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maurise

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MessaggioInviato: Dom Set 27, 2009 4:41 pm    Oggetto:  
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Ciao Enzo.... Crying or Very sad
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MessaggioInviato: Dom Set 27, 2009 4:41 pm    Oggetto: Adv






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Homer

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MessaggioInviato: Ven Mag 28, 2010 12:34 pm    Oggetto:  
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Stagione 2009/10

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Gigi Delneri è il nuovo mister




La Sampdoria inizia il campionato senza grosse ambizioni, la Società dichiara di voler terminare nella "parte sinistra" della cassifica. I tifosi non sono molto contenti (io per primo), sembra che manchino le ambizioni per fare bene.
Molti tifosi credono che la Sampdoria stia diventando un'ammazza sogni, da quattro stagioni uccide ogni briciolo di speranza blucerchiato che accenni il minimo movimento verso l’alto. E’ la Sampdoria che crea l’aspettativa ed è sempre la Sampdoria che poi la schiaccia a terra senza pietà. Dopo la magica stagione della promozione e la prima di assestamento in serie A, è stato sempre un frustrare le speranze. Altro che “Fantasie che volano libere”: ricorderanno ancora, tutti i tifosi blucerchiati, la coreografia che accolse a fine maggio 2005 la partitissima che poteva addirittura valere la Champions. Gradinata Sud ricoperta di stelle dell’Europa, di fronte l’Inter, bisognava vincere, almeno non perdere. Uno a zero per i nerazzurri, invece, dopo tre pali dei doriani. Allora sarebbe bastato vincere la partita successiva, a Bologna contro i rossoblù. Nella parte di stadio riservata ai tifosi blucerchiati, ancora un grande striscione con attività onirica annessa: “Sognare non costa niente, grazie mister” rivolto a Novellino che era stato protagonista della splendida cavalcata. Niente da fare, pareggio misero, legni anche quella volta, sul finire Rossini che si divora un gol davanti alla porta. Si termina quinti, l’Udinese è soltanto un punto avanti, un punticino che vale la Champions League.

Vabbè, la gente blucerchiata si consola con il ritorno in Europa. Ma la Coppa Uefa, la stagione successiva, riserverà l’amarezza di un altro sogno infranto. E, di tutta la serie, resta forse il peggiore: è brutto anche il periodo, metà dicembre, quando uno si aspetta regali, non mazzate. Tutti i sampdoriani, maggiormente quelli che erano lassù e sono piombati in un attimo in un silenzio irreale, non hanno scordato: il pareggio avrebbe assicurato il passaggio del turno alla fase finale a gironi, Lens e Sampdoria erano sull’1-1, quando mancavano solo secondi arrivò il gol di Jemaa che promosse i francesi.

Il racconto porta alla stagione successiva quando, dopo il sogno perduto, la Uefa viene ritrovata soltanto grazie a una serie di circostanze fortunate. La Sampdoria balbetta un po’ per tutto il campionato ma, sul finale di torneo, può giocarsi ancora un posto Uefa. Davanti ci sono Empoli e Atalanta, l’impresa è alla portata, ma nelle ultime quattro partite i blucerchiati riescono a fare solo quattro punti. L’Uefa sfugge, ma l’Atalanta rinuncia e si apre la possibilità di rientrare in Europa attraverso l’Intertoto.

E’ il capitolo nuovo, l’ultimo. E’ un capitolo ancora da scrivere in gran parte, anche se l’ammazzasogni ha già fatto la propria parte. L’ha fatta in Europa, contro l’Aalborg, squadra che sta agli ultimi posti del ranking Uefa e che la Sampdoria, nel doppio confronto (tra l’altro dopo aver superato prima l’Hajduk Spalato), non è riuscita a battere: 2-2 a Marassi, 0-0 in Danimarca, Uefa di nuovo addio. L’amara esclusione dall’Europa doveva preludere, almeno, a una ripresa pronta in campionato. Invece arrivano le sconfitte senza colpo ferire contro Catania e Milan. Allora scene già viste, negli ultimi anni: contestazione dei tifosi, Marotta che prende la parola e chiama tutti a un maggiore impegno, Garrone che sale a Bogliasco.

La Sampdoria reagisce e sembra la volta buona, perché fa due prestazioni come si conviene, Cagliari ed Empoli, due vittorie per tre a zero, per la prima volta nella stagione sei punti in due partite. Nemmeno il tempo di sorridere che ecco Livorno, tra lo sconcerto dei tifosi. La Sampdoria gioca senza carattere, come prima di quella che sembrava essere la svolta. Anche Marotta dopo un lungo colloquio con i giocatori, dichiara: «Non è una situazione da drammi - dice l’amministratore delegato - però non è possibile lasciare punti dove il divario tecnico è a nostro favore».

Il ragionamento che più frequente tra i tifosi è sempre lo stesso: «Perdere va pure bene, ma almeno giochiamocela».

Il campionato inizia e la Samp si ritrova prima in classifica per le prime giornate, man mano che si giocano le partite la squadra resta comunque tra le prime.
Il 1 dicembre 2009 si disputa la gara di Coppa Italia, contro il Livorno, Delneri schiera la seguente formazione:

SAMPDORIA (4-4-2): Fiorillo; Stankevicius, Lucchini (Rossi 32’ st), Accardi, Zauri; Mannini (Padalino 43’ st), Palombo, Tissone, Franceschini (Pazzini 43’ st); Pozzi, Bellucci. In panchina: Guardalben, Rossi, Ziegler, Poli, Soriano, Padalino, Pazzini. All. Del Neri

Cosmi presenta questa squadra:
LIVORNO (3-5-2): Benussi; Perticone, Knezevic, Miglionico; Raimondi, Pulzetti, Filippini, Moro (Candreva 12’ st, Marchini 25’ st), Bergvold; Cellerino (Lucarelli 43’ st), Danilevicius. In panchina: De Lucia, Marchini, Candreva, Pieri, Diniz, Dionisi, Lucarelli. All. Cosmi

Alla fine la Sampdoria sarà battuta 2-1, uscendo dalla competizione. Difficile trovare una attenuante seria alla Samp.
Se c’è quella della sfortuna sul gol del pareggio toscano, con Danilevicius che rimpalla il rinvio di Lucchini e mette in rete, non altrettanto si può dire per il gol dell’1-2: la difesa, Fiorillo compreso, non può lasciare (ritorno ad antichi vizi) due tocchi di testa in area, l’uno a servire l’altro che insacca (Cellerino per, ancora, Danilevicius). L’unica è quella delle scorie del posto derby, psicologia e fatica. Emblematico il rinvio di Palombo, nel finale, fatto quasi con distacco, poca convinzione, rimpallato da Filippini che per poco non innescava un contropiede micidiale. Nel primo tempo la Samp non si vede, il taccuino rimane quasi intonso ed è il Livorno a farsi preferire senza peraltro fare cose stratosferiche. Toscani che si creano due buone occasioni. Poi nella ripresa lo “scrollone” Del Neri si fa sentire e la Samp parte meglio tanto che il vecio Bellucci innesca alla perfezione Mannini che segna. Per mezz’ora la Samp gestisce la gara, poi complice un rinvio sfortunato di Lucchini nel corpo a corpo con Danilevicius: il lituano tocca e mette dentro. Poi la Samp ci prova ancora, ma non ce la fa. E arriva il raddoppio. A casa. Attenuanti? Poche, quasi “zero attenuanti”.

Chi ha avuto una occasione come Pozzi (disastroso) l’ha sprecata. Fiorillo è apparso incerto. Lucchini incerto, Zauri insipido. Tissone fatica molto, meglio nella ripresa che nel primo tempo. Bellucci ha portato il peso della sua esperienza, ma ha poca partita nelle gambe. Eppure c el’ha messa tutta. Palombo non era nella serata migliore. Accardi è stato protagonista di una prestazione sufficnte. «Sono pronto e a disposizione» dice a fine gra

Encomiabili i 3000 presenti al Ferraris. Qualche critica al silenzio della società dopo il derby.

Del Neri non è apparso del tutto deciso nelle sue scelte, ha provato Pazzini e Padalino negli ultimi 2’ di gara e nel recupero. La Sud non contesta, solo qualche fischio isolato. Ma in tre giorni la Samp ha preso tre cazzottoni nel derby (madre di tutte le partite per i tifosi) e dilapidato il cammino nella Coppa dove lo scorso anno era arrivata in finale. Sabato c’è il Milan. C’è da augurarsi che la Samp esca dallo spogliatoio e non vi rimanga come sabato e stasera.

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Ultima modifica di Homer il Sab Mag 29, 2010 1:11 pm, modificato 3 volte in totale
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Homer

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MessaggioInviato: Ven Mag 28, 2010 1:14 pm    Oggetto:  
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Il campionato procede, senza grossi infortuni (a differenza del precedente).
Delneri utilizza il suo classico schema ("le ali che volano").

Da annotare l'esclusione da parte del mister di Antonio Cassano dalla rosa.
A dicembre Antonio non sembra molto in forma e soprattutto si ostina a giocare sulla fascia, mentre il mister gli chiede di fare la punta...i malumori fra i tifosi per l'esclusione del fantasista, sono molti.

Il gigante assopito
10.12.2009 di
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Sinceramente quando una mattina di agosto di due anni fa lessi sul giornale l'ufficialità del suo acquisto storsi un po' il naso. Ogni qual volta si parlava del suo arrivo io rispondevo con scetticismo, consapevole delle sue enormi doti tecniche, ma incerto vedendo il suo comportamento.

Mi ricredetti ancor prima del suo primo gol blucerchiato contro l'Atalanta. Per me, e per tutti noi sampdoriani, Antonio Cassano era già un eroe. Poi è storia recente, le serpentine che ci facevano venire la pelle d'oca, i colpi di tacco, o semplicemente il modo in cui veniva sotto la Sud a chiedere a gran voce carica dalla “sua gente”, come spesso la definisce.

Adesso FantAntonio sta attraversando un periodo di appannamento. Come lui tutta la squadra; tre sconfitte consecutive arrivate come tutti sappiamo e non c'è bisogno di rimarcarle sempre. C'è chi dice che “vuole andare via” e io, fidandomi ciecamente delle sue parole, lo smentisco categoricamente. Marotta, invece, ha usato come possibile scusante la mancata convocazione in nazionale. Fatto sta che il nostro gigante (sul campo) è addormentato, non è più il trascinatore della squadra.

Adesso nei momenti di difficoltà però il leader deve venire fuori e prendere per mano i ragazzi. Domenica c'è la Roma, dovrebbe essere un incentivo in più per lui, che si vedrà di fronte i suoi ex compagni, i suoi ex tifosi, o almeno una piccola parte, che gli fanno spesso capire che “A loro Cassano non interessa”.

Lui, come tutta la squadra, deve trovare la rabbia giusta. La rabbia, che ha usato in certe sue ultime apparizioni, la deve trasformare in energia positiva per poter contribuire all'uscita da questa crisi e soprattutto far tacere chi, secondo me, in maniera troppo ingrata, afferma: “Ma lui nelle partite che contano, sparisce”.

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Il mese di dicembre è molto duro sconfitta in casa del Milan (3-0) alla 15.a; pareggia a con la Roma fuori casa (0-0), perde a Livorno 3-1, pareggia con il Palermo in casa (1-1) e la partita seguente perde a Napoli (1-0).

Si apre il "caso Cassano", a gennaio sembra ad un passo dalla Fiorentina. La società in questa occasione è molto nebulosa. Facendo un piccolo ragionamento a campionato terminato, sembra che la decisione di dare in prestito Antonio sia stata presa da dg Marotta. Questa decisione ha "disturbato" Garrone, il quale è intervenuto personalmente, bloccando il giocatore (si dice mentre stava svuotando l'armadietto a Bogliasco) e ridimensionando Marotta, sostituendolo con il figlio Edoardo. A fine campionato Marotta lascerà la Sampdoria (dopo 8 anni) per approdare alla Juventus, insieme a Gigi Delneri.

Colpo della Fiorentina arriva Cassano
Accordo ad un passo dalla definizione tra la Samp e la società viola: prestito senza diritto di riscatto

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30 gennaio 2010
ROMA - La notizia più clamorosa del calcio mercato è arrivata questa sera improvvisa e inattesa, fonte Sky Sport 24. Cassano alla Fiorentina al posto di Mutu. Accordo raggiunto tra le due società per prestito senza diritto di riscatto.
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CLAMOROSO: Cassano vicinissimo alla Fiorentina, si lavora sul prestito
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30.01.2010 20:45
L'interessamento della Fiorentina nei confronti di Antonio Cassano circolava da giorni, ma stasera le voci si sono trasformate in qualcosa di molto più concreto.

Secondo quanto riportato da Sky Sport 24, sarebbe stato raggiunto con la Fiorentina l'accordo per il trasferimento di Antonio Cassano. La formula sarebbe il prestito senza diritto di riscatto. Si attendono novità a brevissimo tempo.

Resta da attendere la voce del Real Madrid, che ha una percentuale sulla vendita del fantasista barese.

il caso, “scontro” samp-fiorentina
Corvino-Marotta-Garrone e la Cassano story


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1-Il ds dei viola Corvino: «Con Marotta ci siamo dati tempi sino a domani».

