Sampdoria è vita

Gare e mercato piloti - MotoGp Malesia - Sepang

loriana - Ven Ott 21, 2011 11:49 am
Oggetto: MotoGp Malesia - Sepang
Venerdì 21 ottobre

MotoGP - Prove Libere 1 04:10 - 04:55
MotoGP - Prove Libere 2 08:10 - 08:55

Sabato 22 ottobre

MotoGP - Prove Libere 3 04:10 - 04:55
MotoGP - Qualifiche 07:55 - 08:55

Domenica 23 ottobre

MotoGP - Warm Up 05:40 - 06:00
MotoGP - Gara 10:00
loriana - Ven Ott 21, 2011 11:53 am
Oggetto:
MotoGP Sepang, Prove libere 1: Pedrosa al comando, dominio Honda
Pubblicato il 21 ottobre 2011

Con il titolo pilota e costruttori in bacheca (vittoria di Stoner e della Honda), i piloti della MotoGP si sono dati battaglia sul circuito di Sepang, uno dei più lunghi (e larghi) del motomondiale. Assente Jorge Lorenzo, fermo a causa dell’incidente nel warm up di Phillip Island (dove ha perso parte dell’ultima falange dell’anulare destro), è stato il connazionale Dani Pedrosa a centrare il miglior tempo. Il pilota del Repsol Honda Team è stato l’unico pilota a girare sotto al muro dei due minuti e 2sec, precisamente 2’01'916.

Pedrosa ha preceduto i compagni di squadra Casey Stoner (+ 641) e Andrea Dovizioso (+ 674) e il compagno di Marca Simoncelli, in sella alla Honda del Team Gresini. Quattro Honda quindi al comando con la Suzuki di Alvaro Bautista ad interrompere il dominio della casa dall’ala dorata. Lo spagnolo che ha firmato un pre-contratto con Lucio Cecchinello per correre con la Honda (la Suzuki non ha ancora dato una risposta sul suo futuro) precede la Yamaha Factory del rientrante Ben Spies e la Ducati del francese Randy De Puniet.

Colin Edwards, prossimo pilota del Forward Racing (correrà con la Suter/BMW) è ottavo, davanti ad Hiroshi Aoyama (alla sua penultima gara nella MotoGP prima di passare alla Superbike nel team Castrol Honda) e Valentino Rossi, che chiude la Top Ten a 2'364. Un distacco abissale per il nove volte campione del mondo che, in una pista che lo scorso anno lo ha visto vincitore del suo ultimo GP, non riesce proprio a guidare la sua Desmosedici, moto che sarà rivoluzionata in ottica 2012.

Rossi precede le Ducati di Abraham, Hayden e Capirossi, la Suzuki della wild card John Hopkins, la Yamaha del Team Tech3 di Cal Crutchlow, la Honda di Toni Elias, la Yamaha del collautatore Nakasuga (che qui sostituisce Lorenzo) e il rientrante Hector Barberà, ancora alle prese con l’infortunio di Motegi.

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loriana - Ven Ott 21, 2011 11:58 am
Oggetto:
MotoGP Sepang, Prove libere 2: Ancora Pedrosa, cinque Honda nella Top Five

Pubblicato il 21 ottobre 2011


Il secondo turno di prove libere della MotoGP a Sepang, penultima tappa del motomondiale 2011 che si chiuderà a Valencia, ha visto primeggiare ancora Dani Pedrosa, già leader della prima sessione di prove libere. Il pilota spagnolo del Repsol Honda Team ha girato in 2’01″250, unico pilota a scendere sotto al muro dei due minuti e 2sec. Lo spagnolo ha preceduto Casey Stoner, vincitrice a Phillip Island del suo secondo titolo della MotoGP e il nostro Andrea Dovizioso, il prossimo anno in sella alla Yamaha del Team Tech3.

