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Campioni blucerchiati italiani
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Homer

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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 4:01 pm    Oggetto:  
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Pietro Vierchowod

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Stopper 1983-1995

(Calcinate, 6 aprile 1959) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Carriera
Club
Figlio di un ufficiale ucraino dell'Armata Rossa, è soprannominato lo zar, Vierchowod esordisce nella Romanese ma cresce calcisticamente nel Como con cui esordisce in Serie A nella stagione 1980-81. Acquistato nel 1981 dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che milita in Serie B, Vierchowod rifiuta di scendere di categoria e viene quindi prestato , prima alla Fiorentina e poi alla Roma: in giallorosso vince il suo primo scudetto, nel 1983. Dalla Roma torna quindi alla Sampdoria, nel frattempo tornata in Serie A, dove resta per molti anni nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vince 3 coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe (1990) e 1 scudetto (1991).
Nel 1992 sta per passare all'Atalanta, ma i bergamaschi lo scartano, ritenendolo troppo vecchio. Per dimostrare il contrario Vierchowod continua a giocare e vincere per molti anni ancora. Si trasferisce alla Juventus, dove vince la Coppa dei Campioni nel 1996. A fine stagione si trasferisce al Perugia ma dopo poche settimane passa al Milan; conclude la carriera nel Piacenza, nel quale disputa tre ottime stagioni contribuendo a due salvezze. Si ritira dall'attività agonistica nel 2000, a 41 anni.

In tutto ha giocato in serie A 562 partite, quarto assoluto dietro Paolo Maldini, Gianluca Pagliuca e Dino Zoff.

Nazionale
Con la Nazionale ha giocato 45 partite con 2 gol. Ha disputato tre mondiali: quello vittorioso in Spagna nel 1982 (dove peraltro non è mai entrato in campo), Mondiali di calcio Messico 1986 e i Mondiali di calcio Italia 1990. Ha avuto a lungo il record di goleador più anziano della storia della nazionale: ha segnato a 33 anni, 11 mesi e 18 giorni il 24 marzo 1993 in Italia-Malta 6-1, poi battuto il 17 novembre 2007 da Christian Panucci che ha segnato a 34 anni e 7 mesi nella partita contro la Scozia.

Allenatore
Da allenatore finora si è seduto sulle panchine di Catania (C1) e Florentia Viola (C2); in entrambi i casi è stato esonerato a campionato in corso. Dal 13 settembre 2005 è stato designato come nuovo allenatore della Triestina (Serie B), per poi essere esonerato a dicembre dello stesso anno.

Palmarès
Club
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 2 Roma: 1982/83 Sampdoria: 1990/91

Supercoppa italiana: 2 Sampdoria: 1991 Juventus: 1995

Coppa Italia: 4 Sampdoria: 1984/85, 1987/88, 1988/89, 1993/94

Competizioni internazionali

Champions League: 1 Juventus: 1995/96

Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/90

Nazionale
Campionato del mondo: 1 Spagna 1982

Onorificenze
Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.


Curiosità

Pietro Vierchowod, ovviamente assieme ai suoi parenti più stretti, è quasi sicuramente l'unica persona in Italia ad avere questo cognome. Come detto ciò risale al fatto che suo padre, Ivan, fu un ufficiale ucraino dell'Armata Rossa. La "vulgata" (molto attendibile) vuole che fosse stato fatto prigioniero dagli italiani sul fronte russo e deportato nel nostro paese. Alla fine del conflitto gli fu offerta la possibilità o di rientrare normalmente in Unione Sovietica o di rimanere in Italia qualora desiderasse farlo. E lui scelse di restare nella bergamasca. Secondo la
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fu fatto prigioniero dai nazisti

Ultima modifica di Homer il Sab Mag 24, 2008 9:29 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 4:01 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 4:33 pm    Oggetto:  
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Alviero Chiorri

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1976-1981/1982-1984

(Roma, 2 marzo 1959) è un ex calciatore italiano che ricopriva il ruolo di centrocampista.

Carriera
Mezzala sinistra, esordì in Serie A con la casacca blucerchiata della Sampdoria a poco più di diciassette anni e mezzo, nel corso del campionato 1976-77, al "Comunale" di Torino contro i granata. Con la squadra genovese giocò per sette stagioni non consecutive, in virtù dell'esperienza poco fortunata vissuta al Bologna nella stagione 1981-82, conclusasi con un infortunio e con la prima retrocessione in Serie B della squadra rossoblù.

Nel 1984 passò dalla Sampdoria alla Cremonese, all'internò dell'affare che portò Gianluca Vialli a fare il percorso inverso. Con i grigiorossi giocò per altre otto stagioni, conquistando due promozioni in Serie A (1988-89 e 1990-91), prima di chiudere con il calcio professionistico nel 1992.

Ritiratosi, vive oggi vive a Cuba insieme alle sue due figlie.



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Anni duri, allietati un poco dalla presenza di un "Marziano".

Proprio lui, Alviero Chiorri.

Qui il ribelle blucerchiato ha appena segnato un gol dei suoi. E' il 2 marzo 1980, Sampdoria - Como 1 a 0.

Ma chi e' quel difensore furibondo che sembra disapprovare profondamente l'operato del proprio portiere?

Ma si, e' lui. Pietro Vierchowod, futuro Zar della Sud. Gia' da giovane mostrava di avere un bel carattere...

Chiorri, stella Tricolor a Cuba
Per la serie "Ci ritorni in mente", ecco l'attaccante che il c.t. Lippi ha indicato come talento che avrebbe meritato di più. Un tempo in A con Samp e Cremonese, oggi si gode la vita e gioca tra gli Over 40

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Alviero Chiorri, oggi 47 anni, ha giocato soprattutto nella Samp e nella Cremonese
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MILANO, 26 gennaio 2007 - Corriere della Sera dell’altro ieri, intervista all’ex c.t. azzurro Marcello Lippi. Domanda: «C'è un suo compagno di squadra che avrebbe meritato molto di più di quello che ha avuto dal calcio?». Risposta: «Alviero Chiorri, qualità tecniche e atletiche a livello dei più grandi. Ora vive a Cuba». Chiorri giocava assieme a Lippi nella Sampdoria degli anni Settanta. Romano di origini, possedeva numeri eccezionali, una specie di Totti prima di Totti. Era un ragazzo, debuttò in serie A a ridosso dell’inquieto 1977, anno di violenze e trasgressioni. Al raduno estivo si era presentato in tenuta da spiaggia: sandali e bermuda, orecchini ai lobi e un catenone d’oro al collo. Sembra di rivederlo, e di risentirlo parlare in mezzo romanesco: «Ahò, so’ Alviero, che problema c’è?». L’allenatore della prima squadra, Eugenio Sergente di Ferro Bersellini, l’aveva cacciato seduta stante, salvo richiamarlo poi per manifesta superiorità calcistica.
AZZURRI OVER 40 «Bisognerebbe vivere i vent’anni con l’esperienza dei quaranta», riflette oggi Chiorri, che in questi giorni sta a Roma per motivi familiari, ma che conferma la versione di Lippi: «Certo, abito a Cuba in pianta stabile dal ’94 circa. Che cosa faccio? Niente, mi godo la vita. Ho casa in centro all’Avana, seguo i miei figli piccoli, una bambina di sei e un bimbo di due. Vado al mare e continuo col calcio. Gioco nella "Tricolor", squadra di italiani a Cuba. Partecipiamo a un torneo over 40, nel 2006 siamo arrivati terzi. Indossiamo le maglie azzurre dell’Italia. Quelle vere, ufficiali, che mi ha spedito Marcello (Lippi, ndr)».
SCARPE DIVERSE Chiorri coltivava un piccolo segreto, calzava scarpe da pallone spaiate. «Al piede destro tenevo i sei tacchetti da campo pesante anche se il terreno era asciutto, perché volevo che la gamba d’appoggio fosse stabile, ben radicata. Al sinistro, estate o inverno che fosse, mettevo lo scarpino coi tredici tacchetti perché volevo che la gamba creativa mantenesse più libertà di movimento». Una carriera all’insegna del se. Se si fosse allenato meglio, se avesse collezionato meno ragazze, se non fosse scappato dai ritiri. Se, se, se. «Diciamo la verità: per diventare grandissimi, competere agli alti livelli, non basta essere bravi sul campo. Avevo dei limiti, arrivai in serie A troppo giovane, ma va bene lo stesso, mi sono divertito».
CHE TRIO A un certo punto, estate del 1981, Chiorri lo prestarono al Bologna e in quell’anno il club rossoblù si ritrovò con tre attaccanti che a ripensarci vengono i brividi: Chiorri, Roberto Mancini (lui, l’allenatore dell’Inter) e Macina. Marco Macina, chi era costui? «Un fenomeno, più bravo di me e Mancini. Anche Marco non fece la strada che doveva». Macina, sammarinese, passò al Milan, ma non sfondò e si smarrì presto nelle serie minori. Chiorri lasciò la Samp nell’estate ’84, girato alla Cremonese nel quadro dell’affare Vialli. Paolo Mantovani, presidente doriano, chiamò Alviero: «Mi dispiace, non posso fare diversamente». Parole dolenti, anni prima Mantovani aveva vincolato l’acquisto della Samp da parte sua alla conferma del baby-prodigio, corteggiato dall’Inter. Un destino garbato regalerà a Chiorri il congedo perfetto: l’ultima partita da professionista sarà Samp-Cremonese (2-2), maggio ’92. Acqua passata, il presente è Cuba. E il futuro? Dove sarà Alviero nel 2020? «E chi lo sa? I Caraibi sono pieni di isole e isolotti...».
Sebastiano Vernazza
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Gianluca Pagliuca