2-La lettera di Cassano: «Resto alla Sampdoria. Per il Presidente Riccardo Garrone («Ha deciso lui da solo»), per la “mia” gente, i miei compagni ma anche e soprattutto per me».

3-La replica di Marotta a Corvino: «Noi contattati solo oggi, domenica. C’è tensione con Del Neri per questioni tattiche,ma nessun litigio Cassano-Allenatore».

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Garrone: «Cassano? Ha deciso da solo»
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31 gennaio 2010

«Per noi si chiude così. Cassano ha deciso da solo di rimanere», Lo ha detto, al termine di Sampdoria-Atalanta, il presidente della società blucerchiata Riccardo Garrone, commentando il mancato passaggio di Antonio Cassano alla Fiorentina. «Da quello che so - ha aggiunto - l’idea era nata da una proposta del suo procuratore, Di sicuro non siamo stati noi». Nessun intervento del presidente dunque? «Sinceramente è stata una decisione sua». Sulla gara contro l’Atalanta, Garrone si è dichiarato «soddisfatto ma non troppo». «Dobbiamo fare ancora meglio - ha spiegato -, la squadra oggi ha giocato e si è impegnata. Sono contento per aver visto finalmente Pozzi per tutti i 90 minuti, mi è piaciuto».

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Marotta: «Hanno venduto la pelle dell’orso...»
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31 gennaio 2010
«Cassano non era nell’elenco dei trasferibili. C’è tensione tra il giocatore e l’allenatore: sta al club ricomporre la situazione». Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Sampdoria, prova ad archiviare il capitolo relativo alla cessione, ormai tramontata, di Antonio Cassano. L’attaccante barese non andrà alla Fiorentina. A sentire Marotta, l’affare non è mai esistito.

«Questa cosa è stata costruita tutta nella giornata di ieri, la Sampdoria è rimasta fuori: c’è stato un contatto tra la Fiorentina e il procuratore del giocatore. Hanno parlato, evidentemente, di un eventuale trasferimento. La società è stata coinvolta ufficialmente con una telefonata fattami da Corvino intorno a mezzogiorno di oggi», dice il dirigente a Sky Sport.

«Cassano avrebbe rifiutato il trasferimento anche se la Sampdoria avesse accettato», aggiunge. Insomma, chi ha dato l’affare per concluso ha «venduto la pelle dell’orso prima di averla».

Cassano resta, dunque. Ora deve ritrovare il posto nella squadra di Gigi Del Neri: nelle ultime settimane il tecnico non ha preso in considerazione il giocatore, che ora è anche alle prese con un problema muscolare.

«È chiaro che in questo momento c’è un po’ di tensione tra l’allenatore e Cassano. Non è legata ad un vero e proprio litigio, bensì ad una incompatibilità dal punto di vista tecnico e tattico», spiega Marotta facendo riferimento a «dinamiche che avvengono in quasi tutti i club».

«Sta all’abilità della società, eventualmente, ricomporre la situazione il più in fretta possibile. L’allenatore è il leader del gruppo e come tale deve avere, ed ha, autorevolezza e autorità per decidere chi mandare in campo», aggiunge. Cassano è «patrimonio della società, è giocatore che ci può dare un contributo importante. Agiremo diplomaticamente per cercare di ricomporre la cosa. Sta alla società ricomporre la situazione, fermo restando che da una parte hanno agito molto bene entrambi: Del Neri ha deciso chi mandare in campo, Cassano non si è lasciato andare a comportamenti scorrettì».

La scommessa di Del Neri: a Udine senza Cassano
Il Secolo XIX 24 gennaio 2010
Date le premesse, anzi data la premessa, la gara di oggi pomeriggio a Udine per la Sampdoria non potrà essere come le altre. Potrebbe diventare una di quelle che segnano una stagione. Si potrà fare riferimento a un “prima di Udine” e a un “dopo di Udine”. Sulla partita incombe un “fantasmantonio” con il numero novantanove. Uno-ics o due, qualunque risultato uscirà dal Friuli, farà parlare parecchio di sè, dopo il novantesimo. E farà parlare parecchio con i “se”.

La crisi di risultati nella quale è sprofondata la squadra di Del Neri è evidente. Non vince in assoluto dall’ormai stracitato 22 novembre (due a uno al Chievo) e non vince in trasferta dal 13 settembre (uno a zero all’Atalanta). Fuori casa, poi, il bilancio è davvero inquietante: sei sconfitte consecutive, alcune brutte. Il tecnico blucerchiato ha dato una scossa allo spogliatoio: fuori Cassano per scelta tecnica. «Pozzi e Pazzini mi offrono quella potenza fisica che Cassano non può darmi - ha spiegato venerdì il tecnico nella conferenza stampa -. Proviamo a sperimentare qualcosa di diverso, proviamo a giocare anche senza un giocatore di qualità».

Per Nicola Pozzi si tratta della prima presenza da titolare in campionato (dall’inizio era stato impiegato col Livorno in Coppa Italia). Un’occasione ghiotta per l’attaccante. Per cominciare a dimostrare, oggi giocando vicino a Pazzini, se un domani potrà sostituire Pazzini al centro dell’attacco della prossima Sampdoria.
La Samp vince a Udine tornando al successo dopo una lunga fase negativa. 3-2 il finale. Rompe il ghiaccio l’Udinese al 7’pt con un calcio di rigore di Di Natale. Al 19’ sempre Di Natale sfiora il raddoppio. Pareggia invece Pazzini al 27’ ancora su rigore. Al 44’ segna Isla portando l’ Udinese in vantaggio. Al 12’ st pareggia Pozzi. Al 22’ st è Semioli a portare in vantaggio la Samp, 3-2. Al 36’st Pazzini sfiora la doppietta e il 4-2 per la Samp. Ottimo secondo tempo dei blucerchiati, determinati a ritrovare il successo dopo la serie nera. Grande partita di Pozzi.

Il "caso Cassano" sembra non voler abbandonare la Samp, il talento barese è opaco in campo, ufficialmente è pubalgia, il mister dice "scelta tecnica"...i fischi, di parte della tifoseria (soprattutto nei confronti del mister) durante l'incontro Sampdoria-Atalanta, vinto per 2-0, sono sintomo di nervosismo, e di nervosismo ce n'è fin troppo nella società, nello spogliatoio e soprattutto tra i tifosi che non sanno nulla di quello che succede ai piani alti.

Delneri parla di Cassano e della squadra:
«CASSANO RESTA? È UN VANTAGGIO AVERLO A DISPOSIZIONE PER IL RUSH FINALE»
«Contento» per la vittoria contro l’Atalanta ma anche «amareggiato». Così Luigi Del Neri, tecnico della Sampdoria, dopo il successo casalingo contro i bergamaschi e al termine di una giornata convulsa per il caso Cassano.

«Della questione Cassano-mercato non parlo, ne parla Marotta. Preferisco parlare della squadra più che delle mie scelte. Abbiamo fatto un’ottima gara e prodotto un calcio aggressivo. Da questo punto di vista sono molto contento. La squadra ha dato sempre garanzie, abbiamo illuso la gente e di questo magari siamo colpevoli, ora ci siamo ripresi e la squadra è nel trend del suo campionato», dice Del Neri.
Il discorso si sposta su Cassano: «Senza di lui abbiamo sicuramente perso in qualità ma la squadra è diventata più aggressiva e in questo momento serve questo».

Quanto al cassano giocatore , Del Neri afferma: «È un vantaggio averlo a disposizione per fare il rush finale, se avremo la possibilità di farlo, magari in maniera diversa...Spero di utilizzare Antonio un domani, per l’eventuale rush finale» ma nonfissa un adata.

Marotta poco dopo dirà che l’allenatore ha l’autorevolezza e l’autorità per decidere, ma ammette qualche ora prima che un po’ di tensione per questioni tecnico tattiche tra Cassano e Del Neri c’è, quindi che tocca alla società risolvere il problema.

Del Neri non sorride troppo nonostante le due vittorie di Udine e di oggi: «Sono amareggiato», ammette il tecnico. «Perchè? Sono amareggiato per i fatti miei, diciamo così che è meglio...».

Poi gli sfugge un «dove siamo in classifica non frega un cazzo a nessuno». Quindi specifica che quella di questi ultimi due turni é «una Sampdoria non di signorine. Bene Pozzi, ma mi è piaciuta tutta la squadra. La classifica? Non mi interessa, non voglio illudere nessuno. Non dobbiamo vedere situazioni che non possiamo mantenere».

I fischi? «I tifosi devono stare tranquilli, mi avranno qua sino a fine maggio».

Del resto ci vuole coraggio a lasciare fuori squadra un giocatore come Cassano, a mettersi contro la tifoseria e in qualche modo prendere le distanze dalla società che nel fantasista barese vede «un patrimonio da difendere». Un coraggio che Luigi Del Neri ha dimostrato appieno anche oggi, nella gara casalinga contro l’Atalanta. La sua squadra esce vittoriosa dallo scontro e soprattutto vince il gioco ritrovato, la grinta, il carattere che il tecnico friulano ha saputo trasmettere nei suoi uomini. Sarà forse soltanto un caso, ma la squadra blucerchiata ha dimostrato oggi di aver recuperato quella fisicità che il suo allenatore lamentava scarsa nelle ultime, scialbe gare di campionato. Una fisicità che unita alla ritrovata forma di alcune pedine fondamentali (Palombo, Semioli) ha trasformato la Samp da un improvvisato assieme di calciatori in una squadra vera.

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Garrone avverte Del Neri:
«Cassano è un patrimonio»

Il Secolo XIX 29 gennaio 2010
Il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, si schiera al fianco di Antonio Cassano, dopo l’esclusione dell’attaccante nelle gare contro Udinese e Atalanta da parte di Gigi Del Neri: «La questione Cassano va gestita con particolare attenzione perché è una straordinaria risorsa, uno straordinario patrimonio... e non dico altro». Così il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, a margine di un convegno dedicato a medicina e sport.

«Stiamo esaminando la cosa con grande attenzione - ha spiegato Garrone -. Del Neri è l’allenatore e risponde delle sue scelte e di quello che dice; evidentemente c’è la piena adesione a quelle che sono le posizioni di Del Neri da parte dell’Amministratore Delegato e del Presidente».

Chiara anche la risposta sulle possibili offerte che sarebbero arrivate alla Sampdoria in questi giorni. «Le offerte - ha detto - devono essere ben al di sopra di quello che è il numero della clausola rescissoria (intorno ai 20 milioni, ndr) e questa è la volontà anche di Cassano. Non ritengo che sia possibile e poi il mercato scade tra due giorni, non prevedo alcuna offerta».


Cassano, il rientro tra Parma e Lazio
Il Secolo XIX 11 febbraio 2010
Per un calciatore è peggio di una parolaccia. Per Cassano figuriamoci. Pubalgia. Meglio smoccolare piuttosto che sentire quella parola attorno a un campo d’allenamento. Antonio Cassano ha la pubalgia. La Sampdoria non lo ha ammesso ufficialmente, ha preferito parlare di “persistente infiammazione all’adduttore lungo destro”. Interrogato sull’argomento, uno specialista, il primario di radiologia dell’ospedale Evangelico, il dottor Silvestri, ha affermato: «Rientra nell’ambito delle patologie che si definiscono pubalgia».

La letteratura medica sull’argomento è sterminata. La pubalgia si può presentare e svanire senza che neppure sia stata individuata dagli esami radiografici. Può durare qualche giorno, può durare mesi. Proprio nei giorni scorsi è nata una polemica a distanza tra Real Madrid e Milan. La società spagnola ha attaccato: «Kakà ha la pubalgia cronica, il Milan sapeva tutto quando ce lo ha venduto». Galliani ha ribattuto: «Mai saputo niente di tutto ciò». Alla fine è intervenuto il giocatore: «Macché pubalgia cronica, sto meglio, presto sarò in campo».

Il ritorno di Cassano potrebbe slittare alla settima giornata di ritorno (a Parma) oppure all’ottava (in casa contro la Lazio). Nell’attesa, i tifosi si stanno organizzando. Sabato la Sampdoria giocherà nuovamente a Marassi e c’è parecchia attesa per la partita. Intanto perché arriverà la Fiorentina, rivale diretta della Sampdoria nella corsa all’Europa. Poi la Fiorentina è rivale della Sampdoria perché avrebbe voluto Antonio Cassano.

Irresistibile Antonio Cassano nella puntata di ieri delle Iene. Risponde in dialetto barese, dice «basta cassanate» e accetta due maglie della nazionale in regalo, una con il numero 18 (quella che indossava agli Europei 2008) un’altra con il numero 22 ( nella smorfia napoletana “Il pazzo).

Cassano al Secolo XIX: Samp per sempre
Il Secolo XIX 13 aprile 2010
L’assist spettacolare a Maggio non bastava. Adesso che è entrato nella storia del derby con timbro proprio, Antonio Cassano si sente ancora più legato alla Sampdoria e dichiara amore eterno ai colori blucerchiati e a Genova, eterna gratitudine a Garrone. Concede l’onore delle armi al Genoa, invita a sperare nella Champions, sogna una sfida con Messi.