Quarto è Marco Simoncelli, in sella alla Honda Factory del Team Gresini. Il pilota di Coriano ha girato in 2’02″823, tempo a 1″573 da Pedrosa, oggi strepitoso. Molto bene anche Hiroshi Aoyama, prossimo pilota Honda Superbike e quinto nella sua penultima gara nella MotoGP. Cinque Honda quindi al comando, a testimonianza della bontà della moto iridata 2011.

Ad interrompere il dominio della casa dall’ala dorata è la Yamaha (qui orfana di Jorge Lorenzo) di Colin Edwards, che il prossimo anno sarà in sella ad una CRT Suter BMW. Il texano precede la Suzuki di Alvaro Bautista, la prima Ducati, quella del francese Randy De Puniet, la Yamaha Factory del rientrante Ben Spies e Karel Abraham, che chiude la Top Ten con la Ducati del Team Cardion AB.

La prima Ducati ufficiale è quella di Nicky Hayden, undicesimo ad oltre due secondi da Pedrosa! Un distacco pesante per la Rossa di Borgo Panigale che mette la moto satellite del Team Pramac di Loris Capirossi davanti a quella ufficiale di Valentino Rossi, oggi tredicesimo a 2″427 dalla vetta. Un distacco incredibile per Rossi che a Sepang vanta ancora il record della pista fatto segnare nel 2009 con il crono di 2’00.518. L’unica speranza per il pesarese e per i suoi tifosi (oltre a quelli della Ducati) è che la nuova 1000 sia completamente diversa e fonti vicine agli uomini della Rossa a due ruote confermano queste indiscrezioni. Sia Rossi che la Ducati non possono permettersi un’altra stagione come questa e la soluzione sembra quella di un telaio tradizionale e perimetrale, stile deltabox.

Dietro a Rossi la wild card della Suzuki John Hopkins, la Yamaha di Cal Crutchlow, la Honda di Toni Elias, la Ducati del rientrante Hector Barberà e Nakasuga, collaudatore Yamaha che qui sostituisce l’infortunato Jorge Lorenzo e che oggi è caduto due volte, una alla mattina e una al pomeriggio.


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loriana - Lun Ott 24, 2011 8:39 am
Oggetto:
Il Motomondiale piange l’erede del Dottore 23 ottobre 2011

Sepang - Una tragica fatalità, un’altra morte in diretta in pista come in Formula 1 fu per Senna e Villeneuve. Marco Simoncelli a Sepang riaccende le polemiche sulla sicurezza dei circuiti. «Purtroppo il nostro sport è pericoloso» ammette Agostini.

«A volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport» ribadisce Pedrosa, che a Simoncelli lo scorsa stagione tolse il saluto dopo il contatto al Gp di Francia. «Tutti i piloti che si cimentano nel motorismo sportivo - dice il team principal della Ferrari Domenicali - sono sempre esposti al rischio. Non bisogna mai abbassare la guardia ma dobbiamo sempre essere consapevoli che contro la fatalità non si può nulla».

L’Italia piange colui che era considerato l’erede di Valentino Rossi. Una perdita grave per il motociclismo, ma lo è ancor più dal punto di vista umano. Allegro, generoso, solare, irruento, pilota che mordeva l’asfalto come pochi. Il suo passo dinoccolato, la folta capigliatura, l’accento romagnolo avevano conquistato tutti. Era il più alto del paddock, sotto di lui la moto sembrava piccola piccola. Eppure come pilota era spericolato, sempre al limite. Per Montezemolo è stato quello che per la F1 fu Villeneuve. «Mi aveva molto impressionato per la velocità, il talento e la grinta che aveva dimostrato quest’anno. Per queste qualità mi ricordava Gilles Villeneuve, ma il destino ha voluto accomunarli in un una maniera così tragica». Conosciuto in tutto il mondo Simoncelli era molto amato anche nel mondo del calcio (l’hanno voluto ricordare Totti, Sneijder, Iniesta, Giuseppe Rossi, Ramos). E il suo Milan lo aspettava la prossima settimana a Milanello. Messaggi anche dal rapper Jovanotti e da Fiorello.