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Portiere 1986-1994

(Bologna, 18 dicembre 1966) è un calciatore italiano che attualmente non ha squadra. È stato il miglior portiere italiano degli anni '90.

Ha esordito in Serie A con la maglia blucerchiata della Sampdoria, dopo essere stato prelevato dalle giovanili del Bologna, a Genova nella partita Sampdoria-Pisa giocata l'8 maggio 1988 e finita 0-0.

Ha giocato nella Sampdoria, diventando uno dei simboli dei migliori anni del club, vincendo una coppa delle Coppe nel 1990, uno scudetto: dove giocò una gara perfetta nello scontro diretto contro l'Inter, a San Siro, compiendo numerosi interventi prodigiosi e parando anche un rigore a Matthäus che permisero alla Sampdoria di vincere per 2-0 e di lanciarsi verso la conquista del campionato, poi ha vinto con i doriani anche una Supercoppa Italiana nel 1991, 3 coppe Italia e arrivando alla finale di Champions League persa per 1 a 0 contro il Barcellona a Wembley nel 1992, nell'Inter (con cui ha vinto la coppa UEFA nel 1998 nella finale contro la Lazio per 3 a 0 a Parigi) e nel Bologna, col Bologna ha inoltre giocato la sua unica stagione in B, infatti nel 2004/2005 i felsinei sono retrocessi, dopo un inaspettato calo di forma a fine stagione, che li vide scivolare dalle zone Uefa fino al terz'ultimo posto, nel drammatico spareggio contro il Parma, nella stagione 2005/2006 resta comunque a Bologna e disputa la sua prima stagione in Serie B.

Dal primo luglio 2006 è in forza all'Ascoli Calcio, all'età di 39 anni, gioca le prime 23 partite senza saltare nemmeno un minuto, ma, complice un infortunio e in seguito ad incomprensioni con il tecnico Nedo Sonetti, viene messo ai margini della squadra a vantaggio del greco Dimitrios Eleftheropoulos. Pagliuca dopo l'ultima esperienza ad Ascoli si è ritirato dal calcio giocato, anche se recentemente il suo procuratore ha ventilato un possibile interesse della Juventus nel caso l'infortunio subito da Gianluigi Buffon nel gennaio 2008 risulti più grave del previsto e anche vicino alla Lazio.

Nazionale
Era già presente tra i convocati ai Italia '90 come terzo portiere. Il suo esordio in nazionale avverrà però solo il 16 giugno 1991, durante un torneo amichevole in Svezia. Partecipò ai Mondiali Usa 1994 da titolare, saltando due gare per squalifica, sanzionatagli per l'espulsione(prima di un portiere ad un Mondiale) subita nella seconda partita del torneo (vittoria contro la Norvegia per 1-0), e tornando titolare dai quarti di finale sino alla sfortunata finale del 17 Luglio a Pasadena contro il Brasile (nella quale parò il primo rigore, e fu anche protagonista di un incredibile svarione nel secondo tempo, nel quale fortunatamente la palla si stampò sul palo, al quale Pagliuca mandò un simbolico bacio per averlo salvato dal disastro mondiale, per poi tornare subito tra le sue mani), persa ai rigori (errori di Franco Baresi, Daniele Massaro e Roberto Baggio). Ha disputato da titolare i Mondiali di Francia 1998. In quella edizione Pagliuca fu convocato come secondo portiere, ma in seguito all'infortunio al gemello del polpaccio del titolare Angelo Peruzzi accaduto qualche giorno prima dell'inizio dei Mondiali, divenne lui il titolare. Pagliuca si distinse anche in questa edizione con interventi decisivi nelle partite contro il Camerun, contro la Norvegia (negli ottavi di finale, da ricordare la parata nella ripresa sull'attaccante scandinavo Flo) ed anche ai quarti di finale contro la Francia, partita nella quale l'Italia fu eliminata ai calci di rigore come nelle altre due competizioni mondiali precedenti (Italia 1990 e USA 1994) (errori di Demetrio Albertini e Luigi Di Biagio, inutile il rigore di Bixente Lizarazu parato da Pagliuca). La sua carriera in Nazionale finì proprio con i Mondiali del 1998, arrivando a 39 presenze con la maglia azzurra (27 i gol subiti), lasciando spazio ai colleghi Angelo Peruzzi, Francesco Toldo (Euro 2000) e Gianluigi Buffon (Euro 2004, Mondiali 2002 e 2006).

Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/91

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991

Coppa Italia: 3 Sampdoria: 1987/88, 1988/89, 1993/94

Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1 Inter: 1997/1998

Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/90
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Attilio Lombardo

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Centrocampista
1989-1995/2001-2002


(Santa Maria la Fossa, 6 gennaio 1966) è un allenatore di calcio e ex calciatore italiano, che giocava nel ruolo di centrocampista o ala.

Carriera
Club
Mosse i primi passi nel mondo del calcio professionistico in Serie C2, appena diciottenne, con la maglia del Pergocrema, passando poi nel 1985 alla Cremonese in Serie B.

A Cremona disputò 4 campionati cadetti, mettendosi in luce come ottima ala destra, capace di incunearsi nelle difese avversarie, segnando anche un discreto numero di gol.

Passò poi alla Sampdoria nel 1989, sotto la guida di Vujadin Boskov con il quale arrivò a conquistare lo storico scudetto del 1990-91, insieme a giocatori indimenticati come Gianluca Vialli, Roberto Mancini, Pietro Vierchowod, Gianluca Pagliuca. Fu fra i giocatori cardini di quella squadra che diede lustro alla città di Genova, arrivando a conquistare anche la finale di Coppa dei Campioni, persa nei supplementari per un gol di Ronald Koeman.

Dopo altri ottimi campionati in blucerchiato, Lombardo passò nell'estate 1995 alla Juventus, infortunandosi però gravemente ad un gamba: fu un infortunio che ne minò la carriera all'apice e lo costrinse a stare a lungo fermo. In bianconero vinse la Champions League 1995-1996 e lo scudetto 1996-97.