A tre giorni dal derby deciso grazie ad un suo gol, Antonio Cassano si è raccontato in una lunga intervista esclusiva al Secolo XIX.

Il fantasista barese non ha tralasciato nulla, dalla Sampdoria alla vita privata, al matrimonio con Carolina.

Tanti i temi trattati, a partire naturalmente dal derby: «era l’unico derby che mi mancava - ha detto Cassano -. Sono riuscito a segnare, ho dato gioia a me stesso a anche a tanta gente che mi ama. Poi alle poche persone che mi sono state a fianco in questi momenti difficili: il presidente Garrone, Carolina, la mamma, mio cugino Nicola, Ajazzone, Marangon, Cannas, Tibaudi. Questo gol va a loro e poi voglio ricordare Luca Castellazzi».

Ma Fantantonio ha voluto render l’onore delle armi anche al Genoa sottolineando un bel gesto di Fabrizio Preziosi e di alcuni giocatori come Criscito e Sculli: «Questo è il derby: dopo la partita tutto dovrebbe finire. Sperando che finisca sempre così».

Cassano ha poi confessato che la sua unica droga in realta´ è il latte: «un litro al giorno toglie il medico di torno» ha detto.

Poi ha raccontato l’esclusione di gennaio. «È andata così: l’allenatore mi ha chiamato e mi ha detto che aveva deciso di non convocarmi. Io ho accettato la decisione. A malincuore. Però io ho una grande forza, il rettangolo di gioco. Le chiacchiere contano zero, parla il rettangolo. Quello che ho fatto al rientro conta».

Cassano ha parlato anche del suo futuro e del fatto che non andrebbe mai via da Genova: «a meno che il presidente non si svegli e dica `Anto´ non ti voglio più. Sto talmente bene che i prossimi sei, sette, otto anni voglio farli qui e poi vado in vacanza, mi prendo una casa al mare qui nei dintorni».

Intanto però c’è un quarto posto da tenere, che potrebbe regalare la Champions, un sogno. «Sarebbe bello, il mio sogno è giocare contro Messi. So che rischi di prendere una goleada contro di lui ma mi piacerebbe tanto».

Tra un pronostico e l’altro, Barcellona per la Champions, Inter per lo scudetto, Italia, Spagna o Brasile per i Mondiali, Cassano si è poi soffermato sulla nazionale e su Marcello Lippi. «Cosa devo dire? Ha detto talmente tante cose cattive su di me...Non mi ha chiamato e non ha dato spiegazioni. Ogni volta che parlavano di Cassano si alzava. Agli altri giocatori dava spiegazioni. Sarà che gli sto talmente sulle balle che non vuole rispondere».

Conferma invece la data del matrimonio con Carolina (19 giugno), un’amore `nato in trattoria´ racconta e svela d’aver letto solo un libro per intero: `L’ultima stagione´ di Phil Jackson: «il più grande allenatore della storia dell’NBA, ha allenato Michael Jordan ma soprattutto Kobe Bryant,genio e sregolatezza. L’allenatore perfetto se fosse stato di calcio, psicologo, motivatore, riflessivo».

Il «terrone ignorante», come si definisce lui, ha una sua classe innata anche fuori dal campo.

E ogni riga è una scoperta.


Seguiranno le vittorie con l'Atalanta a bergamo (2-0), a siena per 2-1, a Firenze per 2-0...Cassano rientrerà in occasione della 27.a Sampdoria-Lazio 2-1:
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] CASSANO SARA' L'UOMO IN PIU' - "Sicuramente Antonio potrà risultare il nostro valore aggiunto", sottolinea Delneri, felicissimo per la vittoria. "Ha capito di non essersi comportato bene nei confronti del gruppo e si è messo a disposizione. Ci siamo chiariti e capiti. Adesso non è ancora al massimo ma quando avrà ritrovato la forma potrà fare la differenza". Del Neri non vuole parlare di Champions: "Non mettiamoci pressioni addosso. Noi vogliamo andare avanti domenica dopo domenica senza fissarci traguardi. Sono certo che se mostreremo la stessa mentalità e la stessa forza, anche nel ribaltare i risultati, ci prenderemo grandi soddisfazioni". Tra le altre note liete, il gol di Guberti, arrivato grazie a un bolide da fuoriarea su tocco di Palombo su calcio piazzato. "Loro avevano molti centimetri in area di rigore, e quindi abbiamo cercato una soluzione diversa. Sono molto contento, perché Stefano aveva bisogno di questo. Ci aveva già provato con la Fiorentina. Evidentemente - conclude - ce l'ha nel Dna. Adesso deve trovare continuità".


LA VERITA’ STA NEL MEZZO
di Maurizio Michieli

Poche storie, senza Cassano si vince. Poche storie, senza Cassano il gioco non c’è. Poche storie, io tifo per la Sampdoria e basta. Sono, più o meno, i tre tipi di commento che sento e leggo di questi tempi da parte dei tifosi blucerchiati. Tutti comprensibili, tutti legittimi. Fermo restando che il più bello resta l’ultimo. Non per cavarmi d’impaccio, ma penso che la verità stia nel mezzo. Allora, è incontrovertibile che con quella di Siena le vittorie consecutive della Samp siano salite a tre e tutte senza Fantantonio in campo. Che comunque c’era anche nelle quattro iniziali del campionato. Così come è un dato di fatto che la manovra non è che sia tornata scintillante e anche al “Franchi” tutto sommato è andata bene, di fronte a un avversario che era sì all’ultima spiaggia e si giocava la permanenza in serie A ma che se sinora ha raccolto appena tredici punti un motivo ci sarà. Tuttavia, da Udine la scossa c’è stata. E’ come se il gruppo, che si era appiattito su Cassano, abbia reagito e tutti abbiano dato qualcosa di più sul piano tecnico, caratteriale e delle responsabilità. Poi non esiste controprova che con Cassano non sarebbero arrivati gli stessi risultati. Ma Pozzi (due gol e un rigore procurato) ha fatto e sta facendo bene. Come vedete, è un dedalo di contraddizioni, di paradossi, in cui si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto. Ma non sarebbe serio, allora proviamo a dire che adesso Del Neri, dopo l’imbarazzo iniziale, ha fatto capire chiaramente il perché dell’esclusione di Cassano: non un fatto tecnico (contraddizione in termini) ma di rispetto. Verso di lui e verso i compagni, che non a caso parlano di gruppo in ogni intervista. Quindi, un segnale andava dato e il tecnico se ne è reso protagonista. Quando avevo titolato “Il fallimento di Del Neri” (e non lo rinnego) era perché ritenevo inconcepibile che un allenatore assistesse inerte e inerme alla discesa agli inferi da parte di una squadra che, a differenza di molti che scrivono qui e altrove, giudicavo complessivamente buona, non da figuracce insomma. Ecco, ora la Sampdoria, con questa sfilza di successi, ha ritrovato la sua giusta dimenzione di classifica: sicuramente dietro a Inter, Milan, Roma e (forse) Napoli, ma in lotta con Palermo, Genoa, Fiorentina (distratta dalla Champions e priva di Mutu, altrimenti sarebbe una spanna sopra), probabilmente Cagliari, mentre il Parma sembra ridimensionato. Tutto qui. Alla fine dei conti poco importa come sia stata ritrovata la dritta via che era smarrita, l’importante è averlo fatto e continuare lungo lo stesso percorso. Certo, personalmente penso che questa Sampdoria non possa prescindere alla lunga dalla qualità di Cassano e spero semmai che possa ripresentarsi un nuovo Cassano, più umile, come pretende Del Neri e magari, se il problema era questo, meno accentratore di palloni, meno prepotente nel volere catalizzare il gioco. Allora potrebbe davvero trasformarsi in una formidabile arma per il rush finale. Non so per raggiungere quale obiettivo, perché questo è un campionato equilibrato, dove una compagine come la Lazio annaspa sul fondo, con diverse sorprese, Bari in testa, con molti risultati altalenanti. Ma è fondamentale esserci, da protagonisti, non da comparse come stava succedendo. Per quanto mi riguarda, meglio se con Cassano. Ma faccio “mio” lo slogan esposto dagli oltre duemila tifosi blucerchiati a Siena: “Noi non fischiamo”. A prescindere, come direbbe Totò. Nemmeno nei momenti di maggior rabbia e delusione. Ecco perché la Sampdoria riesce sempre a risorgere, persino da un tumulto come quello delle ultime tre settimane.

da Samplace 8/2/2010

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A gennaio un'altra "brutta notizia", Claudio (Bellucci) viene ceduto al Livorno...a causa di "incomprensioni" con il mister, non entrava in campo nemmeno un secondo...

Bellucci al Livorno sino al 2011
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20 gennaio 2010 | dall’intervista di Damiano Basso sul
Claudio Bellucci da ieri è un giocatore del Livorno. A metà pomeriggio ha salutato i compagni a Bogliasco, quindi è andato a firmare il contratto con la sua nuova società fino al giugno del 2011.

Alla fine Spinelli l’ha convinta?
«È stata una scelta sofferta, ma è stata la più giusta. Ho aspettato un po’ prima di decidere, per vedere se le cose cambiavano un pochino. Ma non c’era altro da fare. Non ne faccio una questione di essere o non essere titolare. Mi sarei accontentato semplicemente di essere reso partecipe... non mi è stato concesso. Avrei voluto dimostrare ai tifosi blucerchiati che dopo l’infortunio ero tornato ad essere un giocatore vero».

Con la Samp si è lasciato bene?
«Ringrazio la società perchè mi ha dato la possibilità di scegliere. Ma così non si poteva andare avanti. Ogni giorno davo il 200 per cento in allenamento eppure nelle ultime sei o sette partite non mi ha fatto nemmeno scaldare. Voglio ringraziare Garrone e Marotta, sono stati eccezionali, tra noi c’era quasi un rapporto padre-figlio. Il presidente era emozionato quanto me. In questi casi è giusto non cambiare l’allenatore e allora cambio io».

(...)
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Altra brutta "tegola", che in seguito si rivelerà una "fortuna", l'esclusione di Castellazzi.
Il portiere Luca Castellazzi sta facendo molto bene, ma ahimè, nell'incontro esterno con il Napoli (a gennaio) si infortuna gravemente, gli accertamenti medici hanno confermato quanto si temeva e, il numero uno della Sampdoria, sarà costretto a restare ai box per circa 45 giorni. Questo il responso del dott. Mazzola, che ha diagnosticato una lesione distrattiva-contusiva del legamento collaterale mediale di secondo grado del ginocchio sinistro.

A seguito dell'infortunio quindi, la Sampdoria dovrà decidere come muoversi sul mercato per far fronte alla situazione di emergenza. Secondo alcune indiscrezioni, non sarebbe compromesso lo scambio Fiorillo-Cassano con la Reggina, mentre Beppe Marotta sarebbe alla ricerca di un affidabile sostituto di Castellazzi. L'obiettivo numero uno potrebbe essere Marco Storari, chiuso al Milan da Nelson Dida....e con il mercato di gennaio arriva con la formula del prestito (secco) Marco Storari, che contibuirà notevolmente alla cavalcata della Sampdoria verso un traguardo insperato.

Durante l'infortunio del portiere, il suo procuratore annuncia cha a fine stagione passerà all'Inter...
Il procuratore: «Castellazzi all’Inter a fine stagione»
Il Secolo XIX 27 febbraio 2010
Il portiere della Sampdoria Luca Castellazzi a fine stagione si trasferirà all’Inter dove farà da vice al brasiliano Julio Cesar. Ad annunciarlo è Silvano Martina, procuratore del portiere. «È vero, l’Inter ha preso Castellazzi dalla Samp - ha detto Martina intervistato da Telelombardia -. I contatti ci sono stati e l’affare è praticamente definito».

Sabato 3 aprile bella vittoria esterna, che convince: Chievo-Sampdoria 1-2


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Il mio commento sulla partita: Vittoria pesantissima dei nostri che centrano tre punti veramente importanti a Verona, non era assolutamente facile. Mi è piaciuta la Samp del primo tempo, eccetto l'ennesima pantomima del rigore-non rigore (nel dubbio perché l'arbitro non dovrebbe ripensarci??) subito in vantaggio, avvio bruciante, altre occasioni. Qualche errore dietro ma abbiamo tenuto. Nel secondo tempo la Samp è partita bene, loro giocavano a calci e non a calcio, ci stavano molte più ammonizioni ed espulsioni ma eccetto Morero sono stati graziati tutti, comunque la Samp è calata, anche a causa dei cambi. Dopo il 2-0 e la superiorità numerica ci siamo addormentati, complice un calo fisico, peccato che in superiorità numerica spesso subiamo gol (lo avevo previsto pure oggi) complice un pò di rilassamento per il doppio vantaggio ed abbiamo beccato un 2-1 evitabilissimo con un buco atroce di Ziegler in area su un calcio d'angolo. Poi abbiamo retto l'assalto finale, sprecando davanti, questo a lezione di chi pensava che avessimo già la testa al derby. Derby in cui ci mancherà Accardi (ma tanto non giocava) e che ora dobbiamo affrontare con uno spirito battagliero al massimo, non come all'andata.
Abbiamo trovato una bellissima sorpresa nell'uovo clivense.


