Sampdoria è vita

Foto & Video - Campioni blucerchiati italiani

Homer - Sab Mag 24, 2008 10:24 am
Oggetto: Campioni blucerchiati italiani
Adriano Bassetto

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Mezz'ala 1946-1953

(Vicenza, 8 settembre 1925 – Genova, 12 ottobre 1999) è stato un calciatore italiano nel ruolo di mezz'ala. Nonostante non abbia mai giocato in squadre di vertice è stato una delle mezzali più profiliche del campionato di calcio italiano, riuscendo a stare fra i migliori cannonieri per oltre dieci stagioni consecutive. Nonostante ciò non ha mai avuto molta fortuna con la nazionale.

Dopo gli esordi con delle squadre minori, ha fatto il suo esordio con il Vicenza nel campionato di guerra del 1944. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, seppur molto giovane, si mise in luce con i biancorossi che guidò alla salvezza.

Nel 1946 passò alla Sampdoria ove rimase per ben 7 stagioni, arrivando in due occasioni a oltre 20 reti stagionali. Esordì in blucerchiato il 22 settembre nella gara persa 3-1 contro la A.S. Roma e al 55° fu l'autore del primo gol ufficiale della Sampdoria.

Lasciò Genova nel 1953 dopo 196 partite e 92 reti per passare all'Atalanta. A Bergamo disputò ancora quattro stagioni ai vertici, arrivando alla soglia delle 150 reti in Serie A. Il 5 dicembre 1954 esordì anche in nazionale nella partita vinta 2-0 contro l'Argentina.

Nel 1957 tornò al Vicenza dopo 125 gare con l'Atalanta con 56 reti, tuttavia non riuscì a giocare più di 8 partite segnando un'unica rete che portò il suo bottino in massima serie a 329 gare e 149 reti (a cui vanno a sommarsi le 26 gare e i 9 gol del 1945-46).

Nel 1958 andò a giocare in Serie C alla Lucchese con cui giocò 4 campionati, l'ultimo dei quali in Serie B in virtù della promozione conquistata l'anno precedente. A Lucca giocò in totale 100 partite segnando 28 reti. Chiuse la carriera al Cesena nel 1963 a 38 anni dopo aver giocato solo 2 gare di Serie C con i bianconeri.

Attualmente con i suoi 149 gol in massima serie è il diciannovesimo giocatore della Serie A per numero di gol e per molti anni è stata la mezzala più prolifica.

Squadre professionistiche
1945/1946 Vicenza * 26 (9 gol)
1946/1953 Sampdoria A 196 (92 gol)
1953/1957 Atalanta A 125 (56 gol)
1957/1958 Lanerossi Vicenza A 8 (1 gol)
1958/1961 Lucchese C 83 (25 gol)
1961/1962 Lucchese B 17 (3 gol)
1962/1963 Cesena C 2 (0 gol)

Totale Serie A 329 (149 gol)

Nazionale
1954 Italia 3 (0 gol)
Homer - Sab Mag 24, 2008 10:28 am
Oggetto:
Giuseppe "Pinella" Baldini

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Attaccante 1946-1949

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(Russi, 11 marzo 1922) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano che ha giocato nel ruolo di attaccante. È noto soprattutto per aver fatto parte, nella Sampdoria degli anni '40, dell' "attacco atomico", il nome dato al tandem offensivo che Baldini formò con il compagno Adriano Bassetto.


Nel 1939, dopo due anni trascorsi nel Pontedera, fu acquistato dalla Fiorentina, con la quale fece il suo esordio in Serie A all'età di 17 anni; proprio con i viola vinse l'unico trofeo della sua carriera, la Coppa Italia, ottenuta grazie al successo per 1-0 contro il Genoa. Nonostante la guerra, i campionati di calcio proseguirono, e Baldini continuò a giocare nella squadra viola, finché, nel 1942, passò all'Ambrosiana, dove militò per due sole stagioni. Poi, Baldini perse un anno di carriera nella stagione 1944/1945, visto che il campionato di calcio non venne disputato a causa della tragica situazione vissuta dall'Italia nell'ultimo anno di guerra.

Al termine del conflitto, iniziarono nuovamente le attività sportive, e Baldini fu ingaggiato, nel 1946, dall'Andrea Doria che, l'anno successivo, si fuse con la Sampierdarenese, dando vita alla Sampdoria. Fu proprio con la neonata società blucerchiata che Baldini raggiunse l'apice della sua carriera da calciatore, contribuendo ai buoni risultati della Samp alla fine degli anni '40.

Nelle prime due stagioni, 1946/1947 e 1947/1948, Baldini s'impose come uno dei principali talenti della squadra genovese, diventando, insieme al compagno Bassetto, l'artefice del 10° e del 14° dei primi due anni. Ma è nella stagione 1948/1949 che Baldini raggiunse il successo, portando la Sampdoria, con le sue 13 realizzazioni (senza dimenticare le 18 di Bassetto), al quinto posto finale, un risultato inaspettato che portò la giovanissima società genovese alla ribalta nazionale. Al tandem offensivo che Baldini formò con Bassetto fu dato il nome di "attacco atomico", il cui successo è stato superato, nell'ambito della società blucerchiata, solo dai "gemelli del gol" Vialli e Mancini.

Le sue ottime prestazioni valsero la prima convocazione in Nazionale, nella quale esordì, da titolare, il 27 febbraio 1949 contro il Portogallo: il match, disputato di fronte ai 60.000 del Luigi Ferraris, terminò con il risultato di 4-1.

Purtroppo, la Sampdoria non riuscì a confermare, nel periodo successivo, il quinto posto del 1949, forse per l'eccessivo galvanizzamento dell'ambiente. A farne le spese fu ache Baldini, che nel 1951 lasciò la Sampdoria per approdare all'altra squadra genovese, il decaduto Genoa, per il quale Baldini giocò in Serie B. La stagione successiva, passò al Como, dove rimase per due anni, prima di tornare nuovamente alla Samp, dove la sua assenza si era fatta decisamente sentire. In questo biennio, lasciò il segno nella prestigiosa vittoria per 5-1 con la Juventus del 30 gennaio 1955. Tornò poi sulle sponde del Lario, dove concluse la carriera nel 1961, all'età di 39 anni.
Homer - Sab Mag 24, 2008 10:36 am
Oggetto:
Sergio Brighenti


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1960-1963

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(Modena, 23 settembre 1932) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Carriera
Ha giocato nel ruolo di centravanti. Anche suo fratello maggiore Renato è stato un giocatore di calcio (con 81 reti è il maggior cannoniere di tutti i tempi del Modena), per cui spesso è indicato come Brighenti II

Esordì nella squadra della sua città, il Modena, nel campionato di Serie B 1949-50, disputando una sola gara. Conquistò un posto da titolare l’anno successivo mettendosi in luce per le sue doti di centravanti di manovra, dalle buone dote realizzative anche se con una certa predisposizione al gioco di squadra.

Dopo due buoni campionati cadetti passò all’Inter di Foni conquistando gli scudetti 1952-53 e 1953-54. Rimase a Milano per tre stagioni, senza mai trovare molto spazio, chiuso da un centravanti del calibro di Benito Lorenzi, ma segnando con una certa continuità.

Nel 1955 si trasferì alla Triestina, conquistando la salvezza il primo anno mentre il seguente i giuliani furono retrocessi. Così Brighenti, che già aveva vestito le maglie delle nazionali B e Under 21 ai tempi dell’Inter, passò al Padova di Nereo Rocco. La tattica del catenaccio dell’allenatore triestino trovava in Brighenti l’uomo ideale per l’attacco, un ottimo finalizzatore per i contropiedi padovani che permisero di conquistare il terzo posto nel 1957-58, il settimo nel 1958-59 e il quinto nel 1959-60.

Brighenti, che si stava affermando fra i massimi cannonieri della Serie A, fu anche convocato in nazionale il 6 maggio 1959, realizzando il gol del momentaneo 1-2 contro l’Inghilterra di Bobby Charlton a Wembley, in una partita che gli azzurri poi pareggiarono grazie al gol dell’altro padovano Mariani.

Passato alla Sampdoria nel 1960, diventò capocannoniere della Serie A con 27 reti nel 1960-61 (dopo di lui solo Oliver Bierhoff nel 1997-98 riuscirà a segnare tanto in massima divisione) e si confermò come centravanti titolare della nazionale per qualche partita, realizzando il gol del vantaggio del 2-1 ancora una volta contro gli inglesi, nella gara poi persa per 2-3.

Soppiantato in azzurro dal naturalizzato José Altafini, continuò a giocare nella Sampdoria per altre due stagioni, pur non riuscendo più a ripetersi come bomber. Nel 1963 tornò a Modena dove, nonostante i suoi 10 gol, fu retrocesso in Serie B. Chiuse la carriera con una gara al Torino nel 1964-65.


I numeri
Spesso è riportato negli almanacchi come Brighenti II, in quanto anche suo fratello maggiore ha giocato in Serie A, al Modena.
Ha giocato in carriera 366 gare e segnato 156 reti
In Serie A ha uno score di 311 partite e 136 gol, che lo pone fra i migliori realizzatori di tutti i tempi
In nazionale ha giocato 9 partite, l’ultima delle quali da capitano, segnando 2 reti, entrambe all’Inghilterra. Ha disputato anche 1 partita in nazionale B e 1 in Under 21 siglando una doppietta.
Ha vinto due scudetti con l’Inter, nel 1952-53 e nel 1953-54, con 40 partite e 20 reti in 3 stagioni con i nerazzurri
Alla Trestina ha disputato 54 fare segnando 13 reti
Al Padova è rimasto 3 anni con 91 partite e 50 gol
Con la Sampdoria, oltre al titolo di capocannoniere del 1960-61, ha collezionato 95 partite e 43 reti
Con la squadra della sua città, il Modena, ha iniziato e chiuso praticamente la carriera (escludendo l’unica gara al Torino), giocando in totale 85 partite (30 in A e 55 in B) con 30 gol (10 in A e 20 in B)

Palmarès
Club
Campionato italiano: 2 Inter: 1952/53, 1953/54
Individuale [modifica]
Capocannoniere della Serie A italiana: 1 1960/61 (27 reti)

Onorificenze
Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.


La famosa partita dei 6 gol di Sivori
“Quando uno Juve-Inter mi distrusse la carriera”

dal Corriere dello Sport del 21/07/2006
Il ricordo di Brighenti «Quando uno Juve-Inter mi distrusse la carriera» questa è una storia delicata. Molto triste e un pochino strana. E’ cominciata 45 anni fa in un giorno qualunque. Ma a lui fa ancora malissimo. Sergio Brighenti, classe 1932, la vuole raccontare adesso «perché avevo promesso a mio figlio Edoardo di parlare prima di morire. Invece purtroppo è stato lui ad andarsene, due mesi fa in un incidente» . Torniamo indietro, alla fine del campionato 1960/61. Brighenti allora era il centravanti della Sampdoria, il capocannoniere della serie A con 27 gol e il capitano della Nazionale. Praticamente tutto. Ma tutto scorre. In una partita di cui sei spettatore. Se la ricordano i tifosi più anziani. Per un’invasione di campo durante Juve-Inter, con le due squadre che si contendevano lo scudetto, la giustizia sportiva aveva dato lo 0-2 a tavolino ai nerazzurri, salvo poi rimangiarsi la sentenza e ordinare la ripetizione. Una farsa, perché quando la partita effettivamente fu rigiocata, a fine stagione, la Juve era già campione d’Italia. E l’Inter per protesta mandò in campo la Primavera (con Sandro Mazzola). E la Juve vinse 9-1. E Omar Sivori fece 6 gol: l’ultimo al 90’, su rigore. Una partita insignificante per molti, ma non per Brighenti. Che oggi, da pensionato, si sfoga: «Il regolamento prevedeva che l’Inter dovesse perdere 2-0 a tavolino, per aver presentato in campo la Primavera. Invece fu omologato il 9-1 per fare un favore a Sivori, che con 6 gol era riuscito a raggiungere un quoziente-reti migliore del mio. La questione era che, pur avendo segnato due gol meno di me, Omar aveva fatto meno partite. Così, grazie a questo risultato non regolare, vinse tutti i premi individuali d’Europa, incluso il Pallone d’0ro. Sono sicuro che la Juve non volesse danneggiarmi. Non a caso Umberto Agnelli, che non smetterò mai di ringraziare, poi mi regalò una copia con tutti i premi che erano stati assegnati a Omar» . Ma perché non denunciò subito l’accaduto? «Perché non volevo creare scandali, danneggiare il mio club. E invece cosa succede, io e tutti i giocatori della Sampdoria veniamo allontanati dalla Nazionale senza motivo. Da un giorno all’altro. Si disse che c’era un’incompatibilità tecnica con Sivori, ma non era vero niente. La federazione in realtà temeva che tra me e lui pesasse l’episodio di cui parlavo. Mi hanno rovinato la carriera» . Però Sivori è morto e non può difendersi: «Mi dispiace, ma io l’ho invitato più volte a un confronto televisivo. L’ha sempre rifiutato» .
r.m.
Homer - Sab Mag 24, 2008 10:52 am
Oggetto:
Ernesto Cucchiaroni

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Attaccante 1958-1963

Ernesto "Tito" Cucchiaroni (Misiones, 16 novembre 1927 – 1969) è stato un ex calciatore argentino.

Carriera
Arrivò in Italia al Milan dal Boca Juniors nel 1956. Passò in rossonero due stagioni, realizzando sette reti in 41 partite; dal 1958 al 1963 Cucchiaroni giocò nella Sampdoria, dove in cinque campionati realizzò quaranta reti.

1958-59 Sampdoria (A) partite giocate 29 gol10
1959-60 Sampdoria (A) partite giocate 32 gol 10
1960-61 Sampdoria (A) partite giocate 29 gol 8
1961-62 Sampdoria (A) partite giocate 27 gol 7
1962-63 Sampdoria (A) partite giocate 21 gol 5

Riguardo a questo giocatore è doveroso citare il gruppo Ultras della Sampdoria, gli "Ultras Tito Cucchiaroni".
Ne hanno fatta di strada gli Ultras Tito Cucchiaroni , da quella stagione 1968/69 in cui un gruppo di giovani tifosi della Sampdoria povera ma bella, appena tornata in serie A per fare il suo mestiere, quello di soffrire per salvarsi, aveva deciso di fondare un gruppo nel segno della passione comune per il blucerchiato. Andare allo stadio insieme, quando ancora i sampdoriani erano in netta minoranza nella stessa Genova, per sventolare con forza la bandiera più bella del mondo. Venivano da Sestri Ponente, zona ad altissima densità blucerchiata, e presero come primo nome, “Ultras Sant’Alberto”.
Questa scelta ha valore storico: sono i sampdoriani, infatti, a rivendicare a ragione il primato assoluto nell’uso del nome che adesso designa un modo peculiare di vivere il rapporto con il calcio. Essere tifoso, infatti è qualcosa di radicalmente diverso da essere Ultras. Quasi subito, i capi sclesero di dedicare il sodalizio a Tito Cucchiaroni, un attaccante argentino arrivato trentunenne dal Milan nel 1958 e subito presentatosi con una doppietta vincente nel derby del 16 novembre. Non è casuale l’indicazione “Tito”: rappresentò anche e soprattutto il simbolo di quella Genova che, a poco più di vent’anni dalla fondazione della Sampdoria, voleva rovesciare i canoni della supremazia calcistica cittadina. Non a caso in città si sparse la voce, assai romanzata, che il nome del gruppo nascondesse un acrostico garibaldino: “Uniti Legneremo Tutti i Rossoblu A Sangue”.
Più tardi, alla morte di Paolo Mantovani, come segno di altissimo onore gli Ultras decisero di aggiungere alla denominazione storica anche i connotati onomastici del grande presidente; ma questa duplice intitolazione nell'uso comune è assai poco praticata. La storia degli Ultras Tito è fatta di persone, di volti, di vicende. Di grandi trasferte di massa, una delle prime a Torino in treno speciale per la leggendaria partita salvezza del 20 maggio 1973. Ma sono gli stessi Ultras a preferire di dissolvere identità individuali, pure note e riconoscibilissime anche a distanza di anni dai primordi, nell'epopea collettiva che è uno dei valori fondativi del gruppo. Gli Ultras, come tutti gli altri sodalizi di base, hanno un patrimonio ideale e un codice d'onore, consolidato nel tempo di battaglia in battaglia. Nei confronti delle tifoserie avversarie, compresa quella concittadina, anche l'ostilità aperta è sempre stata interpretata con lealtà e rispetto.
Homer - Sab Mag 24, 2008 11:33 am
Oggetto:
Azeglio Vicini

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OMRI (Cesena, 20 marzo 1933) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Carriera da giocatore
Nei primi anni di carriera si mette in luce da calciatore contribuendo alla promozione in massima serie del Lanerossi Vicenza, chiusa la carriera ha intrapreso quella dell'allenatore.
Alla Sampdoria dal 1956 al 1963 con 191 presenze e 6 goal.

Carriera da allenatore
La sua prima esperienza è sulla panchina del Brescia, nel campionato 1967-68, e si concluderà con la retrocessione delle rondinelle in serie B.

Già nel 1968 entra a far parte del settore tecnico della nazionale, a soli 35 anni. Il primo incarico di una certa rilevanza è però la guida della nazionale Under-23, affidatagli nella stagione 1975-76 con cui disputa il campionato europeo di categoria.

Dall'anno successivo gli è affidata l'Under-21 (dopo che la UEFA ha riservato il campionato europeo giovanile a tali nazionali), incarico che porterà avanti per ben 10 anni. Ai campionati europei Under-21 ottiene tre volte la qualificazione ai quarti di finale (1978, 1980 e 1982), arrivando alla semifinale nel 1984.

Dopo i mondiali del 1986 ha sostituito Enzo Bearzot alla guida della nazionale maggiore, esordiendo sulla panchina azzurra l'8 ottobre 1986 contro la Grecia, due giorni prima della sconfitta della "sua" Under 21 (poi guidata da Cesare Maldini, Marco Tardelli e Claudio Gentile) nella finale europea.

Alla guida della nazionale ha lanciato fin dalla sua prima partita giocatori destinati a diventarne cardini della sua gestione, come Walter Zenga e Roberto Donadoni.

Gli è affidato il gravoso compito di guidare la nazionale ai mondiali di Italia '90: la nazionale ha raggiunto la semifinale, sconfitta però dall'Argentina ai calci di rigore, agguantando poi il terzo posto.

Vicini è rimasto commissario tecnico della nazionale fino al 1991, quando ha fallito la conquista di un posto per gli Europei del 1992 ed è stato sostituito da Arrigo Sacchi.

Ha poi allenato per brevi periodi Cesena e Udinese, nel 1995-96 è stato consigliere tecnico del Brescia, prima di assumere la presidenza della Associazione Italiana Allenatori Calcio.

Onorificenze
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[1]


Note
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Azeglio Vicini


Nazionale italiana · Campionato d’Europa UEFA 1988 CT: Vicini

Nazionale italiana · Coppa del Mondo FIFA 1990 CT: Vicini

Commissari Tecnici della Nazionale italiana di calcio 1986-1991
Homer - Sab Mag 24, 2008 2:40 pm
Oggetto:
Mario Frustalupi

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Centrocampista
1962-'70


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(Orvieto, TR, 12 settembre 1942 - San Salvatore Monferrato, AL, 14 aprile 1990) è stato un calciatore italiano di ruolo centrocampista.

Centrocampista di notevole talento ha vinto due scudetti: l'undicesimo scudetto dell'Inter nel campionato 1970-71 e il primo scudetto della Lazio allenata da Tommaso Maestrelli nel 1973-74 .

Giocatore di classe, che utilizzava indifferentemente il destro e il sinistro, fu in parte penalizzato dal fisico esile, che gli precluse le giovanili del Milan; arrivò invece alla Sampdoria, dove esordì in serie A il 5 maggio 1963, a diciotto anni segnando un goal nella partita persa con il Torino per 4-2.

Con la Sampdoria giocò otto campionati, di cui uno nel campionato cadetto, totalizzando 165 presenze e 22 goal in serie A e 38 presenze ed un goal in serie B. (Militò anchenelle giovanili della Sampdoria 1960-'61)

Nel 1970 arrivò all'Inter per sostituire Luis Suarez. A Milano rimase due stagioni, ma il ruolo di titolare gli fu precluso dal tecnico Giovanni Invernizzi; giocò comunque la Coppa dei Campioni, al posto di Mario Corso, arrivando sino alla finale, persa con l'Ajax, allo stadio di Rotterdam (2-0), nel 1972.