Nel 1997, dopo la sfortunata avventura bianconera, si trasferì in Inghilterra, giocando una stagione e mezza al Crystal Palace diventando in breve tempo uno dei beniamini locali, prima di tornare in Italia alla Lazio. Giocò in biancazzurro da gennaio 1999 a gennaio 2001, contribuendo alla conquista dello scudetto 1999-2000, il terzo della sua carriera dopo quello con la Samp e con la Juventus nel 1996-97.

A gennaio del 2001 tornò alla Sampdoria, in Serie B, dove chiuse la carriera nel 2002.

Nazionale
Lombardo vestì anche 18 volte la maglia della nazionale, a partire dal 1990 fino al 1997, durante la sua avventura inglese; tuttavia, in azzurro non ebbe mai molta fortuna, poiché gli si preferivano giocatori del calibro di Roberto Donadoni, Gianluigi Lentini e Angelo Di Livio.

Allenatore
Nella stagione 2006/2007 Lombardo è stato l'allenatore della squadra svizzera dell'FC Chiasso. La sua esperienza oltre il Ticino è terminata nel mese di maggio, quando ha rassegnato le dimissioni, ufficialmente per mancanza di stimoli. Il 24 aprile 2008 Lombardo diventa l'allenatore del Castelnuovo Garfagnana (serie C2 girone B), sostituendo il dimissionario Barbuti, a soli 180' dalla fine del campionato, e diventando il quarto allenatore (considerando anche la parentesi di Ceccarelli, vice di Barbuti) di una stagione molto tormentata per il Castelnuovo.

Palmarès
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 3 Sampdoria: 1990/1991, Juventus: 1996/1997, Lazio: 1999/2000

Coppa Italia: 2 Sampdoria: 1993/1994, Lazio: 1999/2000

Supercoppa Italiana: 3 Sampdoria: 1991, Juventus: 1995, Lazio: 2000

Competizioni internazionali
Champions League: 1 Juventus: 1995/1996

Coppa delle Coppe: 2 Sampdoria: 1989/1999, Lazio: 1998/1999

Supercoppa Europea: 2 Juventus: 1996, Lazio: 1999

Coppa Intercontinentale: 1 Juventus: 1996

Curiosità
È uno dei 5 calciatori (insieme a Giovanni Ferrari, Sergio Gori, Pietro Fanna e Aldo Serena) ad aver conquistato tre scudetti con tre società differenti.

Attilio Lombardo


Ultima modifica di Homer il Dom Mag 25, 2008 4:32 pm, modificato 2 volte in totale
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Fausto Pari

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Difensore 1983-1992

(Bellaria-Igea Marina, 15 settembre 1962) è un ex calciatore italiano.

Carriera
Ha esordito in Serie A con l'Inter, il 22 marzo 1981 contro la Pistoiese. Ha giocato inoltre con Parma, Sampdoria, Napoli, Piacenza, SPAL e Modena.

Palmarés
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/1991.

Coppa Italia: 3 Sampdoria: 1984/1985, 1987/1988, 1988/1989.

Coppa delle Coppe: 1 Sampdoria: 1989/1990.

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991.

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Fausto pari "alle prese" con Maradona
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Giuseppe "Beppe" Dossena

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Centrocampista 1988-1991

(Milano, 2 maggio 1958) è un ex calciatore, allenatore di calcio e commentatore televisivo italiano.

Carriera Giocatore
Club
Cresce calcisticamente nelle giovanili del Torino, ma le prime esperienze nel calcio professionistico le fece, in prestito, con Pistoiese, Cesena e Bologna.

Torna al Torino nell'estate del 1981, dove diviene protagonista del centrocampo granata per sei stagioni, disputando un totale di 241 presenze, tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, realizzando un totale di 29 reti. Nel 1987 viene ceduto in Serie B, all'Udinese; l'anno seguente torna in Serie A, per vestire la maglia della Sampdoria dove vince uno scudetto una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia. Chiude la carriera in C1 nel 1992 con il Perugia.

Nazionale

Il Dossena granata colleziona 38 presenze e una rete nella Nazionale di calcio italiana. Nel 1982 entra nella rosa dei 22 convocati per la Spagna e si laurea Campione del mondo.

Allenatore
Da allenatore ha cominciato dapprima all’estero, con le Nazionali di Ghana, Albania e Paraguay (nazionale per la quale nel 2002 ai mondiali di Giappone-Corea è stato l'allenatore in seconda di Cesare Maldini); poi con le squadre di club, cominciando ancora una volta all'estero, allenando in Libia la squadra dell’Al Ittiad (Tripoli). In Italia nel 2004 ha allenato la Lodigiani (in serie C2), ma l'avventura si è conclusa con un esonero.

Nel 2005 è stato anche responsabile dell’area tecnica della Sambenedettese.

Dossena è anche commentatore di calcio per la Rai.

Palmarès
Club
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/91

Coppa Italia: 1 Sampdoria: 1988-89

Nazionale
Campionato del mondo: 1 1982
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Enrico Chiesa

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Attaccante
1987-1990 1992-1993 1995-1996

Enrico Chiesa (Genova, 29 dicembre 1970) è un calciatore italiano.

Carriera
Originario del comune di Mignanego nell'entroterra genovese, inizia la sua carriera nel Pontedecimo (1986-87) e la prosegue nella Sampdoria (1988-89, 1992-93, e 1995-96), Teramo Calcio (1990-91), Chieti (1991-92), Modena (1993-94), Cremonese (1994-95), Parma (1996-99), Fiorentina (1999-2002) e Lazio (2002-03). Dal 2003 gioca, sempre in serie A, nel Siena.

Per la nazionale italiana di calcio Chiesa ha giocato il Campionato europeo del 1996 e il mondiale del 1998, sostituendo in quest'ultimo caso all'ultimo minuto Fabrizio Ravanelli. Chiesa detiene il record di reti realizzate in Nazionale partendo dalla panchina, con 5 realizzazioni.

Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, viene ceduto in prestito a Teramo e Chieti, rientrando in blucerchiato nella stagione 1992-93. In questa annata viene utilizzato con buona frequenza nella massima serie, ma mette a segno un solo gol anche perché utilizzato prevalentemente come esterno di centrocampo.

Viene quindi nuovamente prestato in B al Modena, dove giocando da attaccante realizza 14 gol non sufficienti tuttavia ad evitare la retrocessione degli emiliani. Passa quindi sempre in prestito alla Cremonese in serie A, e realizzando 14 gol risulta decisivo per la salvezza dei grigiorossi.

Rientra quindi alla Sampdoria nella stagione 1995-96, dove sale definitivamente alla ribalta nazionale segnando 22 gol in 27 partite e formando una coppia gol d'eccezione assieme a Roberto Mancini.

Si trasferisce poi al Parma, dove forma un'eccezionale coppia con Hernán Crespo, vincendo anche una Coppa UEFA e una Coppa Italia.

Nel 1999 si traferisce alla Fiorentina, una squadra che puntava allo scudetto e in cui Chiesa diventa la spalla del leader Gabriel Omar Batistuta, contendendo questo ruolo a Predrag Mijatović. Anche a causa dell'aspra concorrenza, la forma fatica ad arrivare e a fine anno i gol segnati sono solo 6. L'anno successivo però la musica cambia, grazie anche alla partenza di Batistuta, e Chiesa segna 22 gol in 30 partite. Nella stagione 2001/2002 viene consacrato leader della squadra vista anche la partenza del capitano Manuel Rui Costa e nonostante i problemi finanziari della società il presidente Vittorio Cecchi Gori riesce a resistere dal vendere l'attaccante. Purtroppo Chiesa alla quinta giornata di campionato durante la partita contro il Venezia riporta la rottura dei legamenti del ginocchio e ciò gli fa chiudere anzitempo la stagione pregiudicando il rendimento della Fiorentina che a fine campionato retrocede in serie B.

