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Campioni blucerchiati stranieri
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Homer

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MessaggioInviato: Gio Mag 22, 2008 1:40 pm    Oggetto:  Campioni blucerchiati stranieri
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Ruud Gullit

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Attaccante 1993-1994

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Ruud Dil Gullit (Amsterdam, 1° settembre 1962) è un ex calciatore e allenatore di calcio olandese, attuale tecnico dei Los Angeles Galaxy.

Pallone d'oro 1987 quando indossava la maglia del Milan, fu campione d'Europa 1988 con la Nazionale olandese.

Si è affermato come uno dei giocatori europei più forti di sempre, formando nel Milan e nella Nazionale olandese una coppia di centrocampo di superbo valore con Frank Rijkaard. I due costituirono, insieme con il centravanti Marco van Basten, il trio olandese che condusse il club rossonero ad una lunga serie di vittorie internazionali a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta.

Caratteristiche tecniche
Atleta possente, inizia la carriera nel ruolo di difensore centrale, avanzando col passare degli anni il suo raggio d'azione fino a diventare un centrocampista avanzato di innata potenza e ottimo fiuto del gol. Giocatore dal fisico eccezionale, possente ed esplosivo nella falcata, quasi inarrestabile quando partiva palla al piede, si adattava a giocare sia da trequartista che da seconda punta, non disdegnando infine il ruolo di attaccante puro.

Dotato di un tiro potente e preciso, ma soprattutto grande specialista nei colpi di testa (da ricordare un suo goal decisivo in un Juventus-Milan del 10 gennaio 1988), Gullit ha rappresentato il prototipo del giocatore offensivo moderno, poliedrico ed eclettico.

Club
Dà i primi calci nei dilettanti olandesi dei Meer Boys (1973-1975) e successivamente del Dws (1975-1979), ma esordisce nei professionisti con l'Haarlem nella stagione 1979-80, dove rimane tre stagioni (91 presenze e 32 gol) prima di passare al Feyenoord con cui dal 1982 al 1985 disputa altre tre stagioni collezionando 85 presenze e 30 gol nella "Eredivise" olandese, vincendo uno scudetto e una Coppa d'Olanda nel 1984.

Approda al PSV Eindhoven nel 1985-86, in due stagioni si impone alla scena internazionale con 68 partite e 48 gol in campionato, vincendo 2 scudetti e entrando a far parte della nazionale olandese. Nel 1986, disputa proprio con la squadra di Eindhoven il "Trofeo Gamper" a Barcellona, in cui partecipa pure il Milan allora appena acquistato da Silvio Berlusconi. Lo stesso presidente rossonero, folgorato dalle prestazioni del colored olandese con le treccine lo ritiene un acquisto indispensabile per la costruzione del Milan stellare che aveva in mente.

Viene acquistato dal Milan nell'estate 1987, diventando subito la stella della squadra allenata da Arrigo Sacchi, orfana dell'altro neo-acquisto olandese Marco van Basten, infortunato per quasi tutta la stagione. Gullit collezionerà 29 presenze e 9 gol nella sua prima stagione in rossonero, guidando i rossoneri allo scudetto numero undici dopo un'entusiasmante rimonta sul Napoli di Diego Armando Maradona. Nello stesso anno, vince il Pallone d'Oro come miglior giocatore d'Europa, per le sue prestazioni col PSV Eindhoven e, successivamente, col Milan. Nel 1988 vince l' Europeo per nazioni disputato in Germania, portando con la collaborazione dei suoi compagni di squadra al Milan Marco van Basten e Franklin Rijkaard l'Olanda alla vittoria in finale sull'URSS per 2-0 (sua la marcatura che sblocca il risultato). Giocherà altre sei stagioni in rossonero, costellate da numerosi successi ma anche qualche infortunio grave come nella stagione 1989-90, quando resterà fuori quasi tutta la stagione per un problema al ginocchio.

Passa dai trionfi della squadra di Sacchi, con cui colleziona 2 Coppe dei Campioni consecutive (1988-89 e 1989-90), 2 Coppe Intercontinentali (1989-90 e 1990-91), 2 Supercoppe Europee (1989-90 e 1990-91) ed 1 Supercoppa Italiana (1988-89), a quelli del nuovo corso di Fabio Capello, approdato sulla panchina rossonera nel 1991-92. Gullit vincerà i primi due scudetti rossoneri sotto la gestione del mister friulano (1991-92 e 1992-93) oltre ad una 1 Supercoppa Italiana (1992), prima di passare in prestito alla Sampdoria nel 1993-94. S'impone anche coi blucerchiati come uomo-squadra: segna 15 gol in 31 partite, porta i doriani al terzo posto in Serie A e alla vittoria in Coppa Italia. Torna al Milan la stagione successiva (1994-95), giusto in tempo per vincere un'altra Supercoppa Italiana, contro la Sampdoria, ai calci di rigore.

Il rapporto con l'allenatore Capello però è oramai logoro e Gullit fa in tempo a racimolare appena 8 presenze e 3 gol in rossonero, prima di passare definitivamente alla Sampdoria nel novembre 1994, con cui a fine stagione avrà collezionato 22 presenze e 9 gol. Nel frattempo rinuncia a partecipare ai mondiali di calcio di USA '94 con la sua nazionale, da cui poco tempo dopo annuncia il ritiro. Dopo l'esperienza italiana si trasfersce in Inghilterra al Chelsea di Londra, nello stesso tempo arretra il suo raggio d'azione, giocando da difensore centrale (ruolo che ricopriva ad inizio carriera). Dopo una prima stagione da giocatore, nel 1996-97 sostituisce Glen Hoddle sulla panchina dei londinesi assumendo la doppia carica di allenatore-giocatore e portando i "blues" alla conquista dell FA Cup, diventando il più giovane allenatore a conquistare questo trofeo.

Nazionale
Ha esordito con la nazionale maggiore olandese nel 1985 collezionando 66 partite e 17 gol. Ha disputato in maglia orange l'Europeo giocato in Germania nel 1988, la Coppa del Mondo giocata in Italia nel 1990 e l'Europeo disputato in Svezia nel 1992. Ha lasciato gli Oranje nell'agosto del 1994.

Allenatore
Dopo il primo anno fra panchina e campo al Chelsea, Gullit viene esonerato la stagione successiva (1997-98) e sostituito da Gianluca Vialli, annata in cui gioca solamente 6 partite prima di appendere definitivamete le scarpette al chiodo, all'età di 36 anni, e dedicarsi completamente alla carriera di allenatore.

Decide quindi di accettare la proposta di un'altra squadra inglese, il Newcastle, con cui inizia la stagione 1998-99, ma colleziona solo 1 punto nelle prime 5 gare di campionato e dà subito le dimissioni. Dopo un periodo allo sbando, nel 2003 viene scelto dalla federazione olandese come selezionatore per la nazionale under-19 olandese, fino al luglio 2004, quando affiancherà nelle vesti di co-allenatore il c.t. Dick Advocaat sulla panchina della nazionale maggiore ai Campionati Europei giocati in Portogallo.