La Sampdoria 2009/10 ha vinto 19 delle 37 gare disputate in serie A ed è così diventata la seconda più vittoriosa di sempre nella sua storia nel massimo campionato su girone unico. Il club genovese ha fatto meglio solo nella stagione 1990/91 (20, stagione in cui si laureò campione d’Italia), mentre altrettanto bene ha fatto nella stagione 1993/94. La formazione doriana terminail campionato quarta con 67 punti ed ha stabilito il suo nuovo primato storico in un campionato di serie A, superando i 61 punti del 2004/05. La Sampdoria non ha mai perduto una gara casalinga nella serie A 2009/10: 13 affermazioni e 6 pareggi. I blucerchiati restano imbattuti ed è la terza volta nella loro storia in serie A: in precedenza l’evento si è verificato nelle stagioni 1960/61 (14 successi e 3 pareggi) e 1989/90 (11 successi e 6 pareggi).
La Sampdoria è una delle tre squadre dell’attuale serie A a non aver perduto in casa, come anche Inter e Palermo.
La Sampdoria non perde una gara casalinga di campionato dal 18 gennaio 2009, quando il Palermo si impose 2-0; nelle successive 27 partite lo score interno blucerchiato è stato di 16 successi ed 11 pareggi.

Giampaolo Pazzini è, assieme ad Antonio Di Natale (Udinese), uno dei due calciatori più decisivi della serie A 2009/10: sono 22 i punti portati alla causa delle rispettive squadre dai loro gol decisivi.

La Samp ottiene vittorie importanti con Inter, Milan Juve e Roma. Proprio quella sulla Roma (capolista in quel momento), all'Olimpico (35.a giornata del 25/04/10) è la gara che contribuirà alla volata Champions e contribuirà notevolmente per l'assegnazione dello scudetto (all'Inter).
Mancano quattro gare alla fine, il vantaggio blucerchiato sulla quinta (il Palermo) è di due punti: mai come in questo momento un traguardo insperato a inizio stagione è stato vicino.
Roma e Samp sono le squadre che hanno fatto più punti nel girone di ritorno, dunque le più in palla: i giallorossi sono primi con 39, i doriani ne hanno 31. Le condizioni ambientali non sono favorevoli alla Samp.
La Samp è convinta, corroborata nelle proprie idee dal fatto che non ha nulla da perdere in questa sfida. Nel senso che fare zero punti a Roma è normale, mentre tutto quello che viene eventualmente in più è un grande risultato.

Alla fine dei conti, sembra che Del Neri abbia avuto ragione su parecchie cose, utilizzo del paradosso compreso. A chi gli chiedeva se la Champions non fosse un sogno, per via del calendario complicato della Samp rispetto a quello delle avversarie dirette, Del Neri due settimane fa rispose che era il migliore possibile, perché costringeva a mantenere sempre alta la tensione. «Io semmai - aggiunse - ho paura del Livorno a Marassi, alla terz’ultima giornata».

In effetti, la Samp ha fatto il passo falso casalingo contro il Cagliari, per giunta quando era in vantaggio per uno a zero, facendosi raggiungere sul pari. Forse per questo si guarda a Roma con un certo ottimismo. Nel girone di ritorno la Samp ha superato Milan, Fiorentina, Juve e Genoa e pareggiato a San Siro contro l’Inter; perso contro Bari e Parma. Il fatto di incontrare Roma, Palermo e Napoli non preoccupa Del Neri. Come per nulla preoccupato sembra anche il presidente del Palermo Zamparini: «Champions? Io credo che ci andremo noi perché il punto a Cagliari a fine stagione sarà determinante. La Samp è stata fortunata perché il Milan pensa già al futuro. Io mi auguro che anche domenica quando scenderanno in campo contro di noi i rossoneri pensino all’anno prossimo».

La Samp batte la Roma con doppietta di Pazzini al 7’ e al 40’ del st. Esultanza blucerchiata, ora il Palermo è a -2 nella corsa alla Champions. La Roma aveva chiuso in vantaggio 1-0 il primo tempo. Gol di Totti al 15’ su assist di Vucinic

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Nella 36.a giornata la Sampdoria batte il Livorno per 2-0 (reti di Cassano 5' nel pt e Ziegler 39' nel st )
"Che i sogni diventino realtà": così recitava uno striscione sugli spalti del Ferraris e la Samp compie un altro passo importante verso quel sogno chiamato Champions League. Nella partita più temuta, almeno a parole, da Gigi Delneri, i blucerchiati soffrono ma portano a casa tre punti pesanti, che consentono loro di mantenere il Palermo a due punti di distanza a una settimana dallo scontro diretto del Renzo Barbera.

La penultima giornata di campionato (37.a) pone di fronte Palermo e Sampdoria, entrambe in corsa per un sogno...all’appuntamento arrivano due squadre brillanti con colori brillanti e sorrisi brillanti. La Sampdoria non aveva mai fatto così bene come in questa stagione da quando è tornata in serie A. Il Palermo non aveva mai fatto così bene e basta: mai 17 vittorie in A, record di punti battuto, a un passo dal diventare il più vittorioso in casa, mancano tre gol al record assoluto in campionato.

Palermo-Sampdoria 1-1
La Champions è a un passo

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09 maggio 2010
La Sampdoria pareggia a Palermo ed è a un passo dalla Champions League. La sfida-spareggio per il quarto posto finisce 1-1: al Barbera, i blucerchiati passano in vantaggio in avvio di ripresa grazie a un rigore trasformato da Pazzini; il Palermo risponde sempre dagli 11 metri con Miccoli, ma nell’acceso finale non riesce a trovare il gol del possibile sorpasso. I giochi, insomma, ormai sembrano fatti: la Sampdoria resta a +2 sui rosanero quando manca una sola giornata alla fine.

Dopo un primo tempo equilibrato, la sfida s’accende in avvio di ripresa, quando Sirigu è costretto al fallo da rigore per fermare Mannini lanciato a rete. È il 53’: Rosetti fischia il penalty e Pazzini dagli 11 metri non sbaglia l’1-0. Delio Rossi corre subito ai ripari, richiama in panchina Cavani, impreciso sottoporta soprattutto nel primo tempo, e dà fiducia al giovane Hernandez.

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La Samp va vicinissima al raddoppio in contropiede al 59’: Cassano, servito da Pazzini, prova a scavalcare Sirigu con un morbido “lob”, ma il portiere non si fa sorprendere e tiene in partita il Palermo. E al 67’ i rosanero ristabiliscono la parità ancora dagli 11 metri: Zauri abbatte Miccoli con una spallata, Rosetti concede il rigore e il fantasista rosanero trasforma.

L’1-1 riaccende le speranze del Palermo ed esalta Miccoli, che, nonostante un problema muscolare accusato proprio subito dopo il rigore, è ancora pericoloso al 71’ con un sinistro che Storari devia in calcio d’angolo. Il numero 10 del Palermo stringe i denti sino al 79’, poi è costretto a lasciare il posto a Budan fra gli applausi scroscianti del Barbera.

Nel finale, Del Neri sostituisce uno stremato Pazzini per Pozzi. Il Palermo spinge a testa bassa e all’84’ si dispera per l’errore di Budan: Storari respinge la conclusione potente da fuori di Pastore, l’attaccante a porta vuota sbaglia il tap-in di testa. Le speranze del Palermo si spengono definitivamente al’89’, quando Hernandez scatta in velocità e supera anche Storari prima di essere fermato per fuorigioco da Rosetti.

Nel recupero, la Samp non rischia più niente: la Champions ora è davvero vicina.

L'ultima partita di campionato decide tutto...se sarà Europa League o Champions League, la gara è Sampdoria-Napoli (il Palermo affronta l'Atalanta, già matematicamente retrocessa a Bergamo).
Il mister del Napoli è Mazzarri (il nostro ex):

Mazzarri promette battaglia
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16 maggio 2010
La chiusura è vagamente minacciosa. Anzi, minacciosa e basta: «L’anno scorso, nel finale di stagione, affrontammo la Reggina, una mia ex squadra, che cercava punti per la salvezza. Vincemmo 5-0. I tifosi sampdoriani sanno come vedo il calcio io. Mi dispiacque molto a livello personale, per la Reggina. Ma io credo che si debba fare il meglio per la società per cui lavori». Walter Mazzarri, ex allenatore della Sampdoria, tecnico del Napoli oggi sulla strada dei blucerchiati, lo dice a chi gli chiede delle raccomandazioni di Zamparini al massimo impegno.

Castelvolturno, ore 12 dell’ultima vigilia di campionato. La base del Napoli è un’oasi: un campo di calcio incastonato all’interno di un green a 18 buche, un Holiday Inn, dove il Ciuccio fa i ritiri interni e una sede con le gigantografie di Ciro, Ruud e Diego Armando, che di cognome naturalmente fanno Ferrara, Krol e Maradona. A poche centinaia di metri, montagne di spazzatura.

Nell’oasi si parla di calcio e di come il Napoli affronterà quella che, normalmente, sarebbe considerata una festa annunciata. Ma Mazzarri è un ex. Non col dente avvelenato, ma con l’orgoglio di dimostrare qualcosa. Sorride e, qualche volta, punge. Come quando parla della Sampdoria di oggi: «Una squadra rivelazione, una bella squadra, allestita bene». E di ieri l’altro, la sua del secondo anno: «Quello migliore, secondo me. Battemmo il Siviglia, arrivammo in finale di Coppa Italia e non portammo il trofeo per un rigore. E con una squadra allestita come voi sapete». Cioè, come? «Vennero fatte scelte di mercato di un certo tipo, dovendo giocare su tre fronti. Eppure facemmo bene, per me addirittura meglio del primo anno, quando fummo sesti toccando, in certi momenti, anche noi la zona Champions».

Rimpianti? «No, sono contento di essere qui e di lavorare con le persone con cui lavoro. E poi io guardo avanti, non indietro. A Genova ho avuto un bel rapporto, anche con la tifoseria. E con la società, i giocatori. Un po’ di emozione ci sarà quando entrerò in campo, poi penserò a far bene il mio lavoro». Altra puntualizzazione: «Se faccio due conti, da quando sono arrivato qui, abbiamo fatto quattro punti più della Sampdoria».

Il Napoli che arriva a Genova sarà acciaccato e incompleto. Lo sottolinea proprio Mazzarri. Che però avverte: «Noi abbiamo perso solo due partite in trasferta, quattro in tutto».

Pazzo-gol, Samp Champions
La favola Sampdoria si chiude con il lieto fine. I blucerchiati battono 1-0 il Napoli, grazie al 19° gol di Pazzini in campionato, e conquistano con il quarto posto il prossimo preliminare di Champions League. È la prima qualificazione in Champions della storia, di un club che comunque ha giocato la finale di Coppa Campioni del 1992. Allora incantavano Vialli e Mancini, oggi Marassi si esalta, ebbro di gioia, per le giocate di Cassano e Pazzini. Rispettivamente scelti e schierati da Marotta e Delneri, che sembrano arrivati al capolinea a Genova, ma questa è un'altra storia, che avrà molto probabilmente le tinte bianconere della Juventus. Ma la storia d'attualità è quella di un pomeriggio di sole al Ferraris dove la Samp fa una fatica enorme a piegare un Napoli che se la gioca per 90', onorando lo sport e facendo venire il crepacuore ai tifosi blucerchiati. Ma il traguardo è ancora più bello se raggiunto dopo tante sofferenze, grazie alle parate di un super Storari, che nega la gioia del gol a un Quagliarella scatenato per convincere Lippi a portarlo in Sudafrica. Ma la Sampdoria vince, e non ha bisogno nemmeno di aggrapparsi al risultato positivo dell'Atalanta contro il Palermo antagonista in chiave Europa, che sfuma nel recupero, quando i rosanero passano su rigore. È fatta, è Champions, e alzi la mano chi l'avrebbe immaginato a inizio stagione.

Il Pazzo stende il Napoli (1-0): è GODURIA CHAMPIONS
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16.05.2010
In un “Ferrraris” completamente sold – out, la Sampdoria è consapevole di trovarsi dinanzi ad un bivio, conquistare un obiettivo inaspettato ad inizio campionato, oppure “accontentarsi” dell’Europa League, diventata piccola piccola dinanzi all’incredibile delusione di vedersi sfuggire l’Europa che conta di più all’ultima curva.

Siamo padroni del proprio destino, qualsiasi cosa succeda a Bergamo. Del Neri conferma l’11 titolare, Zauri è recuperato in difesa, Tissone e Mannini sono ancora preferiti a Poli e Guberti. Sull’altro fronte Mazzarri deve rinunciare allo squalificato Lavezzi e agli infortunati Gargano, Hamsik e Campagnaro.

Partiamo subito con il piede sull’acceleratore, non passa nemmeno un minuto che Fantantonio fa il diavolo a quattro sulla destra, traversone per Mannini, anticipato di petto da Grava. Al di là di un diagonale di Quagliarella terminato sul fondo, c’è solo la Sampdoria in campo, trascinata dal genio barese, alla continua ricerca di palloni giocabili per estrarre giochi di prestigio dal proprio cilindro. Tra il 15’ e il 25’ il fantasista blucerchiato è lesto a defilarsi, senza dare punti di riferimento alla retroguardia partenopea: dopo un salvataggio di Maggio su Mannini, il n°99 blucerchiato tenta la soluzione personale, ma De Sanctis fa buona guardia sul diagonale operato dall’out sinistro.

