dove viene inserita in un gruppo di avversarie piuttosto agguerrite: l'abbordabile Halmstad, l'Hertha Berlino, il Lens e lo Steaua Bucarest. La vittoria in trasferta con il club svedese ed i pareggi interni con Hertha e Steaua non furono sufficianti ai blucerchiati per la qualificazione in quanto la sconfitta subita a Lens (maturata nei minuti di recupero dal gol realizzato dal tunisino Jemâa ndr) eliminò dalla competizione la squadra blucerchiata. Una eliminazione che ebbe pesanti ripercussioni anche sul campionato in quanto la squadra perse fiducia nei propri mezzi e cominciò una clamorosa crisi in campionato. Dopo la vittoria sul Messina, datata 12 febbraio 2006, la Sampdoria, che aveva cominciato a fare a meno anche del suo "bomber" Bonazzoli (rottura del crociato ndr), non riuscì più a vincere una sola partita, ottenendo tre punti in tredici gare e palesando grandi limiti tecnici e di concentrazione. La salvezza fu ottenuta più per demerito delle altre squadre che non per i meriti dei blucerchiati, che nell’ultima partita di campionato subirono l’affronto della tifoseria blucerchiata che decise di manifestare il proprio malcontento voltando le spalle al campo dove la squadra stava sciaguratamente perdendo contro il già retrocesso Lecce.
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:27 pm    Oggetto:  Stagione 2006/2007 Serie A - 9° posto
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Stagione 2006/2007

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Presidente: GARRONE
Allenatore: NOVELLINO

Castellazzi (Berti), Maggio, Falcone, Accardi, Sala, Bastrini, Pieri, Palombo, Delvecchio, Ziegler, Parola, Franceschini, Quagliarella (36'st ), Bonazzoli, Soddimo, Bazzani, Ferrari.

Malgrado le voci di un possibile esonero dell'allenatore, la dirigenza conferma sulla panchina Walter Novellino e la sua volontà di riscattare l’annata deludente. La squadra viene rivoluzionata con le partenze di uomini importanti come Max Tonetto, Aimo Diana, Francesco Antonioli e Marcello Castellini, che furono sopperite dagli arrivi di giocatori come Accardi, Pieri, Franceschini, Parola e Fabio Quagliarella. La voglia di riscatto della squadra blucerchiata rimane però inizialmente solo nelle dichiarazioni dei calciatori, l’inizio del campionato è disastroso poi lentamente la squadra si riprende ma in tutto l'arco del campionato, la Sampdopria non riuscirà mai a posizionarsi fra le prime sette squadre, attestandosi sempre fra l'ottavo ed il decimo posto, fino al nono piazzamento finale che gli è valso la qualificazione alla Coppa Intertoto, a seguito dell’impossibilità dell'Atalanta, giunta ottava.

Questa stagione verrà ricordata per due fatti: l'esplosione di Quagliarella e la squalifica di Francesco Flachi. In effetti questa stagione non ha offerto grandi soddisfazioni alla tifoseria blucerchiata ma ha tuttavia rilevato le grandi capacità e potenzialità del giovane attaccante Fabio Quagliarella, inizialmente partito come quarta punta dietro Flachi, Bazzani e Bonazzoli e ritrovatosi alla fine dell'anno l'unico terminale offensivo a disposizione di Novellino. Quagliarella, dopo un esordio opaco, ha velocemente cominciato a far divertire la tifoseria blucerchiata con i suoi gol, divenuti alla fine quattordici e tutti di ottima fattura; il giocatore, infatti, non ha mai realizzato segnature banali, ma anzi, ha cercato spesso la marcatura da posizioni difficili, riuscendo addirittura a siglare nella partita esterna contro il Chievo un gol da quaranta metri, con un pallonetto spettacolare.

Per contro nel corso della stagione si registra anche la dolorosa vicenda Flachi, che tanto scalpore ha suscitato sia nell'ambiente blucerchiato che in tutta l'Italia calcistica. Il numero 10 blucerchiato risultò positivo ad un controllo antidoping dopo la partita di campionato contro l'Inter del 28 gennaio: nelle sue urine furono trovate tracce di un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina. Il giocatore venne immediatamente sospeso, così come era già avvenuto all'inizio della stagione, con un fermo temporaneo di due mesi per presunte scommesse sul campionato italiano, e successivamente squalificato per due anni, una sanzione che ha indotto la società a rescindere il contratto con il giocatore.

Fabio Quagliarella
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Serie A: 2.932 minuti, 35 presenze, 13 reti

Coppa Italia: 411 minuti, 7 presenze, 1 rete

Totale: 3.343 minuti, 42 presenze, 14 reti


Ecco il video con i suoi 13 gol blucerchiati in serie A
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 1:36 pm    Oggetto:  
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Sampdoria: 60 anni (2006)




Forza Sampdoria


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MessaggioInviato: Ven Mag 23, 2008 8:53 am    Oggetto:  
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Palmarès U.C. Sampdoria

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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 9:50 am    Oggetto:  
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L'addio a Walter Novellino, l'arrivo di Walter Mazzarri

SAMPDORIA-NOVELLINO, E’ FINITA
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Per me non è stata una sorpresa. Chi mi segue, in tv e sul blog, sa che all’indomani della sconfitta di Roma, circa quindici giorni fa, avevo detto che il matrimonio tra la Sampdoria e Novellino era finito. Ricordate l’articolo Game Over? Dapprima era stata una sensazione, frutto di un intuito giornalistico che matura con gli anni; poi, approfondendo la situazione nei dettagli, ne avevo avuto conferma da alcune fonti non ufficiali ma attendibili. Oggi ne è arrivata la conferma. In un’intervista rilasciata al mio amico e ottimo collega Filippo Grimaldi della Gazzetta dello Sport, Novellino annuncia che l’amore tra lui e la Samp è finito. L’allenatore va oltre, “accusando” l’ambiente di ingratitudine. In altre piazze, dice, mi avrebbero eletto numero 1 d’Italia. Novellino racconta di non avere digerito lo striscione, esposto dai tifosi, con su scritto: basta chiacchiere, più fatti. Ho sufficiente esperienza per sapere che, quando finisce una storia d’amore (sì, anche calcistica), qualche strascico polemico è inevitabile. Peraltro, credo che Novellino, per quanto pungente, abbia rivelato le sue verità in maniera garbata, quindi accettabile. Se si sente amareggiato, è giusto che lo dica. Così come io sono libero di scrivere che non lo condivido. Nessun’altra tifoseria (per non parlare della stampa) avrebbe perdonato a una squadra il finale di stagione sbracato e volgare dello scorso anno, così come nessun ‘altra società avrebbe lasciato in sella il suo allenatore in presenza di simili prestazioni (ho scritto prestazioni, nemmeno risultati). Ovunque contestano: Palermo, Udinese, persino Chievo. Qui, al di là di qualche civile dissenso espresso con sobrietà e ironia, il pubblico è, nella sua stragrande maggioranza, sempre dalla parte dei propri colori. Un vanto, per la Sampdoria e per la città. Pertanto, l’accusa di Novellino, per quanto possa comprendere quello che prova intimamente, è destinata a cadere nel vuoto. Del resto lui stesso non era mai rimasto più di due stagioni nello stesso luogo: se a Genova, sponda blucerchiata, ha resistito tanto, è merito suo, naturalmente, ma anche dell’ambiente che lo ha circondato. Io credo che, al di là dei dissapori connessi al distacco, Walter Novellino vada annoverato nella storia della Samp come una delle pagine più positive. Magari non brillanti, anche per l’assenza di giocatori di primissimo piano, ma certamente positive. E mi auguro con tutto il cuore che, quando tornerà a Genova alla guida di un’altra squadra, troverà un’accoglienza da avversario e non da nemico. Sarebbe anche un bel modo per invertire la tendenza degli ultimi tempi, con i casi Pagliuca e Mancini. Novellino è un eccellente allenatore (non un grande allenatore) e un uomo ruvido ma sostanzialmente leale. Lascerà di certo un vuoto e ci saranno momenti in cui sarà rimpianto. Ma la Sampdoria deve saper andare oltre e cogliere nuove opportunità, siano esse legate ai nomi di Mazzari, Colantuono o qualcun altro. Novellino merita un enorme in bocca al lupo per ciò che farà (una destinazione tra Palermo, Bologna, Torino e Napoli, elencate in ordine di probabilità), la Samp l’orgogliosa rivendicazione della propria identità: gli allenatori, così come i presidenti, i dirigenti, i calciatori, persino i giornalisti che ne raccontano le gesta, passano e cambiano, i colori restano, indelebili, sulla pelle dei tifosi.