Dalla stagione successiva ricopre la carica di allenatore del Feyenoord, suo club da giocatore, con cui disputa la stagione 2004-2005 prima di lasciare la panchina a Erwin Koeman. L'8 novembre 2007 diventa il tecnico dei Los Angeles Galaxy.

Ruud Gullit, tulipano blucerchiato


Memorabile quel Samp-Milan dove Ruud, nei panni del grande ex, sigla uno straordinario gol, mix di precisione e potenza, che conduce il Doria alla vittoria dopo l'iniziale svantaggio di due reti (erano andati a segno Laudrup ed Albertini).

Nel commentare la partita per teleMontecarlo, Boskov parla del fuoriclasse olandese come di "cervo che esce di foresta".


Ultima modifica di Homer il Ven Apr 03, 2009 9:02 am, modificato 3 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Mag 22, 2008 1:44 pm    Oggetto:  
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Clarence Seedorf

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Centrocampista
1995-1996


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Clarence Seedorf (Paramaribo, 1 aprile 1976) è un calciatore olandese che gioca nel ruolo di centrocampista nel Milan e nella Nazionale olandese.

È l'unico calciatore della storia ad aver vinto la Champions League con tre squadre diverse: Ajax, Real Madrid e Milan in due occasioni, per un totale di quattro edizioni vinte.

Caretteristiche tecniche
Clarence Seedorf è un giocatore completo, dotato di un ottimo bagaglio tecnico e di grande forza fisica. Queste peculiarità gli permettono di occupare sia la posizione di centrocampista centrale che di centrocampista offensivo. La sua specialtà è la conclusione dalla distanza. Il piede preferito è decisamente il destro, ma possiede una certa sensibilità di tocco anche col sinistro. Abile nel doppio passo e nella finta di corpo, parte sovente da posizione defilata dribblando i diretti avversari, per provare la conclusione in porta o il cross al centro dell'area.

Carriera
Gli inizi e gli anni all'Ajax
Seedorf cresce in una delle scuole calcistiche più importanti e riconosciute del mondo, quella dell'Ajax, che nello stesso periodo lancia una serie di altri giovani talenti quali Edgar Davids, Patrick Kluivert, Marc Overmars e i fratelli Frank e Ronald de Boer. Debutta con la maglia dell'Ajax nella Eredivisie olandese (l'equivamente della Serie A italiana) a soli 16 anni. È il giocatore che ha esordito più giovane nella storia del calcio olandese. Nella sua prima stagione da professionista conquista la Coppa d'Olanda, primo di una lunghissima serie di successi. L'anno dopo arriva il successo in campionato e nel maggio 1995 il trionfo nella Champions League 1994/1995 dopo la vittoria in finale contro i campioni in carica del Milan di Fabio Capello. Seedorf ritroverà, nel prosieguo della sua carriera calcistica, l'allenatore italiano al Real Madrid, continuando la sua striscia di vittorie. Intanto a soli 19 anni è già pronto per il salto in un campionato europeo di livello superiore.

L'esperienza alla Sampdoria
Seedorf è il grande acquisto della Sampdoria nell'estate del 1995. Nonostante sia giovanissimo, il centrocampista possiede un ricco bagaglio di tecnica e di esperienza e non ha difficoltà ad imporsi anche in quello che era considerato il campionato più difficile del mondo. Con la Samp colleziona 32 presenze e 3 gol in campionato, di cui uno nella storica vittoria per 3-0 in casa della Juventus. La squadra blucerchiata è però di modesta caratura e non va oltre l'ottava posizione nel torneo. Le ottime prestazioni dell'olandese, però, convincono il Real Madrid ad acquistarlo. A soli 20 anni è gia in una delle squadre più importanti del pianeta.

La consacrazione al Real Madrid
Seedorf trova a Madrid il tecnico italiano Fabio Capello e lì si afferma definitivamente come uno dei centrocampisti più forti del mondo. Nella sua prima annata con il Real, stagione 1996/97, Seedorf disputa 38 partite di campionato e alla fine, dopo un lungo testa a testa con il Barcellona, conquista il titolo, il terzo della sua carriera. L'anno successivo, nonostante la partenza di Capello per il Milan, la squadra si ripete ad alti livelli conquistando dopo un digiuno di ben 32 anni la Champions League; un gol dello slavo Predrag Mijatović consente infatti agli spagnoli di battere la Juventus nella finale dell'Amsterdam ArenA. Dopo un altro anno e mezzo con i bianchi di Madrid in cui conquista anche la Coppa Intercontinentale, Seedorf nel dicembre del 1999 torna in Italia per vestire la maglia dell'Inter.

Il triennio all'Inter
Debutta con l'Inter nel gennaio 2000 nella partita contro il Perugia, segnando un pregevole gol nel 5-0 finale dei nerazzurri. Nonostante il promettente avvio, la carriera di Seedorf subisce un brusco rallentamento durante il periodo all'Inter. Le difficoltà e le continue tensioni della squadra non lo aiutano, così mostra solo a sprazzi il suo grande talento, finendo spesso in panchina. Nella stagione 2001/2002, con l'allenatore argentino Hector Cuper, tale situazione si protrae per 4 mesi. Il rendimento altalenante è dovuto anche all'incapacità degli allenatori nerazzurri di trovargli la giusta posizione in campo: con Marcello Lippi e Marco Tardelli viene infatti spesso impiegato in un centrocampo a 5 che non ne può esaltare le doti tecniche. Dopo lo scudetto sfuggito incredibilmente di mano alla squadra nerazzurra il 5 maggio 2002, Seedorf finisce al Milan, scambiato con Francesco Coco.

I successi con il Milan
Arrivato a Milanello accompagnato da una certa diffidenza, Seedorf, sotto la sapiente guida tattica di Carlo Ancelotti, diventa però subito un punto fermo nel progetto tecnico-tattico del tecnico emiliano. Titolare inamovibile del centrocampo insieme al regista Andrea Pirlo e all'incontrista Gennaro Gattuso, Seedorf rivive e supera in rossonero i fasti del periodo madrileno ed ottiene una notevole serie di successi: 2 Champions League, 1 Mondiale per Club, 1 scudetto, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa Italiana e 2 Supercoppe Europee. A oltre 30 anni e con una decennale esperienza in campo internazionale alle spalle, è ancora un punto fermo della squadra milanista, con cui probabilmente chiuderà la sua carriera, avendo firmato il 23 gennaio 2007 un prolungamento di contratto che lo legherà alla società rossonera fino al 2011.

La Nazionale
La carriera di Seedorf con l'Olanda non è stata ricca di soddisfazioni e gratificazioni come quella nei club. È anzi stato costretto a subire numerose delusioni e rinunce. Dopo il debutto avvenuto a 18 anni, nel 1994, ha totalizzato 86 partite e 11 gol con gli arancioni e ha preso parte al Campionato del mondo di Francia 1998 e agli Europei 1996, 2000 e 2004, centrando le semifinali del 2000 e 2004; nel 1996 fu decisivo un suo errore dal dischetto nell'eliminazione degli orange dalla manifestazione ai quarti contro la Francia.