L'anno successivo fu ceduto alla Lazio, in cambio di Massa ed un conguaglio in denaro. Gli inizi nella società biancazzurra non furono dei più agevoli; celebri furono infatti i suoi litigi con Giorgio Chinaglia. Fu comunque uno degli artefici del primo scudetto laziale, giocando tutte le partite e guidando la squadra come regista.

Nel 1975 approdò al Cesena, portando la squadra romagnola al migliore piazzamento di sempre; il sesto posto e la qualificazione in Coppa UEFA.

Nell'ottobre 1977, a campionato ormai iniziato, fu ceduto alla Pistoiese, dove terminò la sua carriera calcistica, non prima di avere portato gli arancioni, per la prima volta nella loro storia, in serie A nel 1980; Frustalupi aveva, ormai, 39 anni quando con la squadra toscana giocò il suo ultimo campionato nella massima serie.

Smessi i panni del calciatore, collaborò con la Pistoiese per la quale fu direttore sportivo; fu lui a scoprire Ruben Sosa e a portarlo in Italia.

Frustalupi perse la vita nell'aprile 1990, in un incidente stradale nei pressi di San Salvatore Monferrato sull'Autostrada A26, mentre stava raggiungendo con la sua Volkswagen Golf la famiglia in vacanza sul Monte Cervino.

Palmares
2 scudetti: Inter1971, Lazio 1974

Note
Alla Lazio legò molto con Luciano Re Cecconi e Luigi Martini; è stato Martini (tra l'altro di idee politiche del tutto opposte a quelle di Frustalupi) a dire:Lui era il genio, noi la sregolatezza.

Note sono state le sue simpatie politiche per il Partito Socialista Italiano.

Di Frustalupi giocatore, Gianni Brera disse che era un "nano sapiente".

Amante della cultura beat, era solito sfoggiare, nel pieno degli Anni '70, capelli e basette lunghi, stivaletti col tacco, mai abiti formali.
Homer - Sab Mag 24, 2008 2:55 pm
Oggetto:
Giancarlo Salvi

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25 novembre 1973 genoa-Sampdoria 0-2
Centrocampista 1963/1964 1965/1976

(Dego, 23 febbraio 1945) è un ex calciatore italiano che ha giocato come centrocampista.

Biografia
Iniziò la carriera con la maglia della Sampdoria, esordendo in Serie A il 15 settembre 1963. Dopo una discreta stagione in maglia blucerchiata, passò per un anno al Milan, con cui però disputò solamente due partite di campionato.

Tornato quindi nel 1965 alla Sampdoria, vi rimase 11 anni, diventando un punto di forza ed un'autentica bandiera della formazione genovese. Dopo la retrocessione in Serie B del 1965-66 e la successiva promozione, in massima Serie i blucerchiati riuscirono sempre a strappare una salvezza più o meno sofferta, in particolare nel 1973-74, quando la squadra fu ripescata, senza mai ottenere piazzamenti oltre il nono posto del 1972.

Dopo aver perso il posto da titolare nell'ultimo campionato, Salvi lasciò Genova nel 1976 dopo 231 partite di massima divisione per accasarsi al Lanerossi Vicenza fra i cadetti.
Con i biancorossi visse una seconda giovinezza, prima conquistando la promozione, poi uno straordinario secondo posto. Tuttavia il terzo anno, il 1978-79, vide la retrocessione dei berici in B.

A 34 anni Salvi si ritirò dal calcio giocato ed entrò nei quadri dirigenziali del Vicenza, mentre intraprese la carriera imprenditoriale in società con l’ex compagno biancorosso Paolo Rossi.

Da direttore sportivo del Vicenza fu coinvolto nel 1986 nello scandalo del calcio scommesse e fu squalificato per tre anni.

Alla Sampdoria:
- 1963/1964 con 22 presenze e 4 goal segnati
- 1965/1976 con 269 e 47 goal segnati


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25 novembre 1973: Genoa-Samp 0-2
Partita a record d’incasso, conquistato un’ora e mezza prima del fischio d’inizio. E non c’è da stupirsi: la stracittadina nella massima serie manca da otto anni. Il Genoa è allenato da Arturo Silvestri, la Samp ha in panchina Guido Vincenti. Si decide tutto nel primo tempo: al 19° Marco Rossinelli si concede un colpo di tacco smarcante per pescare Giancarlo Salvi libero.
Il compagno riceve palla e con una poderosa rovesciata spedisce nel “sette”. Prima della fine del tempo, Maraschi arriva tutto solo davanti al portiere. Ma il rossoblu Claudio Maselli, tentando di anticiparlo, spedisce invece in porta.

Genoa -Sampdoria 0 - 2. Reti: 19’ Salvi 35’ Maselli (a)
Genoa: Spalazzi, Maggioni, Busi (46’Perotti), Maselli, Rosato, Garbarini, Corradi, Bittolo, Bordon, Simoni, Corso. Allenatore: Silvestri.
Sampdoria: Cacciatori, Santin, Rossinelli, Lodetti, Prini, Lippi, Badiani, Boni, Maraschi, Salvi, Petrini. Allenatore: Vincenzi.
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:02 pm
Oggetto:
Roberto Vieri

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Attaccante 1966/69

detto Bob (Prato, 14 febbraio 1946) è un ex calciatore italiano che ricopriva il ruolo di attaccante.

Carriera
Dopo aver iniziato nelle giovanili della Fiorentina, nel 1964-1965 gioca 24 partite nel Prato in serie C1 segnando 11 goal e ponendosi all'attenzione dei dirigenti sampdoriani che devono allestire una squadra in grado di risalire prontamente nella massima serie.

Nel 1966-1967 Roberto Vieri disputa 32 partite segnando 5 goal con la maglia blucerchiata ed è uno dei protagonisti del campionato record della Sampdoria. L'anno successivo Vieri esordisce in serie A disputando 25 partite e segnando 6 reti.

La terza stagione in blucerchiato la disputa nel 1968-1969 giocando 27 partite e segnando 5 goal.
A quel punto si pone all'attenzione di tutti e la Juventus lo acquista nella stagione 1969-1970, insieme allo stopper Francesco Morini, dando ai liguri il giovane Romeo Benetti e un conguaglio di ben 800 milioni, cifra record per il calcio di allora.

Nel 1970-1971 Vieri passa alla Roma e nel 1972-1973 è al Bologna dove gioca con una certa continuità per 2 stagioni (14 e 18 partite), poi cade nel dimenticatoio dei tecnici emiliani, ma decide di restare in forza alla società felsinea fino al 1976-1977.

Nel gennaio del 1977 decide di tentare l'avventura in Australia, per la precisione al Club Marconi di Sydney. Rientra nel gennaio del 1981 al Prato in C1, giocando tuttavia solo 4 partite e segnando 1 goal. Chiude la carriera al Marconi di Sidney nel 1982 giocando ancora 21 incontri con 1 goal.

Roberto Vieri è uno dei tanti prototipi del "genio e sregolatezza" legati al calcio: un giocatore di classe e invenzioni, ma poca costanza e scarsa applicazione. Nel periodo sampdoriano, dal 1967 al 1969, ha anche giocato 5 partite con la Nazionale B, segnando una rete.

Curiosità
I suoi due figli Christian (detto Bobo) e Massimiliano (detto Max) sono entrambi calciatori professionisti. Il primo è stato nazionale italiano, il secondo australiano.
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:08 pm
Oggetto:
Massimo Cacciatori

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Portiere 1972-1978

(Ascoli Piceno, 4 maggio 1951) è un allenatore di calcio e ex calciatore italiano.

Carriera
Cresciuto nel Del Duca Ascoli. Iniziò la carriera come riserva nelle file dell’Inter, con una parentesi nel Cagliari del vittorioso campionato del 1969/70. Nel 1972 fu acquistato dalla Sampdoria, squadra con la quale esordì in serie A (Palermo-Sampdoria 0-0) nel campionato 1972/73. Dopo sei campionati ad un ottimo livello con i blucerchiati, il patron Umberto Lenzini della Lazio decide di portarlo a Roma alla squadra biancoceleste per sostituire Claudio Garella, portiere ancora acerbo, che non era riuscito a far dimenticare il grande portiere scudettato Felice Pulici, a causa di frequenti papere (coniate da tifosi come “garellate”), ma che in seguito si sarebbe rivelato il portierone pluriscudettato del Hellas Verona e del A. C. Napoli. Assieme a Cacciatori, arrivò come secondo portiere dal Modena, Bruno Fantini, in sostituzione dell’insicuro Giuseppe Avagliano. Cacciatori fu così titolare della Lazio per i Campionati 1978/79 e 1979/80, contraddistinguendosi per la grande reattività tra i pali e, nonostante la non eccelsa altezza, le uscite alte fino al limite dell’area. Vestiva maglie da portiere di colore appariscenti: i preferiti il rosso e il verde, talvolta giallo. L’episodio calcistico più curioso e sfortunato di quel primo anno con la Lazio fu il rigore decisivo fattosi parare dal portiere Frison nei quarti di finale di Coppa Italia con il Palermo (9 maggio 1979, 5-4 per il Palermo d.t.s.; Cacciatori fu spinto a tirare quel rigore in quanto invocato dalla Curva Nord per aver neutralizzato allo stesso portiere palermitano un calcio di rigore durante i tempi supplementari. Ma si ricorda anche un rigore parato, l'anno seguente, allo specialista Casarsa in un Perugia-Lazio 0-0 del 3 febbraio 1980.

Mentre la stagione calcistica 1979/80 stava per terminare, rimane coinvolto nel famoso scandalo cosiddetto del “calcio scommesse” del 1980. In una piovosa domenica, il 23 marzo 1980, al termine di Pescara-Lazio in un maxi-blitz della Guardia di Finanza Massimo Cacciatori viene arrestato, prelevato da un cellulare direttamente allo stadio, assieme ai compagni di squadra (Giuseppe Wilson, Bruno Giordano e Lionello Manfredonia). In quello scandalo sono coinvolti anche il presidente del Milan Felice Colombo ed i rossoneri Enrico Albertosi e Giorgio Morini, ed altri calciatori di Perugia, Palermo e Genoa. Coinvolti in questo giro di risultati addomesticati, anche Ciccio Cordova, Giuseppe Savoldi, Oscar Damiani e Paolo Rossi. L’accusa per tutti è di truffa ai danni degli scommettitori del Totocalcio. Lazio e Milan vengono retrocesse in serie B, Cacciatori viene in un primo momento radiato, poi la pena è ridotta a cinque anni di squalifica, infine viene graziato dopo la vittoria dell’Italia ai mondiali del 1982. Così con la Lazio ancora in B, durante la stagione vittoriosa del 1982/83, Cacciatori è reintegrato nella rosa, e per volontà del nuovo presidente Giorgio Chinaglia, è di nuovo titolare all’avvio della stagione in serie A, 1983/84. A 32 anni per il portiere ascolano si riapre una carriera che sembrava definitivamente spezzata. L’inizio del campionato 1983/84 è per Cacciatori eccellente, e nonostante le continue sconfitte che portano subito la squadra biancoceleste dei campioni Laudrup, Giordano, Manfredonia, Batista, D'Amico, a lottare per la retrocessione, il portiere ascolano è sempre tra i migliori in campo. L’8 gennaio 1984, dopo l’incontro Lazio-Pisa, in cui nostante alcune parate decisive del portiere biancoceleste, la squadra capitolina uscì sconfitta per 0-1, Cacciatori si infortuna e viene sostituito da Nando Orsi. L’alto rendimento di quest’ultimo nelle successive partite e il contemporaneo risollevarsi della Lazio dalla zona retrocessione, inducono il Mister Giancarlo Morrone a non utilizzare il portiere ascolano. La stagione termina così con un malinconico ingresso in campo all’88° minuto dell’ultima partita di campionato a Pisa: la Lazio in vantaggio per 2 a 1, e con quel risultato salva, due minuti dopo l'entrata di Cacciatori, al 90°: il gol di Mariani. Nonostante il pareggio la Lazio comunque è salva al 13° posto, ultima delle non retrocesse.

Nella successiva stagione della retrocessione in serie B, il portierone biancazzurro resta in panchina tutto l'anno.

In quei mesi, relegato a riserva, Cacciatori continua però a sprigionare la sua energia. Al termine degli allenamenti al campo Tommaso Maestrelli a Tor di Quinto delizia i tifosi rimasti dietro la rete, sfidando gli attaccanti della sua squadra (in particolare Giordano, Garlini, D’Amico e Batista) a fargli gol mentre lui con le mani bloccate dietro la schiena poteva parare solo con la testa. Queste sue doti acrobatiche si rivelavano anche nelle partitelle di allenamento, quando abbandona sempre più di frequente i pali per esibirsi nel ruolo di attaccante con funambolici gol di testa. Tanto che si racconta che il mago Juan Carlos Lorenzo (allenatore in quella sfortunata stagione 1984/85 tra la 3a e la 21a di campionato) a causa dei molteplici infortuni sia ad un certo punto pronto a schierarlo in attacco. Unico episodio degno di nota di quella stagione rimane lo scavalcamento della rete durante un allenamento nella settimana del derby con la Roma per venire a ragioni con un tifoso.

Termina la sua carriera agonistica in Serie C2 con il Gubbio, squadra con la quale il 16 aprile del 1988 batte 4-1 la Ternana dell’ex compagno di squadra Vincenzo D’Amico, in un incontro caratterizzato da un memorabile duello personale tra i due, con il portiere ascolano che capitola solo su rigore tirato proprio da D’Amico al 77° minuto.

Al termine della sua carriera agonistica Cacciatori ha conseguito il patentino di Allenatore di I° Categoria. Ha allenato Ascoli, Ancona, Gualdo, Teramo e Campobasso.

Dal 2001 è docente di "tecnica del portiere" alla Scuola Allenatori F.I.G.C. di Coverciano. Nel 2004 ha scritto un libro di testo per il suddetto corso: "Il portiere moderno: preparazione fisica, tecnica e tattica con programma generale di lavoro" (Lìbrati Editrice - Con illustrazioni di Emidio Giovannozzi).
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:25 pm
Oggetto:
Domenico Arnuzzo

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Difensore

E' stato Amministratore delegato e Direttore Sportivo della Sampdoria:
Serie B 2001/2002 Sampdoria
Serie B 2000/2001 Sampdoria
Serie A 1998/1999 Sampdoria
Serie A 1997/1998 Sampdoria

Coppa Italia 2002/2003 Sampdoria
Coppa Italia 2001/2002 Sampdoria
Coppa Italia 2000/2001 Sampdoria

All'inizio della stagione 1973-74 ci fu un cambio ai vertici della società blucerchiata, la cui proprietà passò dall'avvocato Mario Colantuoni a Giulio Rolandi il quale decise di affidare la panchina all'esordiente Guido Vincenzi.

A causa di un organico debole e della penalizzazione di tre punti inflitta dalla giustizia sportiva, la squadra si classificò penultima al termine del campionato retrocedendo in serie cadetta. Tuttavia durante l'estate la squadra fu riammessa di diritto alla Serie A dopo che il Verona e il Foggia furono retrocesse d'ufficio in serie B per un presunto illecito.
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:26 pm
Oggetto:
Marcello Lippi

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Giocatore: 1969-1970-1980
Allenatore: 1982/85


Marcello Romeo Lippi (Viareggio, 12 aprile 1948) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano. Ex commissario tecnico della Nazionale italiana, la condusse alla vittoria del titolo di Campione del mondo ai Mondiali di calcio di Germania 2006, diventando così l'unico allenatore al mondo vincitore della Coppa del Mondo per nazioni (2006) e per club (1996).

Carriera
Calciatore
La sua carriera di giocatore inizia nel 1969; ha militato nel Savona, nella Sampdoria e nella Pistoiese ricoprendo a buon livello il ruolo di libero. Nel 1972 durante la partita Sampdoria - Torino respinge ampiamente dietro la linea di porta un tiro di Aldo Agroppi, ma il goal non viene convalidato per un errore arbitrale: la rete avrebbe sancito la vittoria (e scudetto) al Torino.

Allenatore
La carriera di allenatore inizia nel 1982, nella squadra giovanile della Sampdoria. La prima squadra tra i professionisti è invece il Pontedera in C2. L'anno successivo allenò il Siena in serie C1 e fu esonerato a seguito di una sommossa popolare con tanto di pubblica umiliazione: una macchia per lui e per l'AC.Siena.

Poco a poco sale di categoria, fino all'approdo alla Serie A nel 1989 alla guida dell'A.C. Cesena. Allena poi la Lucchese e l'Atalanta. Viene quindi ingaggiato dal Napoli, prima società blasonata , e con una squadra giovane si mette in luce, raggiungendo il sesto posto in classifica e centrando così la sua prima qualificazione alla Coppa UEFA.

La Juventus
Nel 1994, con l'arrivo di Luciano Moggi, Lippi diventa allenatore della Juventus. Il cambio di dirigenza della squadra bianconera porta in quell'anno alla cessione di molti giocatori di fama, per motivi di bilancio. Pochi credono nella possibilità di vincere qualcosa e invece la squadra si laurea Campione d'Italia per la ventitreesima volta, riportando lo scudetto a Torino dopo 9 anni.

È l'inizio di un quinquennio ricco di soddisfazioni che si conclude con tre Scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppa italiana, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa europea, una Coppa Intercontinentale, una finale di Coppa UEFA, persa contro il Parma nel 1995, e due di Champions League, perse per 3-1 contro il Borussia Dortmund nel 1997 e per 1-0 contro il Real Madrid nel 1998.

La parentesi nerazzurra
Dopo 5 stagioni alla Juventus, Lippi passa all'Inter, dove non riesce a replicare i successi ottenuti in bianconero. Trova ostile l'ambiente nerazzurro, abituato a considerarlo un avversario, e alla fine della prima stagione chiede la risoluzione del contratto al presidente Moratti. Questi rifiuta, ma esonera l'allenatore dopo la prima partita di campionato della stagione successiva contro la Reggina persa 2-1.

Il ritorno a Torino
Nell'estate del 2001 Lippi torna sulla panchina della Juventus, dove resta per 3 stagioni vincendo 2 Scudetti e 2 Supercoppe Italiane. Raggiunge anche una Finale di Coppa Campioni (la quarta della sua carriera), persa ai rigori contro il Milan per 3-2.

C.T. della Nazionale
Il 16 luglio 2004 viene nominato Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Inizia un cammino di qualificazione e porta la selezione azzurra ai Campionati del Mondo FIFA 2006 in Germania e nel torneo iridato ha portato la nazionale alla vittoria della Coppa del Mondo il 9 luglio. Durante il periodo Pre-Mondiale scoppia lo scandalo Calciopoli in cui Lippi viene chiamato in causa in quanto suo figlio faceva parte della GEA nei periodi incriminati e, per questo motivo, una serie di personaggi tra cui Beppe Grillo, i quotidiani L'Unità, Il manifesto, La Padania e membri politici di DS, PRC, PdCI, Verdi e Lega Nord, polemizzarono chiedendo l'allontanamento del CT insieme a Gianluigi Buffon e Fabio Cannavaro e incitarono la popolazione italiana a boicottare le gare della Nazionale oppure a tifarle contro.

Ritenendo poi esaurita la sua esperienza come CT lascia la Nazionale il 12 luglio 2006.

L'11 dicembre 2006, a seguito del successo conquistato dalla squadra azzurra ai recenti Mondiali di Germania 2006 è stata conferita a Marcello Lippi, la "Speciale Panchina d'oro" (a Cesare Prandelli è stato assegnato il premio "Panchina d'oro" 2005-06). Nel luglio 2007 viene ingaggiato dall'emittente satellitare Sky per commentare la Champions League 2007.

Articolo su Wikinotizie: Marcello Lippi lascia la Nazionale Il 12 luglio 2006 ha annunciato la sua volontà di non rinnovare il contratto con la FIGC, ritenendo esaurito il suo ruolo alla guida della Nazionale.

Molti tifosi tedeschi del Bayern Monaco lo vedono come possibile successore di Ottmar Hitzfeld, che a fine Stagione andrà ad allenare la Svizzera, ma non c'è nulla di concreto. Certo è che a Luca Toni, che in Nazionale ha esordito con Lippi, non dispiacerebbe vederlo in Baviera.