Valentino Rossi
Piange lo stesso Dottore, che si è trovato suo malgrado coinvolto nell’incidente, anche se è riuscito miracolosamente a non cadere. «Oddio mio» ha detto rientrando ai box in lacrime, sentendosi sulla coscienza la morte del suo grande amico, anche se in realtà il colpo mortale non è stato della sua Ducati ma della Yamaha di Edwards.

La tragedia si è consumata in un attimo. Al secondo giro Simoncelli è scivolato ma è rimasto aggrappato alla sua moto, che invece che all’esterno ha preso una traiettoria verso il centro pista, proprio nella direzione di Colin Edwards e Rossi. L’americano ha preso in pieno Simoncelli, il cui casco è volato via. Il corpo esanime dello sfortunato pilota romagnolo è rimasto sull’asfalto.

Si è capito subito della gravità dell’incidente, bandiera rossa e gara subito annullata. Immediati i soccorsi ma nonostante il prodigarsi dei medici della Clinica Mobile, non c’è stato nulla da fare. I sanitari hanno spiegato che Simoncelli è giunto in arresto cardiocircolatorio. La dinamica dell’incidente è molto simile a quella di Misano, in Moto2, dell’anno scorso, con Alex De Angelis e Scott Redding, che falciarono incolpevolmente il giapponese Tomizawa già caduto. Prima di questo maledetto Gp della Malaysia il giapponese era l’ultimo pilota morto in pista nel motomondiale.

Un altro pilota italiano morto in pista 38 anni dopo Renzo Pasolini (nel `73 morì a Monza in una carambola con Saarinen), 28 anni dopo quello analogo ad Assen di Franco Uncini: lui per fortuna si salvò (venne investito dalla moto di Gardner e il casco gli volò via) e oggi è responsabile della Commissione sicurezza dell’Irta. La morte di Simoncelli è stato uno choc, e non solo per il motociclismo. Un minuto di silenzio è stato osservato nel calcio su tutti i campi della serie A, e le squadre sono scese in campo con il lutto al braccio.

«Correvamo insieme da quando eravamo bambini - dice Andrea Dovizioso, un altro suo grande amico -. L’ho visto cadere tante volte senza farsi male, quasi fosse invulnerabile». «Oggi tutto questo è surreale» dice Biaggi. «La morte di Marco è una perdita enorme per tutto lo sport italiano» dice il sottosegretario Crimi. «Per tanti giovani italiani - scrive il ministro Meloni - è stato uno dei più significativi esempi di correttezza e passione sportiva».

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loriana - Lun Ott 24, 2011 8:42 am
Oggetto:
MotoGP Morte Simoncelli: Nicky Hayden “Giornata tristissima, qui siamo tutti fratelli”Pubblicato il 23 ottobre 2011


Nicky Hayden intervistato dal grande amico di Marco Simoncelli, l’inviato di Italia1 Paolo Beltramo, ha ricordato SuperSic, deceduto oggi a Sepang a causa di una caduta avvenuta al secondo giro, dove perdendo il controllo della sua Honda è tornato in mezzo alla pista per poi essere centrato dall’incolpevole Colin Edwards e forse anche da Valentino Rossi.

“Bruttissima giornata! l’ho visto! ho visto la moto andare verso l’interno.. è una giornata tristissima, abbiamo tutti un forte dolore al cuore, per la famiglia, gli amici tutti nel paddock. Anche se siamo in competizione qui siamo tutti fratelli tutti figli della stessa famiglia. Era un ragazzo fantastico, sarà molto difficile per tutti noi.. pensate solo alla sua famiglia. Ha cercato di riprendere la moto ma non ce l’ha fatta, non penso sia colpa dell’elettronica. Semplicemente ha cercato di recuperare e poi è successo quello che è successo. Che possa riposare in pace, un pensiero alla famiglia e a tutte le persone che lo conscevano, bisogna essere forti.”

Il Papà Paolo avrebbe voluto donare gli organi ma purtroppo non è stato possibile visto che il pilota del Team Gresini è arrivato in arresto cardio-circolatorio.

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