Nell'estate del 2002 approda alla Lazio, dove, reduce dal terribile e debilitante infortunio della stagione precedente non riesce ad entrare negli schemi degli aquilotti collezionando solo 12 gare e 2 gol. Siamo ad estate del 2003, i rapporti tra la società biancoceleste e Chiesa sono ormai deteriorati, quindi ansioso di rilanciarsi accetta il trasferimento ad una squadra neo-promossa, anzi una vera matricola della serie A l' A.C. Siena. Il giocatore rappresenta la punta di diamante di una campagna acquisti di tutto rispetto, soprattutto per una squadra esordiente in serie A. Dimostra sin da subito che non è certo venuto per "svernare", a fine stagione infatti avrà collezionato 10 gol (indimenticabile la tripletta rifilata ai rivali dell'Empoli nel primo storico incontro tra le due toscane in serie A) contribuendo alla salvezza dei bianconeri anche con numerosi assist per il partner d'attacco Tore Andre Flo.

L'anno successivo, dopo un girone di andata che vede la Robur in piena lotta per non retrocedere, l'attaccante risente di evidenti incomprensioni con il nuovo allenatore Luigi Simoni. Quando arriva l'esonero di quest'ultimo, Chiesa si sblocca e segna 11 gol nel solo girone di ritorno anche grazie ad un attacco rinforzato dall'arrivo di Massimo Maccarone.

Con il terzo anno consecutivo del Siena nell'olimpo del calcio italiano, Chiesa ottiene la fascia di capitano. Arrivano anche giocatori di grande qualità e prestigio da affiancare a Chiesa, quali l'ariete albanese Erjon Bogdani e il fantasista Tomas Locatelli. Chiesa va a completare il tridente, mettendo a segno altri 11 gol, non male per uno che va per i 37 anni.

Nel 2006/2007, a causa del cambio del modulo, il nuovo allenatore e la squadra rivoluzionata, Chiesa non trova la continuità degli anni passati, giocando solo spezzoni di partita. Per una seconda punta i cui punti di forza sono la velocità e il dribbling il mancato impiego non è positivo. Ciononostante Chiesa resta un beniamino dei tifosi senesi: a lui dedicarono la coreografia della gradinata nel derby della Toscana Siena-Fiorentina del 2005/2006.

Per due anni consecutivi vince il "Fedelissimo d'Oro", premio rilasciato annualmente dal Siena Club Fedelissimi al vincitore di una classifica stilata in base ai voti di tifosi, giornali nazionali e testate locali.

Le qualità che lo hanno reso famoso come calciatore sono la rapidità e la velocità nei movimenti e nelle conclusioni a rete, la capacità di calciare in porta con potenza con entrambi i piedi e l'estrema bravura nei calci di punizione. Queste doti lo hanno consacrato come una delle punte più forti degli anni novanta e per un certo periodo di tempo, anche a seguito del ritiro dall'attività agonistica di Roberto Baggio e Giuseppe Signori, gli hanno permesso di essere il maggior realizzatore nel campionato italiano di serie A con 138 reti.

Palmarès
Coppa Italia: 2 Parma: 1998/1999, Fiorentina: 2000/2001

Coppa UEFA: 1 Parma: 1998/1999
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Roberto Mancini

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Attaccante 1982-1997

(Jesi, 27 novembre 1964) è un allenatore di calcio e ex calciatore italiano, dal 2004 tecnico dell'Inter.

Carriera Calciatore
Club
Gli anni alla Sampdoria
Mancini ha esordito in Serie A nelle file del Bologna il 12 settembre 1981, all'età di 16 anni. Durante il suo primo campionato di serie A mette a segno sorprendentemente 9 gol, ciononostante la squadra retrocede in Serie B per la prima volta nella sua storia.

L'anno successivo, per una grande intuizione del presidente Paolo Mantovani, si trasferisce alla Sampdoria, dove resterà fino al 1997.

Nella Sampdoria ha formato una delle coppie d'attacco più valide d'Italia in quegli anni, insieme al compagno Gianluca Vialli (i due vennero chiamati "I gemelli del gol"). A Genova ha vinto uno scudetto nel 1991, 4 Coppe Italia (1985, 1988, 1989 e 1994), 1 Supercoppa di Lega (grazie a una sua rete) ed una Coppa delle Coppe nel 1990 (Sampdoria - Anderlecht 2-0, doppietta di Gianluca Vialli).


Nella stagione 1991-1992 Mancini disputò, per l'unica volta nella sua carriera, la finale di Coppa dei Campioni. La Sampdoria fu sconfitta ai tempi supplementari dal Barcellona, che si impose per 1-0 grazie a una rete di Ronald Koeman al 112° minuto.

Gli anni alla Lazio
Nel 1997, dopo aver giocato con molti campioni (fra i quali Enrico Chiesa, Ruud Gullit e Vincenzo Montella), per via di un non facile rapporto con l'allora presidente blucerchiato Enrico Mantovani (figlio dell'ex presidente Paolo) passò alla Lazio. L'arrivo di Mancini (seguito da un folto gruppo di ex sampdoriani, a partire dall'allenatore Sven Goran Eriksson e poi da Juan Sebastián Verón, Siniša Mihajlović, Attilio Lombardo), coincide con l'apertura di un ciclo di vittorie per la squadra del presidente Sergio Cragnotti.

Con la Lazio vince lo scudetto nel 1999-2000 (stagione in cui il club compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa europea battendo i Campioni d'Europa del Manchester United (1999), due Coppe Italia (1998 e 2000) e una Supercoppa di Lega (1998).

Inghilterra e ritiro
Nel gennaio 2001 firma un contratto di prova per un mese con il Leicester City, dove gioca 5 partite, chiudendo la sua esperienza di calciatore in Inghilterra.

Nazionale
Nonostante la sua classe ed i suoi successi a livello di club, Mancini non è mai riuscito a sfondare in Nazionale: i rapporti con allenatori e stampa, fra l'altro, sono sempre stati poco sereni (emblematica la sua rabbia rivolta alla tribuna stampa, polemica nei suoi confronti, dopo aver segnato un goal alla Germania negli Europei del 1988). In Nazionale ha collezionato 36 presenze, segnando 4 gol.

Allenatore
Lazio e Fiorentina
Appese le scarpe al chiodo, Mancini intraprende la carriera di allenatore. Inizia nel 2000 come vice di Sven Göran Eriksson alla Lazio. A gennaio del 2001 prova però l'esperienza in Inghilterra da calciatore che dura solo un mese. Nel febbraio 2001, a stagione in corso, viene ingaggiato dalla Fiorentina con cui vince subito la Coppa Italia. Nella stagione successiva, dopo 17 partite, lascia la squadra viola dopo che cinque tifosi viola lo minacciarono per scarso impegno, che poi retrocederà e fallirà. Nel 2002/2003 torna alla Lazio ottenendo buoni risultati, sebbene la società fosse colpita da diverse vicissitudini finanziarie che culminarono con le dimissioni dell'allora Presidente Sergio Cragnotti. In particolare vincerà la Coppa Italia nella stagione 2003/2004.

Nei due anni passati a Roma, Mancini passa da uno stipendio di 1,5 miliardi di lire deciso dall'allora Presidente Sergio Cragnotti a circa 7 miliardi con la nuova dirigenza, sebbene il resto della squadra si riducesse lo stipendi firmando il piano Baraldi, per il salvataggio del club.

Nell'estate 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter.
Inter

Mancini chiude la prima stagione sulla panchina dell'Inter facendo conquistare la Coppa Italia ai nerazzurri 23 anni dopo il loro ultimo successo nella competizione.