Con l'avvento di Marco van Basten alla guida tecnica della nazionale olandese, Seedorf è stato per lungo tempo escluso dalla selezione e non ha potuto così partecipare al Campionato del mondo di Germania 2006. È tornato a vestire la maglia arancione il 15 novembre 2006 in un'amichevole disputata ad Amsterdam contro l'Inghilterra e da allora sembra che il CT orange consideri il milanista un elemento molto importante per la Nazionale.


Ultima modifica di Homer il Gio Mag 22, 2008 1:56 pm, modificato 1 volta in totale
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Oleksij Michajličenko

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Centrocamista
1990-1991


Oleksij (Aleksei nella versione europea) Michajlicenko

Nome: Oleksij Volodimirovic Michajlicenko
(o Aleksej Vladimirovic Michajlicenko)

Nato il 30 marzo 1963 a Kiev

Nazionalità Unione Sovietica (poi Ucraina)

Carriera
Giovanili
1973-1981 Dinamo Kiev
Squadre professionistiche
1981-1990 Dinamo Kiev 137 (39)
1990-1991 Sampdoria 24 (3)
1991-1996 Rangers 110 (20)

Nazionale
1987-1991
1992
1993-1994 URSS
CSI
Ucraina 36 (9)
5 (0)
2 (0)

Carriera da allenatore
2002-2004 Dinamo Kiev
2004-2008 Ucraina Under-21
2008- Ucraina


Palmarès
Olimpiadi
Oro Seoul 1988

Michajlicenko è un ex calciatore e allenatore di calcio sovietico, dal 1992 ucraino.

Attualmente è il commissario tecnico della Nazionale ucraina.

Dopo aver militato nelle giovanili della Dinamo Kiev e aver partecipato con la nazionale sovietica alle vittoriose olimpiadi estive del 1988, è passato nel 1990 alla Sampdoria, con la quale ha vinto lo scudetto nello stesso anno. La sua esperienza italiana si è conclusa quell'anno con il trasferimento ai Rangers, squadra nella quale ha militato fino al 1996, anno in cui ha chiuso la carriera di calciatore.

Da allenatore ha poi fatto da secondo a Valerij Lobanovskij nella Dinamo Kiev fino alla morte di quest'ultimo nel 2002, diventando poi allenatore della squadra fino al 2004. Dal 2004 al 2008 fu allenatore della Nazionale ucraina under-21
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Alain Boghossian

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Centrocampista
1997/1998


Alain Boghossian (Digne, 27 ottobre 1970) è un ex calciatore francese, che giocava nel ruolo di centrocampista.

È conosciuto in Italia per avere indossato le maglie di Napoli, Sampdoria e Parma.

Carriera
Club
Di origini armene, Boghossian cresce nelle giovanili dell'Olympique Marsiglia, Boghossian gioca le sue prime partite da titolare nella stagione 1992/1993, quando veste la maglia dell'Istres, dove conta 33 presenze ed otto gol. Ritornato all'Olympique, veste la maglia biancazzurra per 28 volte, e le sue buone prestazioni fruttano l'interesse del Napoli, dove milita fino al 1997, anno nel quale fa il suo esordio in nazionale.

Nel 1998, passa alla Sampdoria, dove rimane per un solo anno a causa dell'interessamento Parma, squadra della quale diventa una delle bandiere, rimanendovi sino al 2002. In questi quattro anni, vince alcuni importanti trofei, tra cui la Coppa Uefa. Dopo un grave infortunio che lo ha colpito, Boghossian abbandona l'Italia per trasferirsi alla squadra spagnola dell'Espanyol, dove rimane a breve a causa di un gravissimo infortunio, che lo porta alla decisione di ritirarsi.

Nazionale
Boghossian esordisce in nazionale nel 1997 diventando una delle colonne della Francia che conquistò il Mondiale casalingo dell'anno successivo. Continua la sua esperienza con i "galletti" fino ad un grave infortunio alla caviglia, che lo colpisce il giorno prima dell'inizio di Euro 2000, non riuscendo quindi a bissare la vittoria di due anni prima. Con i "blues" ha giocato in tutto 26 partite, segnando anche 2 gol.
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Juan Sbastian Veron

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Centrocampista
1996-1997


Juan Sbastian Veron:il calcio a ritmo di...tango
Uno degli uomini di un centrocampo mai visto in Europa.


Boca, Sampdoria, Parma, Lazio, Manchester. Curriculum da vero campione, curriculum che può avere solo uno che si chiama Veron.
Tassello fondamentale, diamante di uno dei centrocampo all'epoca tra i più forti in Europa, esaltato dagli schemi di Eriksonn (qualificazione UEFA), mal gestito dal "flaco" Menotti.
Veste la casacca blucerchiata per due stagioni,96/97 e 97/98. Centrocampista centrale, utile anche a destra, dotato di una tecnica sopraffina, di un lancio a tagliare il campo millimetrico, di buon senso del gol (specie su punizione).

Illustriamo ora una scheda che racchiude il suo profilo e la sua carriera.
luogo di nascita: La Plata,Argentina,9 marzo 1975
peso forma: 79kg
altezza:186 cm

Carriera
Stagione..............Club............ Presenze............Gol
1993/94.......... Estudiantes......... 7 .....................0
1994/95.......... Estudiantes........ 38.................... 5
1995/96.......... Estudiantes........ 15.................... 2
1995/96.......... Boca Juniors........17....................3
1996/97...........Sampdoria..........32.................... 4
1997/98.......... Sampdoria .........29.................... 2
1998/99.......... Parma ...............26.................... 1
1999/00.......... Lazio..................31.....................8
2000/01.......... Lazio..................22.................... 3
2001/02.......... Manchester.........26.................... 5

Palmares
campionato argentino (95)
coppa italia (99/2000)
coppa UEFA e supercoppa europea (99)
campionato italiano e supercoppa italiana (2000)

È il figlio di Juan Ramón Veron, conosciuto anche come "La Bruja" (La Strega), grande calciatore argentino che nel 1968 vinse la Coppa Intercontinentale contro il Manchester United dopo una rete segnata proprio da lui all'Old Trafford.

Nel 1993 Veron abbandonò la scuola per firmare con l'Estudiantes de La Plata, la stessa squadra del padre: per questo venne soprannominato "La Brujita" (La streghetta). Dopo due campionati in serie A ed uno in B fu acquistato dal Boca Juniors, con cui disputò 13 partite siglando tre goal. Dopo il suo debutto in nazionale contro la Polonia l'allenatore svedese Sven-Göran Eriksson, allora alla guida della Sampdoria, volle portarlo con sé in Italia (estate del 1996).