Rapporti difficili con due calciatori
Nel libro Una porta nel cielo (Limina Edizioni, ISBN 88-88551-92-1) Roberto Baggio ha più volte espresso di essere stato trattato male ed ingiustamente da Marcello Lippi:

«Era un caudillo, ostentava una conduzione militaresca dello spogliatoio. Contro di me, ha usato tutto il potere di cui era in possesso, nella speranza di annientarmi [...] un attacco dopo l'altro, senza tregua, uno stillicidio»

Al di là delle opinioni personali è un dato di fatto che Roberto Baggio, nonostante le prestazioni all'altezza del suo talento venisse schierato con il contagocce in campo e spesso utilizzato come riserva da far entrare in campo a pochi minuti dalla fine. Celebre l'episodio, raccontato nel libro, in cui, durante una partitella al ritiro dell'Inter nella stagione 1999/2000, Baggio fa un lancio smarcante di quaranta metri per Vieri, questi segna, si gira e applaude insieme a Panucci il bel lancio di Baggio. Lippi urla:

«Vieri, Panucci, ma che cazzo fate? Credete di essere a teatro? Non siamo qui per farci i complimenti a vicenda, siamo qui per lavorare!»


Probabilmente i problemi risalgono alla stagione 1994/95 quando Baggio iniziò a giocare di meno per via della concorrenza dell'allora giovanissimo Alessandro Del Piero, che Lippi inseriva con frequenza in vista delle stagioni successive. Ancora più probabile sembra essere un'altra ipotesi: durante una delle loro prime esperienze lavorative assieme, Baggio e Lippi ebbero modo di scontrarsi perché l'allenatore chiese al suo atleta di "spiare" certi comportamenti (presumibilmente dentro e fuori lo spogliatoio) dei compagni di squadra e a tale richiesta l'altro si oppose. Da qui, l'attrito e i ricatti di Marcello Lippi nei confronti di Roberto Baggio.

Anche con Christian Panucci, del resto, i rapporti non sono mai stati buoni. Con il terzino destro i problemi risalgono ai tempi dell'Inter quando il giocatore rifiutò l'ingresso in campo durante una partita di campionato. Lippi, una volta diventato commissario tecnico della nazionale, non l'ha mai preso in considerazione per i Mondiali del 2006, nonostante venisse considerato dalla maggior parte dei giornalisti la migliore soluzione nel suo ruolo. Lo stesso giocatore chiamò in causa il palermitano Cristian Zaccardo, anche lui difensore laterale destro e titolare in Nazionale: Panucci disse chiaramente di non considerarlo a lui superiore.

È particolare il fatto che anche Arrigo Sacchi, che Lippi stima, coltivasse gli stessi attriti con i due calciatori.

Oggi
Attualmente è opinionista televisivo di Sky.

Onorificenze
Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.

Palmarès allenatore
Campionato del mondo: 1 Italia (campionato del mondo 2006)
Campionati italiani: 5 Juventus (1994/95, 1996/97, 1997/98, 2001/02, 2002/03)
Coppe Italia: 1 Juventus (1994/95)
Supercoppe d’Italia: 4 Juventus (1995, 1997, 2002, 2003)
Champions’ League: 1 Juventus (1995/96)
Supercoppe d’Europa: 1 Juventus (1996)
Coppe Intercontinentali: 1 Juventus (1996)

Titoli individuali
Oscar del calcio: 3 Migliore allenatore: 1997, 1998, 2003
Sportivo più 1996
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:34 pm
Oggetto:
Alessandro Scanziani

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1981-1986

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Alessandro Scanziani (Verano Brianza, 23 marzo 1953) è un ex calciatore e attualmente un allenatore di calcio.

Centrocampista dotato di un certo estro, ha militato nelle seguenti squadre: Como, Inter, Ascoli, Sampdoria e Genoa. Nelle sue due stagioni in nerazzurro (dal 1977 al 1979) ha collezionato 46 presenze in campionato segnando otto gol e vincendo (nel 1978) la Coppa Italia.

Come allenatore è stato tra l'altro al Como, al Lecco (dove ha sostituito l'attuale commissario tecnico della Nazionale Roberto Donadoni) e alla Spal.

Ha anche fatto politica (come consigliere comunale a Verano) ed è stato a più riprese commentatore di partite per Mediaset.


Si "macchiò" del passaggio al genoa...ma è stato un grande!
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:38 pm
Oggetto:
Ivano Bordon

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Portiere 1983-1986

(Marghera, 13 aprile 1951) è un ex calciatore italiano che ricopriva il ruolo di portiere.


Nella squadra di club
Muove i primi passi nella squadra locale della sua città natale, la Juventina Marghera (oggi non più esistente e che attualmente si chiama Calcio Marghera) per poi passare nel 1970 nelle file dell'Inter, con cui ha giocato per 12 stagioni (dal 1970/1971 al 1982/1983) per un totale di 382 partite di cui 281 in campionato. Ha vinto anche 2 edizioni della Coppa Italia (1977/1978 e 1981/1982) due scudetti (1970/71 e 1979/1980). Dopo di che ha militato per tre anni nelle file della Sampdoria, dal 1983/1984 al 1985/1986, sempre in Serie A, per poi chiudere la carriera militando nel Brescia in Serie B nelle due stagioni successive, e ritirandosi dall'attività agonistica nel 1989.


In nazionale

Bordon ha giocato 21 partite con la maglia della Nazionale. Lo si ricorda anche per essere stato il vice di Dino Zoff al Mondiale vinto nel 1982. Dal 2004 fa parte dello staff tecnico della Nazionale, nel ruolo di preparatore dei portieri. Ha ricoperto lo stesso ruolo anche alla Juventus e all'Inter allenate da Marcello Lippi. L'11 dicembre 2006, come riconoscimento per il ruolo svolto da allenatore dei portieri della Nazionale italiana che ha vinto i Mondiali di Germania 2006, ha ricevuto dalla FIGC uno speciale premio Panchina d'Oro.

Coppa Italia: 2 Inter 1977/78-1981/82

Scudetto: 1 Inter 1979/80


Nazionale italiana • Campionato d’Europa UEFA 1980

1 Zoff • 2 F. Baresi (II) • 3 G. Baresi (I) • 4 Bellugi • 5 Cabrini • 6 Collovati • 7 Gentile • 8 A. Maldera • 9 Scirea • 10 Antognoni • 11 Benetti • 12 I. Bordon • 13 Buriani • 14 Oriali • 15 Tardelli • 16 Zaccarelli • 17 Altobelli • 18 Bettega • 19 Causio • 20 Graziani • 21 Pruzzo • 22 Galli • CT: Bearzot
Homer - Sab Mag 24, 2008 3:48 pm
Oggetto:
Luca Pellegrini

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Difensore 1981-1991

(Varese, 24 marzo 1963) è un ex calciatore italiano, che ha giocato nel ruolo di difensore.

A Genova viene ancora oggi considerato " Il Capitano". Ha giocato nella grande Sampdoria di Paolo Mantovani dal 1981 fino alla stagione 1990-1991 anno in cui con Mancini, Vialli e Cerezo fece vincere lo scudetto alla Sampdoria.

A fine stagione, venne "sacrificato" per esigenze di bilancio e ceduto all'Hellas Verona.

Ha concluso la carriera in Serie A con il Torino nella stagione 1994-1995, dopo aver vestito la maglia del Ravenna nella stagione 1993-1994 in Serie B.

Attualmente lavora come opinionista a Primocanale e commenta alcune partite della Sampdoria per La7 Cartapiù.

Recentemente ha disputato una partita amichevole in onore del figlio di Francesca Mantovani, Nicolò che ha compiuto 18 anni l'anno scorso.

In quella occasione è tornato a vestire la maglia della Samp e a calcare il terreno del campo Mugnaini di Bogliasco.

In questa occasione si sono nuovamente riuniti sul campo quasi tutti i giocatori dell'anno dello scudetto a testimonianza del grande amore che ancora oggi lega questi calciatori nel ricordo di Paolo Mantovani.

Palmarès
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/1991

Coppa Italia: 3 Sampdoria: 1984/1985, 1987/1988, 1988/1989

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991

Competizioni internazionali
Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/1990

Luca Pellegrini

Homer - Sab Mag 24, 2008 3:53 pm
Oggetto:
Moreno Mannini

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Terzino destro 1984-1999
Dopo la classica "gavetta" in provincia, a Forlì ed Imola, Mannini, non ancora ventenne, viene acquistato dal Como, dove ben presto fa valere le sue qualità come terzino destro e diventa, nel giro di pochi mesi, titolare inamovibile della squadra lariana, allora in serie B. Nel 1984 suscita l'interesse di parecchie società di serie A e se lo aggiudica la Sampdoria, grazie ai legami fra l'allora presidente Mantovani e il presidente comasco, dovuti al precedente affare Vierchowod.

Mannini diventerà una delle bandiere della società blucerchiata, giocando in ben 15 delle 17 stagioni in cui la Samp targata Mantovani gioca in serie A. Dopo alcuni anni bui dovuti a fastidiosi infortuni muscolari, Mannini vive i momenti di gloria della sua squadra come protagonista: è titolare nella finale vinta di Coppa delle Coppe e, nel 1991, segna una rete (poi decisiva nella corsa-scudetto) contro il Lecce.

Dopo il passaggio del testimone alla presidenza blucerchiata di Mantovani al figlio Enrico, Mannini e Mancini diventano il nocciolo duro della squadra, fino a quando Mancini viene ceduto alla Lazio nel 1997. Mannini, al contrario, resta e firma un contratto triennale: tuttavia, dopo due anni, causa la retrocessione in B e le furiose liti con l'allenatore Spalletti, rinuncia all'ingaggio rimanente e si ritira, con un totale di 377 presenze in blucerchiato, secondo solo a Roberto Mancini.


In Nazionale Mannini non va al di là di qualche sporadica presenza, chiuso da Bergomi prima e da Benarrivo poi.

Stile di gioco
Mannini è un terzino destro che interpreta il suo ruolo in chiave "moderna": non resta spesso in difesa durante le azioni offensive della squadra, ma anzi si propone spesso in avanti a supportare l'azione e a soffocare possibili ripartenze sulla fascia di suo dominio. Logico che le sue poche presenze in Nazionale le abbia raccolte con Sacchi come commissario tecnico, visto che questi predicava un tale modo di giocare.

Con questo costante movimento Mannini è sì a costante rischio di infortuni (salta praticamente l'intera stagione 1988-89), ma riesce a segnare alcune reti (15 in campionato in carriera), fra cui quella di Pisa e due spettacolari pallonetti, contro il Lecce nella stagione dello scudetto e contro la Roma qualche anno prima.

Moreno Mannini

Homer - Sab Mag 24, 2008 4:01 pm
Oggetto:
Pietro Vierchowod

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Stopper 1983-1995

(Calcinate, 6 aprile 1959) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Carriera
Club
Figlio di un ufficiale ucraino dell'Armata Rossa, è soprannominato lo zar, Vierchowod esordisce nella Romanese ma cresce calcisticamente nel Como con cui esordisce in Serie A nella stagione 1980-81. Acquistato nel 1981 dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che milita in Serie B, Vierchowod rifiuta di scendere di categoria e viene quindi prestato , prima alla Fiorentina e poi alla Roma: in giallorosso vince il suo primo scudetto, nel 1983. Dalla Roma torna quindi alla Sampdoria, nel frattempo tornata in Serie A, dove resta per molti anni nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vince 3 coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe (1990) e 1 scudetto (1991).
Nel 1992 sta per passare all'Atalanta, ma i bergamaschi lo scartano, ritenendolo troppo vecchio. Per dimostrare il contrario Vierchowod continua a giocare e vincere per molti anni ancora. Si trasferisce alla Juventus, dove vince la Coppa dei Campioni nel 1996. A fine stagione si trasferisce al Perugia ma dopo poche settimane passa al Milan; conclude la carriera nel Piacenza, nel quale disputa tre ottime stagioni contribuendo a due salvezze. Si ritira dall'attività agonistica nel 2000, a 41 anni.

In tutto ha giocato in serie A 562 partite, quarto assoluto dietro Paolo Maldini, Gianluca Pagliuca e Dino Zoff.

Nazionale
Con la Nazionale ha giocato 45 partite con 2 gol. Ha disputato tre mondiali: quello vittorioso in Spagna nel 1982 (dove peraltro non è mai entrato in campo), Mondiali di calcio Messico 1986 e i Mondiali di calcio Italia 1990. Ha avuto a lungo il record di goleador più anziano della storia della nazionale: ha segnato a 33 anni, 11 mesi e 18 giorni il 24 marzo 1993 in Italia-Malta 6-1, poi battuto il 17 novembre 2007 da Christian Panucci che ha segnato a 34 anni e 7 mesi nella partita contro la Scozia.

Allenatore
Da allenatore finora si è seduto sulle panchine di Catania (C1) e Florentia Viola (C2); in entrambi i casi è stato esonerato a campionato in corso. Dal 13 settembre 2005 è stato designato come nuovo allenatore della Triestina (Serie B), per poi essere esonerato a dicembre dello stesso anno.

Palmarès
Club
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 2 Roma: 1982/83 Sampdoria: 1990/91

Supercoppa italiana: 2 Sampdoria: 1991 Juventus: 1995

Coppa Italia: 4 Sampdoria: 1984/85, 1987/88, 1988/89, 1993/94

Competizioni internazionali

Champions League: 1 Juventus: 1995/96

Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/90

Nazionale
Campionato del mondo: 1 Spagna 1982

Onorificenze
Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.


Curiosità

Pietro Vierchowod, ovviamente assieme ai suoi parenti più stretti, è quasi sicuramente l'unica persona in Italia ad avere questo cognome. Come detto ciò risale al fatto che suo padre, Ivan, fu un ufficiale ucraino dell'Armata Rossa. La "vulgata" (molto attendibile) vuole che fosse stato fatto prigioniero dagli italiani sul fronte russo e deportato nel nostro paese. Alla fine del conflitto gli fu offerta la possibilità o di rientrare normalmente in Unione Sovietica o di rimanere in Italia qualora desiderasse farlo. E lui scelse di restare nella bergamasca. Secondo la
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fu fatto prigioniero dai nazisti
Homer - Sab Mag 24, 2008 4:33 pm
Oggetto:
Alviero Chiorri

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1976-1981/1982-1984

(Roma, 2 marzo 1959) è un ex calciatore italiano che ricopriva il ruolo di centrocampista.

Carriera
Mezzala sinistra, esordì in Serie A con la casacca blucerchiata della Sampdoria a poco più di diciassette anni e mezzo, nel corso del campionato 1976-77, al "Comunale" di Torino contro i granata. Con la squadra genovese giocò per sette stagioni non consecutive, in virtù dell'esperienza poco fortunata vissuta al Bologna nella stagione 1981-82, conclusasi con un infortunio e con la prima retrocessione in Serie B della squadra rossoblù.

Nel 1984 passò dalla Sampdoria alla Cremonese, all'internò dell'affare che portò Gianluca Vialli a fare il percorso inverso. Con i grigiorossi giocò per altre otto stagioni, conquistando due promozioni in Serie A (1988-89 e 1990-91), prima di chiudere con il calcio professionistico nel 1992.

Ritiratosi, vive oggi vive a Cuba insieme alle sue due figlie.



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Anni duri, allietati un poco dalla presenza di un "Marziano".

Proprio lui, Alviero Chiorri.

Qui il ribelle blucerchiato ha appena segnato un gol dei suoi. E' il 2 marzo 1980, Sampdoria - Como 1 a 0.

Ma chi e' quel difensore furibondo che sembra disapprovare profondamente l'operato del proprio portiere?

Ma si, e' lui. Pietro Vierchowod, futuro Zar della Sud. Gia' da giovane mostrava di avere un bel carattere...

Chiorri, stella Tricolor a Cuba
Per la serie "Ci ritorni in mente", ecco l'attaccante che il c.t. Lippi ha indicato come talento che avrebbe meritato di più. Un tempo in A con Samp e Cremonese, oggi si gode la vita e gioca tra gli Over 40

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Alviero Chiorri, oggi 47 anni, ha giocato soprattutto nella Samp e nella Cremonese
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MILANO, 26 gennaio 2007 - Corriere della Sera dell’altro ieri, intervista all’ex c.t. azzurro Marcello Lippi. Domanda: «C'è un suo compagno di squadra che avrebbe meritato molto di più di quello che ha avuto dal calcio?». Risposta: «Alviero Chiorri, qualità tecniche e atletiche a livello dei più grandi. Ora vive a Cuba». Chiorri giocava assieme a Lippi nella Sampdoria degli anni Settanta. Romano di origini, possedeva numeri eccezionali, una specie di Totti prima di Totti. Era un ragazzo, debuttò in serie A a ridosso dell’inquieto 1977, anno di violenze e trasgressioni. Al raduno estivo si era presentato in tenuta da spiaggia: sandali e bermuda, orecchini ai lobi e un catenone d’oro al collo. Sembra di rivederlo, e di risentirlo parlare in mezzo romanesco: «Ahò, so’ Alviero, che problema c’è?». L’allenatore della prima squadra, Eugenio Sergente di Ferro Bersellini, l’aveva cacciato seduta stante, salvo richiamarlo poi per manifesta superiorità calcistica.
AZZURRI OVER 40 «Bisognerebbe vivere i vent’anni con l’esperienza dei quaranta», riflette oggi Chiorri, che in questi giorni sta a Roma per motivi familiari, ma che conferma la versione di Lippi: «Certo, abito a Cuba in pianta stabile dal ’94 circa. Che cosa faccio? Niente, mi godo la vita. Ho casa in centro all’Avana, seguo i miei figli piccoli, una bambina di sei e un bimbo di due. Vado al mare e continuo col calcio. Gioco nella "Tricolor", squadra di italiani a Cuba. Partecipiamo a un torneo over 40, nel 2006 siamo arrivati terzi. Indossiamo le maglie azzurre dell’Italia. Quelle vere, ufficiali, che mi ha spedito Marcello (Lippi, ndr)».
SCARPE DIVERSE Chiorri coltivava un piccolo segreto, calzava scarpe da pallone spaiate. «Al piede destro tenevo i sei tacchetti da campo pesante anche se il terreno era asciutto, perché volevo che la gamba d’appoggio fosse stabile, ben radicata. Al sinistro, estate o inverno che fosse, mettevo lo scarpino coi tredici tacchetti perché volevo che la gamba creativa mantenesse più libertà di movimento». Una carriera all’insegna del se. Se si fosse allenato meglio, se avesse collezionato meno ragazze, se non fosse scappato dai ritiri. Se, se, se. «Diciamo la verità: per diventare grandissimi, competere agli alti livelli, non basta essere bravi sul campo. Avevo dei limiti, arrivai in serie A troppo giovane, ma va bene lo stesso, mi sono divertito».
CHE TRIO A un certo punto, estate del 1981, Chiorri lo prestarono al Bologna e in quell’anno il club rossoblù si ritrovò con tre attaccanti che a ripensarci vengono i brividi: Chiorri, Roberto Mancini (lui, l’allenatore dell’Inter) e Macina. Marco Macina, chi era costui? «Un fenomeno, più bravo di me e Mancini. Anche Marco non fece la strada che doveva». Macina, sammarinese, passò al Milan, ma non sfondò e si smarrì presto nelle serie minori. Chiorri lasciò la Samp nell’estate ’84, girato alla Cremonese nel quadro dell’affare Vialli. Paolo Mantovani, presidente doriano, chiamò Alviero: «Mi dispiace, non posso fare diversamente». Parole dolenti, anni prima Mantovani aveva vincolato l’acquisto della Samp da parte sua alla conferma del baby-prodigio, corteggiato dall’Inter. Un destino garbato regalerà a Chiorri il congedo perfetto: l’ultima partita da professionista sarà Samp-Cremonese (2-2), maggio ’92. Acqua passata, il presente è Cuba. E il futuro? Dove sarà Alviero nel 2020? «E chi lo sa? I Caraibi sono pieni di isole e isolotti...».
Sebastiano Vernazza
Homer - Sab Mag 24, 2008 7:00 pm
Oggetto:
Gianluca Pagliuca

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Portiere 1986-1994

(Bologna, 18 dicembre 1966) è un calciatore italiano che attualmente non ha squadra. È stato il miglior portiere italiano degli anni '90.