Lettera a Novellino


Grazie mister Novellino!


Walter Mazzarri
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Nasce dunque la Samp di Walter Mazzarri che ieri sera ha salutato la truppa calabrese con la festa in Comune dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria insieme a tutti gli altri giocatori della rosa.
Ma come sarà la nuova squadra blucerchiata? Cambierà sicuramente modulo, probabile il 3-4-2-1 già sperimentato a Reggio Calabria. Nel reparto difensivo troveranno posto il nuovo acquisto Lucchini e magari Alessandro Lucarelli, uno dei fedelissimi del mister. A centrocampo invece potrebbe diventare titolare lo svizzero Ziegler sulla fascia sinistra mentre Vigiani, un altro giocatore che segue spesso Mazzarri, potrebbe essere in appoggio all’unica punta che potrebbe essere quel Caracciolo, sicuro partente dal Palermo. L’alternativa potrebbe essere la conferma di Quagliarella ma il bomber, rivelazione di questa stagione, è sempre più oggetto del desiderio di molti club.

Walter Mazzarri


Ultima modifica di Homer il Mar Ott 20, 2009 7:31 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 9:51 am    Oggetto:  
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Agosto 2007 la Sampdoria punta su Antonio Cassano, il talento di Bari vecchia, inutilizzato dal Real Madrid.

Cassano approda alla Sampdoria Mazzarri: "Per me parte da zero"
Mar 14 Ago,
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Genova, 13 agosto 2007 - Accordo raggiunto, anche se non ancora ratificato, tra Sampdoria e Real Madrid per Antonio Cassano. I dettagli della trattativa, secondo quanto si è appreso da fonti non ufficiali, dovrebbero essere definiti nei dettagli tra qualche giorno, ma la missione di oggi pomeriggio dell'amministratore delegato Beppe Marotta nella capitale spagnola ha avuto successo. La conferma arriva anche dal quotidiano spagnolo Marca, che spiega come i due club si siano accordati sulla formula del prestito con diritto di riscatto. I blucerchiati si faranno carico per 1,4 milioni di euro di una parte dello stipendio del barese, mentre il club "blanco" pagherà i restanti due terzi dell'ingaggio. A fine stagione la Samp potrà riscattare il giocatore per circa 5 milioni di euro. Secondo il quotidiano spagnolo il talento indiscutibile del giocatore non ha mai ripagato veramente le speranze che il club madrileno riponeva su di lui, soprattutto a causa del suo carattere che lo ha fatto andare in conflitto con gli allenatori come Fabio Capello. Il giocatore avrebbe già chiamato il tecnico doriano Walter Mazzarri a Santa Margherita Ligure e si è detto "entusiasta della nuova avventura, di andare a lavorare con lui e non vede l'ora di cominciare" MAZZARRI L'ufficialita' ancora non c'e', ma Walter Mazzarri parla di Antonio Cassano gia' come un nuovo giocatore della Sampdoria. "Ho sentito ieri sera il giocatore al telefono, mi ha detto cose belle, importanti, ma ora si tratta di guardarlo negli occhi - ha spiegato il tecnico blucerchiato in conferenza stampa - . Non sono condizionato dal suo passato, anche con gli altri giocatori in genere non amo sentire gli allenatori che li hanno avuti in passato. Per me Cassano parte da zero". Per quanto riguarda l'atteggiamento tattico, Mazzarri ha spiegato che Cassano "potrebbe giocare come Totti nella Roma o come seconda punta nel 3-5-1-1".

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Presentazione


Purtroppo Cassano non si è contraddistinto solamente per le sue capacità tecniche e sportive, ma anche per il suo comportamento talvolta al di fuori delle regole, esuberante fino ad arrivare agli eccessi e all'indisciplina, nonché per il carattere difficile e molto particolare: ad esempio in un Roma-Juventus 4-0, promise all'allora tecnico della Roma Fabio Capello di spezzare la bandierina del calcio d'angolo in caso di gol, e così fece. È altrettanto famoso l'episodio della finale di Coppa Italia del 2002/2003 quando, dopo essere stato espulso, ha rivolto il gesto delle corna all'arbitro Rosetti. Nella partita Sampdoria-Fiorentina 2-2 del 2007, invece, ammonito e squalificato per il successivo match con la sua ex squadra, la Roma, si mise a piangere e a protestare platealmente in campo, prima di "riprendersi" e segnare un gol. La Sampdoria Il 13 agosto 2007 è stato raggiunto un accordo per il passaggio del barese alla Sampdoria. L'amministratore delegato dei blucerchiati Beppe Marotta è volato in quei giorni a Madrid per concludere la trattativa con la società madridista sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a 5.5 milioni di euro. Il nuovo acquisto è stato presentato il 18 agosto 2007 allo Starhotel di Genova: Cassano ha chiesto l'affetto dei suoi nuovi supporters promettendo di dare il massimo per la nuova squadra e di far parlare di sè solamente per le prodezze in campo. La maglia scelta è la numero 99 in onore dell'amico Ronaldo, essendo il 18 già occupato dal giovane Koman. Esordisce con la maglia della Sampdoria il 23 settembre nel derby contro il Genoa (finito 0-0) disputando solo 15 minuti. La domenica successiva, nella partita casalinga contro l'Atalanta, Cassano sigla, a pochi minuti dal suo ingresso in campo nel secondo tempo, il suo primo gol in blucerchiato che fissa il risultato finale sul 3 a 0. Il 17 febbraio 2008, nel derby di ritorno contro il Genoa, Cassano è tra i maggiori protagonisti in campo, sfoderando una prestazione di altissimo livello, culminata con l'assist per il gol vittoria di Maggio.