Il Napoli, nonostante le numerose assenze, non sta a guardare, è ben messo in campo, lotta su ogni pallone, altro che avversario demotivato per la qualificazione all’Europa League conquistata domenica scorsa. Talvolta sembra la partita della vita per i partenopei, vicinissimi al pareggio al 34’, quando Storari compie il primo miracolo della giornata, dicendo di no all’angolatissimo colpo di testa di Quagliarella sullo sviluppo di un corner dalla destra.

Il caldo, la fretta di sbloccare una partita ancora più difficile del previsto, il concomitante vantaggio del Palermo a Bergamo si aggiungono alla lista degli elementi a nostro sfavore: Cassano e Pazzini sono spesso destinatari di una doppia marcatura, a centrocampo Palombo e Tissone faticano a far girare palla, le corsie esterne sono ben presidiate, si soffre, ma si sapeva.

Dopo il break le compagini ritornano in campo con i medesimi effettivi, ma la Sampdoria mette in campo un altro spirito, cercando subito il vantaggio, ma Tissone, da fuori, non trova il bersaglio grosso. La Gradinata Sud non smette mai d’incitare in maniera costante e appassionata la squadra, in difficoltà psicologica. Fortunatamente la notizia del momentaneo pareggio dell’Atalanta ridà nuova linfa ai ragazzi, che si rigettano in avanti, gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Al minuto 51, si scrive una nuova pagina di storia blucerchiata, storia genovese, storia italiana, storia europea: Santacroce affonda Semioli sull’out destro, punizione tesa battuta da Ziegler, Pazzini va in cielo, colpisce di testa e gonfia la rete, è l’apoteosi, il “Ferraris” esplode, ma non è ancora finita, c’è ancora tempo per soffrire.

Del Neri sostituisce l’esausto Semioli, gettando nella mischia Guberti, ma i suoi ragazzi, come recentemente accaduto, subiscono il ritorno dell’avversario una volta passato in svantaggio e faticano ad alzare nuovamente il proprio baricentro: San Storari salva la baracca respingendo di piede la rasoiata di Quagliarella, bravo ad eludere la marcatura di Zauri, e negando la gioia del goal a Dossena, autore di una conclusione di prima intenzione su una palla a spiovere. Mazzarri non ci sta ad uscire sconfitto e si gioca tutte le carte offensive rimaste, dando fiducia ad Hoffer e Bogliacino.

Nel finale c’è tempo per regalare la standing – ovation a Cassano, sostituito da Pozzi, per perdere qualche anno di vita sul retropassaggio di testa di Lucchini che rischia di tramutarsi, come accaduto a Verona, in una possibile autorete in concomitanza dell’uscita di Storari, e protestare per un ingiusto offside sbandierato ai danni di Pazzini lanciato a rete. In pieno recupero il Palermo riuscirà a sbancare Bergamo, ma nessuno a Genova se ne è accorto e si è preso la briga di interessarsene più: Rizzoli dice che è finita qua, Sampdoria batte Napoli per 1-0, ci qualifichiamo ai preliminari di Champions League, tutti gli altri non possono più darci fastidio.






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Garrone: «Il giorno più bello della mia vita» Marotta: «Momenti straordinari»
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16 maggio 2010
«È il giorno più bello, andiamo nella grande Europa...». Riccardo Garrone si gode il capolavoro della sua Sampdoria, è in campo a far festa con i suoi ragazzi e ai microfoni di Sky Sport può sfogare tutta la sua gioia. «È stato un campionato iniziato bene, poi c’è stato un periodo grigio, poi la squadra ha dimostrato di essere grande, anche grazie a questa splendida tifoseria che c’è stata sempre vicina».

È il giorno della festa, ma anche degli addii, sicuro quello di Beppe Marotta, probabile quello di Gigi Del Neri. «Ci sono queste novità - conferma Garrone -, ma l’altro giorno ho parlato con i ragazzi che sentivano tv della partenza di Marotta e così via. Ho detto loro che mi è successo molte volte di cambiare il numero 2, l’amministratore delegato della mia azienda e dopo è sempre andata meglio».

«Nella storia della mia azienda (la Erg) - ha spiegato Garrone - ho mandato via sei amministratori delegati ed ogni volta è andata meglio».

Garrone ha fatto anche un accenno sul futuro: «Pazzini? Non se ne parla neppure». C’è chi dice che tra i giocatori sia stato stretto nelle scorse settimane una sorta di patto: se arriva la Champions nessuno se ne andrà. E a giudicare dalle parole di Garrone, il patto sarà rispettato.

Parole dolci e non banali anche per Antonio Cassano. «È un ragazzo straordinario, vivace e a volte non molto educato, ma rispetto al Cassano di Roma e di Madrid è molto maturato, è un grande uomo e si è visto oggi il modo in cui ha messo gambe e cuore per la squadra».

Beppe Marotta fa festa con la squadra e i suoi ragazzi, se la gode fino in fondo anche perché quello di oggi è l’ultimo giorno da amministratore delegato blucerchiato. «Intanto - spiega ai microfoni di Sky Sport - voglio vivere questi momenti particolari che per me sono straordinari. È merito dei ragazzi, dell’allenatore e della società, domani affronteremo tutto con un altro spirito, ma queste sono pagine indimenticabili per me, è il giorno più bello, perché ho iniziato dalla gavetta e la Champions è il traguardo massimo per chi fa il mio lavoro».

E adesso? Marotta non conferma e non smentisce, ma Garrone ha già ufficializzato il suo addio, andrà alla Juventus e ad aspettarlo c’è una sfida difficilissima. «Nella vita, per chi ama il lavoro per come lo amo io, sono solo sfide nuove - spiega Marotta -, non ci sono grandi obiettivi senza il sudore e il lavoro».



ALLA FACCIA DEI MUGUGNI
ALLA FACCIA DI CHI, ALL'INIZIO,

NON AVREBBE SCOMMESSO SU DI NOI
ALLA FACCIA DI CHI NON CI HA CREDUTO

ALLA FACCIA DI CHI CI CREDEVA UN FUOCO FATUO
ALLA FACCIA DI CHI, FINO ALLA FINE, HA TENTATO DI METTERE ZIZZANIA


PER CHI CI HA CREDUTO
PER CHI HA PIANTO CON LEI, E PER LEI

PER CHI NON L'HA MAI ABBANDONATA
PER CHI HA SOGNATO

PER CHI STA GODENDO
PER CHI, SEMPLICEMENTE, LA AMA



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Ultima modifica di Homer il Sab Mag 29, 2010 2:42 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Sab Mag 29, 2010 1:23 pm    Oggetto:  
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A fine campionato lasceranno la Sampdoria il dg Giuseppe Marotta ed il tecnico Luigi Delneri, entrambe assunti dalla Juventus.

Marotta aveva un contratto che lo legava alla sampdoria fino al 30 giugno 2011 (firmato nel 2008). Mentre Delneri aveva un contratto annuale...comunque grazie ad entrambe! E auguri di buona fortuna!

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:21 pm    Oggetto:  
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La società affida la squadra a mister Di Carlo.
Il nuovo Direttore Generale è Sergio Gasparin (Udinese), Direttore Sportivo Doriano Tosi.

La Samp riparte da Gasparin e Tosi
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17 maggio 2010
La Sampdoria riparte da Sergio Gasparin e Doriano Tosi. È ufficiale il cambio al vertice dei quadri dirigenziali di Corte Lambruschini. Dopo otto lunghi ed intensi anni Giuseppe Marotta lascia la Samp -recita una nota della società blucerchiata-, come anche il Coordinatore Osservatori Fabio Paratici.

Arrivano in blucerchiato Sergio Gasparin, nel ruolo di Direttore Generale della Sampdoria e Doriano Tosi in qualità di Direttore Sportivo. Giovedì 20 e venerdì 21 maggio i due nuovi quadri dirigenziali verranno presentati alla stampa. «La Società intende ringraziare il sig. Giuseppe Marotta e il sig. Fabio Paratici per la professionalità dimostrata in questi straordinari anni ed augura a tutti loro le migliori fortune umane e professionali per il prosieguo della loro carriera».

LA GIORNATA
La Genova blucerchiata si è svegliata ancora ebbra di felicità per l’impresa della Sampdoria. La festa iniziata al triplice fischio è andata avanti sino a tarda notte nel centro cittadino e non solo, con la sorpresa dei fuochi artificiali a mezzanotte. Il pullman scoperto, che ha ospitato la squadra accompagnata da due ali di folla sino alla centralissima De Ferrari, ha impiegato più di un’ora per percorrere poco più di un chilometro tanto era l’entusiasmo per un risultato incredibile, al quale nessuno a Natale avrebbe mai creduto.

Ma il giorno dopo la vittoria sul Napoli che ha sancito la conquista del quarto posto e la qualificazione al turno preliminare di Champions League, per la società blucerchiata è già il momento di guardare avanti. Perché la Sampdoria adesso volta pagina. Quella di ieri è stata la partita degli addii. Prima solo sussurrati, da oggi ufficiali.

Lasciano la società l’ex amministratore delegato Beppe Marotta, il capo degli osservatori Fabio Paratici e l’allenatore Gigi Del Neri. Tutti sono stati salutati attraverso le pagine del sito della società che ha voluto fare loro un augurio per la nuova avventura che intraprenderanno a Torino, sponda Juventus. Partenze ormai attese, tanto che sempre in giornata sono già stati comunicati i nomi dei nuovi dirigenti che dovranno occuparsi della squadra 2010/2011.

Il direttore generale sarà Sergio Gasparin, dimessosi oggi dalla carica che ricopriva all’Udinese e che, già al Venezia, aveva sostituito proprio Marotta. Il ruolo di direttore sportivo è stato affidato invece a Doriano Tosi, ex dirigente del Modena. Entrambi saranno presentati questa settimana: giovedì Gasparin, venerdì Tosi. Domani potrebbe anche essere il giorno del nuovo allenatore. In pole position c’è Domenico Di Carlo, protagonista di due grandi stagioni al Chievo, ben conosciuto da Gasparin, che lo ha avuto come giocatore all’epoca del Vicenza dei miracoli.

Di Carlo, il cui contratto a Verona scadrà il 30 giugno, prima di dire sì alla Sampdoria dovrà però parlare con il suo attuale presidente Campedelli, incontro che dovrebbe tenersi domani in mattinata. A questo punto assume grande rilevanza la conferenza stampa indetta per domani pomeriggio dal presidente Riccardo Garrone che potrebbe anche annunciare il nuovo allenatore ma soprattutto fornirà la sua versione sulle ultime incredibili settimane.

La velocità nel riorganizzarsi dimostra come la Sampdoria non si sia fatta trovare impreparata e abbia tutte le intenzioni di prendere sul serio la nuova avventura europea. Il turno preliminare di Champions League si giocherà tra il 16 ed il 24 di agosto, quindi anche la preparazione estiva dovrà essere anticipata.

Molti i movimenti di mercato attesi per una squadra che dovrà essere rinforzata in alcuni reparti, non fosse altro per la partenza di pedine importanti attualmente in prestito (in primis il portiere Storari) o in comproprietà.
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Di Carlo è della Samp
E parla da doriano

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26 maggio 2010
Domenico Di Carlo è da stasera il nuovo allenatore della Sampdoria. In giornata si era dimesso dal Chievo, dove aveva un contratto fino al 30 giugno, per cominciare a pensare da sampdoriano. A Genova è legato da un contratto di due anni.

«Volevo restare - ha detto oggi nella sua ultima conferenza stampa a Verona - ma quando ti offrono i preliminari di Champions non puoi dire di no». «Quella blucerchiata è un’offerta che non potevo rifiutare - dice - So di raccogliere un’eredità importante da Del Neri, ma le responsabilità non mi spaventano. Tra poco inizierò ad allenare la Sampdoria, aspettiamo l’ufficializzazione. A Genova verranno Murgita e Brignardello, mentre il preparatore dei portieri Filippi sta valutando altre offerte. Di Carlo parla anche di Cassano. «Per me non rappresenterà mai un problema, lo sarà semmai per chi lo deve affrontare».

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Gasparin presenta Di Carlo

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28 maggio 2010
La Sampdoria ha mantenuto la parola data. E i pensieri del diggì Sergio Gasparin, ieri mattina, sono partiti proprio da questa sottolineatura: «La settimana scorsa avevo detto che entro sette giorni avremmo annunciato il nome del nuovo tecnico. E in realtà oltre ad annunciarlo siamo qui a presentarlo: Domenico Di Carlo, o meglio Mimmo per tutti quelli che hanno un rapporto confidenziale con lui. Nel primo incontro con la stampa avevo anche dichiarato che al di là dei propositi e delle persone, la cosa che mi piace e mi conquista di più sono i fatti concreti che ti danno risposte rispetto a intendimenti e promesse. Eccoli: l’allenatore è qui».