Nella sua seconda stagione da allenatore del club nerazzurro (2005-2006) vince la Supercoppa italiana (in finale contro la Juventus), battendo i bianconeri a Torino per 1-0 grazie alla rete di Juan Sebastian Veron nei tempi supplementari e la Coppa Italia (in finale contro la Roma). Vince inoltre lo scudetto (il 14° nella storia dell'Inter), assegnato ai nerazzurri per decisione della FIGC, all'esito dei giudizi disciplinari relativi allo scandalo del calcio italiano. Nell'agosto 2006 vince un'altra Supercoppa Italiana con l'Inter, che batte la Roma con una clamorosa rimonta da 0-3 al 4-3 finale nei tempi supplementari.

Il 17 dicembre 2006, vincendo per 2-0 sul Messina, Mancini riesce a battere il record di 8 vittorie consecutive, serie positiva che prosegue arrivando a conquistare a gennaio il successo consecutivo numero 14. A febbraio la squadra raggiunge quota 16 e il 25 febbraio con la vittoria sul Catania per 5-2 porta a 17 la serie di vittorie consecutive. Il 1° aprile 2007 con la vittoria per 2-0 sul Parma Mancini vince la sua centesima partita in Serie A da allenatore dell'Inter.

Il 22 aprile 2007, battendo il Siena per 2-1 e vista la contemporanea sconfitta della Roma a Bergamo contro l'Atalanta, il tecnico conquista il suo primo scudetto da allenatore sul campo), il quindicesimo per l'Inter (compreso quello a tavolino). In Champions League i nerazzurri vengono eliminati dal Valencia negli ottavi di finale dopo due pareggi (2-2 casalingo e 0-0 a Valencia).

L'Inter perde poi la finale di Coppa Italia contro la Roma. Durante i festeggiamenti il presidente Massimo Moratti comunica il rinnovo del contratto a Mancini per altri quattro anni, con un bonus per un anno ulteriore.

Il 20 gennaio 2008, in Inter-Parma di campionato, Mancini taglia il traguardo delle 200 panchine nerazzurre. Attualmente è il terzo allenatore della storia dell'Inter per numero di panchine a poca distanza dal secondo, Giovanni Trapattoni. In vetta nella classifica di tutti i tempi c'è Helenio Herrera, che è il solo a precedere Mancini per numero di vittorie conseguite.

L'11 marzo seguente, nella conferenza stampa successiva alla sconfitta (e conseguente eliminazione dalla Champions League) subita in Inter-Liverpool 0-1 (andata 0-2), Mancini ha annunciato che, al termine della stagione 2007-2008, lascerà la panchina della società. Nella serata del 12 marzo, però, il presidente Massimo Moratti dichiara, subito dopo un colloquio privato con Mancini, l'intenzione della società e dell'allenatore jesino di onorare il contratto. Mancini si è scusato per le sue affermazioni, dovute ad un momento di sconforto, ed ha espresso il desiderio di vincere il campionato, obiettivo poi riuscito, e di puntare alla vittoria della UEFA Champions League 2008-2009.

Il 18 maggio 2008 l'Inter vince il 16° scudetto della sua storia. Si tratta del secondo titolo consecutivo per Mancini oltre a quello vinto a tavolino.

Palmarès Calciatore
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 2 Sampdoria: 1990/91, Lazio: 1999/2000

Coppa Italia: 6 Sampdoria: 1984/85, 1987/88, 1988/89, 1993/94, Lazio: 1997/98, 1999/2000

Supercoppa italiana: 2 Sampdoria: 1991, Lazio: 1998

Competizioni internazionali
Coppa delle Coppe: 2 Sampdoria: 1989/90, Lazio: 1998/99

Supercoppa UEFA: 1 Lazio: 1999

Riconoscimenti individuali
Oscar del calcio: 2 Miglior italiano: 1997, Miglior assoluto: 1997

Allenatore
Campionato italiano: 3 Inter: 2005-2006 (assegnato d'ufficio), 2006-2007, 2007-2008

Coppa Italia: 4 Fiorentina: 2000/01, Lazio: 2003/04, Inter: 2004/2005, 2005/2006

Supercoppa italiana: 2 Inter: 2005, 2006

Onorificenze
Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana
30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[1]


Curiosità
* Roberto Mancini ha vinto 10 volte la Coppa Italia (4 volte da allenatore e 6 da calciatore): un record difficilmente eguagliabile.
* I suoi figli, Filippo e Andrea, giocano nelle giovanili dell'Inter. Roberto Mancini ha fatto esordire Filippo nella prima squadra dell'Inter giovedì 17 gennaio 2008, nella partita di Coppa Italia vinta dai nerazzurri per 3-0 contro gli amaranto della Reggina. Questo stesso giocatore è stato prestato al Manchester City durante il mercato di gennaio 2008.

Presentazione Roberto Mancini alla Sampdoria



Roberto Mancini




Barça 2 - Sampdoria 0 (Recopa 1988/1989)


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Gianluca Vialli

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1984-1992

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Gianluca Vialli (Cremona, 9 luglio 1964) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Vialli & la Sampdoria:
Serie A 1991/1992 Sampdoria 31 11
Serie A 1990/1991 Sampdoria 26 19
Serie A 1989/1990 Sampdoria 22 10
Serie A 1988/1989 Sampdoria 30 14
Serie A 1987/1988 Sampdoria 30 10
Serie A 1986/1987 Sampdoria 28 12
Serie A 1985/1986 Sampdoria 28 6
Serie A 1984/1985 Sampdoria 28 3

Coppa Internazionale Curriculum
Coppa delle Coppe 1989/1990 Sampdoria
Camp. mond. per club 1989/1990 Sampdoria

Coppe Nazionali Curriculum
Supercoppa Italiana 1991 Sampdoria
Supercoppa Italiana 1989 Sampdoria
Coppa Italia 1988/1989 Sampdoria
Coppa Italia 1987/1988 Sampdoria
Coppa Italia 1984/1985 Sampdoria


Carriera
Tira i suoi primi calci nelle giovanili del Pizzighettone, per poi passare alla Primavera della Cremonese.
La carriera di Vialli, a livello professionistico, è iniziata nel 1980. Ha giocato nelle fila di Cremonese, Sampdoria e Juventus. Ha vinto 2 scudetti, il primo storico con la Sampdoria nella stagione 1990-91, in coppia con il suo "gemello del gol" Roberto Mancini, il secondo con la Juventus nel 1994-95.
Ha inoltre vinto con la Juventus una Coppa dei Campioni nel 1996 (finale vinta ai rigori contro l'Ajax). Una seconda Coppa dei Campioni è sfumata nel 1992 (finale persa 1-0 dalla Sampdoria con il Barcellona ai supplementari).
Nel 1996 Vialli si trasferì in Inghilterra per giocare con il Chelsea FC, assumendo dal 1998, dopo il licenziamento di Ruud Gullit, il doppio ruolo di giocatore-allenatore. In due anni come allenatore dei Blues diventò il tecnico più vincente nella storia del Chelsea. Nella stagione 2001-02 ha assunto l'incarico di allenatore del Watford FC.
Ad oggi è un apprezzato opinionista e commentatore televisivo per SKY Sport.
Dopo la convocazione ai Mondiali 1986, dove giocò tutte le partite (pur senza riuscire ad incidere), Vialli contribuì all'ottenimento del 3° posto da parte dell'Italia nei Mondiali del 1990, anche se la sua stella venne offuscata dall'"esplosione" di un altro attaccante, Totò Schillaci, che diventò anche capocannoniere del Mondiale.
Nelle fila della Nazionale, Vialli ha raggiunto quota 59 presenze e segnato 16 gol.
Dal 2004 sta svolgendo un'importante attività nel campo sociale, avendo creato, insieme a Massimo Mauro e Cristina Grande Stevens, la "Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus" ([1]), che ha lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (morbo di Lou Gerhig) e sul Cancro, attraverso l'AISLA e la FPRC.
Ha pubblicato in Inghilterra un libro dal titolo "The Italian Job" dove analizza le differenze fra calcio italiano e inglese.
Il 26 febbraio 2006 è stato portatore della bandiera olimpica nel corso della Cerimonia di chiusura della XX Olimpiade Invernale Torino 2006.