Ultima modifica di Homer il Dom Ago 23, 2009 2:05 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 9:54 am    Oggetto:  
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Claudio Bellucci torna alla Sampdoria dopo 12 anni. L'attaccante ha firmato stamane un contratto fino a giugno 2009 con opzione per la stagione successiva.

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Ecco le prime parole di Bellucci da blucerchiato: "Genova e la Samp erano il mio sogno. Sono contentissimo che l'accordo sia stato raggiunto. Avevo diverse offerte, alcune davvero importanti provenienti anche da Roma, la mia città, ma tornare nella squadra e nella società nella quale sono cresciuto era il mio obiettivo primario. I ricordi sono tanti e indissolubili, tornare ad indossare la maglia più bella del mondo sarà un'emozione incredibile. Sono passati dodici anni dalla mia ultima partita in blucerchiato, mi sembra ieri. Quella notte con l'Arsenal al Ferraris è rimasta nel mio cuore e nella mia mente fino ad oggi. Un pensiero incancellabile al quale potrò aggiungere ancora momenti straordinari da vivere con quella che reputo la mia seconda famiglia. Non vedo l'ora che sia lunedì per tornare a respirare l'atmosfera Sampdoria".
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Claudio Bellucci alla P.Flow e Sergio Floccari da Serpilli .
Ci sono voluti oltre quasi 6 mesi e 23 giornate di campionato ma alla fine Spe' ce l'ha fatta : l' idolo sampdoriano e' diventato ufficialmente un giocatore della sua rosa . Beffardamente pero' , proprio poco ore dopo l'ufficializzazione dello scambio , e' arrivata la notizia che il blucerchiato ha avuto una ricaduta che posticipera' di almeno 3 settimane il suo rientro , inizialmente previsto per domenica prossima a Parma .

Il sacrificato e' il buon centravanti atalantino comprato nel mercato di gennaio come rimpiazzo per il mancato acquisto Cassano e capace di marcare ben 4 dei suoi 6 goal stagionali proprio in questo ristretto lasso di tempo , contribuendo a 2 recenti vittorie della capolista .

La trattativa per acquistare "il Bello" e' stata intavolata subito dopo l'asta di settembre , ma Roberto ha rifiutato nel corso dei mesi le varie proposte per il suo centravanti fino a che sabato sera , Franci' , consapevole che l ' ottimo stato di forma di Floccari e l'oggettivo calo di Bellucci avrebbero potuto far cedere il suo interlucutore , ha riproposto lo scambio ricevendo una immediata risposta positiva .

Continua cosi' il processo di "sampdorianizzazione"della P.Flow 2.0 , la seconda punta infatti , si aggiunge a Volpi , Maggio , Sammarco , Montella e Campagnaro , anche se ques'ultimi 2 sono anch'essi fermi ai box .
Serpilli acquisisce invece un affidabile rincalzo per il suo attacco atomico Trezeguet - Rocchi - Pato .

Ma chi ci ha guadagnato ?
Sicuramente Bellucci ha piu' capacita' realizzative rispetto a Floccari e la P.Flow torna ad avere grazie a lui , dopo la cessione di Quagliarella e il mancato acquisto di Cassano , una terza punta di assoluto valore da affiancare alle stelle Ibrahimovic e Mutu , ma in momento di emergenza in attacco aggiungere un altro giocatore in condizioni precarie e' stato sicuramente un alto rischio .
Solo il tempo potra' dire se sia valsa la pena correrlo ......
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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 9:58 am    Oggetto:  
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Vincenzo Montella torna alla Sampdoria
La Sampdoria sta lavorando per riportare Vincenzo Montella a Marassi. L'attaccante, dopo una stagione di luci ed ombre al Fulham, vorrebbe tornare in Italia, per dimostrare che chi lo ha bollato come finito si è sbagliato.


Prende forma una grande Samp: il sogno è il ritorno di Montella
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06/06/2007
L'ad Marotta lancia la suggestiva ipotesi: "Non è del tutto improbabile. Stiamo trattando con il Palermo per Caracciolo".
Il mercato della Samp è in fermento. Con l'arrivo di Walter Mazzarri e l'iscrizione all'Intertoto il club blucerchiato prepara una campagna acquisti adeguata alla prossima stagione. Un'ipotesi suggestiva prende forma nella mente dell'ad Beppe Marotta: il ritorno di Vincenzo Montella alla Samp. "Sarebbe senz'altro un gradito ritorno - ha spiegato ai microfoni di Teleradiostereo -, anche se al momento il discorso economico la rende difficile, ma non improbabile. Nel calcio non si può mai dare nulla per scontato". L'attaccante, che negli ultimi mesi ha vestito la maglia del Fulham, sarebbe senza dubbio felice di tornare nella città che lo ha lanciato.

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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 10:06 am    Oggetto:  
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Stagione 2007/2008

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In alto da sinistra a destra: Antonio Mirante, Christian Maggio, Hugo Armando Campagnaro, Alessandro Bastrini, Salvatore Foti, Gennaro Delvecchio.
In basso da sinistra a destra: Reto Ziegler, Stefano Lucchini, Vincenzo Montella, Paolo Sammarco, Daniele Franceschini.



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Portieri: CASTELLAZZI Luca FIORILLO Vincenzo MIRANTE Antonio.

Difensori: ACCARDI Pietro CAMPAGNARO Hugo Armando GASTALDELLO Daniele LUCCHINI Stefano MAGGIO Christian MIGLIONICO Leonardo Martin PIERI Mirko SALA Luigi ZENONI Cristian

Centrocampisti: DELVECCHIO Gennaro FRANCESCHINI Daniele GULAN Nikola KOMAN Vladimir PALOMBO Angelo POLI Andrea SAMMARCO Paolo VOLPI Sergio ZIEGLER Reto

Attaccanti: BELLUCCI Claudio BONAZZOLI Emiliano CASSANO Antonio KALU Ikechukwu MONTELLA Vincenzo

Finalmente i tifosi blucerchiati tornano a divertirsi guardando la Sampdoria, il gioco proposto da mister Mazzarri diverte ed ottiene ottimi risultati. Cassano offre spettacolo, nonostante la sua espulsione per 5 giornate, la Samp dimostra di non essere Cassano-dipendente (come scritto su molti giornali), vince lo stesso!
La Sampdoria sfiora la Champion League, si classifica saldamente per la Coppa Uefa.
Il finale di campionato è segnato dall'infortunio occorso a Claudio Bellucci, infortunatosi domenica 11 maggio 2008 (rottura del tendine d'achille) il rientro è previsto per novembre 2008.



Ultima modifica di Homer il Dom Mag 25, 2008 4:25 pm, modificato 1 volta in totale
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Walter Mazzarri: il direttore d'orchestra!

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Tutti i gol della Sampdoria nell'andata di Serie A 2007/2008


Tutti i gol della Sampdoria nel ritorno di Serie A 2007/2008


La Festa della Samp
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MessaggioInviato: Ven Mag 30, 2008 2:51 pm    Oggetto:  
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Terminato il campionato la Società si impegna immediatamente sul mercato, la notizia più importante è....