Iniziò così la sua carriera italiana, che lo avrebbe portato a militare anche nel Parma nella stagione 1998/1999 e nella Lazio nelle stagioni 1999/2000 e 2000/2001. È proprio con la maglia biancoceleste che Veron disputa le sue migliori stagioni, riuscendo nel breve spazio di due anni a conquistare una Supercoppa Europea, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e soprattutto uno Scudetto, al termine di un'avvincente lotta con la Juventus nel campionato 1999/2000. Ottimo il suo score realizzativo in quella sua prima stagione laziale: 8 goal, tra cui quello che consentì alla Lazio di battere la Roma per 2 a 1 nel derby del 25 marzo 2000.

Nel 2001 passò dalla Lazio al Manchester United per poco più di 28 milioni di sterline. Dopo due anni con i Red Devils è stato comprato prima dal Chelsea e poi dall'Inter dove ha militato due stagioni (2004/05 e 2005/06) tornando a giocare ai massimi livelli. Con i neroazzurri ha giocato 74 partite e segnato quattro reti, considerando tutte le competizioni, e ha vinto la terza e la quarta Coppa Italia della sua carriera (2005, 2006), dopo quelle conquistate con Parma (nel 1999) e Lazio (nel 2000). Il 20 agosto 2005, grazie ad una sua rete al 95° minuto (5° supplementare) l'Inter si aggiudica la Supercoppa italiana. Con la società milanese vince anche lo Scudetto 2005/2006. Nell'estate 2006 Veron lascia l'F.C. Internazionale per firmare nuovamente per la squadra che lo fece crescere: l'Estudiantes de La Plata.

Nel marzo del 2004 Veron è stato inserito dal grande attaccante brasiliano Pelè all'interno del FIFA 100, la speciale classifica che include i più forti calciatori della storia di questo sport.
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Vitaly Kutuzov

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Attaccante 2004-2006

Data e luogo di nascita | 20-03-1980, Pinsk (BLR)
Altezza - Peso | cm 183 - kg 83

Sin da giovanissimo è titolare nella terza divisione bielorussa con MPKC 96 prima e RUOR Minsk poi. Nel 1997 approda al BATE, squadra della massima divisione nazionale con cui colleziona 99 presenze e 55 gol tra il 1997 e il 2001. In occasione della partita BATE-Milan valida per la Coppa UEFA 2001-2002 viene notato dal club rossonero, che lo acquista. Con la maglia rossonera, però, Kutuzov disputa soltanto 2 partite a causa della grande concorrenza in attacco.

Nel 2002 viene mandato in prestito allo Sporting Lisbona (prima divisione portoghese), con cui mette a segno 3 gol in 24 apparizioni. Tornato in Italia, nel 2003 viene ceduto ancora in prestito, questa volta in Serie B, all'Avellino, allenato da Zdeněk Zeman. Nonostante la retrocessione della squadra irpina in Serie C1, Kutuzov gioca bene nel campionato cadetto 2003-2004 e realizza 15 reti in 42 gare.

Grazie alle brillanti prestazioni nell'Avellino Kutuzov si guadagna l'attenzione delle squadre di Serie A. Nel 2004-2005 passa a titolo definitivo alla Sampdoria (in comproprietà dal Milan), dove, pur giocando poco, si fa apprezzare per le sue qualità di jolly offensivo che sa agire sia da prima o da seconda punta e anche come ala. Alla fine della prima stagione a Genova totalizza 33 presenze e 4 gol, cui si aggiungono le 34 presenze e i 3 gol della stagione seguente. Il 20 giugno 2006 si trasferisce al Parma in cambio dell'acquisto a titolo definitivo di Emiliano Bonazzoli da parte dei blucerchiati. Con la squadra emiliana scende in campo solo 9 volte e anche per questo perde il peso forma. Per rilanciarsi, nel calciomercato dell'estate 2007 firma per il Pisa, in Serie B.
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Siniša Mihajlović

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Difensore centrale
1994-1998


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(Vukovar, 20 febbraio 1969) è un allenatore di calcio e ex calciatore serbo.

Squadre professionistiche

1988-gen. 91 Vojvodina N.S. 70 (19)
gen. 91-1992 Stella Rossa 38 (9)
1992-1994 Roma 54 (1)
1994-1998 Sampdoria 110 (12)
1998-2004 Lazio 153 (20)
2004-2006 Inter 25 (5)
Nazionale
1991-2003 Jugoslavia
Serbia e Montenegro 63 (10)

Club
Mihajlovic ha militato nel Vojvodina Novi Sad (1988-91), nel Stella Rossa (1990-92), poi nella Roma (1992-94), nella Sampdoria (1994-98)e nella Lazio (1998-2004). Nell'estate 2004 ha lasciato la Lazio e si è trasferito all'Inter assieme all'allenatore Roberto Mancini, dove si è ritirato nel 2006 e svolge attualmente il ruolo di allenatore in seconda.

È stato uno dei migliori specialisti al mondo sui calci piazzati, come dimostra il record di reti su calcio di punizione diretto in serie A o l'impressionante numero di reti segnate dalle sue squadre a seguito dei calci d'angolo da lui battuti.

In origine era un centrocampista avanzato, che prediligeva la fascia sinistra, dove faceva valere la sua progressione e la sua tecnica eccelsa nei cross. Nel campionato italiano è stato impiegato dapprima come centrocampista difensivo (da Carlo Mazzone nella Roma) o come esterno di difesa (nella Roma da Vujadin Boskov e nella Sampdoria), ma la svolta nella sua carriera è stata nella Sampdoria quando l'allenatore svedese Sven Goran Eriksson l'ha schierato in Coppa Italia come difensore centrale a seguito dell'esplusione del compagno di squadra Franceschetti. In quella posizione, il giocatore serbo ha dato mostra di insospettate qualità difensive e caratteriali, che aggiunte ad una invidiabile prestanza fisica e ad un senso della posizione con pochi pari, ne hanno fatto uno dei più grandi difensori del mondo. Dal punto di vista tecnico, eccelleva per la qualità del suo piede sinistro, che si evidenziava in particolare sui lanci lunghi per gli attaccanti. Dal punto di vista caratteriale, è stato un giocatore che ha avuto una grande personalità, che da un lato gli ha creato parecchi problemi con gli avversari e gli arbitri, dall'altro gli ha consentito di emergere da tutte le situazioni negative e di raggiungere notevoli risultati sportivi, con la vittoria di numerosi trofei.

Nazionale
Nella Nazionale serbomontenegrina Mihajlovic ha giocato 63 partite realizzando 10 gol. Le prime 62 partite le ha giocate quando la nazionale rappresentava ancora la Jugoslavia intesa come unione delle repubbliche di Serbia e Montenegro. Ha vestito la maglia della nazionale ai Mondiali 1998 e agli Europei 2000.