Gasparin ha quindi ricordato i suoi rapporti con il nuovo tecnico della Samp: «Con Di Carlo è una conoscenza che risale ai tempi del Vicenza per quanto riguarda la sua attività professionale di calciatore. Lo prelevammo dal Palermo e poi compì assieme a squadra e società quella magica cavalcata dalla serie C alla A, con la vittoria in coppa Italia e la semifinale di Coppa delle Coppe in casa del Chelsea, a Stamford Bridge. Era un giocatore che aveva i contenuti che oggi rispecchiano il suo modo di essere allenatore: questa grande determinazione, questa applicazione, questo lavorare continuo nel migliorare e migliorarsi. Racconto un aneddoto significativo da questo punto di vista. Quando quella squadra venne promossa in serie B, lui non era sicuramente tra i giocatori più bravi, attrezzati e capaci dal punto di vista tecnico, ma a distanza di tre anni, quando andammo in serie A, al termine del girone di andata fu eletto miglior giocatore della serie A dagli allenatori e dai capitani delle altre squadre. Si è migliorato con il lavoro, con l’abnegazione, con l’impegno e con l’applicazione. E credo che questo carattere se lo porti dietro anche adesso, nel suo bagaglio da allenatore. Preciso però che la scelta della Sampdoria, della Sampdoria tutta, sul Di Carlo allenatore è stata basata su altri fattori: i risultati, le esperienze fatte, sul gioco espresso dalle sue precedenti squadre, sul rapporto che ha con i giocatori che giocano e anche con quelli che non giocano. La disamina fatta con il presidente Garrone e con il cda è stata quella sul Di Carlo allenatore».

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:24 pm    Oggetto:  
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Ritiroestivo, sempre a Moena...

La Sampdoria sta partendo per Moena col nuovo
pullman di lusso appena comprato.


Il pullman è un Irizar Scania extra lusso ed era stato mostrato ai tifosi in Piazza De Ferrari il 3 giugno. Come riportato nel sito sampdoria.it, il veicolo è una specie di limusine fornita di ogni comfort, da un salotto per sei persone, alle quattro poltrone per i giocatori infortunati, ai televisori, per arrivare alle postazioni multimediali di connessione a internet. Anche le poltrone sono fatte in maniera diversa dal comune, in quanto sono più confortevoli e più distanti l' una dall' altra. Il pullman è lungo dodici metri, dodici metri colorati di un blu fiammante, con tanto di stemma col baciccia che compare in bella mostra. Il pullman è un 440 cavalli, ed ha un motore Euro V in perfetta linea con le normative ambientali.

Insomma, per dirla come i tecnici del gruppo Stat che hanno creato questo pullman, per una squadra da Champions ci vuole un pullman da Champions.

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Gasparin con la signora Luigina Volpi

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:25 pm    Oggetto:  
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Samp, ecco le nuove maglie
Torna quella con la diagonale

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03 luglio 2010 | P.Giamp.
Presentate ieri mattina, nel palazzo della Borsa di Genova, le nuove maglie blucerchiate per la stagione 2010/2011. Le novità: colletto e bordini bianchi per la prima casacca, banda diagonale per la maglietta bianca da trasferta, terza maglia non più nera come negli ultimi anni ma blu definito “Dundee”. Il portiere resta in verde piuttosto flash.

La Sampdoria cambia e per marcare la novità organizza una sfilata («è la prima volta che assisto a un defilé nella mia vita» dirà il presidente doriano Garrone) con modelle e modelli in passerella.

La sorpresa maggiore è per la seconda divisa, bianca ma con fascia diagonale. Un ritorno che i tifosi non potranno non apprezzare dato il risultato estetico indubbiamente accattivante. «Ma non vi dico - ha spiegato Raul Pinacci, responsabile marketing della Robe di Kappa - le discussioni sulla posizione della riga rossa. Perché un conto è quando la fascia è orizzontale, ma se diventa diagonale... Abbiamo fatto notte».

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Estetica: un concetto espresso un po’ da tutti, Garrone, Gasparin, Pinacci e anche Bruno Pizzul, che ha prestato voce (e presenza) per raccontare l’evoluzione dalla maglia della scorsa a quella di oggi. «La maglia della Sampdoria è la più bella del mondo». Pinacci ha aggiunto, da tecnico del settore, che lavorare con una maglia già bella di suo, è molto più difficile. «Bisogna stare molto attenti, fare più che altro i cesellatori».

Un po’ di perplessità (già diffusa ieri dai tifosi attraverso i siti Internet) era sul logo della Kappa, un po’ grosso sulle spalle. Bisogna fare in merito alcune precisazioni. Intanto la grandezza del logo deriva da una trattativa anche a colpi di ricorsi legali che alcune aziende tra cui la Kappa hanno vinto nei confronti di una società che “debordava” con il proprio logo sulle casacche dei giocatori. La grandezza del logo Kappa è dunque quello stabilito da una precisa normativa.

La Sampdoria ha chiesto e ottenuto, attraverso il responsabile del marketing Marco Caroli, che sulla prima maglia il logo fosse mantenuto di dimensioni ridotte rispetto a quello che campeggia sulle divise blu notte (che sarà utilizzata spesso per le serate di coppa) e su quella bianca da trasferta con fascia diagonale.

Rispetto alla precedente stagione la prima maglia della Sampdoria cambia comunque pochissimo: il colletto e i bordini delle maniche bianchi e niente altro. La Sampdoria e la Kappa si aspettano molto dalla divisa bianca in termine di vendite e quindi di incassi al Sampdoria Point (che come ogni anno sarà operativo anche a Moena nei pressi del campo d’allenamento intitolato a Cesare Benatti). Non è stata nemmeno presa in considerazione, invece, l’ipotesi di riproporre i calzettoni a strisce. Furono presentati due stagioni fa e presto ritirati, dati i risultati poco soddisfacenti. A molti venne in mente la stagione disastrosa che portò alla serie B e i calzettoni tornarono velocemente nei magazzini.


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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:31 pm    Oggetto:  
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Come al solito in molti "mugugnano" per lo "scarno" mercato...
La dirigenza non si sta comportando male vista e considerata la sua notoria "parsimonia": la squadra è stata quasi tutta riconfermata (peccato veramente solo per Storari) e sono di ritorno ottimi giovani che si sono fatti le ossa.
Il ragionamento che dovremmo fare è questo: ipotizziamo di passare i preliminari, nella fase a gironi il nostro obiettivo massimo è quello di arrivare 3° e finire in Coppa Uefa (considerando che se ci va bene saremmo in 3^ fascia, e che guardando le altre fasce se ci va bene prenderemmo Arsenal e Lione, è impensabile pensare di passare il girone); questa rosa va valutata in quest'ottica...Numericamente e qualitativamente, è in grado di reggere tripli impegni? Sì, abbiamo un rincalzo per ruolo (tranne il terzino destro e l'ala che per bocca della società arriveranno) e in quasi tutti il rincalzo è adatto...Per chiarire, l'11 che potrebbe scendere in campo prima o dopo una partita di Coppa è: Fiorillo Cacciatore Rossini Volta Accardi Mannini Tissone Dessena Koman Pozzi Marilungo...
L'altra domanda da farsi è, questa squadra qualitativamente è in grado di giocare la Coppa Uefa? Considerando la nostra rosa nell'ultima nostra
partecipazione sì...Punto.
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Lippi, dopo un mondiale penoso, torna a casa, il nuovo mister, Prandelli, convoca Cassano e lo prova in amichevole.

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18 maggio 2010
La Sampdoria contro la storia del calcio. Se si esclude lo Zenit, che fa parte della nouvelle vague del pallone, Siviglia, Ajax, Werder Brema e Tottenham sono formazioni che da sempre frequentano i salotti buoni d’Europa. Queste le “big”, senza escludere la possibilità di incontrare altre avversarie ostiche come Fenerbahce o Dinamo Kiev. Loro, in caso di qualificazione dal terzo turno potrebbero sfidare i blucerchiati, nel playoff che conduce al torneo a gironi

Ma tra le cinque possibili big gli iberici del Siviglia sono quelli che sarebbe meglio tenere lontani da Genova. E’ vero che hanno ottenuto la qualificazione sul filo del rasoio grazie a un gol al 93’ del “canterano” Rodri contro l’Almeria, ma, ironia della sorte, l’arrivo dell’ex sampdoriano Stankevicius ha prodotto un effetto domino in positivo, permettendo al tecnico Antonio Alvarez (ad interim dopo l’esonero di Manolo Jimenez) di scalare il geometrico Adriano Correia in mezzo al campo a fianco del play ivoriano Zokora. I pericoli maggiori arrivano dal tandem offensivo Kanoute-Luis Fabiano, tra i più temibili della Liga. I maligni sostengono che il Werder Brema proponga un calcio più redditizio dopo la cessione di Diego alla Juventus. In realtà la squadra che Thomas Schaaf guida ormai ininterrottamente da undici stagioni è solo più solida e quadrata. I tedeschi sono l’immagine allo specchio del loro allenatore, un ex mastino armato di clava. La tenuta atletica è il fiore all’occhiello di un gruppo che ruota attorno al turco naturalizzato Mesut Ozil. Cresciuto all’ombra di Diego, è esploso proprio quando il brasiliano ha fatto le valigie per Torino. Frings e Borowski sulla mediana, ma soprattutto Mertesacker nel cuore della difesa, srotolano un filo spinato difficilmente oltrepassabile. Lo Zenit è guidato da una vecchia conoscenza dei blucerchiati, quel Luciano Spalletti che alla Samp visse il periodo più nero della sua carriera. A San Pietroburgo il tecnico di Certaldo è partito col piede giusto: ha vinto la coppa nazionale contro il modesto Sibir Novosibirsk e guida dopo undici giornate la classifica della “Rosgosstrakh Championship”. Da tenere d’occhio la verve offensiva del lusitano Danny, risorto dopo stagioni interlocutorie a Lisbona e Mosca, e i centrocampisti Roman Shirokov e Vladimir Bystrov, che partendo dalla distanza sanno fare male. Il recente acquisto del serbo Danko Lazovic dal Psv Eindhoven è il classico valore aggiunto. Non avrebbe quasi bisogno di presentazioni il Tottenham. Il blasone parla a favore dei londinesi che hanno ottenuto la qualificazione a spese del City di Mancini. Difficile trovare un punto debole nella pattuglia di Redknapp che può contare su un laterale di difesa come Gareth Bale (apprezzato dal Milan), sulla fantasia di Modric, sui gol di Crouch e Defoe e sull’imprevedibilità di Corluka, Jenas e Kranjcar. L’unica nota stonata è il portiere brasiliano Heurelho Gomes, autore di topiche clamorose che comunque non l’hanno ostacolato nella corsa alla maglia di vice Julio Cesar per il Sudafrica.

Lui si giustifica affermando di essere poco amato perché sprovvisto di physique du role.

L’Ajax è la storia del calcio europeo e le quattro Champions conquistate sono il marchio di nobiltà dei lancieri, un po’ caduti in disgrazia dopo i fasti della gestione Van Gaal.

La parziale resurrezione, nonostante un titolo che in Arena Boulevard non vedono da sei anni, è in controtendenza per chi sforna giovani a getto continuo.

Gli innesti di giocatori esperti come il centravanti serbo Pantelic, pescato dall’Hertha Berlino, e il compagno di reparto Luis Alberto Suarez, uruguagio prelevato dal Groningen, sono stati provvidenziali. Insieme hanno messo a segno 51 gol in Eredivisie.

Pantelic rimarrà ad Amsterdam, mentre per Suarez si è aperta una vera e propria asta con Valencia e Manchester United in prima fila.

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:33 pm    Oggetto:  
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Samp, roulette Champions

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Oggi a Nyon, i sorteggi dei playoff di Champions League (con la Sampdoria) ed Europa League (con Palermo, Napoli e Juventus). I giocatori blucerchiati: «Sono tutte forti». Ma la speranza è di evitare il Tottenham.
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06 agosto 2010
Tottenham, Siviglia, Zenit, Ajax, Werder. Oppure: Ajax, Zenit, Siviglia, Tottenham, Werder. Oppure: Werder, Zenit... così oppure così, una serie dopo l’altra, per tutto il pomeriggio, dentro la testa dei giocatori della Sampdoria. Oggi, attorno alle 12.30 a Nyon, Svizzera, ci sarà il sorteggio del playoff. E lì la Samp, rappresentata dal direttore generale Sergio Gasparin e dal segretario Umberto Marino, saprà con chi si giocherà l’ingresso nella Champions vera e propria. La società blucerchiata conosce benissimo tutte e cinque le possibili avversarie. Ha inviato osservatori in ogni angolo d’Europa mercoledì sera, il vice allenatore Roberto Murgita ha raccolto e vivisezionato dvd di tutte. Qualunque squadra uscirà dall’urna, giocherà altre due volte prima di affrontare la Samp. E verrà rispiata altre due volte.