Ha esordito in Serie A con la maglia blucerchiata della Sampdoria, dopo essere stato prelevato dalle giovanili del Bologna, a Genova nella partita Sampdoria-Pisa giocata l'8 maggio 1988 e finita 0-0.

Ha giocato nella Sampdoria, diventando uno dei simboli dei migliori anni del club, vincendo una coppa delle Coppe nel 1990, uno scudetto: dove giocò una gara perfetta nello scontro diretto contro l'Inter, a San Siro, compiendo numerosi interventi prodigiosi e parando anche un rigore a Matthäus che permisero alla Sampdoria di vincere per 2-0 e di lanciarsi verso la conquista del campionato, poi ha vinto con i doriani anche una Supercoppa Italiana nel 1991, 3 coppe Italia e arrivando alla finale di Champions League persa per 1 a 0 contro il Barcellona a Wembley nel 1992, nell'Inter (con cui ha vinto la coppa UEFA nel 1998 nella finale contro la Lazio per 3 a 0 a Parigi) e nel Bologna, col Bologna ha inoltre giocato la sua unica stagione in B, infatti nel 2004/2005 i felsinei sono retrocessi, dopo un inaspettato calo di forma a fine stagione, che li vide scivolare dalle zone Uefa fino al terz'ultimo posto, nel drammatico spareggio contro il Parma, nella stagione 2005/2006 resta comunque a Bologna e disputa la sua prima stagione in Serie B.

Dal primo luglio 2006 è in forza all'Ascoli Calcio, all'età di 39 anni, gioca le prime 23 partite senza saltare nemmeno un minuto, ma, complice un infortunio e in seguito ad incomprensioni con il tecnico Nedo Sonetti, viene messo ai margini della squadra a vantaggio del greco Dimitrios Eleftheropoulos. Pagliuca dopo l'ultima esperienza ad Ascoli si è ritirato dal calcio giocato, anche se recentemente il suo procuratore ha ventilato un possibile interesse della Juventus nel caso l'infortunio subito da Gianluigi Buffon nel gennaio 2008 risulti più grave del previsto e anche vicino alla Lazio.

Nazionale
Era già presente tra i convocati ai Italia '90 come terzo portiere. Il suo esordio in nazionale avverrà però solo il 16 giugno 1991, durante un torneo amichevole in Svezia. Partecipò ai Mondiali Usa 1994 da titolare, saltando due gare per squalifica, sanzionatagli per l'espulsione(prima di un portiere ad un Mondiale) subita nella seconda partita del torneo (vittoria contro la Norvegia per 1-0), e tornando titolare dai quarti di finale sino alla sfortunata finale del 17 Luglio a Pasadena contro il Brasile (nella quale parò il primo rigore, e fu anche protagonista di un incredibile svarione nel secondo tempo, nel quale fortunatamente la palla si stampò sul palo, al quale Pagliuca mandò un simbolico bacio per averlo salvato dal disastro mondiale, per poi tornare subito tra le sue mani), persa ai rigori (errori di Franco Baresi, Daniele Massaro e Roberto Baggio). Ha disputato da titolare i Mondiali di Francia 1998. In quella edizione Pagliuca fu convocato come secondo portiere, ma in seguito all'infortunio al gemello del polpaccio del titolare Angelo Peruzzi accaduto qualche giorno prima dell'inizio dei Mondiali, divenne lui il titolare. Pagliuca si distinse anche in questa edizione con interventi decisivi nelle partite contro il Camerun, contro la Norvegia (negli ottavi di finale, da ricordare la parata nella ripresa sull'attaccante scandinavo Flo) ed anche ai quarti di finale contro la Francia, partita nella quale l'Italia fu eliminata ai calci di rigore come nelle altre due competizioni mondiali precedenti (Italia 1990 e USA 1994) (errori di Demetrio Albertini e Luigi Di Biagio, inutile il rigore di Bixente Lizarazu parato da Pagliuca). La sua carriera in Nazionale finì proprio con i Mondiali del 1998, arrivando a 39 presenze con la maglia azzurra (27 i gol subiti), lasciando spazio ai colleghi Angelo Peruzzi, Francesco Toldo (Euro 2000) e Gianluigi Buffon (Euro 2004, Mondiali 2002 e 2006).

Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/91

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991

Coppa Italia: 3 Sampdoria: 1987/88, 1988/89, 1993/94

Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1 Inter: 1997/1998

Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/90
Homer - Sab Mag 24, 2008 7:06 pm
Oggetto:
Attilio Lombardo

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Centrocampista
1989-1995/2001-2002


(Santa Maria la Fossa, 6 gennaio 1966) è un allenatore di calcio e ex calciatore italiano, che giocava nel ruolo di centrocampista o ala.

Carriera
Club
Mosse i primi passi nel mondo del calcio professionistico in Serie C2, appena diciottenne, con la maglia del Pergocrema, passando poi nel 1985 alla Cremonese in Serie B.

A Cremona disputò 4 campionati cadetti, mettendosi in luce come ottima ala destra, capace di incunearsi nelle difese avversarie, segnando anche un discreto numero di gol.

Passò poi alla Sampdoria nel 1989, sotto la guida di Vujadin Boskov con il quale arrivò a conquistare lo storico scudetto del 1990-91, insieme a giocatori indimenticati come Gianluca Vialli, Roberto Mancini, Pietro Vierchowod, Gianluca Pagliuca. Fu fra i giocatori cardini di quella squadra che diede lustro alla città di Genova, arrivando a conquistare anche la finale di Coppa dei Campioni, persa nei supplementari per un gol di Ronald Koeman.

Dopo altri ottimi campionati in blucerchiato, Lombardo passò nell'estate 1995 alla Juventus, infortunandosi però gravemente ad un gamba: fu un infortunio che ne minò la carriera all'apice e lo costrinse a stare a lungo fermo. In bianconero vinse la Champions League 1995-1996 e lo scudetto 1996-97.

Nel 1997, dopo la sfortunata avventura bianconera, si trasferì in Inghilterra, giocando una stagione e mezza al Crystal Palace diventando in breve tempo uno dei beniamini locali, prima di tornare in Italia alla Lazio. Giocò in biancazzurro da gennaio 1999 a gennaio 2001, contribuendo alla conquista dello scudetto 1999-2000, il terzo della sua carriera dopo quello con la Samp e con la Juventus nel 1996-97.

A gennaio del 2001 tornò alla Sampdoria, in Serie B, dove chiuse la carriera nel 2002.

Nazionale
Lombardo vestì anche 18 volte la maglia della nazionale, a partire dal 1990 fino al 1997, durante la sua avventura inglese; tuttavia, in azzurro non ebbe mai molta fortuna, poiché gli si preferivano giocatori del calibro di Roberto Donadoni, Gianluigi Lentini e Angelo Di Livio.

Allenatore
Nella stagione 2006/2007 Lombardo è stato l'allenatore della squadra svizzera dell'FC Chiasso. La sua esperienza oltre il Ticino è terminata nel mese di maggio, quando ha rassegnato le dimissioni, ufficialmente per mancanza di stimoli. Il 24 aprile 2008 Lombardo diventa l'allenatore del Castelnuovo Garfagnana (serie C2 girone B), sostituendo il dimissionario Barbuti, a soli 180' dalla fine del campionato, e diventando il quarto allenatore (considerando anche la parentesi di Ceccarelli, vice di Barbuti) di una stagione molto tormentata per il Castelnuovo.

Palmarès
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 3 Sampdoria: 1990/1991, Juventus: 1996/1997, Lazio: 1999/2000

Coppa Italia: 2 Sampdoria: 1993/1994, Lazio: 1999/2000

Supercoppa Italiana: 3 Sampdoria: 1991, Juventus: 1995, Lazio: 2000

Competizioni internazionali
Champions League: 1 Juventus: 1995/1996

Coppa delle Coppe: 2 Sampdoria: 1989/1999, Lazio: 1998/1999

Supercoppa Europea: 2 Juventus: 1996, Lazio: 1999

Coppa Intercontinentale: 1 Juventus: 1996

Curiosità
È uno dei 5 calciatori (insieme a Giovanni Ferrari, Sergio Gori, Pietro Fanna e Aldo Serena) ad aver conquistato tre scudetti con tre società differenti.

Attilio Lombardo

Homer - Sab Mag 24, 2008 7:13 pm
Oggetto:
Fausto Pari

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Difensore 1983-1992

(Bellaria-Igea Marina, 15 settembre 1962) è un ex calciatore italiano.

Carriera
Ha esordito in Serie A con l'Inter, il 22 marzo 1981 contro la Pistoiese. Ha giocato inoltre con Parma, Sampdoria, Napoli, Piacenza, SPAL e Modena.

Palmarés
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/1991.

Coppa Italia: 3 Sampdoria: 1984/1985, 1987/1988, 1988/1989.

Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/1990.

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991.

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Fausto pari "alle prese" con Maradona
Homer - Sab Mag 24, 2008 7:18 pm
Oggetto:
Giuseppe "Beppe" Dossena

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Centrocampista 1988-1991

(Milano, 2 maggio 1958) è un ex calciatore, allenatore di calcio e commentatore televisivo italiano.

Carriera Giocatore
Club
Cresce calcisticamente nelle giovanili del Torino, ma le prime esperienze nel calcio professionistico le fece, in prestito, con Pistoiese, Cesena e Bologna.

Torna al Torino nell'estate del 1981, dove diviene protagonista del centrocampo granata per sei stagioni, disputando un totale di 241 presenze, tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, realizzando un totale di 29 reti. Nel 1987 viene ceduto in Serie B, all'Udinese; l'anno seguente torna in Serie A, per vestire la maglia della Sampdoria dove vince uno scudetto una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia. Chiude la carriera in C1 nel 1992 con il Perugia.

Nazionale

Il Dossena granata colleziona 38 presenze e una rete nella Nazionale di calcio italiana. Nel 1982 entra nella rosa dei 22 convocati per la Spagna e si laurea Campione del mondo.

Allenatore
Da allenatore ha cominciato dapprima all’estero, con le Nazionali di Ghana, Albania e Paraguay (nazionale per la quale nel 2002 ai mondiali di Giappone-Corea è stato l'allenatore in seconda di Cesare Maldini); poi con le squadre di club, cominciando ancora una volta all'estero, allenando in Libia la squadra dell’Al Ittiad (Tripoli). In Italia nel 2004 ha allenato la Lodigiani (in serie C2), ma l'avventura si è conclusa con un esonero.

Nel 2005 è stato anche responsabile dell’area tecnica della Sambenedettese.

Dossena è anche commentatore di calcio per la Rai.

Palmarès
Club
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/91

Coppa Italia: 1 Sampdoria: 1988-89

Nazionale
Campionato del mondo: 1 1982
Homer - Sab Mag 24, 2008 7:27 pm
Oggetto:
Enrico Chiesa

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Attaccante
1987-1990 1992-1993 1995-1996

Enrico Chiesa (Genova, 29 dicembre 1970) è un calciatore italiano.

Carriera
Originario del comune di Mignanego nell'entroterra genovese, inizia la sua carriera nel Pontedecimo (1986-87) e la prosegue nella Sampdoria (1988-89, 1992-93, e 1995-96), Teramo Calcio (1990-91), Chieti (1991-92), Modena (1993-94), Cremonese (1994-95), Parma (1996-99), Fiorentina (1999-2002) e Lazio (2002-03). Dal 2003 gioca, sempre in serie A, nel Siena.

Per la nazionale italiana di calcio Chiesa ha giocato il Campionato europeo del 1996 e il mondiale del 1998, sostituendo in quest'ultimo caso all'ultimo minuto Fabrizio Ravanelli. Chiesa detiene il record di reti realizzate in Nazionale partendo dalla panchina, con 5 realizzazioni.

Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, viene ceduto in prestito a Teramo e Chieti, rientrando in blucerchiato nella stagione 1992-93. In questa annata viene utilizzato con buona frequenza nella massima serie, ma mette a segno un solo gol anche perché utilizzato prevalentemente come esterno di centrocampo.

Viene quindi nuovamente prestato in B al Modena, dove giocando da attaccante realizza 14 gol non sufficienti tuttavia ad evitare la retrocessione degli emiliani. Passa quindi sempre in prestito alla Cremonese in serie A, e realizzando 14 gol risulta decisivo per la salvezza dei grigiorossi.

Rientra quindi alla Sampdoria nella stagione 1995-96, dove sale definitivamente alla ribalta nazionale segnando 22 gol in 27 partite e formando una coppia gol d'eccezione assieme a Roberto Mancini.

Si trasferisce poi al Parma, dove forma un'eccezionale coppia con Hernán Crespo, vincendo anche una Coppa UEFA e una Coppa Italia.

Nel 1999 si traferisce alla Fiorentina, una squadra che puntava allo scudetto e in cui Chiesa diventa la spalla del leader Gabriel Omar Batistuta, contendendo questo ruolo a Predrag Mijatović. Anche a causa dell'aspra concorrenza, la forma fatica ad arrivare e a fine anno i gol segnati sono solo 6. L'anno successivo però la musica cambia, grazie anche alla partenza di Batistuta, e Chiesa segna 22 gol in 30 partite. Nella stagione 2001/2002 viene consacrato leader della squadra vista anche la partenza del capitano Manuel Rui Costa e nonostante i problemi finanziari della società il presidente Vittorio Cecchi Gori riesce a resistere dal vendere l'attaccante. Purtroppo Chiesa alla quinta giornata di campionato durante la partita contro il Venezia riporta la rottura dei legamenti del ginocchio e ciò gli fa chiudere anzitempo la stagione pregiudicando il rendimento della Fiorentina che a fine campionato retrocede in serie B.

Nell'estate del 2002 approda alla Lazio, dove, reduce dal terribile e debilitante infortunio della stagione precedente non riesce ad entrare negli schemi degli aquilotti collezionando solo 12 gare e 2 gol. Siamo ad estate del 2003, i rapporti tra la società biancoceleste e Chiesa sono ormai deteriorati, quindi ansioso di rilanciarsi accetta il trasferimento ad una squadra neo-promossa, anzi una vera matricola della serie A l' A.C. Siena. Il giocatore rappresenta la punta di diamante di una campagna acquisti di tutto rispetto, soprattutto per una squadra esordiente in serie A. Dimostra sin da subito che non è certo venuto per "svernare", a fine stagione infatti avrà collezionato 10 gol (indimenticabile la tripletta rifilata ai rivali dell'Empoli nel primo storico incontro tra le due toscane in serie A) contribuendo alla salvezza dei bianconeri anche con numerosi assist per il partner d'attacco Tore Andre Flo.

L'anno successivo, dopo un girone di andata che vede la Robur in piena lotta per non retrocedere, l'attaccante risente di evidenti incomprensioni con il nuovo allenatore Luigi Simoni. Quando arriva l'esonero di quest'ultimo, Chiesa si sblocca e segna 11 gol nel solo girone di ritorno anche grazie ad un attacco rinforzato dall'arrivo di Massimo Maccarone.

Con il terzo anno consecutivo del Siena nell'olimpo del calcio italiano, Chiesa ottiene la fascia di capitano. Arrivano anche giocatori di grande qualità e prestigio da affiancare a Chiesa, quali l'ariete albanese Erjon Bogdani e il fantasista Tomas Locatelli. Chiesa va a completare il tridente, mettendo a segno altri 11 gol, non male per uno che va per i 37 anni.

Nel 2006/2007, a causa del cambio del modulo, il nuovo allenatore e la squadra rivoluzionata, Chiesa non trova la continuità degli anni passati, giocando solo spezzoni di partita. Per una seconda punta i cui punti di forza sono la velocità e il dribbling il mancato impiego non è positivo. Ciononostante Chiesa resta un beniamino dei tifosi senesi: a lui dedicarono la coreografia della gradinata nel derby della Toscana Siena-Fiorentina del 2005/2006.

Per due anni consecutivi vince il "Fedelissimo d'Oro", premio rilasciato annualmente dal Siena Club Fedelissimi al vincitore di una classifica stilata in base ai voti di tifosi, giornali nazionali e testate locali.

Le qualità che lo hanno reso famoso come calciatore sono la rapidità e la velocità nei movimenti e nelle conclusioni a rete, la capacità di calciare in porta con potenza con entrambi i piedi e l'estrema bravura nei calci di punizione. Queste doti lo hanno consacrato come una delle punte più forti degli anni novanta e per un certo periodo di tempo, anche a seguito del ritiro dall'attività agonistica di Roberto Baggio e Giuseppe Signori, gli hanno permesso di essere il maggior realizzatore nel campionato italiano di serie A con 138 reti.

Palmarès
Coppa Italia: 2 Parma: 1998/1999, Fiorentina: 2000/2001

Coppa UEFA: 1 Parma: 1998/1999
Homer - Sab Mag 24, 2008 7:37 pm
Oggetto:
Roberto Mancini

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Attaccante 1982-1997

(Jesi, 27 novembre 1964) è un allenatore di calcio e ex calciatore italiano, dal 2004 tecnico dell'Inter.

Carriera Calciatore
Club
Gli anni alla Sampdoria
Mancini ha esordito in Serie A nelle file del Bologna il 12 settembre 1981, all'età di 16 anni. Durante il suo primo campionato di serie A mette a segno sorprendentemente 9 gol, ciononostante la squadra retrocede in Serie B per la prima volta nella sua storia.

L'anno successivo, per una grande intuizione del presidente Paolo Mantovani, si trasferisce alla Sampdoria, dove resterà fino al 1997.

Nella Sampdoria ha formato una delle coppie d'attacco più valide d'Italia in quegli anni, insieme al compagno Gianluca Vialli (i due vennero chiamati "I gemelli del gol"). A Genova ha vinto uno scudetto nel 1991, 4 Coppe Italia (1985, 1988, 1989 e 1994), 1 Supercoppa di Lega (grazie a una sua rete) ed una Coppa delle Coppe nel 1990 (Sampdoria - Anderlecht 2-0, doppietta di Gianluca Vialli).


Nella stagione 1991-1992 Mancini disputò, per l'unica volta nella sua carriera, la finale di Coppa dei Campioni. La Sampdoria fu sconfitta ai tempi supplementari dal Barcellona, che si impose per 1-0 grazie a una rete di Ronald Koeman al 112° minuto.

Gli anni alla Lazio
Nel 1997, dopo aver giocato con molti campioni (fra i quali Enrico Chiesa, Ruud Gullit e Vincenzo Montella), per via di un non facile rapporto con l'allora presidente blucerchiato Enrico Mantovani (figlio dell'ex presidente Paolo) passò alla Lazio. L'arrivo di Mancini (seguito da un folto gruppo di ex sampdoriani, a partire dall'allenatore Sven Goran Eriksson e poi da Juan Sebastián Verón, Siniša Mihajlović, Attilio Lombardo), coincide con l'apertura di un ciclo di vittorie per la squadra del presidente Sergio Cragnotti.

Con la Lazio vince lo scudetto nel 1999-2000 (stagione in cui il club compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa europea battendo i Campioni d'Europa del Manchester United (1999), due Coppe Italia (1998 e 2000) e una Supercoppa di Lega (1998).

Inghilterra e ritiro
Nel gennaio 2001 firma un contratto di prova per un mese con il Leicester City, dove gioca 5 partite, chiudendo la sua esperienza di calciatore in Inghilterra.

Nazionale
Nonostante la sua classe ed i suoi successi a livello di club, Mancini non è mai riuscito a sfondare in Nazionale: i rapporti con allenatori e stampa, fra l'altro, sono sempre stati poco sereni (emblematica la sua rabbia rivolta alla tribuna stampa, polemica nei suoi confronti, dopo aver segnato un goal alla Germania negli Europei del 1988). In Nazionale ha collezionato 36 presenze, segnando 4 gol.

Allenatore
Lazio e Fiorentina
Appese le scarpe al chiodo, Mancini intraprende la carriera di allenatore. Inizia nel 2000 come vice di Sven Göran Eriksson alla Lazio. A gennaio del 2001 prova però l'esperienza in Inghilterra da calciatore che dura solo un mese. Nel febbraio 2001, a stagione in corso, viene ingaggiato dalla Fiorentina con cui vince subito la Coppa Italia. Nella stagione successiva, dopo 17 partite, lascia la squadra viola dopo che cinque tifosi viola lo minacciarono per scarso impegno, che poi retrocederà e fallirà. Nel 2002/2003 torna alla Lazio ottenendo buoni risultati, sebbene la società fosse colpita da diverse vicissitudini finanziarie che culminarono con le dimissioni dell'allora Presidente Sergio Cragnotti. In particolare vincerà la Coppa Italia nella stagione 2003/2004.