....Dopo lunghe trattative con il Real Madrid....finalmente la notizia che tutti aspettavamo:

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Ufficiale: Antonio Cassano è tutto della Sampdoria

venerdì 30 maggio 2008
La Samp ha acquistato a titolo definitivo dal Real Madrid il talento di Barivecchia, che resta così in blucerchiato dopo il prestito di quest'anno. Antonio: «Era il mio unico desiderio»

Il comunicato stampa parla chiaro: i colloqui con il Real Madrid sono andati a buon fine, Antonio Cassano è ufficialmente e a tutti gli effetti un calciatore di proprietà della Sampdoria.

La rinascita. Un contratto fino al 2013 (rinegoziato con un grande sforzo economico del talento di Barivecchia) per portare avanti una storia d'amore nata, lo scorso anno, da una scommessa che l'a.d. blucerchiato era certo di vincere. Cassano alla Samp ha ritrovato serenità, stimoli, voglia di lavorare ed entusiasmo per accompagnare sul campo una classe unica; ha regalato gol, assist e magie, tocchi e dribbling che ne fanno uno degli eletti del grande calcio mondiale. Con la maglia numero 99 del Doria Antonio ha trovato maturità e, soprattutto, la consapevolezza di non poter perdere altro tempo.

L'unico desiderio. Oggi Cassano è in ritiro con la nazionale, uno dei 23 che Donadoni porterà all'Europeo per cercare di mettere insieme un clamoroso bis dopo il trionfo mondiale di Lippi, e può festeggiare per l'unica firma - autografi a parte - che aveva voglia di mettere. «Sono contento e felice - sorride Antonio -. Sono ufficialmente un calciatore della Samp e questo, non l'ho mai nascosto, era il mio primo desiderio. Ho rinunciato a molti soldi, è vero, ma quelli di certo non mi mancano: la serenità, il sentirsi bene con sé stessi e le emozioni nella vita spesso non hanno prezzo».

I ringraziamenti. Poi è il momento dei ringraziamenti, perché una trattativa chiusa così merita due parole in più: «Siamo riusciti a chiudere come volevamo questo accordo - spiega Antonio - e non posso che ringraziare per tutto questo il presidente Garrone, la sua famiglia e il mio procuratore Beppe Bozzo. Un grazie particolare però lo devo riservare a Marotta: lui mi ha voluto alla Samp lo scorso anno, quando non andavo troppo di moda, e qui mi ha permesso di riconquistare la nazionale e di tornare a sorridere. E per me il sorriso è la cosa più importante di tutte».

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Ultima modifica di Homer il Lun Ago 24, 2009 11:01 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 1:13 am    Oggetto:  
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Stagione 2008/2009
La Sampdoria continua nella sua campagna acquisti mirata a valorizzare i giovani. Come fatto con il rischio ben ripagato per Cassano, i doriani riprovano anche quest’anno a fare il colpaccio della qualificazione diretta alla Uefa con alcuni ragazzini terribili provenienti dalle categorie inferiori o dall’estero, nel tentativo di essere ancora una volta la sorpresa del campionato.

Anche per quest’anno l’obiettivo sarà la zona Uefa, leggermente più difficile rispetto allo scorso anno per l’ingresso di almeno altre due o tre concorrenti in più, ma il target è facilmente raggiungibile. Ciò che la dirigenza ha tentato di fare è stato svecchiare la rosa, mandando via gli ultratrentenni, partiti insieme a coloro che, nonostante la giovane età, il posto in squadra non riuscivano proprio a guadagnarselo.


Non ci sono stati arrivi eclatanti come quello del barese dell’anno scorso, ma solo acquisti mirati, come il giovane Fornaroli dal Montevideo, squadra uruguayana che ha dato tanti campioni all’Italia, che dovrà sostituire il talento di Bari Vecchia quando subirà qualche infortunio, cosa che non è che gli capiti raramente. La colonia di giovani promesse comprende quest’anno anche il parmense Daniele Dessena, esterno che ha già visto anche la maglia della nazionale Under 21, e il centrocampista Padalino, considerato una dei migliori ali della B dello scorso anno a Piacenza. E ancora, gli arrivi comprendono anche il giovane Bottinelli, ma pure l’esperto Stankevicius, finalmente approdato in A dopo una carriera passata nella categoria cadetta. A completare il quadro degli ingaggi ci sono anche i centrocampisti Kondrasen e Hierlander.

Sembra volersi fare il look nuovo la squadra di Mazzarri, soprattutto a centrocampo, anche perchè sono partiti i veterani Zenoni e Volpi, la sorpresa Maggio e i giovani Gulan e Koman. A loro si sono aggregati anche l’esperto difensore Sala, finito all’Udinese, e soprattutto Vincenzo Montella, che non è riuscito a vivere una seconda giovinezza alla Samp, dato che lo scorso anno è sceso davvero poco in campo. Tra gli altri partenti da registrare anche Miglionico e il giovane Lanzoni mandato a fare esperienza in B, al Bari.

La cessione di Maggio per 8 milioni di euro ha rimpinguato le casse di Garrone, ma ha certamente depauperato dal punto di vista tecnico i blucerchiati. Antonio Cassano è la punta di diamante di una squadra che manca di un attaccante di peso da affiancare al barese.
Bellucci è un'ottima spalla, certo, ma non è quel killer d'aria di rigore che sarebbe perfetto in partnership con l'ex romanista. Dessena è un buon prospetto, ma a centrocampo pare manchi qualcosa in fase di costruzione: Palombo è un gran centrocampista, ma non può fare le due fasi contemporaneamente

Dopo la partecipazione alla coppa Uefa 2005/06, che aveva segnato il ritorno in Europa della Sampdoria dopo 8 anni di assenza, conclusasi con la beffarda eliminazione a Lens, dove i blucerchiati persero 1-2 all’ultima giornata del girone ed all’ultimo minuto, la Sampdoria torna in Europa, iscrivendosi alla coppa Intertoto, torneo cui i blucerchiati hanno già partecipato due volte nella loro storia: una prima volta nel 1963/64 quando il torneo si chiamava Coppa Piano Rappan (la Samp superò come prima classificata la fase a gironi, venne poi eliminata dal Polonia Bytom nel primo turno ad eliminazione diretta), una seconda nel 1998/99, quando i liguri vennero estromessi dal Bologna in semifinale, dopo aver eliminato gli slovacchi del Tauris ed i belgi dell’ Harelbeke.

La formula
Quest’anno nuova formula, la stessa che era stata sperimentata per la prima volta nella stagione 2006/07: le squadre delle federazioni più importanti, tra cui l’ Italia, entrano a partire dal terzo ed ultimo turno (in calendario il 21/22 luglio per le gare di andata, il 28/29 luglio per quelle di ritorno): chi vince accede al secondo turno preliminare di coppa Uefa (andata 16 agosto, ritorno 30 agosto – sorteggio il 3 agosto a Nyon) e chi passa anche questo turno, si qualifica per il tabellone principale della coppa Uefa, quello dove già ci sono, per il nostro paese, Palermo, Fiorentina ed Empoli (andata 20 settembre, ritorno 4 ottobre – sorteggio il 31 agosto a Montecarlo, Principato di Monaco).