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Sampdoria-Lecce 3-0 1990-1991 Scudetto

Gianluca Vialli - Tutti i gol 90/91




I Gemelli del Gol - Vialli, Mancini e la Grande Samp



...Roberto Mancini-Gianluca Vialli...


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Marco Lanna

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1986-1993/feb. 2002

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Doti tecniche
Allievo di Luca Pellegrini, è stato abile nella marcatura a uomo e nella percezione della sua posizione rispetto agli avversari.

Carriera
Lanna esordisce a 19 anni, nella stagione 1986-1987, nella Sampdoria di Vujadin Boskov, dove rimane per sette stagioni consecutive, formando insieme a Mannini, Vierchowod e Katanec una delle difese più forti d'Europa. Coi blucerchiati vince due Coppa Italia (nel 1988 e nel 1989), una Coppa delle coppe (nel 1990) e uno scudetto nel 1991. Nel 1992 è finalista della Coppa dei Campioni contro il Barcellona[1].

Nella stagione 1993-1994 viene acquistato dalla Roma, dove è presente per quattro campionati, disputando 113 partite e segnando 2 reti. Nella stagione 1994-1995, assieme ad Aldair e a Petruzzi, compone la difesa meno battuta del campionato.
Nel Derby del Campidoglio tra Roma e Lazio del 18 febbraio 1996 Lanna, a pochi minuti dalla fine della partita, ferma con la mano, volontariamente e in area di rigore, un cross di un giocatore laziale, propiziando il rigore che dà la vittoria agli avversari (realizzato da Giuseppe Signori). I tifosi laziali, dalla partita successiva, gli intonano, sull'aria della canzone Macarena, un coro che fa: agguanta-la-palla-marco-lanna / agguanta-la-palla-marco-lanna / agguanta-la-palla-marco-lanna / eeeeee marco-lanna!; coro che gli vale il soprannome.

Dal 1997-1998 fino alla stagione 2000-2001 emigra in Spagna, dove gioca per due anni nel Salamanca, squadra facente parte in quel periodo della Primera División. Il 12 aprile 1998 in Salamanca-Valencia, partita conclusasi 6 a 0, a Lanna viene contestato il secondo gol del 25° minuto per averlo segnato con la mano, fatto verificato poi con le immagini al rallentatore [2]. In seguito si trasferisce al Real Saragozza, squadra con cui vince la Coppa del Re.

Chiude la carriera nel febbraio del 2002 in Serie B con la Sampdoria, con un bilancio complessivo di 343 presenze e 8 gol.


Palmarès
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Sampdoria: 1990/1991

Coppa Italia: 2 Sampdoria: 1987/1988, 1988/1989

Supercoppa italiana: 1 Sampdoria: 1991

Coppa di Spagna: 1 Real Saragozza: 2001

Competizioni internazionali
Coppa delle Coppe: 1
Sampdoria: 1989/1990

Note
Champions League 1991/92: Finale - Londra (Wembley), 20 Maggio 1992
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Fabio Bazzani

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Attaccante

(Bologna, 20 ottobre 1976) è un calciatore italiano.

Carriera
Club
Dopo le giovanili, fa la sua prima esperienza di rilievo nei Dilettanti, militando per due anni nel Boca San Lazzaro, dove segna 30 gol in 57 partite. Nel 1996 passa al Sandonà, dove disputa il suo primo campionato da professionista, per poi trasferirsi, l'anno successivo, al Venezia, squadra nella quale non riesce ad imporsi per la concorrenza spietata di attaccanti di livello come Filippo Maniero.

Dopo una anno passato a Varese, arriva la stagione della consacrazione 1999-2000: con l'Arezzo, in Serie C1, segna 20 gol in 31 partite, portando la squadra toscana a giocarsi la promozione in cadetteria, poi sfumata ai play-off. Il ritorno a Venezia non è dei migliori: dal 2000 al 2002, riesce sì a mostrare sprazzi di buon gioco, ma le occasioni per mettersi in evidenza non sono molte: infatti, in questo biennio entra spesso a partita in corso, non riuscendo a incidere come vorrebbe.

La grande occasione arriva nel 2001: Luciano Gaucci, presidente del Perugia, lo porta in Umbria promettendogli un posto da titolare in Serie A e Bazzani approfitta della grande occasione, segnando in 29 partite 10 gol, la maggior parte dei quali nell'ultima parte di campionato. Nell'estate successiva, il nuovo presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, già storico azionista della società blucerchiata, si rivolge al nuovo mister Walter Novellino con lo scopo di riportare la squadra alla serie A. L'allenatore accetta l'incarico, e chiede di avere con sé Bazzani, al quale è molto legato per i due anni passati insieme in laguna.
Portato a Genova per una cifra vicina ai 5 milioni di euro, Bazzani, compiuta l'importante scelta di tornare in Serie B, diventa uno dei protagonisti della scalata alla Serie A con le sue 16 marcature in 37 presenze: insieme al compagno di reparto Flachi vengono soprannominati i gemelli del gol. Nella stagione 2003/2004, segna 13 gol, facendo anche il suo esordio in Nazionale, mentre la stagione successiva, complice una precaria condizione fisica, delude moltissimo: il passaggio alla Lazio a gennaio non serve a migliorarlo, viste le numerose derisioni che riceve dal pubblico romano.

Nel 2005 torna, con molte motivazioni, alla società blucerchiata (riappacificandosi con Novellino, con il quale aveva avuto in precedenza qualche contrasto), ma un infortunio ai crociati gli fa saltare metà stagione. Nell'agosto del 2006 sembra che finalmente ogni problema sia solo un ricordo, ma un nuovo infortunio ai legamenti gli impedisce di giocare fino a novembre. Nel 2007 torna in campo e, giocando con grinta ed impegno, riesce a totalizzare 21 presenze in campionato. Purtroppo, però, non è assistito da un'adeguata condizione fisica e il suo unico gol della stagione, nonché ultimo con la maglia blucerchita, lo segna nella partita contro l'Atalanta (28 febbraio 2007), finita 2-1 per la Sampdoria.

A fine stagione (maggio 2007) passa al Livorno con un accordo biennale da seicentomila euro netti a stagione, ma il mese dopo straccia il contratto con la squadra amaranto: gli Ultras Livornesi, schierati a sinistra, gli contestano le opposte vedute politiche (negate dal diretto interessato), anche attraverso cori contro l'attaccante nello stadio di Livorno durante le ultime giornate di campionato.

Dai primi di giugno 2007, pertanto, ritorna sul mercato e viene ingaggiato dal Brescia Calcio, allenato da Serse Cosmi con cui il centravanti giocò ad Arezzo e Perugia.

Nazionale
Ha esordito in Nazionale il 12 novembre 2003 contro la Polonia, in una partita persa dagli azzurri per 3-1. Successivamente ha giocato altre due volte, l'ultima delle quali nel 2004.

Vita privata
L'11 giugno 2005 si è sposato con la showgirl Alessia Merz, dalla quale, nel mese di novembre del 2006, ha avuto il primogenito, Niccolò, e nel marzo 2008 una figlia, Martina.


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Fausto Salsano

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Centrocampista
1984-1990/1993-1998


Fausto Salsano (Cava de' Tirreni, 19 dicembre 1962) è un ex calciatore italiano, che ha giocato nel ruolo di centrocampista.

[...
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a]Paolo Mantovani, nell'estate del 1980, non confermò Toneatto sulla panchina blucerchiata: al suo posto, ingaggiò Enzo Riccomini. Per quanto riguarda la squadra, operò una seconda rivoluzione in appena due anni; infatti, cedette molti dei giocatori acquistati l'anno precedente, e li sostituì con molti calciatori giovani, tra cui Luca Pellegrini, Fausto Salsano e Pietro Vierchowod (gli ultimi due girati poi in prestito): il loro arrivo fu bilanciato da quello di giocatori piuttosto esperti, come Luigi Del Neri ed il portiere Guido Bistazzoni. La stagione si aprì con risultati soddisfacenti, ma troppo altalenanti per permettere alla Sampdoria di agganciare la zona promozione; però, a metà stagione, il Doria si avvicinò prepotentemente alle zone alte della classifica, fino a giungere ad un quinto posto finale che gridava vendetta.