Nei due anni passati a Roma, Mancini passa da uno stipendio di 1,5 miliardi di lire deciso dall'allora Presidente Sergio Cragnotti a circa 7 miliardi con la nuova dirigenza, sebbene il resto della squadra si riducesse lo stipendi firmando il piano Baraldi, per il salvataggio del club.

Nell'estate 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter.
Inter

Mancini chiude la prima stagione sulla panchina dell'Inter facendo conquistare la Coppa Italia ai nerazzurri 23 anni dopo il loro ultimo successo nella competizione.

Nella sua seconda stagione da allenatore del club nerazzurro (2005-2006) vince la Supercoppa italiana (in finale contro la Juventus), battendo i bianconeri a Torino per 1-0 grazie alla rete di Juan Sebastian Veron nei tempi supplementari e la Coppa Italia (in finale contro la Roma). Vince inoltre lo scudetto (il 14° nella storia dell'Inter), assegnato ai nerazzurri per decisione della FIGC, all'esito dei giudizi disciplinari relativi allo scandalo del calcio italiano. Nell'agosto 2006 vince un'altra Supercoppa Italiana con l'Inter, che batte la Roma con una clamorosa rimonta da 0-3 al 4-3 finale nei tempi supplementari.

Il 17 dicembre 2006, vincendo per 2-0 sul Messina, Mancini riesce a battere il record di 8 vittorie consecutive, serie positiva che prosegue arrivando a conquistare a gennaio il successo consecutivo numero 14. A febbraio la squadra raggiunge quota 16 e il 25 febbraio con la vittoria sul Catania per 5-2 porta a 17 la serie di vittorie consecutive. Il 1° aprile 2007 con la vittoria per 2-0 sul Parma Mancini vince la sua centesima partita in Serie A da allenatore dell'Inter.

Il 22 aprile 2007, battendo il Siena per 2-1 e vista la contemporanea sconfitta della Roma a Bergamo contro l'Atalanta, il tecnico conquista il suo primo scudetto da allenatore sul campo), il quindicesimo per l'Inter (compreso quello a tavolino). In Champions League i nerazzurri vengono eliminati dal Valencia negli ottavi di finale dopo due pareggi (2-2 casalingo e 0-0 a Valencia).

L'Inter perde poi la finale di Coppa Italia contro la Roma. Durante i festeggiamenti il presidente Massimo Moratti comunica il rinnovo del contratto a Mancini per altri quattro anni, con un bonus per un anno ulteriore.

Il 20 gennaio 2008, in Inter-Parma di campionato, Mancini taglia il traguardo delle 200 panchine nerazzurre. Attualmente è il terzo allenatore della storia dell'Inter per numero di panchine a poca distanza dal secondo, Giovanni Trapattoni. In vetta nella classifica di tutti i tempi c'è Helenio Herrera, che è il solo a precedere Mancini per numero di vittorie conseguite.

L'11 marzo seguente, nella conferenza stampa successiva alla sconfitta (e conseguente eliminazione dalla Champions League) subita in Inter-Liverpool 0-1 (andata 0-2), Mancini ha annunciato che, al termine della stagione 2007-2008, lascerà la panchina della società. Nella serata del 12 marzo, però, il presidente Massimo Moratti dichiara, subito dopo un colloquio privato con Mancini, l'intenzione della società e dell'allenatore jesino di onorare il contratto. Mancini si è scusato per le sue affermazioni, dovute ad un momento di sconforto, ed ha espresso il desiderio di vincere il campionato, obiettivo poi riuscito, e di puntare alla vittoria della UEFA Champions League 2008-2009.

Il 18 maggio 2008 l'Inter vince il 16° scudetto della sua storia. Si tratta del secondo titolo consecutivo per Mancini oltre a quello vinto a tavolino.

Palmarès Calciatore
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 2 Sampdoria: 1990/91, Lazio: 1999/2000

Coppa Italia: 6 Sampdoria: 1984/85, 1987/88, 1988/89, 1993/94, Lazio: 1997/98, 1999/2000

Supercoppa italiana: 2 Sampdoria: 1991, Lazio: 1998

Competizioni internazionali
Coppa delle Coppe: 2 Sampdoria: 1989/90, Lazio: 1998/99

Supercoppa UEFA: 1 Lazio: 1999

Riconoscimenti individuali
Oscar del calcio: 2 Miglior italiano: 1997, Miglior assoluto: 1997

Allenatore
Campionato italiano: 3 Inter: 2005-2006 (assegnato d'ufficio), 2006-2007, 2007-2008

Coppa Italia: 4 Fiorentina: 2000/01, Lazio: 2003/04, Inter: 2004/2005, 2005/2006

Supercoppa italiana: 2 Inter: 2005, 2006

Onorificenze
Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana
30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[1]


Curiosità
* Roberto Mancini ha vinto 10 volte la Coppa Italia (4 volte da allenatore e 6 da calciatore): un record difficilmente eguagliabile.
* I suoi figli, Filippo e Andrea, giocano nelle giovanili dell'Inter. Roberto Mancini ha fatto esordire Filippo nella prima squadra dell'Inter giovedì 17 gennaio 2008, nella partita di Coppa Italia vinta dai nerazzurri per 3-0 contro gli amaranto della Reggina. Questo stesso giocatore è stato prestato al Manchester City durante il mercato di gennaio 2008.

Presentazione Roberto Mancini alla Sampdoria



Roberto Mancini




Barça 2 - Sampdoria 0 (Recopa 1988/1989)

Homer - Sab Mag 24, 2008 9:10 pm
Oggetto:
Gianluca Vialli

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1984-1992

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Gianluca Vialli (Cremona, 9 luglio 1964) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Vialli & la Sampdoria:
Serie A 1991/1992 Sampdoria 31 11
Serie A 1990/1991 Sampdoria 26 19
Serie A 1989/1990 Sampdoria 22 10
Serie A 1988/1989 Sampdoria 30 14
Serie A 1987/1988 Sampdoria 30 10
Serie A 1986/1987 Sampdoria 28 12
Serie A 1985/1986 Sampdoria 28 6
Serie A 1984/1985 Sampdoria 28 3

Coppa Internazionale Curriculum
Coppa delle Coppe 1989/1990 Sampdoria
Camp. mond. per club 1989/1990 Sampdoria

Coppe Nazionali Curriculum
Supercoppa Italiana 1991 Sampdoria
Supercoppa Italiana 1989 Sampdoria
Coppa Italia 1988/1989 Sampdoria
Coppa Italia 1987/1988 Sampdoria
Coppa Italia 1984/1985 Sampdoria


Carriera
Tira i suoi primi calci nelle giovanili del Pizzighettone, per poi passare alla Primavera della Cremonese.
La carriera di Vialli, a livello professionistico, è iniziata nel 1980. Ha giocato nelle fila di Cremonese, Sampdoria e Juventus. Ha vinto 2 scudetti, il primo storico con la Sampdoria nella stagione 1990-91, in coppia con il suo "gemello del gol" Roberto Mancini, il secondo con la Juventus nel 1994-95.
Ha inoltre vinto con la Juventus una Coppa dei Campioni nel 1996 (finale vinta ai rigori contro l'Ajax). Una seconda Coppa dei Campioni è sfumata nel 1992 (finale persa 1-0 dalla Sampdoria con il Barcellona ai supplementari).
Nel 1996 Vialli si trasferì in Inghilterra per giocare con il Chelsea FC, assumendo dal 1998, dopo il licenziamento di Ruud Gullit, il doppio ruolo di giocatore-allenatore. In due anni come allenatore dei Blues diventò il tecnico più vincente nella storia del Chelsea. Nella stagione 2001-02 ha assunto l'incarico di allenatore del Watford FC.
Ad oggi è un apprezzato opinionista e commentatore televisivo per SKY Sport.
Dopo la convocazione ai Mondiali 1986, dove giocò tutte le partite (pur senza riuscire ad incidere), Vialli contribuì all'ottenimento del 3° posto da parte dell'Italia nei Mondiali del 1990, anche se la sua stella venne offuscata dall'"esplosione" di un altro attaccante, Totò Schillaci, che diventò anche capocannoniere del Mondiale.
Nelle fila della Nazionale, Vialli ha raggiunto quota 59 presenze e segnato 16 gol.
Dal 2004 sta svolgendo un'importante attività nel campo sociale, avendo creato, insieme a Massimo Mauro e Cristina Grande Stevens, la "Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus" ([1]), che ha lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (morbo di Lou Gerhig) e sul Cancro, attraverso l'AISLA e la FPRC.
Ha pubblicato in Inghilterra un libro dal titolo "The Italian Job" dove analizza le differenze fra calcio italiano e inglese.
Il 26 febbraio 2006 è stato portatore della bandiera olimpica nel corso della Cerimonia di chiusura della XX Olimpiade Invernale Torino 2006.


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Sampdoria-Lecce 3-0 1990-1991 Scudetto

Gianluca Vialli - Tutti i gol 90/91




I Gemelli del Gol - Vialli, Mancini e la Grande Samp



...Roberto Mancini-Gianluca Vialli...

Homer - Sab Mag 24, 2008 9:26 pm
Oggetto:
Marco Lanna

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1986-1993/feb. 2002

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Doti tecniche
Allievo di Luca Pellegrini, è stato abile nella marcatura a uomo e nella percezione della sua posizione rispetto agli avversari.

Carriera
Lanna esordisce a 19 anni, nella stagione 1986-1987, nella Sampdoria di Vujadin Boskov, dove rimane per sette stagioni consecutive, formando insieme a Mannini, Vierchowod e Katanec una delle difese più forti d'Europa. Coi blucerchiati vince due Coppa Italia (nel 1988 e nel 1989), una Coppa delle coppe (nel 1990) e uno scudetto nel 1991. Nel 1992 è finalista della Coppa dei Campioni contro il Barcellona[1].

Nella stagione 1993-1994 viene acquistato dalla Roma, dove è presente per quattro campionati, disputando 113 partite e segnando 2 reti. Nella stagione 1994-1995, assieme ad Aldair e a Petruzzi, compone la difesa meno battuta del campionato.
Nel Derby del Campidoglio tra Roma e Lazio del 18 febbraio 1996 Lanna, a pochi minuti dalla fine della partita, ferma con la mano, volontariamente e in area di rigore, un cross di un giocatore laziale, propiziando il rigore che dà la vittoria agli avversari (realizzato da Giuseppe Signori). I tifosi laziali, dalla partita successiva, gli intonano, sull'aria della canzone Macarena, un coro che fa: agguanta-la-palla-marco-lanna / agguanta-la-palla-marco-lanna / agguanta-la-palla-marco-lanna / eeeeee marco-lanna!; coro che gli vale il soprannome.

Dal 1997-1998 fino alla stagione 2000-2001 emigra in Spagna, dove gioca per due anni nel Salamanca, squadra facente parte in quel periodo della Primera División. Il 12 aprile 1998 in Salamanca-Valencia, partita conclusasi 6 a 0, a Lanna viene contestato il secondo gol del 25° minuto per averlo segnato con la mano, fatto verificato poi con le immagini al rallentatore [2]. In seguito si trasferisce al Real Saragozza, squadra con cui vince la Coppa del Re.

Chiude la carriera nel febbraio del 2002 in Serie B con la Sampdoria, con un bilancio complessivo di 343 presenze e 8 gol.


Palmarès
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/1991

Coppa Italia: 2 Sampdoria: 1987/1988, 1988/1989

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991

Coppa di Spagna: 1 Real Saragozza: 2001

Competizioni internazionali
Coppa delle Coppe: 1
Sampdoria: 1989/1990

Note
Champions League 1991/92: Finale - Londra (Wembley), 20 Maggio 1992
Homer - Sab Mag 24, 2008 11:26 pm
Oggetto:
Fabio Bazzani

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Attaccante

(Bologna, 20 ottobre 1976) è un calciatore italiano.

Carriera
Club
Dopo le giovanili, fa la sua prima esperienza di rilievo nei Dilettanti, militando per due anni nel Boca San Lazzaro, dove segna 30 gol in 57 partite. Nel 1996 passa al Sandonà, dove disputa il suo primo campionato da professionista, per poi trasferirsi, l'anno successivo, al Venezia, squadra nella quale non riesce ad imporsi per la concorrenza spietata di attaccanti di livello come Filippo Maniero.

Dopo una anno passato a Varese, arriva la stagione della consacrazione 1999-2000: con l'Arezzo, in Serie C1, segna 20 gol in 31 partite, portando la squadra toscana a giocarsi la promozione in cadetteria, poi sfumata ai play-off. Il ritorno a Venezia non è dei migliori: dal 2000 al 2002, riesce sì a mostrare sprazzi di buon gioco, ma le occasioni per mettersi in evidenza non sono molte: infatti, in questo biennio entra spesso a partita in corso, non riuscendo a incidere come vorrebbe.

La grande occasione arriva nel 2001: Luciano Gaucci, presidente del Perugia, lo porta in Umbria promettendogli un posto da titolare in Serie A e Bazzani approfitta della grande occasione, segnando in 29 partite 10 gol, la maggior parte dei quali nell'ultima parte di campionato. Nell'estate successiva, il nuovo presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, già storico azionista della società blucerchiata, si rivolge al nuovo mister Walter Novellino con lo scopo di riportare la squadra alla serie A. L'allenatore accetta l'incarico, e chiede di avere con sé Bazzani, al quale è molto legato per i due anni passati insieme in laguna.
Portato a Genova per una cifra vicina ai 5 milioni di euro, Bazzani, compiuta l'importante scelta di tornare in Serie B, diventa uno dei protagonisti della scalata alla Serie A con le sue 16 marcature in 37 presenze: insieme al compagno di reparto Flachi vengono soprannominati i gemelli del gol. Nella stagione 2003/2004, segna 13 gol, facendo anche il suo esordio in Nazionale, mentre la stagione successiva, complice una precaria condizione fisica, delude moltissimo: il passaggio alla Lazio a gennaio non serve a migliorarlo, viste le numerose derisioni che riceve dal pubblico romano.

Nel 2005 torna, con molte motivazioni, alla società blucerchiata (riappacificandosi con Novellino, con il quale aveva avuto in precedenza qualche contrasto), ma un infortunio ai crociati gli fa saltare metà stagione. Nell'agosto del 2006 sembra che finalmente ogni problema sia solo un ricordo, ma un nuovo infortunio ai legamenti gli impedisce di giocare fino a novembre. Nel 2007 torna in campo e, giocando con grinta ed impegno, riesce a totalizzare 21 presenze in campionato. Purtroppo, però, non è assistito da un'adeguata condizione fisica e il suo unico gol della stagione, nonché ultimo con la maglia blucerchita, lo segna nella partita contro l'Atalanta (28 febbraio 2007), finita 2-1 per la Sampdoria.

A fine stagione (maggio 2007) passa al Livorno con un accordo biennale da seicentomila euro netti a stagione, ma il mese dopo straccia il contratto con la squadra amaranto: gli Ultras Livornesi, schierati a sinistra, gli contestano le opposte vedute politiche (negate dal diretto interessato), anche attraverso cori contro l'attaccante nello stadio di Livorno durante le ultime giornate di campionato.

Dai primi di giugno 2007, pertanto, ritorna sul mercato e viene ingaggiato dal Brescia Calcio, allenato da Serse Cosmi con cui il centravanti giocò ad Arezzo e Perugia.

Nazionale
Ha esordito in Nazionale il 12 novembre 2003 contro la Polonia, in una partita persa dagli azzurri per 3-1. Successivamente ha giocato altre due volte, l'ultima delle quali nel 2004.

Vita privata
L'11 giugno 2005 si è sposato con la showgirl Alessia Merz, dalla quale, nel mese di novembre del 2006, ha avuto il primogenito, Niccolò, e nel marzo 2008 una figlia, Martina.


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Homer - Dom Mag 25, 2008 7:56 am
Oggetto:
Fausto Salsano

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Centrocampista
1984-1990/1993-1998


Fausto Salsano (Cava de' Tirreni, 19 dicembre 1962) è un ex calciatore italiano, che ha giocato nel ruolo di centrocampista.

[...
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a]Paolo Mantovani, nell'estate del 1980, non confermò Toneatto sulla panchina blucerchiata: al suo posto, ingaggiò Enzo Riccomini. Per quanto riguarda la squadra, operò una seconda rivoluzione in appena due anni; infatti, cedette molti dei giocatori acquistati l'anno precedente, e li sostituì con molti calciatori giovani, tra cui Luca Pellegrini, Fausto Salsano e Pietro Vierchowod (gli ultimi due girati poi in prestito): il loro arrivo fu bilanciato da quello di giocatori piuttosto esperti, come Luigi Del Neri ed il portiere Guido Bistazzoni. La stagione si aprì con risultati soddisfacenti, ma troppo altalenanti per permettere alla Sampdoria di agganciare la zona promozione; però, a metà stagione, il Doria si avvicinò prepotentemente alle zone alte della classifica, fino a giungere ad un quinto posto finale che gridava vendetta.

C2/B 2002/2003 Fiorentina
Serie A 1997/1998 Sampdoria
Serie A 1996/1997 Sampdoria
Serie A 1995/1996 Sampdoria
Serie A 1994/1995 Sampdoria

Coppa Internazionale Curriculum
Coppa delle Coppe 1989/1990 Sampdoria
Camp. mond. per club 1989/1990 Sampdoria

1984-1990: partite 172 reti 15
1993-1998: partite 105 reti 1


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Salsano ospite alla partita d'addio di Sinisa Mihajlovic -28-05-2007


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Assistente tecnico dell'Inter 2005/2006
Homer - Dom Mag 25, 2008 7:57 am
Oggetto:
Alberigo Evani


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1993-1997

(Massa, 1 gennaio 1963) è un ex calciatore italiano.

Attualmente è l'allenatore della formazione degli Allievi Nazionali del Milan.

Carriera
Club
Cresciuto nel settore giovanile della società rossonera, dove è arrivato a soli 14 anni, ha debuttato come terzino sinistro l'11 ottobre 1981 nella partita contro il Bologna in Serie A, anche se nella precedente stagione aveva già disputato in rossonero una partita in Serie B.

Fu fra i cadetti, nel 1982/1983, che si mise in luce insieme ad altri giovani del vivaio, disputando 35 partite. In seguito è sempre stato titolare della squadra, anche se ha modificato il suo ruolo da terzino a centrocampista di fascia sinistra con l'arrivo dell'allenatore Arrigo Sacchi e con l'esordio nel suo precedente ruolo di Paolo Maldini.

Vinse lo scudetto del 1987/1988 e le due successive Coppe dei Campioni (1989 e 1990), nonché due Coppe Intercontinentali, sulle quali ha posto il proprio sigillo: infatti nella prima, ha segnato su punizione il gol decisivo contro i colombiani dell'Atlético Nacional di Medellin all'ultimo minuto dei tempi supplementari.

Con l'avvento di Fabio Capello sulla panchina del Milan si è adattato anche a giocare in posizione centrale di centrocampo, vincendo altri due scudetti, nel 1991/1992 e nel 1992/1993.

Nel 1993 è passato alla Sampdoria, dove è rimasto quattro stagioni, e ha poi chiuso la carriera nel 1997/1998 vestendo fino a dicembre la maglia della Reggiana in Serie B e poi quella della Carrarese in Serie C1.

Nazionale
Arrigo Sacchi lo ha voluto anche in Nazionale con la quale ha esordito il 21 dicembre 1991 nella gara contro Cipro, partita terminata con il punteggio di 2-0.

Ha giocato anche i Mondiali del 1994, arrivando secondo e disputando 2 partite. Oltre al primo tempo della gara con l'Irlanda, ha giocato i supplementari della finale che culminerà con i calci di rigore. Ne ha tirato uno e l'ha realizzato, tuttavia risulterà inutile nel risultato finale, che vedrà vincitore il Brasile.

Allenatore
Attualmente Evani allena gli Allievi del Milan. Il 9 Giugno 2007 alla guida degli Allievi conquista il titoto di Campione d'Italia battendo in finale il Genoa per 4-0.