Palmares
1 Coppa dei Campioni
Stella Rossa: 1990/91
2 Campionati della RSF di Jugoslavia
Vojvodina Novi Sad: 1988-1989
Stella Rossa: 1991-1992
2 scudetti
Lazio: 2000
Inter: 2006
2 Supercoppe italiane di calcio
Lazio: 2000
Inter: 2005
3 Coppe Italia
Lazio: 2000
Inter: 2005, 2006
1 Coppa delle Coppe
Lazio: 1999
1 Supercoppa Europea
Lazio: 1999
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Hans Peter Briegel

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Esterno sinistro 1986-1988

Tecnica quasi zero, grezzo, rude, scoordinato, ma muscoli e quantità fuori dal comune. E’ così che si presenta il diciassettenne Hans Peter Briegel al suo primo provino calcistico con la squadra tedesca dilettantistica del Rodenbach, un paesino a 10 chilometri da Kaiserslautern dove Briegel nasce l’ 11 Ottobre 1955. La sua è una famiglia di agricoltori e fin da piccolo è abituato a correre e saltare nei campi della fattoria di famiglia. Forse è per questo che lo sport a cui si dedica in gioventù non è il calcio ma l’ atletica leggera, con discreti risultati a livello giovanile. La sua specialità è il salto in lungo dove ottiene un record personale di 7 metri e 48 cm ma non se la cava male nemmeno nella velocità dove riesce a fare i cento metri in 10 secondi e 8 decimi.

Vince 8 titoli tedeschi da juniores, quindi passa al decathlon, riuscendo a vincere la medaglia d’ argento sempre nel campionato juniores. Ad Hans Peter però piace anche il calcio. Abita vicino a Kaiserslautern e quindi il Sabato si reca sempre in città per seguire la squadra locale che gioca nella “Bundesliga”. A 17 anni decide così che il pallone, con meno sacrifici e meno allenamenti è piu’ conveniente da praticare rispetto all’ atletica. I primi a credere nel Briegel calciatore sono i dilettanti del Rodenbach. Squadra nella quale mette subito in mostra una potenza ed una velocità fuori dal comune. Tecnicamente lascia molto a desiderare ma il resto è sufficiente per fargli segnare da centravanti o da ala sinistra una caterva di gol. Dopo tre anni di militanza nel Rodenbach si accorge di lui il Kaiserslautern che nel 1975 lo acquista per circa sei milioni di vecchi lire. Il giovanotto dalla mole imponente (1,87 per 92 chili) non piace per nulla ai tifosi che per le sue caratteristiche lo soprannominano “il Gorilla”, con tanto di cori offensivi: “Vai fuori, gorilla, torna ad arare i campi”. Fino a quando il 20 Ottobre 1976 dopo una gara di coppa uefa contro il Feyenoord, realizza una doppietta, diventando l’ idolo della curva. Nove le stagioni da titolare con i tedeschi con un bottino di 240 partite e 47 reti in campionato (13 solo nella Bundesliga 1981-82). Stagioni grazie alle quali diventa anche punto fermo della nazionale tedesca, dove esordisce il 17 Ottobre 1979 in Germania - Galles 5-1, sostituendo Rummenigge e con la quale ottiene la consacrazione internazionale nell’ estate 1980 con i campionati europei in Italia. Il tecnico Derwall lo utilizza da centrocampista alle spalle di Hansi Muller e Schuster. Scelta che si rivela azzeccata con i tedeschi che, anche grazie alla sua potenza e alla sua velocità, vincono il trofeo continentale battendo, nella finale di Roma, il Belgio per 2-1.

Divenuto oramai un campione affermato nel 1984 Briegel si trasferisce in Italia: è il Verona di Bagnoli a volerlo e il buon Peter, entusiasta della possibilità, accetta senza indugio. Anche qui l’ accoglienza, soprattutto da parte della stampa, non è delle migliori, convinti che quell’ “omone” non potesse offrire molto di più di una sgraziata prestanza fisica. Giudizi ancora una volta quanto mai affrettati e ribaltati completamente quando alla fine del campionato 1984-85 il Verona conquista uno scudetto tutt’ altro che annunciato con Briegel trascinatore principe della squadra; mister Bagnoli lo utilizza costantemente come mediano e lui ripaga la fiducia offrendo un rendimento costante. Nelle prime 11 giornate la sua media voto è altissima: 6,91. Alla fine saranno 27 le sue presenze con ben nove gol all’ attivo (fa meglio solo il centravanti Galderisi con 11) alcuni dei quali pesantissimi. Il tedesco trascorsa un’ altra stagione in riva all’ Adige (28 presenze e 3 gol), nell’ estate del 1986 si trasferisce alla Sampdoria, squadra in cui milita per due stagioni (1986-87, 1987-88) e con la quale vince una Coppa Italia nel 1988, anno in cui lascia l’ Italia e la Sampdoria (si dice per dissapori con i due “gemelli del gol” Vialli e Mancini) decidendo di abbandonare definitivamente il calcio giocato. Intrapresa la carriera di allenatore (Besiktas 1999-2000, Trabznospor 2001-2002, Albania 2002-2004), Briegel è attualmente commissario tecnico del Bahrain. Ancora oggi è uno dei giocatori piu’ amati dalla tifoseria gialloblù, tanto da essere coronato in un recente sondaggio miglior centrocampista del secolo dell’ Hellas Verona.
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Trevor Francis

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Attaccante
1982-1985


Trevor John Francis (Plymouth, 19 aprile 1954) è un ex calciatore e allenatore di calcio britannico, nazionale inglese. Cresce calcisticamente nel Birmingham City. A 16 anni debutta in prima squadra con i Blues. in quell'anno gioca 22 partite segnando ben 15 gol (realizza una quadripletta il 20 febbraio 1971 in Birmingham City-Bolton 4-0).

Resta per 8 anni al Birmingham, con cui mette a segno in totale 118 gol in 279 partite. Nel gennaio del 1979 Trevor Francis passa ad una grande squadra, diventando il primo giocatore inglese per cui viene pagato un milione di sterline. Ad aggiudicarsi il giocatore è il Nottingham Forest guidato da Brian Clough, un manager smanioso di conservare il titolo della Premier League conquistato l'anno prima e di tentare la scalata nella Coppa dei Campioni. Con la maglia del Forest, sebbene un inizio non esaltante, Trevor ha la soddisfazione di vincere per ben due anni consecutivi la Coppa dei Campioni. Nella finale del 1979, a Monaco di Baviera, il Forest batte il Malmö 1-0 proprio con un gol di Francis.

L'anno successivo, nella finale di Madrid, Trevor non c'e', una fastidiosa tendinite lo tiene lontano dal campo per mesi facendogli perdere anche l'appuntamento con gli europei del 1980. Ciononostante il risultato si ripete a danno dell'emergente Amburgo, guidato da un altro inglese, Kevin Keegan. Con il rammarico di non aver raggiunto il pieno potenziale, a causa degli infortuni e di (probabili) incomprensioni con il tecnico sul ruolo del giocatore, nel 1981 Trevor passa al Manchester City. Qui segna 12 gol in 26 partite che gli permettono di far parte della squadra inglese che prende parte al campionato del mondo 1982.