C2/B 2002/2003 Fiorentina
Serie A 1997/1998 Sampdoria
Serie A 1996/1997 Sampdoria
Serie A 1995/1996 Sampdoria
Serie A 1994/1995 Sampdoria

Coppa Internazionale Curriculum
Coppa delle Coppe 1989/1990 Sampdoria
Camp. mond. per club 1989/1990 Sampdoria

1984-1990: partite 172 reti 15
1993-1998: partite 105 reti 1


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Salsano ospite alla partita d'addio di Sinisa Mihajlovic -28-05-2007


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Assistente tecnico dell'Inter 2005/2006


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Alberigo Evani


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1993-1997

(Massa, 1 gennaio 1963) è un ex calciatore italiano.

Attualmente è l'allenatore della formazione degli Allievi Nazionali del Milan.

Carriera
Club
Cresciuto nel settore giovanile della società rossonera, dove è arrivato a soli 14 anni, ha debuttato come terzino sinistro l'11 ottobre 1981 nella partita contro il Bologna in Serie A, anche se nella precedente stagione aveva già disputato in rossonero una partita in Serie B.

Fu fra i cadetti, nel 1982/1983, che si mise in luce insieme ad altri giovani del vivaio, disputando 35 partite. In seguito è sempre stato titolare della squadra, anche se ha modificato il suo ruolo da terzino a centrocampista di fascia sinistra con l'arrivo dell'allenatore Arrigo Sacchi e con l'esordio nel suo precedente ruolo di Paolo Maldini.

Vinse lo scudetto del 1987/1988 e le due successive Coppe dei Campioni (1989 e 1990), nonché due Coppe Intercontinentali, sulle quali ha posto il proprio sigillo: infatti nella prima, ha segnato su punizione il gol decisivo contro i colombiani dell'Atlético Nacional di Medellin all'ultimo minuto dei tempi supplementari.

Con l'avvento di Fabio Capello sulla panchina del Milan si è adattato anche a giocare in posizione centrale di centrocampo, vincendo altri due scudetti, nel 1991/1992 e nel 1992/1993.

Nel 1993 è passato alla Sampdoria, dove è rimasto quattro stagioni, e ha poi chiuso la carriera nel 1997/1998 vestendo fino a dicembre la maglia della Reggiana in Serie B e poi quella della Carrarese in Serie C1.

Nazionale
Arrigo Sacchi lo ha voluto anche in Nazionale con la quale ha esordito il 21 dicembre 1991 nella gara contro Cipro, partita terminata con il punteggio di 2-0.

Ha giocato anche i Mondiali del 1994, arrivando secondo e disputando 2 partite. Oltre al primo tempo della gara con l'Irlanda, ha giocato i supplementari della finale che culminerà con i calci di rigore. Ne ha tirato uno e l'ha realizzato, tuttavia risulterà inutile nel risultato finale, che vedrà vincitore il Brasile.

Allenatore
Attualmente Evani allena gli Allievi del Milan. Il 9 Giugno 2007 alla guida degli Allievi conquista il titoto di Campione d'Italia battendo in finale il Genoa per 4-0.

Palmarès
Competizioni Nazionali
Campionato italiano: 3 - Milan: 1987/1988, 1991/1992, 1992/1993
Supercoppa Italiana: 3 - Milan: 1988, 1992, 1993

Competizioni Internazionali
Coppa dei Campioni/Champions League: 2 - Milan: 1988/1989, 1989/1990
Supercoppa Europea: 2 - Milan: 1989, 1990
Coppa Intercontinentale: 2 - Milan: 1989, 1990

Curiosità
È soprannominato Bubu dai tifosi per la somiglianza con l'orsacchiotto di Hanna & Barbera .

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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 7:57 am    Oggetto:  
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Francesco Flachi

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Attaccante 1999-2007

(Firenze, 8 aprile 1975) è un calciatore italiano che gioca nel ruolo di attaccante.

La carriera
Fiorentina, Bari ed Ancona: dal 1993 al 1998

Dopo alcuni anni trascorsi nelle giovanili della Fiorentina, Flachi esordisce in prima squadra nel 1993 in Serie B, in una stagione che riporta i viola in Serie A: in 10 partite, segna due reti, imponendosi come uno dei fantasisti più promettenti dell'intero panorama calcistico italiano. L'esordio nella massima serie è datato 4 settembre 1994: in quell'occasione, contribuisce alla vittoria per 2-1 contro il Cagliari.

Dopo un'ottima annata, condita da 2 reti in 21 gare, Flachi non trova più posto in squadra, e nella stagione 1996/1997 viene dato in prestito al Bari, allora militante nella serie cadetta. Le buone prestazioni con il Bari convincono la dirigenza viola a riportarlo a Firenze, ma la concorrenza di attaccanti quali Batistuta ed Oliveira è spietata, ed a gennaio Flachi viene ceduto, sempre con la formula del prestito, all'Ancona, dove, nei primi mesi del 1998, segna 10 reti in 17 partite.

1999: il passaggio alla Sampdoria
Ritornato in riva all'Arno, Flachi capisce che non c'è posto per lui nella rosa della sua squadra del cuore: decide, seppure a malincuore, di accettare l'offerta di una squadra dal passato glorioso, la Sampdoria, appena retrocessa nella serie cadetta, e prossima a trascorrere quattro anni di "purgatorio".

Nella prima stagione con la maglia blucerchiata, con mister Ventura, non riesce ad acquistare un posto fisso da titolare, ma comunque segna 5 reti in 28 partite. Nella stagione successiva, con l'arrivo di Cagni, conquista definitivamente non solo una maglia da titolare, ma anche l'affetto della provata tifoseria blucerchiata: le 17 marcature, alcune delle quali di pregevole fattura, in 34 match, lo portano ai primi posti della classifica cannonieri della serie cadetta. Nella stagione 2001/2002 assume il ruolo di "salvatore della patria": infatti, guida la debole formazione blucerchiata alla salvezza, ottenuta solo alla penultima giornata: alla fine, si registrano agli annali 16 reti in 37 partite.


L'arrivo del presidente Garrone, il ritorno in Serie A e la ribalta nazionale
Nel 2002, la società blucerchiata passa nelle mani di Riccardo Garrone, che allestisce una formazione di valore e la affida ad un validissimo allenatore, Walter Novellino, il cui arrivo coincide con una lunga serie di soddisfazioni, sia di carattere personale che calcistico, per il genietto toscano: prima, l'immediata promozione in Serie A, alla quale contribuisce con 9 reti in 35 presenze, poi, il sorgere di una grande amicizia con il compagno di reparto Fabio Bazzani, ed infine, la nascita della prima figlia, Benedetta.

Il rapporto con Novellino non è comunque idilliaco: specialmente nell'estate 2003, infatti, numerosi sono i litigi tra i due, sia fuori che dentro al campo da gioco. Flachi paga il suo atteggiamento nervoso rimanendo in panchina nelle prime partite della stagione 2003/2004, e partendo da quarta punta, od addirittura da quinta, dietro al giovane Colombo. Le pessime prestazioni degli altri attaccanti blucerchiati, soprattutto Marazzina e Yanagisawa, oltre alle crescenti contestazioni del pubblico sampdoriano nei suoi confronti, portano mister Novellino a schierarlo nuovamente tra i titolari, con buoni risultati. L'ottavo posto finale, con le 23 reti del tandem blucerchiato formato dal toscano e dal bolognese Bazzani, dimostrano che la Samp non può fare a meno della sua bandiera.