Palmarès
Competizioni Nazionali
Campionato italiano: 3 - Milan: 1987/1988, 1991/1992, 1992/1993
Supercoppa Italiana: 3 - Milan: 1988, 1992, 1993

Competizioni Internazionali
Coppa dei Campioni/Champions League: 2 - Milan: 1988/1989, 1989/1990
Supercoppa Europea: 2 - Milan: 1989, 1990
Coppa Intercontinentale: 2 - Milan: 1989, 1990

Curiosità
È soprannominato Bubu dai tifosi per la somiglianza con l'orsacchiotto di Hanna & Barbera .

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Homer - Dom Mag 25, 2008 7:57 am
Oggetto:
Francesco Flachi

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Attaccante 1999-2007

(Firenze, 8 aprile 1975) è un calciatore italiano che gioca nel ruolo di attaccante.

La carriera
Fiorentina, Bari ed Ancona: dal 1993 al 1998

Dopo alcuni anni trascorsi nelle giovanili della Fiorentina, Flachi esordisce in prima squadra nel 1993 in Serie B, in una stagione che riporta i viola in Serie A: in 10 partite, segna due reti, imponendosi come uno dei fantasisti più promettenti dell'intero panorama calcistico italiano. L'esordio nella massima serie è datato 4 settembre 1994: in quell'occasione, contribuisce alla vittoria per 2-1 contro il Cagliari.

Dopo un'ottima annata, condita da 2 reti in 21 gare, Flachi non trova più posto in squadra, e nella stagione 1996/1997 viene dato in prestito al Bari, allora militante nella serie cadetta. Le buone prestazioni con il Bari convincono la dirigenza viola a riportarlo a Firenze, ma la concorrenza di attaccanti quali Batistuta ed Oliveira è spietata, ed a gennaio Flachi viene ceduto, sempre con la formula del prestito, all'Ancona, dove, nei primi mesi del 1998, segna 10 reti in 17 partite.

1999: il passaggio alla Sampdoria
Ritornato in riva all'Arno, Flachi capisce che non c'è posto per lui nella rosa della sua squadra del cuore: decide, seppure a malincuore, di accettare l'offerta di una squadra dal passato glorioso, la Sampdoria, appena retrocessa nella serie cadetta, e prossima a trascorrere quattro anni di "purgatorio".

Nella prima stagione con la maglia blucerchiata, con mister Ventura, non riesce ad acquistare un posto fisso da titolare, ma comunque segna 5 reti in 28 partite. Nella stagione successiva, con l'arrivo di Cagni, conquista definitivamente non solo una maglia da titolare, ma anche l'affetto della provata tifoseria blucerchiata: le 17 marcature, alcune delle quali di pregevole fattura, in 34 match, lo portano ai primi posti della classifica cannonieri della serie cadetta. Nella stagione 2001/2002 assume il ruolo di "salvatore della patria": infatti, guida la debole formazione blucerchiata alla salvezza, ottenuta solo alla penultima giornata: alla fine, si registrano agli annali 16 reti in 37 partite.


L'arrivo del presidente Garrone, il ritorno in Serie A e la ribalta nazionale
Nel 2002, la società blucerchiata passa nelle mani di Riccardo Garrone, che allestisce una formazione di valore e la affida ad un validissimo allenatore, Walter Novellino, il cui arrivo coincide con una lunga serie di soddisfazioni, sia di carattere personale che calcistico, per il genietto toscano: prima, l'immediata promozione in Serie A, alla quale contribuisce con 9 reti in 35 presenze, poi, il sorgere di una grande amicizia con il compagno di reparto Fabio Bazzani, ed infine, la nascita della prima figlia, Benedetta.

Il rapporto con Novellino non è comunque idilliaco: specialmente nell'estate 2003, infatti, numerosi sono i litigi tra i due, sia fuori che dentro al campo da gioco. Flachi paga il suo atteggiamento nervoso rimanendo in panchina nelle prime partite della stagione 2003/2004, e partendo da quarta punta, od addirittura da quinta, dietro al giovane Colombo. Le pessime prestazioni degli altri attaccanti blucerchiati, soprattutto Marazzina e Yanagisawa, oltre alle crescenti contestazioni del pubblico sampdoriano nei suoi confronti, portano mister Novellino a schierarlo nuovamente tra i titolari, con buoni risultati. L'ottavo posto finale, con le 23 reti del tandem blucerchiato formato dal toscano e dal bolognese Bazzani, dimostrano che la Samp non può fare a meno della sua bandiera.

Nella stagione 2004/2005, con le sue 14 marcature in 35 partite, assume il ruolo di autentico trascinatore: alla fine del campionato, la Sampdoria sfiora la qualificazione alla Champions League, ritornando, dopo otto anni, in Europa. L'annata successiva vede Flachi in grande spolvero nella prima metà di stagione, grazie anche alle ottime prestazioni del nuovo compagno Bonazzoli; nella seconda parte del campionato, iniziata dopo la decisiva sconfitta europea di Lens, Flachi crolla insieme al resto della squadra, ma con qualche gol e col suo carattere, permette alla Sampdoria di ottenere la tardiva ed agognata salvezza. In questo periodo arriva al traguardo del centesimo goal in maglia blucerchiata.

Il declino e l'illusione di una nuova rinascita
Nell'estate 2006, Flachi, con i ritorni di Bazzani e Bonazzoli dai rispettivi infortuni, inizia il campionato con grande grinta e carattere, ma, nel suo momento migliore, a causa di alcune intercettazioni telefoniche, viene squalificato per due mesi insieme all'ex compagno di squadra Carrozzieri, con l'accusa di avere assunto un ruolo di prim'ordine nell' "aggiustamento" del derby di Roma dell'aprile 2005, terminato 0-0.

Una volta concluso il periodo di squalifica, tra il settembre ed il novembre 2006, è tornato a giocare con la maglia blucerchiata.

Il 21 febbraio 2007 si è appreso che Flachi è stato trovato positivo per un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina, al controllo antidoping effettuato dopo la partita Sampdoria-Inter del 28 gennaio 2007. Il 21 marzo le controanalisi hanno confermato la positività alla cocaina. Già sospeso in via cautelare dalle competizioni sportive, Flachi dovrà ora affrontare l'interrogatorio da parte della Procura antidoping, che a sua volta riferirà alla Commissione Disciplinare per i provvedimenti di competenza.

Il 21 giugno 2007 la Commissione Disciplinare ha squalificato per 24 mesi Flachi, dopo che è stato accolto il ricorso della procura antidoping del CONI (la Disciplinare aveva inizialmente condannato il giocatore doriano ad 1 anno e 4 mesi e la CAF ha respinto il ricorso del giocatore).

Attualmente Flachi sta scontando la squalifica e per non perdere la forma si allena con il Pietrasanta Marina, squadra che milita nel campionato di eccellenza.

Qualità e carattere
Unico degno erede della maglia numero 10 che fu di Roberto Mancini, come tale, era l'idolo indiscutibile della Gradinata Sud, il covo dei tifosi blucerchiati più accesi. è un giocatore di indiscusso talento e capace di colpi di grande effetto, alternati però talvolta a prestazioni più opache. Il carattere non facile e le tante intemperanze gli hanno forse precluso traguardi più ambiziosi a livello di Nazionale: conta difatti una sola convocazione e nessuna partita giocata.

Curiosità
* Con 107 reti, è il terzo marcatore della Sampdoria di ogni epoca, dietro solo a Mancini (132) e Vialli (126).
* È un tifoso della Fiorentina , e quando segna contro i viola, non esulta.
* È molto legato alla sua famiglia: dalla moglie Valentina ha avuto Benedetta, e più recentemente un secondo figlio, chiamato Tommaso. Quando Flachi segna è solito sollevarsi la maglia e portare le mani alle orecchie. Per un paio di partite, sotto alla maglia da gara, ha avuto una t-shirt con scritto VALE BENE 10, ovvero un omaggio alla moglie Valentina, alla figlia Benedetta e, ovviamente, a se stesso (maglia numero 10).
* Sul sito della "Gazzetta dello Sport", nel profilo di Flachi, compaiono due partite giocate nel 2002 con il "Martigues": si tratta di un grossolano errore dovuto ad un caso di omonomia.
* Ha al suo attivo un'esperienza, a tredici anni, con le giovanili del Napoli. In azzurro gioca per pochi mesi, evidenziando la sua classe cristallina e il senso del gol. Pur affezionandosi alla maglia e alla città, tuttavia la nostalgia per la famiglia e il tifo per colori viola fanno sì che il giovane decida di tornare a Firenze, dove riprende la sua scalata verso la prima squadra
* Segna 2 gol in Europa, uno contro il Setubal e uno contro il Lens.

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Eurogol Nella sfortunata notte di Lens, sotto di un gol, tocca ancora al numero 10 blucerchiato Francesco Flachi pareggiare i conti al 24’: Emiliano Bonazzoli di testa appoggia all'accorrente punta toscana che con un diagonale fulmineo di esterno sinistro dal limite dall’area batte Charles Itandje.

Flachi show


Francesco


Flachi goal


Ciao Flachi, Grande Campione


Franceso Flachi nella sud coi tifosi a cantare!!!


Homer - Dom Mag 25, 2008 8:35 am
Oggetto:
Sergio Volpi

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Centrocampista
2002-2008


(Orzinuovi, 2 febbraio 1974) è un calciatore italiano che gioca nella Sampdoria, della quale è il capitano, nel ruolo di centrocampista.

Caratteristiche tecniche
Universalmente riconosciuto come uno dei pochi registi rimasti in Italia, insieme ad Andrea Pirlo ed Eugenio Corini, Volpi gestisce il centrocampo, organizzando la manovra: da ormai qualche anno, il gioco della Samp passa soprattutto dai suoi piedi. Le sue abilità di gioco sono essenzialmente difensive, tanto che si pensa ad un futuro da libero, ma le sue capacità balistiche sono notevoli. Dal 2002 al 2008, con la casacca blucerchiata, ha siglato cinque gol su calcio piazzato, tra i quali si ricorda soprattutto quello contro la Reggina nella stagione 2005/2006.

Carriera
Cresciuto calcisticamente nel Brescia, fa la sua prima esperienza di rilievo nella stagione 1994-1995 alla Carrarese, in serie C1, dove fa registrare 23 presenze ed un gol. Ritornato al Brescia, passa quindi al Bari nel 1996: la squadra pugliese viene promossa alla serie A, nella quale fa il suo esordio l'anno successivo.

Nel luglio 1998, il giovane Volpi viene acquistato dal Venezia e conosce l'allenatore Walter Alfredo Novellino. Dopo due anni di permanenza nella società veneta, segue subito Novellino al Piacenza, dove la squadra ottiene una promozione dalla serie B, e poi il decimo posto in serie A.

Nel 2002, il nuovo presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, già storico azionista della società, si rivolge a Novellino con lo scopo di riportare la squadra alla serie A. L'allenatore accetta l'incarico, e porta con sé Volpi, il quale diventa subito capitano della squadra e, insieme a Flachi, idolo indiscusso della tifoseria doriana, grazie soprattutto al grande carisma ed all'impegno profuso per la squadra.

I buoni risultati ottenuti nei tre anni successivi permettono a Volpi di fare il suo esordio in Nazionale (18 febbraio 2004, nella partita Italia - Repubblica Ceca, terminata 2-2)

Nella stagione 2007-2008 gioca ancora come capitano nella Sampdoria, con la quale ha un contratto in scadenza nel 2009. Nel mese di gennaio 2008, è stato per la prima volta escluso dalla formazione titolare della squadra blucerchiata.

Curiosità

* Durante la stagione 1997-1998 Volpi, insieme al calciatore Paolo Poggi, divenne particolarmente famoso poiché le figurine dei due marcatori, vendute insieme ad una marca di gomme da masticare, erano a detta di molti collezionisti introvabili.
* Fin dai tempi di Brescia, Volpi porta sulla casacca il numero 4.
* È un tifoso sfegatato del Milan.

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Sergio Volpi esulta dopo un gol nella stagione 2006-07.

Sergio

Homer - Dom Mag 25, 2008 8:43 am
Oggetto:
Angelo Palombo

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Centrocampista 2002-

(Ferentino, 25 settembre 1981) è un calciatore italiano che gioca nel ruolo di centrocampista centrale nella Sampdoria.

Carriera
Club
Nella stagione 1997/98 gioca nelle file dell'Urbania Calcio, in serie D, e qui un campionato da protagonista gli vale le attenzioni della Fiorentina. Esordisce in serie A nel 2001 proprio con la Fiorentina, dopo aver giocato per qualche tempo nella formazione giovanile del club toscano; nel 2002 approda alla Sampdoria, che lo acquista a costo zero dopo il fallimento della società toscana.

Il primo anno con la maglia blucerchiata si rivela più che soddisfacente, visto che gioca quasi sempre da titolare e contribuisce alla promozione in serie A della squadra genovese. Proprio nella stagione ha origine il forte rapporto di amicizia che lega Palombo al compagno di reparto Sergio Volpi, con il quale, ancora oggi, divide il centrocampo.

l periodo compreso tra il 2003 ed il 2005 vede il giocatore diventare uno dei leader indiscussi della Sampdoria, oltre che uno dei giocatori più amati e sostenuti dalla tifoseria blucerchiata: si rende protagonista della scalata che porta il Doria a sfiorare, nella stagione 2004/2005, la qualificazione alla Champions League.

Nel 2005, Palombo fa le sue prime esperienze in Coppa Uefa, competizione dalla quale la squadra viene eliminata presto a causa della sfortunata partita di Lens. Nella stagione 2006/2007, dopo un ottimo precampionato, che gli è valso la prima convocazione in Nazionale, Palombo ha iniziato molto bene, mostrando decisi miglioramenti sia in fase difensiva, tanto da essere schierato come centrale di difesa in un paio di occasioni, che tecnicamente, con un netto miglioramento delle capacità balistiche.

Nella stagione 2007/2008, a seguito del cambio di allenatore sulla panchina della Sampdoria, ha assunto spesso il ruolo di capitano per l'esclusione del compagno Volpi dalla formazione di partenza. L'inizio dell'annata, per Angelo Palombo, è stato per certi versi titubante, in linea con il resto della squadra, che a fatica ha assimilato gli schemi del nuovo mister Mazzarri; nel girone di ritorno, si è assistito ad un radicale cambiamento nelle prestazioni di tutto il complesso blucerchiato, con Palombo che ha ripreso ad offrire un rendimento più che soddisfacente.

Nazionale Under 21
Angelo Palombo ha fatto il suo esordio nella Nazionale Under 21 nel 2002, diventandone poi un elemento insostituibile nei successivi tre anni: l'esperienza con la maglia azzurra è terminata nel 2004, quando ha vinto da protagonista l'Europeo Under 21, e la medaglia di bronzo alle Olimpiadi nello stesso anno.

Nazionale maggiore
Il 16 agosto 2006, Palombo ha fatto il suo esordio con la maglia della Nazionale, nella partita giocata a Livorno contro la Croazia, finita 2 a 0 per gli ospiti. In quella partita, con Palombo, furono quattro i giocatori blucerchiati ad esordire con la maglia azzurra: Delvecchio, Terlizzi, Falcone e Cristian Zenoni.

È stato poi convocato per le partite, valide per le qualificazioni agli Europei 2008, Italia - Lituania (1 a 1) e Francia - Italia (3 a 1).

Curiosità
Dopo la prima convocazione in nazionale maggiore Palombo ha scherzosamente rilasciato nel corso di un' intervista a Coverciano questa esclamazione: "Io in nazionale? Il calcio è proprio finito!".

Palmarès
Campionato d'Europa Under-21: 1 2004

Bronzo olimpico: 1 Atene 2004

Onorificenze

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria — 27 settembre 2004. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.

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Angelo Palombo in azione nella stagione 2007/2008.

Angelo!

Homer - Dom Mag 25, 2008 8:44 am
Oggetto:
Cristiano Doni

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Esterno sinistro 2003-2005

Cristiano Doni (Roma, 1° aprile 1973) è un calciatore italiano, attualmente militante in Serie A nell'Atalanta.

Ha partecipato con la nazionale italiana ai mondiali di calcio del 2002.
Caratteristiche tecniche [modifica]
Centrocampista offensivo dalla alta vena realizzativa, può giocare da trequartista e ricoprire il ruolo di mezza punta e seconda punta; il potente tiro di destro e la sua capacità di eccellere anche su calcio di punizione ne fanno un centrocampista completo.


Carriera
In Italia
Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Crazy Colombo, gloriosa società dilettantistica di Verona, successivamente passa nella primavera del Modena, vede il debutto in un campionato professionistico nella stagione 1992/93, nel Rimini, in Serie C2, dove svolgerà 31 gare, siglando 6 reti. L'anno successivo, nella categoria superiore, milita nella Pistoiese, totalizzando 3 gol in 31 gare. Il Bologna lo acquista nell'estate '94: vi gioca due anni (uno in C1 e l'altro in B), disputando 56 partite con 11 gol. Passa poi al Brescia, dove conquista la promozione in A, (20 gare e 3 reti): vi resta un altro anno, nella massima serie (esordio contro l'Inter; per lui 21 partite e 1 gol), i tifosi bresciani lo idolatrano ma il suo passaggio ai cugini bergamaschi lo rende il più odiato dai tifosi delle rondinelle. In B nell'Atalanta: 8 gol in 27 partite nel 1998-99 e 14 segnature in 35 gare l'anno successivo, contribuendo al ritorno in A; qui segnerà per 7 volte nel 2000-2001, e 16 nel 2001-2002. Quest'ultima è stata la sua miglior stagione in serie A, che gli è valsa la convocazione ai Mondiali del 2002. In Nazionale vanta 7 presenze e 1 gol, segnato contro il Giappone.

Resta all'Atalanta anche la stagione successiva, in cui totalizza 10 gol in 26 partite. Nel 2003 passa alla Sampdoria, con cui in due campionati disputa 44 partite e segna 7 gol.


Durante la stagione 2000-2001 venne accusato assieme ad altri calciatori di avere pilotato il risultato della partita di Coppa Italia contro la Pistoiese, ma lui replicò che ne sarebbe uscito pulito e a testa alta, infatti fu completamente assolto e da questo fatto nasce il suo tipico gesto di esultanza di alzarsi la testa con una mano sotto il mento.


All'estero
Dopo la deludente esperienza genovese, Doni passa al Maiorca, in Spagna, senza riuscire a riconfermarsi ad alti livelli. Nella stagione 2005-2006 ha disputato 24 partite nella Liga, segnando 2 gol.


Il ritorno all'Atalanta
Dopo l'esperienza spagnola nell'agosto del 2006 torna all'Atalanta, il suo ritorno a Bergamo viene salutato con un grande entusiasmo dai tifosi nerazzurri e il cantante bergamasco Il Bepi gli dedica una canzone, cantata insieme allo stesso giocatore, intitolata "Cristiano Doni".

Cristiano Doni

Homer - Dom Mag 25, 2008 8:58 am
Oggetto:
Fabio Quagliarella

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Attaccante 2006-2007

(Castellammare di Stabia, 31 gennaio 1983) è un calciatore italiano, attaccante dell'Udinese e della Nazionale italiana.

Carriera
Club
Firenze, Chieti, Torino e Ascoli
Cresciuto nelle giovanili del Torino, ha esordito in Serie A il 14 maggio 2000, con la maglia del Toro, nella partita vinta dai granata per 2-1 contro il Piacenza.

Nel 2002, viste le scarse possibilità di giocare, viene dato in prestito alla Florentia Viola, allora militante in Serie C2: qui trova 2 compagni di squadra illustri, come il centrocampista Angelo Di Livio (capitano della squadra) ed il bomber Christian Riganò; a Firenze segna una sola rete in 12 partite e sulla riva dell'Arno dimostra di avere grandi qualità, ma anche un grande limite, quello di non possedere grandi doti realizzative e così nel mese di gennaio l'allenatore Alberto Cavasin decide di scaricarlo. Il Torino (titolare del cartellino) lo gira in prestito al Chieti in Serie C1.

In abruzzo resta anche la stagione successiva, 2003/2004, quando, sempre in Serie C1, segna 17 reti in 32 presenze. Alla fine, la parentesi biennale con la maglia neroverde termina con una sfiorata promozione in Serie B e con 19 marcature in 43 partite. Le sue buone prestazioni convincono il Torino a riprenderlo con sè, in vista della stagione di Serie B.