Dunque: meglio di no lo Zenit perché sta giocando il campionato e quindi è in forma eccellente, meglio di no le inglesi perché partono sempre ad agosto con l’acceleratore a manetta... «Fermi. Se le evitiamo tutte, allora non giochiamo». Domenico Di Carlo è pragmatico. Il giorno della sua presentazione all’Ac Hotel aveva detto «evitiamo il Tottenham». Oggi non dice nemmeno quello: «Sono tutte allo stesso livello. Cioè, forti. Se sono le teste di serie, qualcosa vorrà pur dire. Sono forti adesso e lo sono state anche nelle ultime stagioni. Però sono forti anche le altre squadre. Compresa la Sampdoria. E allora dico, non pensiamo tanto al nome dell’avversario, né adesso prima del sorteggio, né dopo il sorteggio. Pensiamo a noi, pensiamo alla Sampdoria, alla sua grande tecnica e ai suoi campioni. Pensiamo ad avere la mentalità giusta e ai nostri sostenitori che ci aiuteranno ad affrontare degli impegni così duri. In campo si va undici contro undici. Sfruttiamo al massimo le nostre caratteristiche e vediamo che succede.

E poi dico: l’allenatore del Tottenham, o del Werder… sarà contento secondo voi quando saprà di dover affrontare Palombo, Pazzini e Cassano?». Si passa al totosorteggio. Attacca Semioli: «Mamma mia... sulla carta direi che sono assolutamente da evitare Siviglia, Zenit e Tottenham. Restano Ajax e Werder. Ma vado a sensazioni». Mannini: «Dove caschi, caschi. Caschi cinque volte nel difficile. Non saprei che squadra preferire. Non è vero, sono anche un po’ scaramantico e me la tengo per me. Non dico che sono ansioso, ma curioso sì». Lucchini: «Le inglesi mi fanno sempre paura, il Siviglia ha tanti giocatori di grande classe, lo Zenit è primo in campionato, forse l’Ajax.

Piuttosto speriamo di giocare la prima in trasferta, se ci presentiamo a Marassi con un pareggio nell’andata e magari avendo segnato pure un golletto, con il sostegno dei nostri tifosi potremmo compiere l’impresa». Palombo: «Non ho una preferita, sono tutte fortissime. In teoria Tottenham e Siviglia sembrano le più ostiche, ma a questo punto, chi becchi, becchi. Ho voglia di giocare questa partita, sono curioso ma non abbiamo paura di nessuno». Pazzini: «Il mio pronostico? Ci tocca il Tottenham. Ma è il pronostico, non la mia speranza». Gastaldello: «Non saprei che cosa augurarmi, secondo me in Europa, a questo livello, non c’è una squadra più debole. Anch’io direi che sarebbe meglio stare lontano da Tottenham, Siviglia e Zenit, ma non puoi dire che una delle cinque è più facile delle altre». Poli: «Sul sorteggio non mi sento di fare pronostici, mi sento di farli sulla nostra voglia di passare il playoff: enorme. Sono curioso, ho voglia finalmente di sapere con chi giocheremo».

Dessena: «Non mi piacciono Siviglia e Zenit, però anche la Sampdoria è forte. Ce la possiamo giocare con tutti. Cassano, Palombo e Pazzini, tanto per cominciare, ce li abbiamo noi». Qualche parere secco. Ziegler: «Il Tottenham, perché ci ho giocato». Volta: «Zenit». Marilungo: «Werder». Pozzi: «Werder». Bianco: «Tottenham». Accardi: «Siviglia». La pioggia, annunciata, è arrivata a catinelle. Ieri penultimo giorno di questo lungo ritiro a Moena e un solo allenamento, al mattino. Con il brivido Antonio Cassano: durante un’esercitazione senza avversari, dopo avere stoppato una palla col petto è crollato a terra toccandosi una caviglia. È rimasto a terra per un paio di minuti, poi è rientrato negli spogliatoi. Tanta paura ma niente di grave. Oggi, ultimo giorno. Al mattino l’ultimo allenamento al Benatti, poi dopo pranzo, ciao Moena. La squadra va all’aeroporto di Verona e da lì vola a Colonia: domani pomeriggio ultimo test prima del playoff.

L'avversario dei ragazzi di Di Carlo non è sicuramente dei più teneri: il Werder Brema di Mesut Ozil, vera autentica rivelazione del mondiale di Sud Africa.

I blucerchiati disputeranno l'andata al WeserStadion, mentre la gara di ritorno si giocherà al Ferraris. Di seguito il quadro completo degli spareggi per la categoria Piazzati:

Young Boys - Tottenham

Sporting Braga - Siviglia

Werder Brema - Sampdoria

Zenit S.Pietroburgo - Auxerre

Dynamo Kiev - Ajax

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Ultima modifica di Homer il Dom Set 12, 2010 11:26 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:36 pm    Oggetto:  
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I tifosi blucerchiati si mobilitano per la trasferta di Brema
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La voglia d'Europa comincia a farsi sentire per davvero. A partire da questa mattina i tifosi blucerchiati hanno letteralmente invaso i tre negozi Sampdoria Point e la Federclubs per assicurarsi in prelazione i biglietti di Doria-Werder, la gara di ritorno del play-off di Champions League. Intanto, però, in attesa di conoscere le modalità di acquisto dei tagliandi per il "Weserstadion", c'è chi si sta mettendo in moto per la trasferta di Brema (mercoledì 18 agosto, ore 20.45). Aerei e pullman, pullmini e auto private si metteranno in viaggio alla volta della Germania per non lasciare soli i ragazzi di mister Di Carlo in un match che può valere il lasciapassare verso un sogno. Ecco chi contattare per non mancare alla trasferta in terra tedesca.

Volo charter Federclubs
Prenotazioni nella sede di Via Casata Centuriona 18-20 rosso dalle ore 14.30 alle ore 18.30

Pullman
Fieri Fossato
Sampdoria Club Fedelissimi
Sampdoria Club Junior
Sampdoria Club Pegli-Val Varenna
Sampdoria Club "Recco canta nella Sud"
Sampdoria Club Valsecca
Samplace 09
San Fruttuoso 87
Ultras Tito Cucchiaroni
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Rispetto, ma non paura: alla scoperta del Werder Brema
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Sono i tedeschi di Thomas Schaaf l'avversario da battere per la Sampdoria, l'ultimo ostacolo da superare prima dei gironi di Champions League. Cerchiamo di conoscere la storia e i segreti della squadra biancoverde.
Dal 16 maggio al 6 agosto, quanti nomi, supposizioni, idee, su chi potesse essere l'avversario della Sampdoria nel tanto atteso play-off agostano di Champions League. Ora che a quella fatidica data ci siamo arrivati, il giorno dopo il sorteggio di Nyon, siamo qui a parlare di una supersfida che si è fatta vicinissima, in programma tra poco più di una settimana: ai blucerchiati di Mimmo Di Carlo l'urna svizzera ha messo di fronte i biancoverdi del Werder Brema. Sarà la formazione allenata da Thomas Schaaf, terza nell'ultima Bundesliga, l'ultimo ostacolo sulla strada doriana degli agognati gironi, un ostacolo da superare partendo da una principale certezza: il Doria ci metterà anima e corpo a cominciare dal primo minuto dell'andata del "Weserstadion" (il 18 agosto, di fronte a 42.354 spettatori), con grande rispetto per l'avversario, certo, ma senza averne alcuna paura. E siccome si dice che la paura provenga dall'ignoranza e dalla non conoscenza di ciò che si affronta, cerchiamo appunto di conoscere le caratteristiche principali della società tedesca.

Blasone. Sulle rive del fiume Weser, sotto il nome di FV Werder, il club fu fondato il 4 febbraio 1899, data che lo rende tra i più antichi dell'intero panorama teutonico. Uno dei più antichi - rinominato SportVerein Werder Bremen nel 1920 -, nonché uno dei più blasonati, al punto da rientrare nella ristretta élite di formazioni che possono annoverare sulla propria maglia la cosiddetta "stella" cucita sullo stemma sociale, a dimostrazione degli oltre tre titoli conquistati. Il Werder, nella sua ultracentenaria storia, ha infatti trionfato in Bundesliga ben quattro volte, l'ultima delle quali nel 2004, nella strepitosa stagione in cui ottenne il double campionato-Coppa di Germania, impresa riuscita nel calcio tedesco solamente ad altre tre squadre.

Successi. Cronologicamente, però, quelli di sei anni fa non restano gli ultimi trionfi del Werder: le vittorie in Coppa di Germania nel 2009 e quella successiva in Supercoppa in casa del Wolfsburg campione in carica hanno rinverdito un ricco palmares, nel quale spicca la Coppa delle Coppe 1992. La squadra della città dei celebri musicanti della fiaba dei fratelli Grimm è famosa per aver un buon rapporto con le competizioni continentali, alle quali - soprattutto negli ultimi anni - si è sempre qualificata con un'assiduità impressionante, tanto da ottenere la Champions League sei volte su sette. È soprattutto in Coppa Uefa però, che il Werder ha ottenuto i suoi migliori risultati: una semifinale nel 2007 e una finale nel 2009, chiusa con una sconfitta solo dopo i supplementari ad opera dello Shakhtar Donetsk.

Temibili. Nel loro 2009/10, gli uomini di Schaaf - 49 anni, allenatore della prima squadra da dodici ma leggendaria bandiera del club anche da calciatore - si sono classificati terzi al termine di un campionato a livello altissimo, con un'unica - seppur grande - flessione, di cinque sconfitte consecutive all'inizio dell'anno solare. Malgrado il periodo di crisi, gli anseatici di Brema sono stati comunque in grado di riprendersi, accumulando vittorie su vittorie e ottenendo - un po' come la Sampdoria - il meritato posto al sole e questo prestigioso dentro o fuori, che lo stesso tecnico tedesco ha battezzato «molto difficile».

Singoli. Oltre che un invidiabile collettivo confermato pressoché in blocco, il Werder può contare su giocatori di qualità tecniche eccelse, in particolare la rivelazione dell'ultimo Mondiale sudafricano: il fantasista d'origine turca Mesut Özil che, insieme alla coppia difensiva Mertesacker-Naldo e a quella di centrocampo composta dal capitano Frings e dal versatile Borowski, costituisce uno degli autentici punti di forza della squadra. Il tutto senza dimenticare la velocissima e giovane ala Marko Marin e, soprattutto, il bomber peruviano Claudio Pizarro, uno degli attaccanti più prolifici della storia delle competizioni europee: il secondo miglior sudamericano di sempre dopo il grande Alfredo Di Stefano.

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:39 pm    Oggetto:  
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Werder Brema-Sampdoria 3-1

Un gol allo scadere del Pazzo tiene accesa la speranza: a Brema, Samp sconfitta 3-1
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Un po' l'inesperienza, un po' la sfortuna e la Samp cade al Weserstadion di Brema sotto i colpi di un buon Werder sì, ma non irresistibile. Un 3 -1 che non ci fa disperare del tutto, anzi alla luce di ciò che di bello i ragazzi hanno fatto vedere, ci fa ben sperare per la gara di ritorno a Marassi in programma tra sei giorni.

Samp che schiera il tradizionale 4-4-2, con Curci tra i pali. Volta schierato a sorpresa a destra e Ziegler a sinistra. Centrali giocano Lucchini e Gastaldello. A centrocampo da destra verso sinistra troviamo Semioli, Palombo, Tissone (che ha vinto il ballottaggio con Poli) e Mannini. Davanti i due ragazzi terribili: Cassano e Pazzini.

Pronti via e prima occasione di marca blucerchiata: Pazzini ben servito da Palombo, pregevole lo schema su punizione, mette a lato di un niente. Passano 11 minuti e ancora il Pazzo in fuorigioco millimetrico scaraventa in porta, goal giustamente annullato. Al quarto d'ora Curci respinge bene di pugno un tiro di Hunt, mentre di testa da distanza ravvicinata Almeida scheggia la parte superiore della traversa: Samp un po' in difficoltà.

Il tempo si conclude con un bel tiro di Bargfrede ben parato da Curci. Un primo tempo giocato a buoni ritmi si conclude quindi a reti inviolate. La ripresa si apre all'insegna dei padroni di casa: dopo cinque minuti Fritz, su errore in disimpegno di Tissone, estrae dal cilindro un bolide meraviglioso che non lascia scampo al nostro portiere.

La Samp è in barca: al 9' Hunt calcia di poco a lato. Intanto Di Carlo richiama in panchina Tissone, al suo posto Poli, ed al quarto d'ora la Samp reagisce con una bell'azione corale conclusa da Pazzini, ma il suo tiro con la punta del piede impatta contro il palo, peccato.

Al 19' secondo cambio per la Samp: dentro Guberti, fuori Mannini per dar maggior spinta, ma al 22' leggerezza di Lucchini che trattiene leggermente in area su Prodl che si lascia andare in una sceneggiata eccessiva: calcio di rigore ed espulsione del difensore.

Dagli undici metri Frings non sbaglia. I doriani trascinati comunque da un gran Palombo sempre più capitano, sbanda troppo e due minuti dopo Pizarro rischia di chiudere i giochi realizzando il tris, ma i tedeschi, ed un arbitro che usa due pesi e due misure, non hanno fatto i conti con il cuore Samp: al 32' Guberti calcia di poco a lato ed al novantesimo preciso Stankevicius, subentrato a Semioli, pesca in area il Pazzo che di testa stavolta non sbaglia e realizza il goal che ci tiene vivi.

Adesso tutti a Marassi perchè l'impresa è ardua, ma non impossibile. La qualificazione è appesa ad un filo e noi a quel filo ci dobbiamo aggrappare con tutte le nostre forze, per raggiungere tutti insieme più che mai un sogno chiamato girone di Champions League.