E' Giampaolo Pazzini il colpo di mercato della Samp
L'attaccante arriva a titolo definitivo dalla Fiorentina, in viola approda in prestito Emiliano Bonazzoli. Le sue prime parole da doriano: «Garrone e Marotta hanno creduto in me, sono emozionato».


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«Emozione, tanta. E altrettanta voglia di lanciarmi in questa nuova avventura. Avremo modo domani di approfondire cosa mi passa in testa in questi momenti... Per il momento voglio solo ringraziare e di cuore il presidente Garrone e il Direttore Marotta che hanno dimostrato di credere in me con i fatti. Sono davvero felice, grazie a tutti».Eccolo qua, il rinforzone di gennaio. Giampaolo Pazzini è un giocatore della Sampdoria, che lo preleva dalla Fiorentina a titolo definitivo inserendo nell'affare Emiliano Bonazzoli, che va dunque in Toscana come contropartita tecnica.

Talento. Pazzini è riconosciuto dagli addetti ai lavori - non da un giorno - come una delle promesse più interessanti del panorama calcistico italiano. I suoi 24 anni e le ottime capacità tecniche rappresentano una motivazione a puntare su di lui, per chi necessita di ringiovanire la rosa, concentrando l'attenzione su elementi di qualità. D'altra parte non si può dire che l'ex atalantino, prima ancora che viola, non abbia dimostrato di possedere i colpi, dal suo esordio tra i professionisti ad oggi. Meno le reti, non moltissime, il cui numero non eccezionale gli ha impedito di operare l'autentico salto di categoria. La Samp spera di completare l'opera.

Dal Margine alla A. La storia di Giampaolo Pazzini inizia il 2 agosto del 1984, quando il futuro attaccante nasce a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia. Nel paese che fu del poeta risorgimentale Giuseppe Giusti Pazzini risiederà sempre. La carriera calcistica prende il via nel Margine Coperta, formazione dilettantistica satellite dell'Atalanta dalla fine degli anni Ottanta. Proprio i bergamaschi notano il ragazzo, che parte per la grande avventura. Nel corso degli anni, altri lo precederanno e seguiranno, facendo del Margine una fucina di talenti a livello di Serie A e Serie B. I nomi di Tiberio Guarente, Michele Marconi, Giacomo Bonaventura (tutti e tre oggi all'Atalanta), Ighli Vannucchi (Empoli), Fausto Rossini (ex blucerchiato oggi al Livorno), Tommaso Bianchi (Piacenza), Daniele Buzzegoli (Pisa), Biagio Pagano (altro ex doriano, del Rimini) e Maurizio Pugliesi (anche lui, Rimini) ne sono esempi viventi. Fra tutti però, è proprio il Pazzo ad avere gli occhi spesso puntati addosso. Nel torneo di Serie B 2003/04, il primo a livello professionistico, l'attaccante si distingue segnando 9 reti in 39 partite. Gli orobici centrano la promozione in Serie A, dove l'anno successivo Pazzini colleziona 12 presenze e 3 reti nella prima parte di torneo.

La Fiorentina. Molte attenzioni a questo punto sono rivolte alla punta, che riceve tante offerte da club importanti, vista la personalità, le caratteristiche fisiche e la capacità di ricoprire sia il ruolo di primo, che di secondo terminale d'attacco. Unite naturalmente alla giovanissima età, che rende Giampaolo uno dei più appetibili talenti italiani del momento. Alla fine è la Fiorentina dei Della Valle a prelevare il ragazzo, siamo nel gennaio 2005. I viola versano all'Atalanta una cifra vicina ai 6 milioni e mezzo di euro, portandolo a Firenze. Pazzini ripaga la fiducia con 3 reti in 14 gare, due delle quali gli valgono l'affetto incondizionato del pubblico. Il pistoiese, infatti, realizza una doppietta contro la Juve, rivale storica del Franchi. Nel 2005/06 l'ex atalantino non trova granché spazio. Luca Toni impera al centro dell'attacco viola e Prandelli utilizza spesso il modulo ad una punta, alternando Bojinov e proprio Pazzini al bomber della Nazionale. Sono 6 le reti stagionali, di cui una in Coppa Italia - di nuovo contro la Juve - e 5 in campionato. Il 2006 è però un anno di soddisfazioni per Pazzini, che vince l'Oscar del calcio Aic come miglior giovane della stagione precedente.

Wembley. Il torneo 2006/07 parte con una bella doppietta in Coppa Italia, realizzata al Giarre, ma prosegue con un brutto infortunio, che tiene il Pazzo lontano dai campi per due mesi. Al rientro, grande doppietta proprio contro l'Atalanta, che consente ai viola di vincere il confronto negli ultimi minuti. Ma è sempre la panchina la destinazione principale dell'attaccante, che in ogni caso trova 7 reti sulle 9 presenze da titolare concessegli da Prandelli. Ne trova tre in un colpo solo invece nel nuovo Wembley, il 24 marzo del 2007, in occasione dell'amichevole tra le Under 21 di Inghilterra e Italia. Il suo nome rimarrà nella storia del monumentale impianto londinese, appena ristrutturato. Pazzini è infatti stato il primo marcatore del nuovo corso del tempio del calcio britannico. E la sua tripletta gli regalerà pallone, come nell'usanza inglese, ed ovazione del pubblico.

E ora la Samp. Sembra davvero arrivato il momento di spiccare il volo, anche perché il Pazzo ha 23 anni e può diventare il trascinatore della Fiorentina, dopo la cessione di Luca Toni al Bayern Monaco nell'estate 2007. Non va però esattamente così, perché nel 2007/08 i gol di Pazzini sono 9 in campionato, score che non convince pienamente Prandelli e Corvino, nonostante la qualificazione viola in Champions League. La società acquista dal Milan Alberto Gilardino, da affiancare a Mutu nell'attacco titolare e per il pistoiese ci sono solo tanti ritagli, troppi. Nel gennaio 2009, e siamo dunque ad oggi, il trasferimento alla Sampdoria di Walter Mazzarri e Antonio Cassano, destinazione che Pazzini considera la preferita in assoluto, nonostante le diverse richieste dall'Italia e dall'Europa. E' l'inizio di una nuova stagione nella carriera dell'attaccante, con la maglia blucerchiata indosso.

Luogo e data di nascita: Pescia (Pistoia), 02/08/1984
Altezza: cm 180
Peso: kg 77
Ruolo: attaccante

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Classifica finale 2008/09
Inter 69
Juventus 62
Milan 55
Genoa 51
Fiorentina 49
Roma 46
Cagliari 42
Palermo 42
Lazio 41
Atalanta 40
Napoli 37
Catania 37
Udinese 36
Sampdoria 36
Siena 31
Chievo 30
Bologna 26
Torino 24
Lecce 24
Reggina 20
(retrocesse)

Dopo un campionato anonimo, la breve apparizione in Coppa Uefa (oggi Uefa League) ed aver perso i due derby, la Sampdoria prosegue il suo cammino in Coppa Italia...bellisima avventura che lascerà l'amaro in bocca...

Udinese-Sampdoria 2-5
dopo i calci di rigore

Alla fine l’eroe è il tanto e spesso giustamente bistrattato Antonio Mirante.