Seppure all'esordio tra i cadetti, sfrutta le proprie occasioni di partire titolare, e, con le sue 8 marcature in 36 presenze, contribuisce alla tanto agognata promozione in massima serie, ma la crisi economica della società costa ai tifosi granata un altro anno di sofferenza. Quagliarella, intenzionato a rimanere ma pressato da numerose offerte, soprattutto di squadre di Serie A, decide alla fine di accettare le proposte dell'Ascoli, società che gli garantisce un posto da titolare. Memorabili le prestazioni dell'attaccante nella partite vinte in casa contro la Roma e soprattutto con la Sampdoria a Marassi, suo futuro stadio, dove sforna gol e assist di pregevole fattura. La stagione 2005/2006 è buona per il napoletano, ma un rammarico c'è, quello di avere siglato solo 3 gol in 33 partite.

Sampdoria
Al termine del campionato, l'Udinese, proprietaria del cartellino del giocatore dal 2005, lo richiama nella rosa allo scopo di trovargli un posto in squadra insieme ai più titolati Iaquinta e Di Natale. Ad agosto, però, la Sampdoria offre al presidente Pozzo la metà del cartellino del promettente centravanti Foti per ottenere in cambio la metà dei cartellini di Pieri e Quagliarella. L'offerta viene accettata ed entrambi i calciatori sono ingaggiati dal club blucerchiato allenato da Novellino.

L'avventura genovese di Quagliarella non inizia sotto i migliori auspici, visto lo scarso spazio che s'intravede per lui, ma la squalifica per scommesse di Flachi ed anche le non buone condizioni fisiche di Bazzani, permettono al napoletano di trovare un posto da titolare: nell'ottobre 2006 inizia, come è stato detto da giornalisti e tifosi, il Quagliarella Show. Infatti, il giocatore, superando l'iniziale diffidenza degli addetti ai lavori, comincia a deliziare il pubblico sampdoriano con una lunga serie di prodezze balistiche e capolavori degni di un grande campione: dal cucchiaio e dal missile da trenta metri contro l'Atalanta, al potente tiro contro il Chievo; dalla rovesciata contro la Reggina, al preciso tiro al volo ed al potente colpo di testa contro il Livorno ed infine nella 30° giornata l'incredibile pallonetto da centrocampo (con Bazzani che corre ad abbracciarlo dicendo:"Questo è pazzo" e con il portiere del Chievo che si abbandona a un espressione di stupore misto a rammarico davanti alle telecamere) a scapito nuovamente del Chievo. Alla fine del 2006, sono 9 le reti in 16 presenze con la maglia blucerchiata: in questo modo, al termine del girone d'andata, ha già battuto il suo record di segnature nella massima serie in un'intera stagione. Nel girone di ritorno la sua media gol scende, anche perché spesso viene impiegato da Novellino come ala e non come seconda punta. Comunque il numero 27 blucerchiato mette a segno altri 4 centri che lo fanno arrivare a quota 13 nella classifica dei marcatori.

Udinese
Nel giugno del 2007 le due suadre proprietarie del cartellino non trovano l'accordo per la risoluzione della comproprietà del giocatore ed alle buste la Sampdoria offre 6,5 mln di Euro contro i 7,3 mln dell'Udinese, che si aggiudica la proprietà del giocatore. Dopo un inizio stentato, comincia a riconfermarsi ai livelli della stagione precedente con la maglia della Sampdoria, facendo stupire gli addetti ai lavori della sua bravura. Dimostra anche ad Udine di avere tutte le possibilità per diventare un campione e ad oggi sono 12 le reti con la maglia dell'Udinese. Con le 17 di Di Natale forma la seconda coppia più prolifica del campionato italiano.

Nazionale
Dopo varie presenze nelle nazionali giovanili, viene convocato per la prima volta in Nazionale dal CT Roberto Donadoni.

L'esordio con la maglia della Nazionale avviene il 29 marzo 2007 nella partita Italia-Scozia (2-0), valida per le qualificazioni al Campionato Europeo del 2008, all'ottantottesimo minuto di gioco. Il 6 giugno dello stesso anno, contro la Lituania a Kaunas, gioca titolare per la prima volta, siglando una doppietta con due bellissimi gol da fuori area: il primo con un sinistro da 25 metri dopo aver effettuato svariati dribbling e il secondo con un destro al volo da posizione defilata. Realizza il suo terzo gol in Nazionale il 6 febbraio 2008 nell'amichevole contro il Portogallo, dieci secondi dopo il suo ingresso in campo.

I suoi 13 gol blucerchiati in serie A


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Homer - Dom Mag 25, 2008 9:11 am
Oggetto:
Antonio Cassano

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(Bari, 12 luglio 1982) è un calciatore italiano, attaccante della Sampdoria e della Nazionale italiana.

È cresciuto calcisticamente nel Bari, squadra con cui ha debuttato in Serie A. Ha militato successivamente nella Roma e in seguito ha anche giocato con la maglia del Real Madrid. Il 13 agosto 2007 è passato alla Sampdoria con la formula del prestito con diritto di riscatto a favore dei blucerchiati fissato a circa 5.5 milioni di euro.

Caratteristiche
Le caratteristiche principali di Cassano sono il controllo di palla anche in velocità e il dribbling nello stretto, uniti ad una classe ed ad un talento che ha pochi eguali. Purtroppo Cassano non si è contraddistinto solamente per le sue capacità tecniche e sportive, ma anche per il suo comportamento talvolta al di fuori delle regole, esuberante fino ad arrivare agli eccessi e all'indisciplina, nonché per il carattere difficile e molto particolare, tanto che tali suoi gesti sono definiti "cassanate": ad esempio in un Roma-Juventus 4-0, promise all'allora tecnico della Roma Fabio Capello di spezzare la bandierina del calcio d'angolo in caso di gol, e così fece. È altrettanto famoso l'episodio della finale di Coppa Italia del 2002/2003 quando, dopo essere stato espulso, ha rivolto il gesto delle corna all'arbitro Rosetti. Nella partita Sampdoria-Fiorentina 2-2 del 2007, invece, ammonito e squalificato per il successivo match con la sua ex squadra, la Roma, si mise a piangere e a protestare in campo, prima di "riprendersi" e segnare un gol. Dopo essere stato ammonito contro il Livorno, il barese ha rivolto triviali epiteti al direttore di gara.

Nella partita Sampdoria-Torino del 2 marzo 2008, dopo aver segnato il 2-2, viene espulso al '87 per un dubbio fallo: dopo aver ripetutamente insultato l'arbitro si toglie la maglietta e gliela lancia addosso, per poi dirigersi verso il tunnel d'accesso agli spogliatoi dicendo "Ti aspetto qua". Questo episodio gli è costato cinque giornate di squalifica ed una multa. Cassano resta comunque uno dei giocatori piu forti in Europa per tecnica.

Carriera
Club
Gli esordi
Originario del quartiere popolare di Bari Vecchia, inizia a tirare i primi calci ad un pallone nella Pro Inter, società giovanile della periferia barese. Dopo due provini con l'Inter e con il Parma che non sfociano, il giocatore viene notato dagli osservatori del Bari, e ben presto indossa la maglia della squadra Primavera dei biancorossi pugliesi. L'allenatore della prima squadra, Eugenio Fascetti, nota il suo talento e decide di mandarlo in campo per la prima volta in Serie A l'11 dicembre 1999, ad appena 17 anni, in un derby contro il Lecce, perso dal Bari per 1-0. Nella giornata di campionato seguente si impone all'attenzione del calcio italiano quando realizza all'88° minuto il gol decisivo del 2-1 contro l'Inter: in seguito ad un rinvio dalla difesa, Cassano con uno stop di tacco al volo porta avanti la palla, entra in area, salta due uomini e con un destro nell'angolino fa impazzire il San Nicola.

La Roma
I grandi club lo mettono in cima ai loro desideri e nell'estate del 2001, fresca di scudetto, è la Roma ad aggiudicarsene il cartellino per un importo di 60 miliardi di lire dopo un lungo tira e molla con la Juventus.

Il Bari di Vincenzo Matarrese ha l'opportunità di ripianare metà del pericoloso debito societario e Cassano realizza in questo modo uno dei suoi sogni: giocare al fianco di Francesco Totti. In tutto con la maglia giallorossa segna 38 reti in serie A in quattro anni e mezzo. In questo periodo viene spesso convocato nella nazionale under 21, ma il barese rifiuta la varie convocazioni a causa del rapporto conflittuale con l'allenatore Claudio Gentile. Purtroppo ben presto il rapporto precipita con parte della tifoseria romanista e la squadra si logora. Inoltre, una volta in scadenza di contratto, rifiuta una prima proposta di rinnovo a 4,5 milioni annui.

Anche il rapporto con lo spogliatoio diventa molto teso, a causa delle sue continue e fastidiose marachelle, per le quali i giornalisti utilizzano sovente un neologismo, coniato dal suo allenatore Fabio Capello: cassanata.

Nel periodo in cui è in forza alla Roma, precisamente nel 2005, viene girato un cortometraggio ispirato alle sue origini.

Il Real Madrid
Nel gennaio 2006 passa al Real Madrid, dopo una lunga trattativa e dopo continue voci di mercato che lo accostavano a Juventus e Inter, andando a far parte della lunga schiera dei galacticos, con la maglia numero 19 (successivamente invece tornerà al suo vecchio numero ovvero il 18).

Subito gli viene accostato l'epiteto di 'El Gordito', tradotto in italiano in 'Il grassottello' (il compagno di squadra Ronaldo era 'El Gordo'). A tal proposito, nei primi giorni da galactico Cassano ha dovuto intraprendere una durissima serie di allenamenti e diete, atti a consegnare all'allenatore Juan Ramón López Caro un giocatore in piena forma, dopo aver incassato pochissime presenze nella prima parte della stagione a Roma.

Cassano ha esordito con la camiseta blanca del Real Madrid in un incontro di coppa del Re contro il Real Betis di Siviglia, entrando intorno al ventesimo minuto della ripresa e segnando il gol vittoria dopo appena tre minuti dal suo ingresso.

Da lì in poi gli vengono preferiti altri giocatori che ne hanno impedito la convocazione ai Mondiali del 2006 in Germania. In Spagna, a causa del peso eccessivo e degli atteggiamenti irriverenti, viene parodiato con successo da un popolare comico televisivo, Carlos Latre.

Ma durante l'estate, con l'arrivo del suo ex-allenatore della Roma Fabio Capello, Cassano migliora la sua forma fisica e mostra buone performance, tanto da riguadagnare nel 2006 la convocazione nella Nazionale allenata dopo il trionfo mondiale da Donadoni. Tuttavia, ulteriori screzi con Capello hanno portato Cassano ad essere messo fuori rosa dal Real Madrid già ad ottobre. Reintegrato a febbraio 2007, si è tuttavia ritrovato presto ai margini fino ad essere invitato a non presentarsi presso gli allenamenti alla Ciudad Deportiva di Madrid. In tutto il campionato spagnolo 2006-07 Cassano ha disputato soltanto 5 partite da titolare, alle quali vanno poi aggiunte due ingressi dalla panchina, ed un solo gol. Con il Real Madrid ha vinto la Liga 2006-07.

La Sampdoria
Il 13 agosto 2007 è stato raggiunto un accordo per il passaggio del barese alla Sampdoria. L'amministratore delegato dei blucerchiati Giuseppe Marotta è volato in quei giorni a Madrid per concludere la trattativa con la società madridista sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a 5.5 milioni di euro. Il nuovo acquisto è stato presentato il 18 agosto 2007 allo Starhotel di Genova: Cassano ha chiesto l'affetto dei suoi nuovi supporters promettendo di dare il massimo per la nuova squadra e di far parlare di sè solamente per le prodezze in campo. La maglia scelta è la numero 99 in onore dell'amico Ronaldo, essendo il 18 già occupato dal giovane Koman.

Esordisce con la maglia della Sampdoria il 23 settembre nel derby contro il Genoa (finito 0-0) disputando solo 15 minuti. La domenica successiva, nella partita casalinga contro l'Atalanta, Cassano sigla, a pochi minuti dal suo ingresso in campo nel secondo tempo, il suo primo gol in blucerchiato che fissa il risultato finale sul 3 a 0. Il 17 febbraio 2008, nel derby di ritorno contro il Genoa, Cassano è il protagonista assoluto in campo regalando magie al pubblico blucerchiato e svariati assist tra cui quello per il gol vittoria di Maggio.

Alla 24° giornata segna un gol di esterno contro l'Inter per il momentaneo 1-0 della Sampdoria. Un altra rete Cassano la mette a segno contro il Palermo calciando una punizione da circa trenta metri di distanza sotto l'incrocio dei pali. Alla fine della stagione i gol saranno 10 in 22 presenze. Oltretutto Antonio sforna vari assist, facendo andare in gol con continuità diversi compagni. La stagione è arricchita con l'inaspettata chiamata di Roberto Donadoni che lo convoca agli Europei nonostante la scenata del 2 marzo.

Nazionale
Cassano ha esordito in Nazionale a 21 anni, il 12 novembre 2003 nella partita amichevole Polonia-Italia (3-1), segnando un gol al suo debutto. Il CT Giovanni Trapattoni, che lo aveva fatto esordire, lo convoca per gli sfortunati Europei 2004, dove Cassano si rivela a livello internazionale, risultando il miglior giocatore della spedizione italiana, segnando 2 gol nelle 3 partite del 1° Turno. Dopo gli Europei, Cassano non viene più convocato con continuità dal nuovo CT Marcello Lippi, a causa dei suoi numerosi problemi fisici e delle sue poche presenze in campionato. Il giocatore perde quindi la possibilità di disputare i Mondiali 2006, vinti dalla Nazionale. Dopo i Mondiali, Cassano viene nuovamente convocato in Nazionale da Roberto Donadoni per le prime 2 partite di qualificazione agli Europei 2008. Il 20 maggio 2008 viene convocato dal ct Donadoni, che lo inserisce a sorpresa nella prelista dei 24 giocatori scelti per i prossimi europei di calcio.

Palmarès
Campionato spagnolo: 1 Real Madrid: 2006/2007
Supercoppa Italiana: 1 Roma: 2001
Oscar del calcio: 2 Miglior giovane: 2001, 2003

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ANTONIO CASSANO - The Best Moments




Gol di Cassano - Sampdoria vs Inter (2007/08)


Le leggende del calcio: ANTONIO CASSANO


Cassano nella terza giornata del campionato di Serie A 2010/2011, con il calcio di rigore segnato a De Sanctis ha raggiunto Tito Cucchiaroni a quota 40 reti realizzate con la maglia blucerchiata, lasciando la compagnia di Vierchowod e Ocwirk a 39. Il barese però le sue quaranta reti le ha segnate in 108 presenze con la Sampdoria, Cucchiaroni in 148. I prossimi obiettivi sono Oliviero Conti, dodicesimo di questa speciale graduatoria con 41, e Mario Tortul, undicesimo con 43. In testa, inarrivabile, rimane sempre Roberto Mancini: 173 gol.
Homer - Dom Mag 25, 2008 10:17 am
Oggetto:
Vincenzo Montella

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Attaccante 1996-1999/2007-

(Pomigliano d'Arco, 18 giugno 1974) è un calciatore italiano che gioca come attaccante nella Sampdoria, in prestito dalla Roma.

Carriera
Club

L'affermazione
Esordisce in Serie C1 con l'Empoli nella stagione 90/91, dove rimane per cinque anni prima di passare in Serie B al Genoa, dove resta una sola stagione per fare di nuovo il salto di categoría, passando in Serie A alla Sampdoria.

È qui che Montella trova la sua consacrazione di goleador. Il risultato è strepitoso segna gol a raffica e porta la sua squadra alla qualificazione in Coppa Uefa. Montella segnerà 22 reti in 28 partite, miglior score di sempre da parte di un debuttante italiano in Serie A. L'anno dopo Montella continua a segnare a raffica: 20 reti in 33 gare, il partenopeo è sempre più bandiera blucerchiata. La storia d'amore tra Vincenzo e la Samp si interrompe però un anno dopo, quando un infortunio (pubalgia) ferma il giovane attaccante e mette in grande difficoltà la Samp, che a fine stagione retrocede in Serie B.
Sono comunque 12 le marcature dell'Aereoplanino in 22 partite. Mantovani lo cede alla Roma, dove Montella spicca il volo affermandosi definitivamente come una delle punte più forti d'Europa.

La Roma
Tra i motivi del suo passaggio nella capitale, oltre alla discesa in B della squadra genovese, le allora rinate ambizioni di gloria della Roma che per richiesta di Zeman, con l'ingaggio di Fabio Capello (anche lui nel 1999), vuole togliersi parecchie soddisfazioni iniziando ad ingaggiare grandi campioni.

Nonostante la stagione deludente della Roma, l'Aeroplanino mette a segno 18 reti. L'anno seguente, però, iniziano le incomprensioni con l'allenatore: con il miliardario acquisto di Gabriel Omar Batistuta infatti, la Roma sembra non voler più puntare su Top Gun (si ricorda ancora la polemica per l'assegnazione del numero 9, appartenente a Montella ma fortemente voluto da Batistuta), tanto che per tutto il girone d'andata Vincenzino non colleziona altro che panchine e sostituzioni, poiché Capello non vede di buon occhio il tandem Batistuta-Montella, e a quest'ultimo preferisce il meno offensivo Delvecchio. Nel girone di ritorno Montella è però protagonista e trascinatore della squadra e, nonostante le continue sostituzioni subite, si dimostra una pedina fondamentale nella conquista dello scudetto nel 2001, segnando gol fantastici da grande campione (Roma-Milan 1-1, Roma-Parma 3-1) e arrivando a collezionare un bottino finale di 13 gol.

Nella stagione 2004/2005, nonostante la pessima prestazione della squadra, Montella si è confermato un'autentica macchina da gol, segnando ben 24 reti fra campionato e coppe. Il suo contratto è stato rinnovato fino al 2010 e perciò si pensa che il giocatore chiuderà la sua carriera nella squadra della quale è divenuto tifoso suo figlio e con la quale si è tolto tante soddisfazioni.

In prestito
Il 3 gennaio 2007 viene resa nota la notizia del suo passaggio in prestito al Fulham fino a fine stagione. I bianconeri lo accolgono a braccia aperte, lui fa subito doppietta in coppa e la curva gli canta (in italiano) "Volare". Sembra l'inizio di un idillio, ma le cose non proseguono al meglio: Montella forse avverte nostalgia dell'Italia, forse non si ambienta perfettamente al calcio inglese, fatto sta che in 10 gare segna solo 3 gol. [1]

Il 12 luglio 2007 la Sampdoria, raggiunto l'accordo con la Roma, ingaggia in prestito Montella che ritorna così alla squadra che lo lanciò nel grande calcio, tra l'entusiasmo dei suoi tifosi che non lo avevano mai dimenticato, ripagandoli sia all'esordio in campionato del 26 agosto 2007, dove segna un gol che permette ai blucerchiati di vincere 2 a 1 nella trasferta di Siena, sia contro la Juventus nell'ultima partita di campionato, dove subentrato a pochi minuti dalla fine segna un gol che permette ai blucerchiati di raggiungere il pari.

Nazionale
Esordisce in Nazionale il 5 giugno 1999 in Italia-Galles (4-0), e il suo primo gol arriva il 25 aprile 2001 in Italia-Sud Africa (1-0).

La sua unica doppietta in Nazionale è stata realizzata il 27 marzo 2002 in Inghilterra-Italia (1-2).

Palmarès
Campionato italiano: 1 Roma: 2000/2001

Supercoppa italiana: 1 Roma: 2001

Torneo Anglo-Italiano: 1 Genoa: 1995/1996

Record
* Nella partita Lazio-Roma della stagione 2001/2002 ha segnato ben 4 gol, record per il derby capitolino.
* Miglior debuttante italiano in Serie A per numero di reti realizzate (22 con la Sampdoria nel 1996/1997); 6° in totale dopo 5 giocatori stranieri.
* Maggior numero di doppiette consecutive in Serie A: 4 nel 1996/1997 (come Ettore Puricelli del Bologna nella stagione 1940/1941).
* E' l' unico calciatore in attività, oltre all'attaccante del Milan Filippo Inzaghi,ad aver realizzato almeno 50 reti in Serie A con due differenti squadre (Sampdoria e Roma)

Onorificenze
Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria — 12 luglio 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.