Finito il mondiale Trevor parte per l'Italia, destinazione Sampdoria. Con i 'blucerchiati', in tre stagioni, segna 17 goals in 68 partite contribuendo a vincere una Coppa Italia nel 1985.
Durante l'estate di quell'anno Trevor passa all'Atalanta. Qui non lascia certo un gran ricordo, in 21 partite segna un solo gol. Nell'Estate 1987 torna in Gran Bretagna e decide di tentar fortuna nel Campionato Scozzese con i Rangers. Con la maglia dei Rangers vince una coppa di lega scozzese.

Nel 1988 Trevor torna in Inghilterra diventando, prima, giocatore e, pochi mesi più tardi, allenatore/giocatore del Queen's Park Rangers. La prima esperienza come allenatore non è esaltante, sia dal punto di vista del gioco che da quello dello spogliatoio. Dopo un anno viene esonerato. Ricopre poi lo stesso incarico nello Sheffield Wednesday fino al 1994, quando decide di abbandonare il campo per la panchina.

Vanta 52 presenze e 12 gol con la maglia della nazionale di calcio Inglese, con la quale ha partecipato ai Mondiali di Spagna 1982.

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Souness e Francis durante il periodo alla Sampdoria
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Graeme James Souness

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Centrocampista 1984-1986

Graeme James Souness (Edimburgo, 6 maggio 1953) è un ex calciatore e allenatore di calcio britannico, nazionale scozzese.

Carriera
Firmò il primo contratto da professionista a soli 15 anni, nel 1968, col Tottenham Hotspur F.C. ed entrò in polemica con l'allenatore quando, in seguito, non trovò spazio in squadra per nemmeno una partita.

Venne quindi inviato in Canada a disputare un campionato nella NASL nelle file del Montréal Olympique, dove si mise in mostra come uno dei migliori giocatori del torneo. Tornato agli Spurs, debuttò in campionato passando poi, dopo una sola presenza, al Middlesbrough, ove rimase per 5 anni. Debuttò in nazionale scozzese il 30 ottobre 1974.

Passato al Liverpool il 10 gennaio 1978, vinse subito la sua prima Coppa dei Campioni, a cui seguirono poi quelle del 1981 e del 1984. Capitano della squadra dal 1981, la guidò al succeso in campionato per tre volte consecutive (1982, 1983 e 1984), dopo i successi del 1979 e 1980.

Lasciò la squadra nel 1984, dopo 356 partite e 58 reti, passando alla Sampdoria per due stagioni, vincendo una Coppa Italia nel 1985.

Disputò i mondiali del 1986, chiudendo così la sua carriera in nazionale con 54 gare.

Passato in quell'anno ai Rangers Glasgow, vi rimase fino al 1991 in qualità di giocatore-allenatore vincendo ben 4 titoli in 5 stagioni.

Tornato al Liverpool, ma da allenatore, in un periodo non molto fortunato, in cui l'unica vittoria fu quella del 1992 in FA Cup, pochi giorni dopo un'operazione al cuore.

Ha quindi allenato varie altre squadre, fra cui in Italia il Torino per un breve periodo.
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Toninho Cerezo

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Centrocampista 1986-1982

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Antônio Carlos Cerezo, meglio conosciuto come Toninho Cerezo (Belo Horizonte, 21 aprile 1955) è un ex calciatore brasiliano.

Ha giocato come centrocampista difensivo nel Atlético Mineiro, nella Roma, Sampdoria, São Paulo Futebol Clube e nella Nazionale di calcio brasiliana. Nel 1998, ritiratosi dal calcio giocato, è tornato in Brasile divenendo tecnico dell'Atlético Mineiro.

Carriera
Giocatore
Ha vestito le maglie di Atlético Mineiro (Brasile), Nacional (Brasile), ancora Atlético Mineiro (Brasile), Roma, Sampdoria, San Paolo (Brasile), Cruzeiro (Brasile), Lousano Paulista (Brasile), ancora San Paolo (Brasile), América (Brasile) e nuovamente Atlético Mineiro (Brasile)

In Brasile vinse il "Brazilian Golden Ball trophy" nel 1977 ed il "Brazilian Silver Ball trophy" nel 1976 e nel 1980.

Arrivò in Italia e vinse 5 volte la Coppa Italia. Nel 1991 vinse anche il campionato di Serie A con la Sampdoria.

Con il São Paulo FC vinse due volte la Coppa Libertadores e la Coppa Intercontinentale ed è stato il miglior giocatore della Coppa Intercontinentale nella finale del 1993.

Nazionale [modifica]

Cerezo ha disputato 74 incontri con la divisa verde-oro, segnando 7 reti. Ha giocato il Mondiale di calcio in Argentina nel 1978 e in Spagna nel 1982. Nel 1986 non ha partecipato a causa di un infortunio.

Allenatore

Da allenatore ha gestito i seguenti club:

* Atlético Mineiro (Brasile)
* Guarani (Brasile)
* Kashima Antlers (Giappone)
* Vitória (Brasile)

Cerezo e la Sampdoria:

1986/87: 28 presenze, 3 gol
Serie A: 28 presenze, 3 gol
Coppa Italia: 0 presenze, 0 gol

1987/88: 41 presenze, 6 gol
Serie A: 28 presenze, 3 gol
Coppa Italia: 13 presenze, 3 gol

1988/89: 51 presenze, 7 gol
Serie A: 29 presenze, 2 gol
Coppa Italia: 13 presenze, 3 gol
Coppa Coppe 9 presenze, 2 gol

1989/90: 29 presenze, 3 gol
Serie A: 21 presenze, 2 gol
Coppa Italia: 5 presenze, 0 gol
Coppa Coppe 3 presenze, 1 gol

1990/91: 21 presenze, 3 gol
Serie A: 12 presenze, 3 gol
Coppa Italia: 4 presenze, 0 gol
Coppa Coppe 5 presenze, 0 gol

1991/92: 40 presenze, 3 gol
Serie A: 27 presenze, 1 gol
Coppa Italia: 7 presenze, 1 gol
Champions League 6 presenze, 1 gol

Totale nella Samp: 210 presenze, 25 gol
Serie A: 145 presenze, 14 gol
Coppa Italia + Supercoppa: 42 presenze, 7 gol
Coppe Europee: 23 presenze, 4 gol

Un video breve, ma suggestivo, stupendo passaggio in rovesciata di Katanec e gol di Cerezo. Grandissima azione! [url=http://it.youtube.com/watch?v=W3Uy-RlyWbM]
Milan Sampdoria 28 ottobre 1990 (Cerezo)[/url]
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Srečko Katanec

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Centrocampista 1989-1995

Srečko Katanec è un ex calciatore e allenatore di calcio sloveno.
Nato 16 luglio 1963 Lubiana, od. Slovenia

Carriera
Giovanili
1970-1979 NK Lubiana
Squadre professionistiche
1979-1981 NK Lubiana 30 (1)
1981-1985 Olimpia Lubiana 90 (2)
1986-1988 Partizan 58 (3)
1988-1989 Stoccarda 20 (2)
1989-1995 Sampdoria 192 (14)

Nazionale
1983-1990
1995 Jugoslavia
Slovenia 31 (5)
1 (0)

Carriera da allenatore
1998 HiT Gorica
1998-2002 Slovenia
2002-2003 Olympiakos
2006- Macedonia


Palmarès Olimpiadi: Bronzo Los Angeles 1984

È l'attuale commissario tecnico della Nazionale macedone.