Nella stagione 2004/2005, con le sue 14 marcature in 35 partite, assume il ruolo di autentico trascinatore: alla fine del campionato, la Sampdoria sfiora la qualificazione alla Champions League, ritornando, dopo otto anni, in Europa. L'annata successiva vede Flachi in grande spolvero nella prima metà di stagione, grazie anche alle ottime prestazioni del nuovo compagno Bonazzoli; nella seconda parte del campionato, iniziata dopo la decisiva sconfitta europea di Lens, Flachi crolla insieme al resto della squadra, ma con qualche gol e col suo carattere, permette alla Sampdoria di ottenere la tardiva ed agognata salvezza. In questo periodo arriva al traguardo del centesimo goal in maglia blucerchiata.

Il declino e l'illusione di una nuova rinascita
Nell'estate 2006, Flachi, con i ritorni di Bazzani e Bonazzoli dai rispettivi infortuni, inizia il campionato con grande grinta e carattere, ma, nel suo momento migliore, a causa di alcune intercettazioni telefoniche, viene squalificato per due mesi insieme all'ex compagno di squadra Carrozzieri, con l'accusa di avere assunto un ruolo di prim'ordine nell' "aggiustamento" del derby di Roma dell'aprile 2005, terminato 0-0.

Una volta concluso il periodo di squalifica, tra il settembre ed il novembre 2006, è tornato a giocare con la maglia blucerchiata.

Il 21 febbraio 2007 si è appreso che Flachi è stato trovato positivo per un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina, al controllo antidoping effettuato dopo la partita Sampdoria-Inter del 28 gennaio 2007. Il 21 marzo le controanalisi hanno confermato la positività alla cocaina. Già sospeso in via cautelare dalle competizioni sportive, Flachi dovrà ora affrontare l'interrogatorio da parte della Procura antidoping, che a sua volta riferirà alla Commissione Disciplinare per i provvedimenti di competenza.

Il 21 giugno 2007 la Commissione Disciplinare ha squalificato per 24 mesi Flachi, dopo che è stato accolto il ricorso della procura antidoping del CONI (la Disciplinare aveva inizialmente condannato il giocatore doriano ad 1 anno e 4 mesi e la CAF ha respinto il ricorso del giocatore).

Attualmente Flachi sta scontando la squalifica e per non perdere la forma si allena con il Pietrasanta Marina, squadra che milita nel campionato di eccellenza.

Qualità e carattere
Unico degno erede della maglia numero 10 che fu di Roberto Mancini, come tale, era l'idolo indiscutibile della Gradinata Sud, il covo dei tifosi blucerchiati più accesi. è un giocatore di indiscusso talento e capace di colpi di grande effetto, alternati però talvolta a prestazioni più opache. Il carattere non facile e le tante intemperanze gli hanno forse precluso traguardi più ambiziosi a livello di Nazionale: conta difatti una sola convocazione e nessuna partita giocata.

Curiosità
* Con 107 reti, è il terzo marcatore della Sampdoria di ogni epoca, dietro solo a Mancini (132) e Vialli (126).
* È un tifoso della Fiorentina , e quando segna contro i viola, non esulta.
* È molto legato alla sua famiglia: dalla moglie Valentina ha avuto Benedetta, e più recentemente un secondo figlio, chiamato Tommaso. Quando Flachi segna è solito sollevarsi la maglia e portare le mani alle orecchie. Per un paio di partite, sotto alla maglia da gara, ha avuto una t-shirt con scritto VALE BENE 10, ovvero un omaggio alla moglie Valentina, alla figlia Benedetta e, ovviamente, a se stesso (maglia numero 10).
* Sul sito della "Gazzetta dello Sport", nel profilo di Flachi, compaiono due partite giocate nel 2002 con il "Martigues": si tratta di un grossolano errore dovuto ad un caso di omonomia.
* Ha al suo attivo un'esperienza, a tredici anni, con le giovanili del Napoli. In azzurro gioca per pochi mesi, evidenziando la sua classe cristallina e il senso del gol. Pur affezionandosi alla maglia e alla città, tuttavia la nostalgia per la famiglia e il tifo per colori viola fanno sì che il giovane decida di tornare a Firenze, dove riprende la sua scalata verso la prima squadra
* Segna 2 gol in Europa, uno contro il Setubal e uno contro il Lens.

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Eurogol Nella sfortunata notte di Lens, sotto di un gol, tocca ancora al numero 10 blucerchiato Francesco Flachi pareggiare i conti al 24’: Emiliano Bonazzoli di testa appoggia all'accorrente punta toscana che con un diagonale fulmineo di esterno sinistro dal limite dall’area batte Charles Itandje.

Flachi show


Francesco


Flachi goal


Ciao Flachi, Grande Campione


Franceso Flachi nella sud coi tifosi a cantare!!!

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MessaggioInviato: Dom Mag 25, 2008 8:35 am    Oggetto:  
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Sergio Volpi

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Centrocampista
2002-2008


(Orzinuovi, 2 febbraio 1974) è un calciatore italiano che gioca nella Sampdoria, della quale è il capitano, nel ruolo di centrocampista.

Caratteristiche tecniche
Universalmente riconosciuto come uno dei pochi registi rimasti in Italia, insieme ad Andrea Pirlo ed Eugenio Corini, Volpi gestisce il centrocampo, organizzando la manovra: da ormai qualche anno, il gioco della Samp passa soprattutto dai suoi piedi. Le sue abilità di gioco sono essenzialmente difensive, tanto che si pensa ad un futuro da libero, ma le sue capacità balistiche sono notevoli. Dal 2002 al 2008, con la casacca blucerchiata, ha siglato cinque gol su calcio piazzato, tra i quali si ricorda soprattutto quello contro la Reggina nella stagione 2005/2006.

Carriera
Cresciuto calcisticamente nel Brescia, fa la sua prima esperienza di rilievo nella stagione 1994-1995 alla Carrarese, in serie C1, dove fa registrare 23 presenze ed un gol. Ritornato al Brescia, passa quindi al Bari nel 1996: la squadra pugliese viene promossa alla serie A, nella quale fa il suo esordio l'anno successivo.

Nel luglio 1998, il giovane Volpi viene acquistato dal Venezia e conosce l'allenatore Walter Alfredo Novellino. Dopo due anni di permanenza nella società veneta, segue subito Novellino al Piacenza, dove la squadra ottiene una promozione dalla serie B, e poi il decimo posto in serie A.

Nel 2002, il nuovo presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, già storico azionista della società, si rivolge a Novellino con lo scopo di riportare la squadra alla serie A. L'allenatore accetta l'incarico, e porta con sé Volpi, il quale diventa subito capitano della squadra e, insieme a Flachi, idolo indiscusso della tifoseria doriana, grazie soprattutto al grande carisma ed all'impegno profuso per la squadra.

I buoni risultati ottenuti nei tre anni successivi permettono a Volpi di fare il suo esordio in Nazionale (18 febbraio 2004, nella partita Italia - Repubblica Ceca, terminata 2-2)

Nella stagione 2007-2008 gioca ancora come capitano nella Sampdoria, con la quale ha un contratto in scadenza nel 2009. Nel mese di gennaio 2008, è stato per la prima volta escluso dalla formazione titolare della squadra blucerchiata.

Curiosità

* Durante la stagione 1997-1998 Volpi, insieme al calciatore Paolo Poggi, divenne particolarmente famoso poiché le figurine dei due marcatori, vendute insieme ad una marca di gomme da masticare, erano a detta di molti collezionisti introvabili.
* Fin dai tempi di Brescia, Volpi porta sulla casacca il numero 4.
* È un tifoso sfegatato del Milan.

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Sergio Volpi esulta dopo un gol nella stagione 2006-07.

Sergio


Ultima modifica di Homer il Dom Mag 25, 2008 10:33 am, modificato 1 volta in totale
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