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La Sampdoria passa alle semifinali di Coppa Italia dopo una prestazione non esaltante a Udine, ma in cui la squadra è stata brava a non perdere mai la testa, a cercare di rimanere ordinata, anche se, senza Cassano e Palombo (entrato solo nel primo tempo supplementare), le uniche fonti del gioco erano i due esterni. Ma quando Marino, spinto dalla disperazione per il bel gol di Pazzini, ha buttato dentro Sanchez, tutto l’impianto è saltato perché il ventenne cileno ha costretto Ziegler a fare il difensore, ruolo che male si addice allo svizzero (ma anche Pieri, che lo ha sostituito ha sofferto parecchio) .

Sanchez dapprima si è procurato un calcio di rigore, quello del momentaneo 1-1, con un tagliafuori modello basket su Ziegler e soprattutto con una caduta perfetta al primo impatto. E quasi allo scadere dei 90 minuti regolamentari sempre il cileno si è incuneato in area, subendo uno sgambetto nettissimo. Qui la Samp è stata fortunata perché Di Natale ha tirato dal dischetto colpendo il palo.

L’Udinese ha tenuto il gioco in mano anche nei tempi supplementari, ma non è più stata pericolosa. I rigori hanno così premiato i blucerchiati che in semifinale affronteranno la vincente di Inter-Roma.

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L’espulsione di Mazzari

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Raggi, all’esordio dal primo minuto & Pazzini sferra il tiro che porta in vantaggio la Samp

Coppa Italia, Sampdoria-Inter 3-0
mercoledì 4 marzo ore 20,45
Semifinale d'andata di Coppa Italia, 3-0 show dei blucerchiati: gol di Cassano e doppietta di Pazzini. Paura per Balotelli, sbatte con lo sterno sul palo, ma nulla di grave. Il portoghese rabbioso con i suoi: «Presi gol ridicoli»

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ROMA, 4 marzo - Le alchimie tattiche di Mourinho si erano già scontrate con la dura realtà del calcio italiano agli esordi, quando lo Special One ci mise poco a riporre nel cassetto il suo credo nel 4-3-3 per tornare al collaudato e Manciniano 4-4-2 a rombo, recuperando gioco e risultati. Eppure il tecnico portoghese non deve aver imparato la lezione, visto che stasera ci ha riprovato presentando in campo l'Inter con un inedito e spericolato 3-4-3 contro la Sampdoria di Mazzarri, cresciuto a pane e salvezze miracolose con la Reggina in A e uno dei tecnici più preparati tatticamente del nostro calcio. Morale della favola, la Samp sbriciola i nerazzurri in 45', complice anche un Rivas imbarazzante nella sua pochezza tecnica e un Cordoba poco lucido che vengono travolti dalla tecnica di Cassano, in forma nazionale, e dalla ritrovata verve sottoporta di Pazzini, che va a nozze con gli assist e le aperture di Fantantonio.

I GOL: INTER, CHE ERRORI - In vantaggio la Samp ci va subito: al 9' Cassano è furbo a pressare Rivas che sbaglia un facile controllo e lascia libero il numero 99 blucerchiato di affrontare Toldo, superato in uscita con un delizioso tocco sotto. Il raddoppio arriva alla mezz'ora, sugli sviluppi di un calcio d'angolo che Raggi tocca e che Pazzini, libero a centro area, gira facilmente di testa sotto la traversa della porta avversaria. Il 'Pazzo' approfitta poi di un altro errore clamoroso della difesa nerazzurra, stavolta di Cordoba: tiro di Padalino respinto da Toldo, il colombiano svirgola il rinvio e il 10 della Samp insacca il 3-0 tra il delirio del Ferraris.

RIPRESA, CASTELLAZZI SALVA TUTTO - Nella ripresa Maicon e Crespo restituiscono cattiveria e convinzione ai nerazzurri ma non basta: Castellazzi chiude la saracinesca della porta blucerchiata opponendosi, miracolo dopo miracolo, alle conclusioni di Crespo, Adriano e Obinna, entrato per sostituire Balotelli. Per il giovane attaccante dell'Under 21 paura per una botta allo sterno che lo ha costretto ad uscire in barella dal campo e poi al ricovero in ospedale. A San Siro dovrà essere un'altra Inter per ribaltare il risultato, stasera a Genova è finita con tutto lo stadio in piedi ad applaudire Cassano.

MOURINHO: «3 GOL RIDICOLI» - «Partita cominciata con un gol ridicolo- dice il tecnico nerazzurro alla Rai- un altro lo abbiamo subito su palla inattiva e noi su quelle stiamo lavorando molto... E poi un terzo gol ridicolo. La squadra regala troppo e ovviamente poi fai fatica a recuperare il risultato. Quando ci sono tutti i giocatori di qualità in campo diventa possibile, ma quando non ci sono perchè bisogna cambiare visto che non è umanamente possibile giocare sempre con gli stessi, la squadra non ha la stessa qualità. Chissà dopo questa partita quante domande sulla formazione che mi faranno...».

RIVAS? MALE MA NON È L'UNICO - «Un giocatore che non gioca tanto deve sfruttare l'occasione che ha per se stesso. Ma Rivas non è andato bene, lui lo sa, io lo so. Ma non è giusto dare a lui tutta la colpa. Siamo tutti responsabili. È un risultato questo che ci lascia in difficoltà per la finale, ma nessun risultato è impossibile nel calcio». Poi, non appena gli si chiede dei deferimenti, Mou fa una smorfia e scappa via.

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi; Campagnaro (29' st Da Costa), Gastaldello, Raggi; Padalino, Sammarco, Palombo, Franceschini, Pieri; Pazzini (20' st Stankevicius), Cassano (40' st Bellucci). A disposizione: Fiorillo, Ziegler, Ferri, Dessena. All. Mazzarri
INTER (3-4-3): Toldo; Cordoba, Materazzi, Rivas (1' st Maicon); Zanetti, Muntari, Vieira, Maxwell (15' st Crespo); Balotelli (20' st Obinna), Adriano, Mancini. A disposizione: Orlandoni, Stankovic, Jimenez, Cambiasso. All. Mourinho
Arbitro: Saccani di Mantova.
Marcatori: 9' Cassano, 30' e 42' Pazzini.
Note: Angoli 6-2 per l'Inter Recupero. 1' e 5'. Ammoniti: Cordoba, Balotelli, Zanetti per gioco scorretto, Castellazzi per comportamento antiregolamentare, Materazzi per proteste. Espulso: 14' st Gastaldello per doppia ammonizione. Spettatori: 14.185
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Inter-Sampdoria 1-0:
i doriani resistono agli assalti dei neroazzurri e approdano in finale


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: giovedì 23 aprile 2009
Saranno Lazio e Sampdoria a contendersi la coppa Italia il prossimo 13 maggio, all’Olimpico di Roma. L’Inter ci ha provato a ribaltare il pesantissimo k.o. dell’andata (0-3), ma l’impresa si è rivelata più ardua del previsto. Il goal di Ibrahimovic che serviva per ridare linfa alle speranze interiste è arrivato al momento giusto, quando il tempo per ristabilire la parità nel doppio confronto era ancora sufficiente. Ma la Sampdoria ha tenuto botta alle sfuriate della squadra di Mourinho, rischiando in qualche occasione e cercando di pungere di rimessa.

