Sampdoria è vita

Gare e mercato piloti - F1:gp della Turchia

maurise - Lun Mag 09, 2011 2:26 pm
Oggetto: F1:gp della Turchia
Una Formula, 82 pit-stop"

Tanti pit-stop? Sì, forse anche troppi", parola del Direttore Sportivo della Ferrari, Stefano Domenicali. Conti alla mano stiamo parlando di ben 82 rientri in pit-lane, effettuati dalle monoposto nei 58 giri del GP della Turchia. Un numero che poteva essere anche superiore, se la Virgin di Glock si fosse schierata, invece di restare parcheggiata ai box con problemi al cambio. Quindi, a grandi linee, parliamo di circa 420 gomme usate in tutta la corsa, compresi i 4 pneumatici montati da ogni vettura alla partenza. Una cifretta non da poco, che mostra anche le dimensioni dell'impegno per la fornitura, messo in pista dalla Pirelli.


Certo, Istanbul è un circuito dove gli pneumatici sono particolarmente sollecitati, ma potrebbe non essere il solo; e questo nuovo record di cambi gomme potrebbe dunque avere vita breve. Numeri già impressionanti, come anche il tappeto di detriti "gommosi" lasciati sull'asfalto turco ai bordi della traiettoria ideale. Una zona off-limits che ha tradito molti piloti che, per cause diverse, ci hanno messo le ruote sopra. Correndo il rischio di perdite improvvise di aderenza ad alta velocità.

Quindi, se vogliamo, nasce anche un problema di sicurezza in pista, ma soprattutto ai box. Infatti, come si è visto durante la corsa, il traffico in pit-lane sembra quello di una tangenziale nell'ora di punta, con molte vettura che rientrano in contemporanea, per la gioia dei meccanici sempre più a rischio schiacciamento e sotto stress. Anche perché la statistica ricorda che con l'aumentare delle occasioni, aumenta la possibilità di errori e incidenti.

Mettiamoci poi che ad Istanbul la corsia box è bella spaziosa, ma viene da chiedersi: in quella strettissima di Montecarlo cosa succederà? Quando tutti rientreranno nello stesso giro, per due e tre tornate di cambi, sempre in base all'usura e alla strategia, vedremo facilmente degli strike? E con una sola sosta, tutto ok? Restiamo in trepidante attesa, però, intanto, il circus una riflessione sulla gestione della sicurezza nelle soste potrebbe almeno iniziare a metterla in cantiere.

Visto che poi, se parliamo di spettacolo, ci chiediamo anche: ma se per gli addetti ai lavori è già un discreto delirio tenere le fila dell'andamento della gara, fare previsioni e stilare un punto della situazione. Con tutti questi cambi e strategie pirotecniche-super-hi-tech, la gente a casa cosa diavolo ci capisce? Ma soprattutto, alla faccia dell'abbattimento dei costi, 420 gomme per un GP cosa vengono a costare ai team? Se lo scopriamo, nei prossimi giorni ve lo raccontiamo. Intanto provate a chiederlo al vostro gommista di fiducia, si sa mai che ci prende.


F1, Vettel da dieci e lode
Nando Alonso è meglio di Webber
RONNY MENGO09/05/11
VETTEL: 10 E LODE
Difficile non dare la lode a Schumi, pardon a Vettel. Perché guiderà un razzo ma lo fa molto bene, tanto da potersi permettere di alzare e abbassare il ritmo per dribblare la noia di 58 giri tutto solo. Ha il sorriso stampato, il kers che va, Rosberg che gli taglia fuori il gruppo, insomma presente quanto tutto gira bene? Ecco: questo. Se poi salti le libere, ti metti in macchina alla cieca e guidi come ha fatto sabato e domenica c’è poco da aggiungere.

RED BULL: OTTO
Un otto va alla Red Bull più sgasata, perché anche a Webber niente si può dire. Parte e arriva secondo, incassa e rende sorpassi con gli altri ma mai con il compagno di box, insomma perfetto per un secondo. Il problema è proprio questo, che sembra scivolato via dal mascellone la cattiveria 2010, come fosse catechizzato dai suoi, come se si rendesse conto che l’altro ne ha di più.

ALONSO: OTTO E MEZZO
Otto e mezzo ad Alonso, più di Webber perché non ha una Red Bull ma va come lui. E’ il solito toro, che stavolta parte anche bene, poi combatte, ci prova, mette lì un passo di gara che è come quello di Vettel per qualche giro, poi toglie il casco e ricorda che è solo l’inizio, che va bene ma andiamo avanti, che la prossima è a casa sua a Barcellona e vuole avere le potenzialità per puntare alla vittoria. Non per niente è il capitano.

MASSA: CINQUE
A proposito, che dire di Massa? Spiace dargli 5 ma è pericolosamente sembrato per tutto il week-end quello poco convinto dell’anno scorso. Poi è un attimo attirarsi la jella, finire nel traffico, finire larghi, finire undicesimo e cercare di auto convincersi che vada tutto bene.

HAMILTON: SEI
Scampoli di sana jella anche per Hamilton, che più di un sei non porta a casa. Si impappina alla terza curva e da lì gira male, anche se ci fa divertire perché è pur sempre un attaccante puro, tanto che maltratta le gomme come un tempo ed entra in un vortice che si chiude al quarto posto, anche se resta lui il più vicino a Vettel nel mondiale a meno 34.

SCHUMACHER: SENZA VOTO
Basta? A No: Schumi. Senza voto va, solo perché è lui. Ma che magone sentirlo dire, da 12esimo, che lottare per nulla è frustrante e vederlo assumersi pure la colpa della nasata a Petrov. E’ la gavetta da inizio carriera, poi non potrà che andar meglio.
maurise - Mer Set 21, 2011 9:43 pm
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eccomi
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