Calciatore
Di origini croate, iniziò a giocare a calcio all'età di 7 anni nell'NK Lubiana. Nel 1981 si trasferì all'Olimpia Lubiana e nel 1985 alla Dinamo Zagabria. Un anno più tardi fu acquistato dal Partizan Belgrado, con cui vinse il campionato jugoslavo nel 1987. Nel 1988 passò allo Stoccarda, formazione con la quale raggiunse la finale della Coppa UEFA 1988-1989, persa contro il Napoli di Diego Armando Maradona. Per la stagione seguente fu acquistato dalla Sampdoria, squadra con cui si aggiudicò la Coppa delle Coppe 1989-1990. Nella compagine blucerchiata militò fino al 1995, vincendo lo scudetto nel campionato 1990-1991, la Coppa Italia nel 1994 e perdendo la finale di Coppa dei Campioni 1991-1992.

Ha vestito la maglia della Nazionale jugoslava al campionato d’Europa 1984 e nello stesso anno alle Olimpiadi di Los Angeles, oltre che al campionato del mondo 1990.


Allenatore
Come allenatore guidò la Slovenia ad una sorprendente qualificazione al campionato d’Europa 2000, dove la Nazionale ottenne due pareggi alla sua prima partecipazione ad una competizione internazionale di rilievo. Due anni più tardi Katanec condusse la squadra alla qualificazione ai Mondiali di Giappone e Corea del Sud, dove la Slovenia perse tutte e tre le partite della prima fase. In seguito il tecnico allenò l'Olympiakos per un breve periodo, prima di essere ingaggiato, nel 2006 dalla Nazionale macedone.


Palmarès

Calciatore
Campionato jugoslavo: 1
1986-1987
Campionato italiano: 1
1990-1991
Coppa Italia: 1
1993-1994
Supercoppa italiana: 1
1991
Coppa delle Coppe: 1
1989-1990

Allenatore
Campionato greco: 1
2002-2003

Un altro degli eroi dello scudetto, altro grande affare dato che si rivelò un eccellente centrocampista, molto grintoso ma anche bravo tecnicamente.
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MessaggioInviato: Gio Mag 22, 2008 3:46 pm    Oggetto:  
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Ariel Arnaldo Ortega

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Attaccante 1988-1989

Ariel Arnaldo Ortega (Ledesma, 4 marzo 1974) è un calciatore argentino che gioca come trequartista nel River Plate.

Destro naturale, brevilineo (165 cm x 67 kg) si disimpegna egregiamente in ruoli offensivi, in particolar modo come "trequartista" alle spalle delle punte. Maestro nel dribbling ed in tutto quel bagaglio di "numeri" che da sempre caratterizzano i fantasisti argentini (da Sivori a Maradona, cui sarà, troppo precocemente, paragonato), ottimo battitore di calci piazzati, si conquista il singolare nomignolo di "Burrito" (asinello). Purtroppo per lui, anche il sangue è "argentino" e questo lo porterà, in carriera, a scontare un gran numero di giornate di squalifica.

Destro naturale, brevilineo (165 cm x 67 kg) si disimpegna egregiamente in ruoli offensivi, in particolar modo come "trequartista" alle spalle delle punte. Maestro nel dribbling ed in tutto quel bagaglio di "numeri" che da sempre caratterizzano i fantasisti argentini (da Sivori a Maradona, cui sarà, troppo precocemente, paragonato), ottimo battitore di calci piazzati, si conquista il singolare nomignolo di "Burrito" (asinello). Purtroppo per lui, anche il sangue è "argentino" e questo lo porterà, in carriera, a scontare un gran numero di giornate di squalifica.

Carriera
Cresce calcisticamente nel River Plate (che rimarrà per lui la squadra del cuore): dopo aver esordito in prima squadra nel 1991, a soli 17 anni, nel corso della stagione successiva si impone con 22 presenze ed una rete. Disputa da titolare le seguenti 4 stagioni (trionfali per il River: 3 tornei Apertura ed una Coppa Libertadores), con un ruolino complessivo di 133 presenze e 28 reti.

Nel 1996 passa al Valencia, in Spagna. Il primo anno disputa soltanto 12 partite segnando però ben 7 gol; nel 1997-98 le partite saranno 20 con 2 marcature. Le incomprensioni col tecnico ed i risultati non esaltanti della squadra (decima nel '97, nona l'anno successivo) portano Ortega a trasferirsi a Genova, sponda sampdoriana. È una stagione ottima per lui: le presenze sono 27 condite da 8 reti, alcune delle quali di splendida fattura; è schierato talvolta come seconda punta, in altri casi dietro la coppia Palmieri-Montella. Purtroppo la Sampdoria retrocede, e Ortega viene ceduto al Parma. Il 1999-00 sarà la stagione più difficile per il fantasista argentino; problemi di ambientamento in una piazza esigente come quella parmense (orfana di Veron e Chiesa) lo porteranno ad essere messo ai margini della squadra. Alla fine del campionato rimarranno solo 18 presenze con 3 reti.

L'anno successivo Ortega decide di riparare in patria, più precisamente al River Plate i cui tifosi non l'hanno mai dimenticato. Due ottime stagioni (56 presenze complessive con 24 gol), coronate dalla conquista del titolo Clausura 2002, al termine delle quali Ortega attraversa di nuovo l'oceano e si accasa al Fenerbahce, in Turchia. Qui si apre la parentesi più difficile della carriera del “Burrito”, coinvolto in una vicenda senza precedenti nel calcio mondiale. Dopo un avvio di stagione fatto di alti e bassi (14 presenze e 5 gol), e di molta panchina, nel Febbraio 2003 Ortega viene convocato dalla nazionale e vola in Argentina. Riunitosi agli ex-compagni del River, questo viaggio sarà il pretesto per non ripresentarsi più in Turchia; avendo firmato un contratto quadriennale, il fantasista viene squalificato dall'Uefa fino al Dicembre del 2003 e multato di 11 milioni di dollari per non averlo onorato. Decide così, con un annuncio shock, di dare l'addio al calcio.

In seguito, Ortega riesce a risolvere il contenzioso con la squadra turca e torna in campo nel 2004 (a 19 mesi di distanza dall'ultima partita giocata) questa volta con la maglia del Newell's Old Boys. E, come nelle migliori storie a lieto fine, disputa un campionato strepitoso: dopo 12 anni, il Newell's è campione del torneo Apertura. Per Ortega, 25 presenze e 5 gol. La stagione che sancisce la rinascita del burrito è la 2005/2006, durante la quale Ortega realizza 19 gol in 25 presenze, sempre con la maglia del Newell's. La stagione successiva segna nuovamente il ritorno di Ortega alla sua squadra del cuore, il River Plate, dove è attualmente uno dei cardini del centrocampo dei milionaros.