Nonostante lo scarso peso che spesso viene attribuito alla coppa Italia le due squadre si sono affrontate a viso aperto e le motivazioni dei 22 in campo (certamente diverse perché per la Samp l’obiettivo assumeva maggiore importanza), hanno dato vita a un confronto serrato, a tratti spigoloso. Nelle fasi iniziali del match la Sampdoria non corre alcun rischio e dopo 27 minuti potrebbe colpire con Sammarco, fermato ingiustamente per fuorigioco. Sul ribaltamento di gioco arriva il gran goal di Ibrahimovic che riapre il discorso qualificazione. L’Inter comincia a crederci e nel giro di pochi minuti va vicina al raddoppio, prima con un pallonetto del solito Ibra che si stampa sul palo e poi, al quinto minuto di recupero, con un colpo di testa di Cruz, fuori di poco.
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Mancini: con la Lazio la sfida sarà alla pari
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25 aprile 2009| Claudio Mangini
Ne aveva buone tre su quattro. Dice proprio così, Roberto Mancini. Tre semifinaliste di Coppa sono state squadre sue: Sampdoria e Lazio si giocheranno la Coppa. «E mi fa piacere che, dopo tanti anni, ci sia una finale diversa, qualcosa di nuovo. La vedrò volentieri, sarà una bella partita».

C’era una volta la Sampdoria che Boskov chiamava copetera: quattro trofei finiti in bacheca in dieci edizioni, dall’84-85 al 93-94. Lui c’era. Adesso ci riprova la Sampdoria di Palombo e Castellazzi, di Cassano e Pazzini, di Garrone e Mazzarri.

Di nuovo a caccia del trofeo. Con merito?
«La qualificazione è meritata. Meritata nel complesso. Costruita, innanzi tutto, sul 3-0 della gara d’andata. Ma non solo: fino al gol, giovedì sera a San Siro, la Sampdoria ha giocato molto bene, ha fatto la sua partita senza timori. Poi è normale che subentri un po’ di paura. Ma, nel complesso, il verdetto è assolutamente equo».

A Roma farà caldo: ambiente bollente, pronostico ad handicap?
«Intanto è una finale secca. E questo cancella, in buona parte, il fattore campo. Per me il pronostico è assolutamente alla pari: cinquanta e cinquanta. Poi, fra tre settimane, sarà importantissima la condizione delle due squadre. Al momento la Lazio va a duecento all’ora. Però la Sampdoria non starà a guardare».

Aperta?
«Apertissima. E anche sul tifo non staranno a guardare i sampdoriani. Visto quello che hanno fatto a Milano, quindicimila a dare una mano alla squadra, per la finale arriveranno almeno in ventimila. Quindi, anche le condizioni ambientali saranno equilibrate».

Quei quindicimila già sognano: lei che certe situazioni le ha vissute pensa che si possa aprire un ciclo?
«Io penso che i cicli li costruisci dopo avere vinto il primo trofeo. Cominci, poi cerchi di andare avanti».

Vietato sognare?
«Vietato perdere di vista l’obiettivo. Ma sono sicuro che non ci sia nessun rischio di questo tipo. Credo che la Sampdoria debba avere un pensiero fisso su questo impegno. Sapendo che di fronte troverà un’ottima squadra, con un attacco eccezionale. Insomma, ora l’importante è il presente».

Il cuore da che parte pende?
«Sono affezionato a tutte e due. Ma a Genova ho giocato tanti anni, dunque il cuore pende un po’ da questa parte... Ma dico la verità: mi fa felice che a giocarsi questo trofeo siano due squadre che escono dal giro dei soliti nomi. Vedrò questa partita con curiosità, con piacere, con interesse».

Il suo successore, alla fine, non ha certo raccolto più di lei...
«Il mio successore è solo mio figlio, anzi i miei figli».

Cambiamo la domanda: Mourinho non ha vinto più di Mancini. Che ne dice?
«Che non mi riguarda quello che fa lui».

Lo scudetto è in tasca all’Inter?
«Certo, il vantaggio è enorme».

Tornando alla Coppa Italia, Mourinho ha detto che la Sampdoria si è qualificata speculando, ha criticato gioco, filosofia, arbitro...
«Primo, non ho visto le interviste del dopopartita. Secondo, non m’interessano questi argomenti. Anche se, spesso, i giornalisti mi stuzzicano. Se lui parla di me, io rispondo. Altrimenti, non m’interessa proprio».

Il suo procuratore Giorgio De Giorgis ha detto che siete a un passo dalla risoluzione contrattuale con l’Inter. Cosa fatta?
«Non ancora. Stiamo lavorando, ma non è una cosa semplicissima. E non c’è fretta».

Sempre dell’idea di puntare sull’Inghilterra?
«Non in particolare. Ma mi piacerebbe allenare all’estero».

Non è per metterla in contrapposizione con Mourinho, ma secondo lei la Sampdoria ha speculato?
«Per me la Sampdoria ha fatto un’ottima partita e, ripeto, ha meritato di andare in finale. Giocare contro gente come Ibrahimovic, Cruz e Vieira, poi, non è facile per nessuno. L’Inter è una delle squadre più forti d’Europa».

E ora una finale senza una favorita. Cosa può fare la differenza?
«Le motivazioni saranno altissime da entrambe le parti. Vincendo la coppa, Lazio e Sampdoria possono dare un senso speciale a tutta la stagione. Dunque, arriveranno entrambe caricatissime. La condizione sarà determinante. Ma non solo».

La Lazio, ha detto lei, ha un attacco fortissimo...
«Ma anche la Samp ha un grande attacco, con Cassano e Pazzini».

Tutti a ROMA!

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Ultima modifica di Homer il Mar Ott 20, 2009 7:35 pm, modificato 8 volte in totale
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E ora tutti a Roma

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24.04.2009
È difficile trovare le parole per descrivere quale emozione, quale gioia e soddisfazione mi ha regalato ieri sera la Samp, ma sono sicuro che ogni tifoso doriano mi può capire.

Contro una formazione indubbiamente più attrezzata, che poteva giocarsi la partita a carte scoperte, i ragazzi blucerchiati sono scesi in campo giocando una partita davvero al di sopra di ogni aspettativa, per il gioco mostrato, per la maturità con la quale hanno tenuto a freno Ibrahimovic e compagni. Sicuramente la gran parte di questa fantastica qualificazione è stata ottenuta a Genova. Ma la Samp non ha affatto sfigurato in quel di San Siro, eliminando l'Inter e meritandosi pienamente la finale che il prossimo 13 maggio la vedrà opposta alla Lazio.

In molti staranno già pensando che disputare la finale in capitale contro i biancazzurri che giocano in casa, penalizzerà in partenza la Samp. Ma come lo stesso Mazzarri ha detto ai microfoni di RaiUno, se a San Siro quello doriano è stato un vero e proprio esodo, lo stesso avverrà sicuramente anche per la partita di Roma e lo stadio Olimpico si colorerà di blucerchiato. Ed allora i nostri ragazzi si sentiranno come a casa, come al Luigi Ferraris. Il tutto con la solita correttezza e col consueto rispetto che da sempre caratterizzano il tifo blucerchiato e di cui ogni doriano deve andare fiero.