Curiosità
Ha un matrimonio alle spalle, quello con Rita Iannacone, finito nel 2003. I due hanno un figlio, Alessio.
Attualmente è fidanzato con Rachele Di Fiore, hostess del Grande Fratello 4.

Esordio Vincenzo Montella nella Sampdoria 2007/08





MONTELLA CLIP


Vincenzino!!!

Homer - Dom Mag 25, 2008 10:22 am
Oggetto:
Claudio Bellucci

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Attaccante 1993-1994/2007-

(Roma, 31 maggio 1975) è un calciatore italiano. È alto 173 cm per un peso forma di 70 kg.

Carriera
Sampdoria, Venezia e Napoli
Ha iniziato la sua carriera d'attaccante nella Sampdoria, facendo l'esordio in Serie A con la squadra blucerchiata nella stagione '93/'94 a soli 18 anni. Claudio riesce a segnare anche 2 goal contro l'Arsenal in Coppa Delle Coppe, anche se risulteranno inutili ai fini del risultato finale che sarà poi 3 a 2 a favore dei Gunners.

Da giovane viene anche convocato dal commissario tecnico della Nazionale under-21 italiana Cesare Maldini. L'attaccante romano ripagherà la fiducia del tecnico mettendo a segno un gol in sei presenze complessive.

Nella stagione '94/'95, Bellucci cambia casacca e indossa la maglia del Fiorenzuola, club militante nella Serie C1 nazionale; il romano in sette presenze andrà a segno 3 volte. La sua avventura con questa squadra dura solo pochi mesi, perché nell'ottobre del 1994 viene richiamato dalla Sampdoria, che a causa di gravi infortuni nel reparto d'attacco è costretta a richiamare il giovane attaccante. Bellucci giocherà il resto della stagione con i blucerchiati, mettendo a segno due gol in ventuno presenze complessive.

Dopo un'anonima stagione '95/'96 passata più in panchina che in campo con la Sampdoria, Bellucci decide di scendere di categoria e si accasa nel Venezia in Serie B, stagione '96/'97, il bomber risulterà il miglior attaccante del campionato cadetto mettendo a segno venti reti in trentatré presenze di campionato.

Il Napoli l'acquista nella stagione seguente, ma purtroppo per lui e per la squadra campana ci sarà l'amarezza della retrocessione tra i cadetti; nella disastrosa stagione '97/'98 Bellucci segnerà 10 reti andando per la prima volta in doppia cifra nella massima serie.

Dopo altre due stagioni con la maglia azzurra del Napoli, dove segnerà dodici gol complessivi (sei nella stagione '98/'99 e sei nella stagione '99/'00) che contribuiscono alla promozione in Serie A, Bellucci riassapora il calcio che conta, ma nella stagione 2000/2001 si ripetono però gli stessi errori fatti nella stagione '97/'98 dalla società partenopea e la squadra risprofonda nel baratro della serie B.

Bellucci in questa stagione non darà il meglio di se stesso, mettendo a segno due reti in appena diciotto presenze; purtroppo per lui sia l'allenatore Zdenek Zeman che il tecnico Emiliano Mondonico non gli daranno lo spazio che merita, preferendo giocatori come Edmundo, che fanno rimpiangere la presenza del romano.

L'avventura a Bologna
Claudio, dopo quattro anni passati con la casacca napoletana, decide di cambiare squadra, firmando un contratto quadriennale con il Bologna. Nelle prime stagioni con la maglia rossoblù, l'attaccante romano trova poco spazio, soffrendo la concorrenza di giocatori più affermati quali Giuseppe Signori, Julio Ricardo Cruz e Igli Tare. Poi, la retrocessione del Bologna nella stagione 2004-2005, in seguito allo spareggio con il Parma, consente a Bellucci di trovare più spazio e di esprimere tutto il suo potenziale: nella stagione successiva è infatti il vice-capocannoniere della serie cadetta dietro a Christian Bucchi (Modena), e si mette in mostra anche con alcuni dei gol più spettacolari del campionato.

Nella stagione 2006/2007, Bellucci si conferma vice-capocannoniere della serie cadetta dietro allo juventino Del Piero, siglando ben diciannove reti

Il ritorno alla Sampdoria
Nel giugno del 2007 Bellucci firma con la Sampdoria, tornando a giocare nella squadra che lo aveva fatto esordire nella massima divisione tredici anni prima.

Domenica 24 Febbraio, in occasione del big match contro l'Inter, si infortuna al menisco. Viene operato il 4 Marzo e il 13 dichiara già di essere pronto per tornare in campo. Subentra nella ripresa della partita Sampdoria-Catania e dopo soli 13 giorni dall'operazione segna il gol del 3-1 finale.

Domenica 11 Maggio, nella partita Palermo-Sampdoria, la penultima di campionato, subisce un altro infortunio, questa volta ben più grave: rottura del tendie d'achille del piede destro. Si prospetta uno stop di almeno sei mesi.

Claudio Bellucci



Claudio!

Homer - Dom Mag 25, 2008 10:44 am
Oggetto:
Christian Maggio

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Centrocampista 2006-2008

(Montecchio Maggiore, 11 febbraio 1982) è un calciatore italiano, che gioca nel ruolo di esterno nella Sampdoria.

Carriera
Cresciuto nelle giovanili del Vicenza, debutta in prima squadra, in serie A nella stagione 2000-2001 con Edy Reja, giocando 6 partite e mettendo in mostra buone qualità. La sua prima partita nella massima serie la gioca l'1 ottobre 2000, quando il suo Vicenza perde per 2-0 contro il Milan.

In seguito alla retrocessione in serie B della squadra veneta, Maggio trova maggior spazio, e difatti gioca 27 partite condite con un gol. La stagione 2002-2003, invece è particolarmente sfortunata perché a causa di ripetuti problemi fisici, il difensore gioca appena 5 partite.

Nel luglio del 2003 passa alla Fiorentina, sempre in serie B, dove diviene una delle pedine fondamentali della squadra viola per la promozione nella massima serie e viene impiegato stabilmente (40 le partite giocate con un gol) sulla fascia destra. La stagione seguente, in serie A, lo vede impegnato appena in 13 occasioni, sempre con un gol, con la squadra viola impegnata nelle zone basse della classifica.

All'inizio della stagione 2005-2006, sempre in maglia viola gioca appena 3 partite, e non trovando spazio, viene dirottato in prestito al Treviso, dove collezionae 11 presenze nella parte finale della stagione, con la squadra veneta già praticamente retrocessa.

Nel luglio del 2006 passa alla UC Sampdoria, in prestito con diritto di riscatto della metà, dove ha cominciato, da novembre, a giocare da titolare, dopo un inizio trascorso soprattutto in panchina. A fine stagione il suo score è di 31 presenze e di 2 gol, di cui uno di pregevole fattura in semirovesciata contro il Siena.

Nella stagione 2007-'08 resta ancora a Genova ma in comproprietà. Dopo un inizio a rilento a causa di un infortunio, si ritaglia, a suon di ottime prestazioni, un ruolo da titolare sulla corsia destra, collezionando addirittura 9 gol, notevole score per un "ex" difensore.

Stato contrattuale
Maggio è ufficialmente in comproprietà fra Sampdoria e Fiorentina. Esiste già però un accordo di massima fra le due società per il riscatto definitivo da parte dei blucerchiati alla fine della stagione 2007-'08.

Nazionale
Conta 5 presenze e 1 gol con l'Under 18, e ben 24 presenze (3 gol) con l'Under 20.

In Under 21, invece, ha collezionato solo 3 convocazioni, con 2 presenze.

Dopo un'ottima primavera 2008 si era ipotizzato anche una sua convocazione per Euro 2008, con la nazionale maggiore, ma poi il ct Donadoni ha fatto altre scelte.

Curiosità
Molto amato dai tifosi della Sampdoria, soprattutto dopo il goal allo scadere nel Derby contro il Genoa. Grazie al suo numero di maglia, il 7 Maggio i tifosi della Samp hanno fatto una festa chiamata "7 Maggio tutto l'anno".

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Christian Maggio


Alla Sampdoria
Nel luglio del 2006 passa alla Sampdoria in prestito con diritto di riscatto della metà. Dopo un inizio trascorso soprattutto in panchina, a novembre riesce a conquistarsi un posto da titolare e a fine stagione totalizzerà 31 presenze e di 2 gol, di cui uno in semirovesciata contro il Siena.

Nella stagione 2007-'08 resta ancora a Genova dopo che la Sampdoria ne ha riscattato la comproprietà. Costretto ancora una volta da un infortunio a partire dalla panchina, si ritaglia a suon di ottime prestazioni un ruolo da titolare come esterno di destra nel 3-5-2 di Mazzarri. La nuova disposizione tattica gli consente di trovarsi spesso in zona gol e Maggio riesce a segnare ben 9 reti, di cui una nel derby della Lanterna.
Napoli

L'11 giugno 2008 Christian Maggio viene acquistato dal Napoli per 8 milioni di euro, squadra in cui ritrova l'allenatore dell'esordio nel Vicenza Edy Reja. Il giocatore si lega alla squadra azzurra con un contratto quinquennale che gli garantisce un ingaggio destinato con gli anni a salire dagli iniziali 800 mila fino ai 1,2 milioni di euro netti a stagione.
Homer - Dom Ago 23, 2009 6:55 am
Oggetto:
Giampaolo Pazzini

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Giampaolo Pazzini (Pescia, 2 agosto 1984) è un calciatore italiano, attaccante della Sampdoria e della Nazionale italiana.

Carriera
Club
Nato in una famiglia dedita al calcio, suo padre Romano e suo fratello Patrizio hanno militato in Serie C, e da sempre residente a Monsummano Terme, cresce calcisticamente nel Margine Coperta[1]. Giovanissimo viene acquistato dall'Atalanta. Gioca nelle giovanili come il suo amico Riccardo Montolivo[2] e inizia la sua carriera professionistica nel campionato di Serie B 2003-2004 con gli orobici, disputando 39 partite e segnando 9 gol. La squadra ottiene la promozione in Serie A e l'anno successivo il giovane attaccante colleziona 12 presenze e 3 gol nella prima metà di campionato.

Nel gennaio del 2005 è acquistato dalla Fiorentina per una cifra intorno ai 6,5 milioni di euro. In quella metà di campionato disputa 14 presenze segnando 3 gol, di cui uno pregevole contro la Juventus (in occasione di Fiorentina-Juventus 3-3).

Nel campionato 2005-2006 non trova molto spazio, in quanto il tecnico viola Prandelli predilige spesso il modulo a una punta (Toni), e Pazzini si alterna spesso con Valeri Bojinov nel ruolo di seconda punta, collezionando 6 gol stagionali, di cui 5 (in 27 partite) in campionato (contro Livorno, Juventus, Empoli, Siena e Ascoli), ed uno in Coppa Italia ancora contro la Juventus.

Nel 2006 ha vinto l'Oscar del calcio AIC come miglior giovane del 2004-2005[1], battendo la concorrenza dell'interista Obafemi Martins e del leccese Mirko Vučinić.

La stagione 2006-2007 non inizia nel migliore dei modi: dopo la doppietta al Giarre nel primo turno di Coppa Italia, si infortuna con la Nazionale italiana Under-21, di cui era attaccante titolare. Rientrato 2 mesi dopo, sigla due gol nei minuti finali di Fiorentina-Atalanta, regalando la vittoria ai viola proprio contro la sua ex squadra. Dopo un campionato più in panchina che in campo, il finale di stagione è in crescendo: segnerà alla fine ben 7 gol (su un totale di sole 9 partite da titolare disputate), candidandosi al meglio come ideale successore ed erede del bomber Luca Toni.

Nella stagione 2007-2008 mette però a segno 12 gol stagionali, di cui 9 gol in campionato, 3 in Coppa Italia e nessuno in Coppa Uefa: uno score non eccezionale, però in questa stagione troverà l'esordio in Coppa Uefa il 20 settembre 2007 in occasione di Groningen - Fiorentina terminata 1-1.

Nella stagione 2008-2009 Pazzini chiuso dal nuovo acquisto Gilardino e Mutu trova poco spazio giocando solo 12 partite di cui 3 da titolare e mettendo a segno un solo gol nella partita vinta 3-0 contro la Reggina su calcio di rigore, comunque Pazzini troverà anche l'esordio il 12 agosto 2008 in Champions League in occasione di Fiorentina - Slavia Praga terminata 2-0 per la squadra viola.

Il 14 gennaio 2009 la Sampdoria ufficializza il suo acquisto a titolo definitivo per 9 milioni di euro più il prestito di Emiliano Bonazzoli.

Dopo il buon esordio contro il Palermo, segna il suo primo gol con la maglia blucerchiata il 21 gennaio 2009 contro l'Udinese in Coppa Italia. Si ripeterà a segnare in campionato 5 gol in 5 settimane contro Chievo Verona, Siena, Juventus, Atalanta e Milan. Il 4 marzo segna la sua prima doppietta con la maglia blucerchiata nella semifinale di Coppa Italia disputata tra Sampdoria e Inter terminata 3-0 per la Sampdoria.[5]. La sua prima doppietta in Serie A con la maglia della Sampdoria arriva il 15 marzo contro la Roma; realizza poi altre quattro reti, contro Torino, Lecce, Reggina e Palermo.

Alla fine del campionato Giampaolo totalizza 11 gol in 18 partite, dimostrando una buona rapidità sotto porta e un'ottima capacità di dialogo con il compagno di reparto Antonio Cassano. Il giorno 11/08/2009 la Sampdoria non riceve nessuna offerta pari a 18 milioni dal Chelsea per l'acquisto del giocatore. E alla fine marotta smentisce anche l' ipotesi di aver accettare offerte anche il prossimo anno.

Nazionale
Pazzini conta 12 presenze e 4 gol con la nazionale Under 16, 1 presenza e 0 gol con l'Under 18, 9 presenze e 6 gol con l'Under 19, 1 presenza e 0 gol con l'Under 20. Discreto il bilancio con l'Under 21, dove ha chiuso con 22 presenze e 5 gol.

Il 24 marzo 2007 partecipa alla partita di inaugurazione del nuovo stadio di Wembley, una sfida tra le rappresentative Under-21 di Italia e Inghilterra. In quella occasione segna il primo gol nella storia del nuovo stadio, dopo appena 30 secondi dal fischio d'inizio del match. Successivamente segnerà altri due gol nella stessa partita e uscirà a 15 minuti dalla fine salutato con una standing ovation dai 55.000 spettatori presenti. A fine partita, data la tripletta, si portò a casa il pallone della partita con gli autografi di tutti i giocatori, come è consuetudine in Inghilterra.

Sotto la direzione del ct Pierluigi Casiraghi partecipa all'Europeo U-21 2007 tenutosi in Olanda.

Il 22 marzo 2009 viene convocato dal ct della Nazionale Maggiore Lippi per la doppia sfida di qualificazione ai Mondiali 2010 contro il Montenegro e l'Irlanda. Il 28 marzo debutta in Nazionale contro il Montenegro, subentrando a Iaquinta al 59' e, dopo quindici minuti, segna la sua prima rete in maglia azzurra con un colpo di testa nel match che è poi terminato 2 a 0 per gli azzurri. Quattro giorni dopo il commissario tecnico lo schiera titolare nella partita contro l'Irlanda giocata a Bari: la sua seconda presenza è però meno fortunata a causa di un'espulsione assai contestabile, occorsa al 4° minuto di gioco, per una gomitata sul volto al difensore irlandese John O'Shea.

Palmarès
Individuale

Oscar del calcio AIC: 1
Migliore calciatore giovane: 2005

Pubblicità
Ha girato una pubblicità Nike con il suo amico e a lungo compagno di squadra Riccardo Montolivo. Nello spot i due smentiscono di essere una persona sola (di nome "Pazzolivo"), leggenda inventata a scopo umoristico sul web.

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Pazzini: «La Samp è il posto giusto per rinascere»

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Primo giorno in blucerchiato per l'ex della Fiorentina: «Sono emozionato e felice, non vedo l'ora di cominciare. Il numero 10? Cassano mi ha detto che l'aveva tenuto da parte per me: non potevo certo rifiutare».

"Sono già innamorato Pazzo". Comincia con questo striscione l'avventura di Giampaolo Pazzini alla Sampdoria, davanti allo Starhotel di Piazza Borgo Pila. I tifosi che attendono il nuovo attaccante non le mandano a dire al grande libro dei sogni, accogliendo così il nuovo arrivato. E finendo per farlo emozionare, subito, in conferenza stampa. «Non mi aspettavo tutto questo - attacca l'ex viola -, voglio ringraziare la Sampdoria, il presidente Garrone, il direttore Marotta. Loro mi hanno dimostrato coi fatti di puntare su di me, investendo in maniera importante e permettendomi di venire a giocare in una squadra blasonata come la Samp, dove ho deciso personalmente di trasferirmi».

Entusiasmo. La parola del calciatore è stata davvero decisiva nella trattativa, perché il Pazzo ha rifiutato offerte importanti, provenienti da Bologna e soprattutto Palermo per scegliere il Doria. «Ci sono state altre voci, ma era la Samp la mia prima scelta». Insomma, Pazzini Genova l'ha voluta fortissimamente e c'è già qualcuno che gli ricorda quanto quest'estate fosse stato vicino ad arrivarci. Sull'altra sponda però. «Nessuno si è mai fatto avanti veramente, lo leggevo solo sui giornali», taglia corto il Pazzo. Che si butta subito sul futuro. «Non vedo l'ora di cominciare, oggi mi allenerò per la prima volta a Bogliasco e sono veramente ansioso di conoscere i compagni, il mister e l'ambiente».

Il numero 10. E, finalmente, Antonio Cassano, che è stato uno dei primi a telefonare all'attaccante, consigliandogli molto poco velatamente la maglia numero 10. «Antonio è stato veramente simpatico - dice il Pazzo -, mi ha detto che la numero dieci era mia e che l'aveva tenuta per me. Non potevo rifiutare». Anche se, quel numero lì, nella Samp, ha un certo peso. Lo indossò Roberto Mancini, lo indossò Francesco Flachi, dopo il quale nessuno ha più vestito la prestigiosa maglia. «So quanto sia importante il 10 della Sampdoria - conferma Pazzini - e so anche di non essere il numero 10 classico. Ma, per come è arrivata e per la voglia che ho, questa maglia la prendo con grandissimo entusiasmo». Quanto ha pesato nella decisione di venire alla Samp, la presenza di Cassano? Ecco Pazzini. «Beh, sicuramente non ha pesato poco. Giocare con uno come lui è uno stimolo incredibile e poi, nelle due telefonate ricevute, mi ha trasmesso un entusiasmo incredibile».

Vialli. Se Antonio sta a Mancini, allora Pazzini sta a Vialli. Almeno è questa l'equazione nell'immaginario dei tifosi doriani. «Vialli l'ho ammirato sempre - dice il Pazzo -, ma andiamo tranquilli. Stiamo parlando di un campione incredibile, io devo fare ancora tanta strada e sono qui per partire dall'inizio». Qualcuno cerca la polemica, invitando Pazzini a rispondere alle parole di Bonazzoli, che ieri ha definito Adrian Mutu meglio di Antonio Cassano perchè più disponibile a giocare con la squadra. «Non credo che Bonazzoli avesse un buon rapporto con Cassano... Io dico questo: se Antonio fa tutto da solo e io poi devo solo spingerla in porta, mi va benissimo».

Passato e futuro. I tifosi sognano di vedere questa coppia già domenica. «Non lo so, naturalmente spero di giocare subito, però vedremo col mister. E' ovvio in ogni caso che io abbia una voglia incredibile di iniziare quest'avventura». I due ultimi temi sono passato e futuro. Firenze. «Ci ho trascorso quattro anni bellissimi e ho tanti bei ricordi. Poteva finire meglio, ma non importa, il calcio è questo e lo sappiamo tutti». Il derby. «Mi ci hanno fatto pensare i tifosi stamattina: si tratta di una partita fantastica, ma sapete quante ce ne sono ancora prima? Io voglio solo andare passo passo e cercare di fare bene qui con e per la Sampdoria».


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maurise - Dom Ago 23, 2009 12:39 pm
Oggetto:
Un grande il pazzo!!!
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