WERDER BREMA - SAMPDORIA 3-1

MARCATORI: 51' Fritz, 67' Frings rig., 70' Pizarro, 90' Pazzini.

WERDER BREMA (4-3-1-2): Wiese; Fritz, Mertesacker, Prödl, Pasanen (75' Boesnich); Bargfrede, Frings, Borowski; Hunt (85' Marin); Pizarro, Hugo Almeida (88' Arnautovic). A disposizione: Mielitz, Rosenberg, Wagner, Jensen. All.: Schaaf.

SAMPDORIA (4-4-2): Curci; Volta, Gastaldello, Lucchini, Ziegler; Semioli (69'. Stankevicius), Tissone (59' Poli), Palombo, Mannini (65' Guberti); Pazzini, Cassano. A disposizione: Da Costa, Dessena, Pozzi, Marilungo. All.: Di Carlo.

ARBITRO: Lannoy (FRA).

AMMONITI: Volta, Ziegler, Cassano (S); Fritz (W)

ESPULSO: Lucchini (S) al 21' s.t. per doppia ammonizione.

NOTE: recupero 1' p.t. e 3' s.t.; spettatori 25.276, tra i quali oltre 2.500 blucerchiati.

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Champions League: Sampdoria ko, Pazzini unica speranza
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GENOVA – Tanti sforzi per raggiungere quel quarto posto, tanto allenamento per preparare questa gara, tanta sperazna in quel sorteggio, che invece ha condannato la Sampdoria ad un preliminare di Champions League da incubo, contro il Werder Brema.
Ieri sera proprio di un incubo si è trattato, Cassano in campo era un fantasma, Pazzini colpisce un palo e gli viene annullata una rete, Lucchini si fa espellere per somma di ammonizioni e gli avversari dinanzi al loro pubblico segnano 3 gol in 18 minuti.
Ora i blucerchiati, per evitare l'eliminazione che i bookmaker danno quasi per scontata devono aggrapparsi solo al gran gol sul finale di Pazzini, che lascia uno spiraglio sulla gara di ritorno al Ferraris.


19/08/10
Aniello Maria Mormile


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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 3:42 pm    Oggetto:  
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Sampdoria-Werder Brema 3-2
La speranza, poi la beffa

La Samp non passa ai gironi di Champions. Blucerchiati che partono fortissimo: doppietta di Pazzini poi Cassano sigla il terzo gol, di tacco. Rosenberg segna il 3-1 a tempo scaduto. Si va quindi ai supplementari. Il gol di Pizarro spegne le speranze degli uomini di Di Carlo

IL TABELLINO: Sampdoria-Werder 3-2 dopo tempi supplementari (2-0, 3-1)

Sampdoria (4-4-2): Curci, Stankevicius, Volta, Gastaldello, Ziegler, Semioli, Palombo, Dessena, Guberti (21’ st Tissone, 28’ st Mannini)), Pazzini, Cassano ( 45’ st Pozzi) (1 Costa, 11 Koman, 24 Rossini, 89 Marilungo).
All. Di Carlo
Werder Brema (4-2-3-1): Wiese, Fritz, Mertesacker, Prodl, Pasanen (34’ st Boenisch), Bargfrede, Frings, Borowski (18’ st Arnautovic), Pizarro, Marin, Wagner (27’ st Rosenberg) (21 Mielitz, 20 Jensen).
All. Schaaf

Arbitro: Kassai (Ungheria)

Reti: 8’ e 13’ pt Pazzini, 40’ st Cassano, 48’ st Rosenberg, 10’ pts Pizarro
Angoli: 9 a 7 per il Werder
Ammoniti: Prodl, Dessena per gioco scorretto, Gastaldello e Palombo per comportamento non regolamentare, Arnautovic per proteste, Pizarro per simulazione .
Recupero: 0’ e 5’
Spettatori: 28.100, per un incasso loro di 882287 euro

I GOL
- 8’ pt: Cassano riceve a sinistra, si accentra e mette in mezzo una palla che Pazzini, appostato sulla linea laterale dell’area piccola, devia di testa in porta. Il portiere intuisce e tocca, ma non riesce a respingere.
- 13’ pt: punizione di stankevicius dalla trequarti destra. Palla al centro sulla quale si avventa Pazzini che al volo di destro fulmina Wiese.
- 40’ st: scambio sulla destra tra Mannini e Semioli, cross basso per Cassano che di tacco spiazza il portiere e insacca.
- 48’ st: Ziegler scivola e perde la marcatura di Rosenberg che dal limite trova un diagonale perfetto che si insacca alla destra di Curci.
- 10’ pts: Pizarro dal limite indovina un rasoterra a fil di palo sul quale Curci non riesce ad intervenire.

Palombo: era un sogno
«Era un sogno. Ci riproveremo»: così ai microfoni di Sky Sport il capitano della Sampdoria Angelo Palombo commenta l’eliminazione dalla Champions League della formazione doriana. «Una partita che vinci 3-0 la devi gestire meglio - l’analisi del giocatore - Forse siamo calati fisicamente. Loro sono una squadra espereta e ci hanno colpito nel finale. E l’esperienza pesa. Poi hanno grandi giocatori. Peccato, era un sogno ma ci riproveremo».

IL COMMENTO (Agenzia Agi):
Una piccola, grande impresa quella fallita dalla Sampdoria nel ritorno del play-off di Champions League. Contro i tedeschi del Werder Brema, vittoriosi all’andata per 3-1, i doriani dovevano confezionare una partita quasi perfetta per qualificarsi alla fase a gironi. Ancora una volta era Pazzini a prendere per mano i suoi: il bomber ne fa due in un amen nel primo tempo (uno stacco da posizione forse di leggero off-side e una volee di destro da cineteca) e mantiene le promesse fatte dopo il gol-speranza dell’andata. Nel finale anche Cassano mette la ciliegina sulla torta con un tacco che però non assicura il prosieguo del cammino europeo della Samp.

Perchè nel recupero Rosenberg ammutolisce il `Ferraris´ con un gran diagonale che vale il 3-1 e dunque i supplementari, dove Marin prende subito una traversa e Pizarro sigla il 3-2 che condanna i liguri e promuove in Champions i tedeschi, che nel finale `rischianò anche di pareggiare con un altro legno di Marin ed il conseguente tap-in fuori di Arnautovic. È Pazzini, in sei minuti scarsi, a far sognare il Ferraris ad occhi aperti. I suoi non sono mai gol banali. Il vantaggio lo realizza all´8’: Cassano crossa e l’ex viola anticipa Pasanen trovando Wiese poco reattivo. Di certo più spettacolare il 2-0 del “Pazzo”: Stankevicius fa spiovere in area una punizione dalla destra e l’attaccante azzurro brucia ancora il suo diretto avversario con un destro al volo da antologia.

Sempre Pazzini, al 41´, vede il suo colpo di testa respinto sulla linea da Mertesacker, Cassano al 44’ trova la deviazione di Wiese su un diagonale che avrebbe meritato miglior sorte. Nella ripresa il Werder intensifica la sua azione senza trovare però particolari spazi. La Samp stringe i denti e al 40’ trova il gol grazie a Cassano, che con un colpo di tacco da campione firma il 3-0 che chiude o quasi il match. Perchè verso lo scadere una gran botta di Arnautovic fa venire qualche brivido di troppo ai fans doriani, beffati nel recupero da una gran conclusione da fuori di Rosenberg che si infila nella porta di Curci aprendo il sipario dei supplementari. Dove Marin colpisce subito una traversa e Pizarro, dopo 9’, infila il 3-2 con un rasoterra di destro che manda all’inferno la Samp.

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 9:53 pm    Oggetto:  
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CON IL CUORE IN MANO: SIAMO ORGOGLIOSI DI VOI

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25.08.2010 di
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Il giornalista di turno racconterebbe la cronaca dal primo minuto di gioco all’ultimo attimo del secondo tempo supplementare, ho invece vissuto la partita in modo diverso, da Sampdoriano. Torni a casa dopo una serata che, comunque sia andata, ti resterà per sempre dentro, come tutte le gare che hanno rappresentato, o potevano essere la svolta, in un senso o nell’altro.

Esci dallo stadio con la gola a pezzi, il cuore distrutto, hai cantato come un forsennato, hai gioito, hai urlato dalla felicità, hai sofferto come un cane, hai pianto per il crudele verdetto sancito prima al 93’, poi ai supplementari. Ma stasera il vero Sampdoriano ha pianto anche per orgoglio, per la consapevolezza che gli insegnamenti del grande Paolo Mantovani non sono andati persi. Nonostante la cocente delusione, qualsiasi considerazione va messa da parte, i ragazzi hanno dato tutto e meritavano soltanto applausi, arrivati scroscianti dall’intero Ferraris.

Chi racconta una partita senza avere in gioco il cuore, si limita a descrivere quanto avvenuto in campo con distacco, fa il compitino. Chi nell’arco di 180’ si gioca una pagina di storia, va oltre, almeno cerca di farlo. Il goal del Pazzo a Brema ci aveva tenuto ancorati ad un sogno, ad un’impresa, non era una chimera, una missione, un desiderio, un traguardo difficile, ma non impossibile. Sapevamo che una gara perfetta ci avrebbe portato in Paradiso, l’abbiamo conosciuto per buona parte della sfida, siamo transitati per il Purgatorio al 93’, l’Inferno è sceso ai supplementari, ma noi tifosi, i ragazzi in campo non possono proprio rimproverarsi nulla. Pronti, via e il Ferraris è una bolgia.

Il Pazzo riprende da dove aveva lasciato a Brema, ovvero segnando: minuto 8 Cassano crossa dalla destra, il bomber schiaccia di testa, Wiese devia nel sacco. I tedeschi sono allo sbando, noi siamo alle stelle: al 13’ punizione di Stankevicius, ancora il Pazzo stavolta di prima intenzione incrocia sul secondo palo, è un goal pazzesco, siamo già sul 2-0. Volta fa un figurone nelle retrovie, Palombo detta i tempi, Dessena corre per quattro, Guberti è un incredibile mix di qualità e quantità nel prezioso ruolo di fantasista, Semioli aiuta costantemente la difesa. Prima dell’intervallo è Fritz a negare la gioia del tris al Pazzo, respingendo sulla linea.

È ancora lunga. Nella ripresa comincia a farsi sentire la stanchezza, al 66' Di Carlo toglie Guberti facendo entrare Tissone, messo k.o. dopo pochi giri d’orologio, al suo posto subentra Mannini. Il Werder approfitta dell’infortunio subito dall’argentino e dal conseguente calo di pressing a centrocampo per alzare notevolmente il proprio baricentro, soffriamo, ma stringiamo i denti, finchè all’85’ Cassano, su servizio di Semioli, estrae dal cilindro un delizioso tocco di tacco che vuol dire 3-0. Al suo posto entra Pozzi, devono essere gli ultimi minuti prima del coronamento di un sogno, invece al 93’ una staffilata di Rosenberg interrompe ogni pensiero, 3-1, si va ai supplementari, con il morale a terra e la benzina finita nelle gambe.

Si spera di reggere, giocandosela con un’azione di rimessa, oppure affidando il proprio destino alla lotteria dei rigori, invece al 100’ Pizarro indovina l’angolino con una conclusione dal limite, il 3-2 chiude definitivamente la pratica. Ci proviamo fino alla fine, ma servono due reti per scrivere un’altra pagina di storia, non ci sono più i minuti e nemmeno le energie. Al triplice fischio finale i tedeschi festeggiano l’approdo ai gironi di Champions League, la Sampdoria finisce in Europa League, ma lo fa a testa alta, con la consapevolezza di aver dimostrato tutto il proprio valore non soltanto tecnico, ma morale, caratteriale. In campo e sugli spalti, c’è chi si dispera, chi non crede a quanto ha assistito, chi piange e si sfoga.

Nella gioia e nel dolore siamo stati una cosa sola, invitiamo la squadra sotto la Sud per raccogliere i meritati applausi. Si fatica a trattenere le lacrime, anzi scendono copiose, ma in campo hanno dato tutto e sugli spalti abbiamo dimostrato quanto sia giusto essere orgogliosi di essere Sampdoriani. Per un’altra sera i giocatori sono stati, noi tifosi siamo stati la Sampdoria, la Regina sotto i riflettori, che si ama incondizionatamente e non si lascerà mai sola, soprattutto quando il destino e gli episodi ti fanno maledettamente male, ti fanno rivivere in un film di un attimo tutto il tuo tragitto italiano ed europeo di tifoso, rischi di mollare tutto.

Poi ti rendi conto che domani è un altro giorno, prendi in mano il tuo cuore, vedi che è tinto di blucerchiato e volti pagina di un libro, la cui prima pagina si chiama S come SampdoriA, l’ultima invece s'intitola A come Amore. E' l’ultima, perché da 64 anni non si può andare oltre il sentimento più travolgente di un essere umano.

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MessaggioInviato: Gio Ago 26, 2010 9:53 pm    Oggetto:  
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Pazzini segna di testa l'1-0

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MessaggioInviato: Ven Set 24, 2010 7:02 pm    Oggetto:  
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