È vero, la Coppa non è ancora vinta. La Lazio è una squadra difficile da affrontare, in ottimo stato di forma e con dei giocatori formidabili, uno su tutti Zarate. Cassano e compagni se la potranno giocare con la consapevolezza di non essere secondi a nessuno e di poter battere qualunque avversario. La partita di Roma sarà certamente una battaglia e poterla "combattere" è certamente qualcosa di cui essere orgogliosi.

Vorrei concludere con una sola parola: grazie. Grazie a quei ragazzi che tra andata e ritorno hanno eliminato la corazzata interista; grazie a mister Walter Mazzarri che guida questo gruppo fantastico; grazie a Beppe Marotta e al presidente Riccardo Garrone che con pazienza, abilità manageriali, correttezza e lungimiranza hanno costruito questa squadra; ma soprattutto grazie ad ogni doriano che a San Siro come a Marassi, come in tutta Italia ed Europa segue la Samp, con la propria presenza, con la propria voce, col proprio pensiero, col proprio cuore blu, cerchiato di blu.

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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 1:19 am    Oggetto:  
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Coraggio Doria, facci toccare il cielo con un dito

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07.05.2009
La ferita generata dal derby è ancora fresca, saremmo bugiardi a non ammetterlo. Ahimè la Samp, nonostante abbia dato tutto in campo, ha palesato le consuete lacune che hanno condizionato fortemente il rendimento stagionale a prescindere dalla lunga lista di infortuni subiti dai giocatori chiave. Amnesie generali sui calci piazzati, incapacità mentali e di personalità nell’amministrare le gare, ripetuti errori tecnico-tattici dei singoli nei momenti determinanti. Mancano soltanto 4 giornate al termine del campionato, ormai sarebbe inutile e impensabile credere di risolvere problemi fisiologici in un ritaglio di tempo.

Nessuno ne parla, ma il match con la Reggina non può e non deve assolutamente rappresentare un intoppo, un ostacolo prima della finalissima di Coppa Italia. È vero, i calabresi stanno vivendo uno straordinario periodo di forma, testimoniato dai 7 punti raccolti contro Atalanta, Juventus e Bologna, che li hanno clamorosamente rimessi in gioco in ottica salvezza, e verranno a Genova con il coltello tra i denti pur di portare a casa punti preziosi. Il Doria, dal canto suo, si affiderà alle presunte seconde linee con il chiaro obiettivo di non sfigurare, di ritornare a quel successo casalingo che manca ormai da troppo tempo, esattamente dal 1 marzo quando si sconfisse per 2-1 il Milan. Da quel giorno soltanto pareggi raccolti tre le mura amiche, frutto di svariate rimonte subite. Contro il Cagliari le riserve, almeno per un tempo, hanno dimostrato di rispondere appieno alle attese dell’ambiente, con i calabresi dovranno ripetersi, per se stessi, per noi, per la dignità e l’onore della casacca blucerchiata.

Poi la mente andrà soltanto alla finalissima di Roma. Saremo protagonisti dell’ennesimo esodo: 200 pullman, 4 treni speciali, 1 aereo, innumerevoli macchinate rappresentano numeri da prima pagina. I veri tifosi blucerchiati saranno presenti all’Olimpico, speranzosi di trascorrere una serata storica, indimenticabile, elettrizzante, vincente. Sono trascorsi 15 lunghi anni dall’ultimo trofeo conquistato, era la Samp guidata da Eriksson. Ne è passata tanta di acqua sotto i punti, sono cambiati presidenti, allenatori, giocatori, ma chi ama davvero il Doria c’è sempre stato e mai si disinnamorerà da questi colori magici.

Chi ha vissuto purtroppo il drammatico pomeriggio di Bologna, le due promozioni mancate per un non nulla, il terrore di vedere la propria ballerina ad un passo dal baratro chiamato C1 e dallo spettro del fallimento, le sfide contro le matricole dell’epoca, come Alzano, Savoia, Fermana, Cittadella, ha imparato tanto, ha visto maturare la propria concezione di tifoso, riuscendo a giudicare il calcio da un altro punto di vista. Chi, come il sottoscritto, era presente, sotto il diluvio di Vicenza, alla gara decisiva per la permanenza tra i cadetti, si è portato dentro una gioia infinita, che forse non avrà mai eguali: la certezza che la sua squadra, dentro e fuori dal campo, sarebbe ancora esistita, ci avrebbe fatto ancora divertire, gioie, talvolta arrabbiare, ma la consapevolezza di poterla seguire dal vivo equivaleva alla vittoria di un secondo scudetto. Chi non rientra tra quei 8.600 abbonati, si faccia un bel esame di coscienza, si è perso un’importante fetta di storia blucerchiata.

La Champions sfiorata, le partecipazioni europee, gli ottimi piazzamenti in campionato sotto la guida di Novellino prima, di Mazzarri poi, hanno riavvicinato la nostra dimensione ai gloriosi standard del passato. Manca la conquista di un trofeo affinchè la gestione oculata, intelligente e vincente del Patron Garrone possa fare il salto di qualità che tutti noi ci aspettiamo, mercoledì sarà l’occasione giusta. Chi scenderà in campo avrà l’onore e l’onere di diventare i protagonisti di un’importante pagina della blasonata storia doriana, di regalare alla società e alla tifoseria un’emozione unica, senza prezzo. La Lazio è un’avversaria assai temibile che può contare su giocatori d’alto livello, in primis il tridente Zarate – Rocchi – Pandev, ma 22.000 cuori blucerchiati batteranno per i nostri beniamini, la nostra voce annullerà il fattore campo, l’intera tifoseria doriana si trasferirà all’Olimpico per quello che rappresenta, ovvero un’entità compatta, indissolubile, passionale, commovente.

Un trionfo rappresenterebbe il primo mattone verso l’inizio di un nuovo ciclo vincente: le conferme dei pezzi pregiati, da Marotta a Cassano, da Palombo a Pazzini, da Campagnaro a Fiorillo, garantirebbero le colonne portanti di un progetto ambizioso ad ampio raggio, a prescindere da chi siederà sulla nostra panchina. A mio modesto parere Mazzarri ha dato tantissimo alla Samp in questo biennio, raggiungendo livelli insperati in campionato e in Europa, contribuendo alla rinascita di Cassano e alla definitiva consacrazione di vari giocatori, in primis Palombo e Maggio. La conquista del trofeo sarebbe il giusto riconoscimento al lavoro di un tecnico, un professionista, un uomo sanguigno, schietto finora contraddistintosi in carriera per stagioni sempre ricche di soddisfazioni.

Per il futuro ci sarà tempo per ragionare a bocce ferme, ora siamo al rush finale con un traguardo all’ultima curva, coraggio Doria, facci toccare il cielo con un dito, quel cielo che può tornare europeo, il cielo sempre più blu….cerchiato di blu….

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