Con la nazionale argentina, Ortega ha disputato 3 Mondiali: 1994, 1998 e 2002. Particolarmente “rocambolesco” il secondo di questi: 2 reti segnate (alla Giamaica) ed una folle espulsione rimediata nei quarti contro l'Olanda per una testata rifilata ad un avversario; un minuto dopo (89') Bergkamp segnerà il gol del 2-1 che sancirà l'uscita dal Mondiale di una delle favorite.


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La ferita per l' eliminazione nell' Intertoto ad opera del Bologna e' aperta, ma la Sampdoria prova a voltare subito pagina presentando oggi Ariel Ortega, "il giocatore piu' importante arrivato quest'anno in Italia", dice il presidente Enrico Mantovani. L' argentino, prelevato dal Valencia per 22 miliardi, ha firmato con la societa' blucerchiata un contratto quinquennale da due miliardi e mezzo a stagione. "Per Ortega - spiega il suo procuratore, Antonio Caliendo - c'erano diverse offerte, tra cui quella del Manchester United e di altri due club italiani, ma lui ha scelto la Sampdoria perche' qui e' sicuro di fare bene".

Dell' ambiente blucerchiato, infatti, gli hanno parlato in termini entusiastici Veron e Carboni, due ex doriani, compagni di Ortega rispettivamente in Nazionale e nel Valencia. "Noi e Ortega - aggiunge Mantovani - abbiamo il comune obiettivo di prenderci delle soddisfazioni e speriamo di riuscirci. L' eliminazione dall' Intertoto non ci ridimensiona, proveremo a conquistare l' Uefa attraverso il campionato.

Alcuni gol con la nostra maglia:
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da calciomercato.com
E' nuovamente allarme per le condizioni di Ariel Ortega, il calciatore argentino ex Sampdoria e Parma che non riesce a liberarsi da una dipendenza dagli alcolici che lo tormenta dallo scorso anno. Sabato, in una partita amichevole del suo River Plate contro il Racing Club, Ortega aveva anche messo a segno una rete su rigore. Poi, secondo la stampa spagnola, "una profonda ricaduta nel quadro di uno stato di depressione che ha fatto vivere al calciatore una giornata drammatica e commosso tutto l'organico del River''. Vista la gravita' della situazione, i medici della squadra lo hanno sedato, e praticamente il centrocampista ha trascorso tutta la giornata di ieri nel letto del suo albergo. Ortega dovrebbe ora sottoporsi ad una cura disintossicante.

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Ariel Ortega lascia la clinica dove era rimasto in cura per 3 settimane a causa della sua dipendenza dall'alcol e torna al River Plate. 'El Burrito', 33 anni ex fantasista di Parma e Sampdoria, e' tornato in Argentina e ieri si e' allenato con i compagni che non sono partiti con la squadra per la tournee in Corea del Sud. Ortega e' rimasto per 21 giorni in un centro di riabilitazione vicino a Santiago del Cile, accompagnato da moglie e figli.
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Vladimir Jugovic

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Centrocampista 1992-1995

Vladimir Jugović (Trstenik, 30 agosto 1969) è un ex calciatore serbo che giocava nel ruolo di centrocampista.

Carriera

Club
Cresciuto nella Stella Rossa di Belgrado, arriva in Italia nel 1992, acquistato dalla Sampdoria. Dopo tre stagioni in blucerchiato (dove vince una Coppa Italia) si trasferisce alla Juventus con cui conquista uno Scudetto, una Supercoppa italiana, una Coppa dei Campioni (contro l'Ajax è suo il rigore decisivo nella finale di Roma), una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa europea. Nel 1997 viene acquistato dalla Lazio dove rimane una sola stagione vincendo la Coppa Italia nella doppia sfida di finale con il Milan e raggiungendo la finale di Coppa Uefa, persa in finale con l'Inter. L'allenatore della Juventus, Marcello Lippi, si arrabbiò molto con la propria società per la cessione del centrocampista ai biancocelesti. L'anno successivo (1998/99) passa all'Atletico Madrid.

Nazionale

Ha debuttato con la Jugoslavia l'8 agosto 1991, nella partita contro la Cecoslovacchia. In seguito, con la Serbia, ha partecipato a Francia '98 e ad Euro 2000, totalizzando 4 presenze ciascuno.

Palmarès

Competizioni nazionali
Campionati di Jugoslavia: 2 Stella Rossa: 1990/1991 e 1991/1992
Campionato italiano: 1 Juventus: 1997
Coppa Italia: 2 Sampdoria:1993/1994 Lazio:1997/1998
Supercoppa Italiana: 1 Juventus: 1997

Competizioni internazionali
Champions League: 2 Stella Rossa: 1990/1991 Juventus: 1995/1996
Supercoppa Europea: 1 Juventus: 1996
Coppa Intercontinentale: 2 Stella Rossa: 1991 Juventus: 1996
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MessaggioInviato: Gio Mag 22, 2008 4:28 pm    Oggetto:  
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William Brady

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1983-1986

William "Liam" Brady (Dublino, 13 febbraio 1956) è un ex calciatore, allenatore di calcio e commentatore sportivo irlandese.

Carriera

Giocatore
Cresciuto calcisticamente nel St. Kevin's Boys FC, viene acquistato dall'Arsenal, con la quale vinse la FA Cup nel 1979 e disputando le finali della stessa sia nel 1978, sia nel 1980. Con il club londinese raggiunge la finale di Coppa delle Coppe nel 1980, perdendola contro il Valencia.

Nel 1980 divenne il primo giocatore straniero della Juventus, dopo la riapertura del campionato italiano di calcio agli stranieri e grazie all'intervento del Talent Scout Gigi Peronace. Con la squadra torinese vince due titoli italiani (1981 e 1982) per poi passare alla Sampdoria, a "causa" dell'arrivo a Torino di Michel Platini. L'ultima giornata della stagione 1982 divenne simbolo di grande professionalità quando si incaricò di tirare il rigore che avrebbe dato la vittoria ai bianconeri contro il Catanzaro, pur sapendo di esser già ceduto.

Dopo due stagioni a Genova, passa all'Inter e successivamente all'Ascoli, per chiudere la carriera al West Ham.

Allenatore
Nel 1991 diventa allenatore del Celtic FC e nel 1993 allena prima il Brighton & Hove Albion FC fino al 1995.

Dal 1996 ricopre la carica di direttore del settore giovanile dell'Arsenal.

Dal Maggio 2008 è diventato assistente del nuovo CT della Nazionale irlandese Giovanni Trapattoni, ed in questo ruolo sarà affiancato da un altro ex juventino, cioè Marco Tardelli.

Palmares

Club

Competizioni Nazionali:2 Scudetti: 1980/81, 1981/82; 1 FA Cup con l'Arsenal: 1979

Competizioni Internazionali: 1 Coppa: 1995/1996

Premi individuali:Giocatore dell'anno della PFA: 1 (1979)
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